Preghiere
Preghiera per la Buona Morte
Le preghiere tradizionali per ottenere la grazia di una buona morte: l'invocazione «Gesù, Maria, Giuseppe» della sera, la preghiera a San Giuseppe patrono dei morenti e l'Ave Maria per l'ora della nostra morte, con testo, uso e dottrina.

Pregare per la buona morte non è un pensiero cupo: è l'atto più lucido del cristiano, che chiede di morire in grazia di Dio, riconciliato e fortificato dai sacramenti. La Sacra Scrittura ce lo ricorda: «In tutte le tue azioni, ricordati dei tuoi Novissimi, e non peccherai mai» (cfr. Eccli. 7). Cominciamo, come fa chi cerca questo testo, col dare le preghiere tradizionali — la giaculatoria della sera, l'invocazione a San Giuseppe e l'Ave Maria — e poi ne spiegheremo l'origine, l'uso e la dottrina.
Che cos'è la preghiera della buona morte
Per «buona morte» la Chiesa non intende una morte senza dolore o senza paura, ma una morte in stato di grazia: l'anima che lascia il corpo riconciliata con Dio, libera dal peccato mortale, confortata dai sacramenti dei morenti. È la grazia suprema, perché da quel momento dipende l'eternità.
La preghiera della buona morte è dunque ogni supplica con cui domandiamo questa grazia: di non essere colti dalla morte improvvisa e impreparata, di poter ricevere la Confessione, l'Eucaristia come Viatico e l'Estrema Unzione, e di spirare pronunciando i nomi di Gesù, Maria e Giuseppe. La pietà tradizionale la lega specialmente alla sera, perché ogni notte è figura dell'ultima.
Le preghiere per la buona morte (testo)
«Gesù, Maria, Giuseppe» — la preghiera della sera
È la giaculatoria che il Catechismo di San Pio X mette sulle labbra del cristiano prima di addormentarsi, dopo essersi fatto il segno della Croce e aver pensato che potrebbe morire quella notte:
Mio Signore e mio Dio, vi dono il mio cuore;
Santissima Trinità, fatemi la grazia di ben vivere e di ben morire;
Gesù, Maria, Giuseppe, vi raccomando l'anima mia.
L'invocazione «Gesù, Maria, Giuseppe» si recita anche da sola, come breve orazione giaculatoria, in qualunque momento del giorno e soprattutto nel pericolo.
Invocazione a San Giuseppe, patrono dei morenti
San Giuseppe morì, secondo la tradizione, tra le braccia di Gesù e di Maria: per questo la Chiesa lo invoca come patrono della buona morte. Lo preghiamo perché ci ottenga di morire assistiti dalla loro presenza:
O San Giuseppe, padre e custode delle vergini,
a te furono affidati Gesù e Maria;
a te io affido l'anima mia.
Tu che spirasti tra le braccia di Gesù e di Maria,
assistimi nell'ultima mia agonia,
e ottienimi la grazia di rendere l'anima mia
nelle mani di Gesù, dicendo:
«Gesù, Maria, Giuseppe, vi dono il cuore e l'anima mia». Amen.
L'Ave Maria, per «l'ora della nostra morte»
Ogni volta che recitiamo l'Ave Maria — e particolarmente nel Rosario — chiediamo già la buona morte. Lo facciamo nella seconda parte della preghiera:
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Affidiamo alla Madre di Dio le due ore che abbracciano tutta la vita: adesso, e l'ora della nostra morte. Per questo il Rosario è, a ben vedere, la più diffusa preghiera per la buona morte mai composta.
San Giuseppe, patrono della buona morte
Perché proprio San Giuseppe? Perché la sua fu, dice la tradizione, la morte più dolce che si possa immaginare: spirò assistito da Gesù e da Maria. Chi lo invoca chiede di non morire solo, ma circondato dalla stessa compagnia. Il Catechismo Romano, trattando dell'Estrema Unzione, ricorda che questo sacramento «richiama necessariamente il pensiero del nostro ultimo giorno» e ci prepara «un cammino più facile e più sicuro per andare al cielo».
San Giuseppe è custode silenzioso: non parla mai nel Vangelo, ma obbedisce. Così vogliamo morire noi — in silenzio, in obbedienza, abbandonati alla volontà di Dio. Chi desidera approfondire le altre orazioni a lui rivolte può leggere la preghiera a San Giuseppe e la novena a San Giuseppe.
I sacramenti dei morenti
La preghiera non sostituisce i sacramenti: li domanda. Per una buona morte la Chiesa ci offre tre soccorsi, da ricevere finché si è in tempo:
- la Confessione, per essere riconciliati con Dio e riavere la grazia perduta col peccato mortale (l'atto di dolore ne è la preghiera essenziale, e va imparato a memoria proprio in vista dell'ora estrema);
- il Viatico, cioè la santa Comunione data al malato come «cibo per il viaggio» verso l'eternità;
- l'Estrema Unzione, sacramento «istituito per il sollievo spirituale e anche corporale degli infermi in pericolo di morte» (Catechismo di San Pio X). Essa accresce la grazia santificante, cancella i peccati che l'infermo pentito non potesse più confessare e toglie quella debolezza al bene che rimane anche dopo il perdono.
Per questo il cristiano prega tutta la vita di non morire impreparato: perché possa, all'ultimo, ricevere questi doni.
Come e quando recitarle
La pietà tradizionale colloca queste preghiere soprattutto la sera, nell'esame di coscienza prima del sonno: il Catechismo di San Pio X insegna a pensare, prima di addormentarsi, «che posso morire questa notte», e a donare il cuore a Dio.
Sono utili anche le orazioni giaculatorie lungo il giorno — «Gesù mio, misericordia!», «Signore, sia fatta la vostra volontà!» — che ci tengono pronti. E quando si ode suonare l'agonia di un moribondo, il buon cristiano «raccomanderà la sua anima al Signore, pensando che fra non molto mi troverò io stesso in questo stato». Così la preghiera per i morenti è insieme carità verso il prossimo e preparazione per noi.
Domande frequenti
Qual è la preghiera per la buona morte più semplice?
L'invocazione «Gesù, Maria, Giuseppe, vi raccomando l'anima mia». Si recita ogni sera prima di dormire e in ogni pericolo: è breve, si impara a memoria e raccoglie in tre nomi tutto l'aiuto del Cielo.
Perché San Giuseppe è patrono della buona morte?
Perché, secondo la tradizione, egli morì assistito da Gesù e da Maria. Chi lo invoca chiede di morire nella stessa beata compagnia, abbandonato alla volontà di Dio.
L'Ave Maria è una preghiera per la buona morte?
Sì. Nella seconda parte — «prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte» — chiediamo esplicitamente l'assistenza della Madre di Dio nel momento del trapasso. Per questo il Rosario è la più diffusa preghiera per i morenti.
Posso pregare per una persona che sta morendo?
Certo. Si raccomanda la sua anima al Signore, si recita l'Ave Maria o il «Gesù, Maria, Giuseppe» accanto a lei, e si invoca San Giuseppe perché la assista nell'agonia. È un'opera di misericordia spirituale.
Fonti.
- Catechismo di San Pio X, Esercizi di pietà cristiana (preghiere della sera, orazioni giaculatorie, condotta verso i morenti) e Dell'Estrema Unzione (effetti del sacramento).
- Catechismo del Concilio di Trento (Catechismo Romano), Del sacramento dell'Estrema Unzione.
- Sacra Scrittura nella versione di Mons. Antonio Martini (Ecclesiastico 7, sul ricordo dei Novissimi).
- Testo dell'Ave Maria secondo la forma tradizionale del Rosario.
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