Salmi
Salmo 91: Chi abita al riparo dell'Altissimo
Il Salmo 91 che cerchi è il Salmo 90 della Vulgata — il «Qui habitat», il grande salmo della protezione che la Chiesa recita ogni sera a Compieta. Testo completo in italiano (Martini) e in latino, con il senso tradizionale dei versetti.

Il Salmo 91 è il grande salmo della protezione di tutta la Sacra Scrittura: chi lo recita si pone sotto l'ombra dell'Altissimo, sotto le ali di Dio, custodito dagli Angeli contro ogni pericolo del giorno e della notte. Prima di tutto ti diamo il testo, perché è questo che cerchi; poi spieghiamo il senso e un dettaglio di numerazione che confonde molti.
Salmo 91, testo completo (versione del Martini)
Riportiamo il salmo nella traduzione di mons. Antonio Martini, la versione italiana classica della Bibbia condotta sulla Vulgata, approvata dalla Chiesa e in uso fino a tempi recenti.
Colui che riposa nell'aiuto dell'Altissimo, vivrà sotto la protezione del Dio del cielo.
Egli dirà al Signore: Mio difensore sei tu, e mio asilo: egli è il mio Dio, in lui spererò;
imperocché egli dal laccio dei cacciatori e da dure cose mi ha liberato.
Dei suoi omeri farà ombra a te, e sotto le ali di lui avrai fidanza.
La sua verità ti coprirà come scudo per ogni parte; non temerai i notturni spaventi,
non di giorno la saetta volante, non l'avversiere che va attorno nelle tenebre, non gli assalti del demonio del mezzogiorno.
Mille cadranno al tuo fianco, e diecimila alla tua destra: ma nessuna saetta a te si accosterà.
Ma tu coi tuoi propri occhi osserverai, e vedrai il contraccambio reso ai peccatori.
Tu sei, o Signore, la mia speranza: e che per tuo rifugio hai scelto l'Altissimo.
Non si accosterà a te il male, e alla tua casa non si accosterà flagello.
Imperocché egli ha commesso di te la cura ai suoi Angeli; ed essi in tutte le tue vie saranno tuoi custodi.
Ti sosterranno con le loro mani, affinché disgraziatamente tu non urti col tuo piede nel sasso.
Camminerai sopra l'aspide e sopra il basilisco: e calpesterai il leone e il dragone.
Perché egli ha sperato in me, io lo libererò: lo proteggerò, perché ha conosciuto il mio nome.
Alzerà a me la voce, e io lo esaudirò: con lui sono io nella tribolazione, ne lo trarrò, e lo glorificherò.
Lo sazierò di lunghi giorni, e gli farò vedere il Salvatore che viene da me.
(Salmo 90, vv. 2-17, traduzione del Martini.)
Salmo 91 o Salmo 90? La doppia numerazione
Il salmo che cerchi digitando «salmo 91» è, nella numerazione tradizionale della Chiesa — quella della Vulgata latina di san Girolamo —, il Salmo 90. Non è un errore né una contraddizione: esistono due modi di numerare i Salmi.
La numerazione greca dei Settanta e quella latina della Vulgata, usate nella liturgia per oltre quindici secoli, uniscono in un solo salmo i due che il testo ebraico conta separatamente (i Salmi 9 e 10). Da quel punto in poi tutta la numerazione scorre con uno sfasamento di -1: ciò che le Bibbie moderne chiamano «Salmo 91» è il Salmo 90 della Vulgata e del breviario. Per riconoscerlo con certezza, guarda sempre le prime parole: «Chi abita al riparo dell'Altissimo» — in latino Qui habitat in adjutorio Altissimi. È lo stesso salmo, con due etichette.
Salmo 91 in latino: il «Qui habitat»
Nel breviario romano questo salmo apre la Compieta, la preghiera della Chiesa prima del riposo notturno. Da qui il suo nome tradizionale, Qui habitat. Recitarlo la sera significa affidare a Dio la notte che viene, con le sue tenebre e i suoi pericoli, fidando nelle ali dell'Altissimo. Ecco l'incipit nel latino della Vulgata:
Qui habitat in adjutorio Altissimi,
in protectione Dei caeli commorabitur.
Dicet Domino: Susceptor meus es tu, et refugium meum;
Deus meus, sperabo in eum.
