Il nostro metodo e le nostre fonti
Ogni testo che pubblichiamo è ancorato a fonti tradizionali primarie, e verificato prima di essere offerto al fedele. Crediamo che la trasparenza sul metodo sia un dovere: ecco dunque come lavoriamo, su che cosa ci appoggiamo e ciò che deliberatamente escludiamo.
Come lavoriamo
Non scriviamo a memoria né riformuliamo opinioni correnti. Per ciascun argomento risaliamo alla fonte tradizionale che lo fonda, citiamo il testo con esattezza e ne indichiamo l'origine. Quando una citazione è in latino, riportiamo il latino accanto alla traduzione. Quando un punto è incerto, lo diciamo, invece di colmarlo con un'invenzione.
Le nostre fonti
Ci appoggiamo unicamente a testimoni riconosciuti della tradizione cattolica:
- La Sacra Scrittura nella traduzione tradizionale — la Bibbia del Martini — accanto alla Vulgata latina.
- Il Catechismo Romano del Concilio di Trento (1566).
- Il Catechismo di San Pio X (1908).
- Dom Guéranger, L'Anno Liturgico, per l'intelligenza delle feste e dei tempi.
- Il Messale e il Breviario tradizionali del 1962.
- Le vite dei santi approvate: Butler e gli Acta Sanctorum.
Ciò che escludiamo
La nostra norma è il rito romano tradizionale nella sua ultima forma ricevuta, quella del 1962. Lasciamo da parte le riforme scaturite dal Concilio Vaticano II — il nuovo messale del 1969, il calendario e l'ufficio riformati — che segnano la rottura oltre la quale il rito e il suo spirito sono stati alterati. Quando un argomento moderno si presenta, non lo ignoriamo: lo esponiamo con franchezza, poi lo ricolleghiamo sempre alla tradizione perenne, perché il fedele giudichi alla luce di ciò che la Chiesa ha sempre insegnato.
La nostra promessa
Fedeltà dottrinale, citazioni reali, nessuna fonte inventata. Se troviamo un errore, lo correggiamo; se ne segnalate uno, lo verifichiamo. È il solo modo che conosciamo per onorare un patrimonio durato venti secoli.
Per una domanda o una correzione: salve@iterfidei.com.
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