Il senso tradizionale del Salmo della protezione
Il salmo è tutto costruito su immagini di riparo: l'ombra, le ali, lo scudo, il rifugio. Chi confida in Dio non è promesso esente dalle prove — la «saetta», il «flagello», la «tribolazione» restano nominati — ma è promesso custodito attraverso di esse. La protezione del Salmo 91 non è l'assenza del male, è la presenza di Dio nel mezzo del male: «con lui sono io nella tribolazione» — la stessa fiducia che attraversa il Salmo 23, dove il Signore è il pastore che guida il fedele anche nella valle oscura.
I versetti più celebri sono quelli sugli Angeli custodi: «egli ha commesso di te la cura ai suoi Angeli; ed essi in tutte le tue vie saranno tuoi custodi». Sono le stesse parole che il demonio cita, deformandole, nella tentazione di Cristo nel deserto (Mt 4, 6): a riprova che persino questa pagina di consolazione può essere torta, e che va letta nella fede della Chiesa, non a piacere.
Il Catechismo di san Pio X conferma questa dottrina con sobrietà: Dio «si serve degli Angeli come dei suoi ministri, e in particolare affida a molti di essi l'incarico di essere nostri custodi e nostri protettori». E aggiunge che dobbiamo «avere una particolare devozione verso il nostro Angelo custode, onorarlo, invocarne l'appoggio, seguirne le ispirazioni, ed essergli riconoscenti per la continua assistenza che ci presta». Il Salmo 91 è precisamente la preghiera che mette in atto questa fiducia.
C'è infine il «demonio del mezzogiorno» (v. 6), espressione che i Padri del deserto hanno amato: indica l'assalto dell'accidia e dello scoraggiamento che colpisce nell'ora più chiara, quando nulla minaccia dall'esterno. Anche contro questo male interiore — la tristezza, la stanchezza dello spirito — il salmo arma chi prega. Il Catechismo ricorda la via maestra: «si trionfa delle tentazioni con la vigilanza, con la preghiera e con la mortificazione cristiana».
Come si recita il Salmo 91
Non occorrono regole complicate. Tre modi tradizionali:
- Alla sera, a Compieta. È la sua sede liturgica propria. Recitarlo prima di dormire affida a Dio la notte, come fa la Chiesa da secoli.
- Nelle prove e nei pericoli. È il salmo che si prega nella paura, nella malattia, nel viaggio, in ogni momento di minaccia, confidando nella custodia degli Angeli.
- In latino, il «Qui habitat». Pregarlo nella lingua della Chiesa unisce la nostra voce a quella di tutti i fedeli che lo hanno recitato prima di noi.
Conviene chiudere, come la liturgia, con il Gloria al Padre, riferendo a Dio Uno e Trino tutta la lode del salmo.
Domande frequenti
Il Salmo 91 e il Salmo 90 sono lo stesso salmo?
Sì. «Salmo 91» è la numerazione delle Bibbie moderne (sul testo ebraico); «Salmo 90» è la numerazione tradizionale della Vulgata e del breviario. Lo riconosci dalle prime parole: «Chi abita al riparo dell'Altissimo».
Perché è chiamato il salmo della protezione?
Perché è interamente dedicato alla custodia di Dio sul fedele: l'ombra, le ali, lo scudo, gli Angeli custodi che ci portano «sulle loro mani». È la preghiera classica nei pericoli e nelle tribolazioni.
Che cos'è il «demonio del mezzogiorno»?
È l'immagine del versetto 6 per la tentazione che assale nell'ora più luminosa: l'accidia, lo scoraggiamento, la tristezza dello spirito. I Padri del deserto vi riconoscevano la prova più insidiosa, perché viene da dentro.
Quando recita la Chiesa questo salmo?
Apre la Compieta, l'ultima ora del giorno nel breviario romano. Per questo è chiamato tradizionalmente Qui habitat, dalle prime parole del testo latino.
È il salmo citato nella tentazione di Gesù nel deserto?
Sì: il demonio cita i versetti 11-12 sugli Angeli (Mt 4, 6) per tentare Cristo. È un avvertimento: anche la Scrittura può essere deformata, e va sempre letta nella fede della Chiesa.
Per approfondire le preghiere quotidiane e gli Angeli custodi, leggi l'Angelo di Dio e il Gloria al Padre; per la fede confessata, il Credo; e per le grandi preghiere del cristiano, il Padre Nostro, l'Ave Maria e la Salve Regina.
L'app Iter Fidei contiene le preghiere, i salmi e le novene, in latino e italiano, con audio. Scaricala qui.
Fonti. Sacra Bibbia, traduzione di mons. Antonio Martini (Salmo 90, su testo della Vulgata); Vulgata latina (Salmo 90, Qui habitat); Catechismo di san Pio X (parte I, sugli Angeli custodi; parte sulle tentazioni); Breviario Romano, Compieta.