Preghiere
Salve Regina: antifona alla Madre di Dio
Il testo del Salve Regina in italiano e in latino, con la storia di questa antifona mariana, il suo significato e il modo di recitarla alla fine del Rosario.

Il Salve Regina è la più amata fra le antifone mariane: la voce con cui la Chiesa, sera dopo sera, si rivolge alla Madre di Dio chiamandola Regina, Madre di misericordia e Avvocata nostra. Diamo qui il testo, in italiano e in latino, e ne raccogliamo poi la storia e il senso.
Salve Regina: il testo in italiano
Salve, o Regina, Madre di misericordia;
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva.
A Te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, Avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio,
Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Salve Regina: il testo in latino
La preghiera nacque in latino, ed è in latino che si canta nella liturgia e in tutta la Chiesa. Ne diamo il testo originale.
Salve, Regina, Mater misericordiae:
vita, dulcedo et spes nostra, salve.
Ad te clamamus, exsules, filii Hevae.
Ad te suspiramus, gementes et flentes
in hac lacrimarum valle.
Eia ergo, Advocata nostra,
illos tuos misericordes oculos ad nos converte.
Et Jesum, benedictum fructum ventris tui,
nobis post hoc exsilium ostende.
O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria.
L'incipit Salve, Regina dà il nome all'intera antifona; per questo molti la cercano anche come «Salve o Regina». Le due forme, italiana e latina, dicono la stessa cosa: un grido di figli esuli verso la loro Madre.
La storia dell'antifona
Il Salve Regina appartiene al gruppo delle quattro antifone mariane finali, quelle con cui la Chiesa chiude l'Ufficio divino. La tradizione l'ha attribuita a vari autori medievali, ma più che il nome di chi la compose conta il posto che essa ha conquistato nella pietà cristiana: i monaci la cantavano al calare della notte, e da quel canto monastico è passata sulle labbra di tutto il popolo fedele.
L'antifona si canta soprattutto dopo Pentecoste e lungo il Tempo dopo la Pentecoste, fino all'Avvento — mentre nel Tempo pasquale lascia il posto al Regina Caeli —, ma la sua melodia gregoriana è fra le più conosciute dell'intero anno liturgico. Da preghiera della sera dei monaci è divenuta preghiera della sera della Chiesa intera.
Il significato: Regina, Madre, Avvocata
Tre titoli reggono tutta l'antifona, e ciascuno ha un fondamento sicuro nella fede.
Regina e Madre. Chiamiamo Maria Regina perché è la Madre del Re, e Madre di misericordia perché ci ha dato Colui che è la nostra misericordia. Il Catechismo di san Pio X ricorda che la Vergine «è così potente perché è la Madre di Dio ed è impossibile che egli non la esaudisca». Da questa maternità divina scende ogni titolo che le diamo.
Avvocata. L'antifona la chiama Advocata nostra, «Avvocata nostra». Lo stesso Catechismo spiega che preghiamo i Santi, e prima di tutti la Vergine, «affinché intercedano per noi come nostri avvocati presso Dio»; e di Maria dice che è «la nostra Avvocata più potente presso Gesù Cristo» (Catechismo di san Pio X, L'invocazione dei Santi; L'Ave Maria). Il Salve Regina è dunque una preghiera di intercessione: non chiediamo a Maria di darci da sé le grazie, ma di ottenercele dal Figlio.
Esuli figli di Eva. Ci diciamo esuli, figli di Eva, perché viviamo lontani dalla patria del Cielo, in «questa valle di lacrime». L'ultima richiesta è la più alta: che, finito l'esilio, Maria ci mostri Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. È l'eco delle parole con cui l'arcangelo Gabriele e santa Elisabetta salutarono la Vergine: Dio ti salvi, piena di grazia... Benedetta tu fra le donne (Vangelo secondo Luca 1, 28). E questa maternità, ricevuta sotto la Croce quando Gesù disse al discepolo Eccola la madre tua (Vangelo secondo Giovanni 19, 27), è il fondamento di tutta la nostra fiducia.
Il canto del Salve Regina
Il Salve Regina è anzitutto un canto. Prima ancora di essere recitato, esso nacque per essere cantato dai monaci al termine della giornata, e la sua melodia gregoriana è fra le più diffuse di tutta la cristianità. Per questo molti lo cercano come «Salve Regina cantato» o «Salve Regina cantata»: la forma cantata è quella propria dell'antifona.
La tradizione gregoriana conosce due melodie principali. La prima è il tono solenne (tonus solemnis), ampio e ornato, riservato alle grandi solennità e ai momenti liturgici più importanti. La seconda è il tono semplice (tonus simplex), più sobrio e facile da apprendere: è quello che si è imposto nelle parrocchie e nelle comunità, e che la gran parte dei fedeli conosce. Entrambi seguono il testo latino Salve, Regina, Mater misericordiae, riportato per intero qui sopra.
Cantare il Salve Regina in latino, sulla sua melodia propria, è il modo più pieno di pregarlo: la musica gregoriana non è un ornamento aggiunto, ma la veste naturale di queste parole. Anche chi non legge la notazione musicale può imparare a orecchio il tono semplice, che si tramanda di generazione in generazione nelle assemblee.
Come si recita il Salve Regina
Il Salve Regina si recita o si canta abitualmente alla fine del Rosario, dopo le cinque decine, come conclusione mariana. Lo si dice anche al termine dell'Ufficio divino e in molte funzioni serali.
Lo si può recitare in italiano o in latino, da soli o in coro. Quando viene cantato in latino sulla melodia gregoriana, l'antifona acquista tutta la sua solennità; ma anche detta sottovoce, alla fine della giornata, conserva la forza di un grido filiale. Il Catechismo di san Pio X ricorda del resto che la devozione che la Chiesa raccomanda «in modo del tutto speciale in onore della Santissima Vergine è la recita del santo Rosario»: il Salve Regina ne è il sigillo.
Il Salve Regina come preghiera per la famiglia
Molti cercano il Salve Regina come preghiera per la famiglia, e a ragione: è una delle orazioni mariane più adatte a essere recitata in casa, tutti insieme. La sera, riuniti per il Rosario o anche solo per un breve momento di preghiera comune, la famiglia trova in questa antifona le parole giuste per affidarsi alla Madre di Dio.
Il motivo è nel testo stesso. Diciamo vita, dolcezza e speranza nostra, e ci riconosciamo tutti, genitori e figli, esuli figli di Eva: nessuno prega da solo, ma come membro di un'unica famiglia umana che si rivolge alla sua Madre comune. Chiedere a Maria di mostrarci Gesù, il frutto benedetto del tuo seno è la più alta intenzione che una famiglia cristiana possa fare propria: che tutti, dopo questo esilio, si ritrovino presso il Figlio.
Si può recitare il Salve Regina al termine del Rosario familiare, oppure come preghiera della sera, affidando alla Vergine i bisogni della casa. La Chiesa ha sempre raccomandato la preghiera in famiglia, e l'antifona, con la sua brevità e la sua dolcezza, vi si presta in modo naturale.
Domande frequenti
Qual è il testo del Salve Regina in italiano?
Il testo italiano comincia con «Salve, o Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve» e si chiude con «O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria». Lo riportiamo per intero nella prima sezione di questa pagina.
Qual è il testo del Salve Regina in latino?
L'antifona latina comincia con «Salve, Regina, Mater misericordiae: vita, dulcedo et spes nostra, salve». Diamo il testo latino completo qui sopra: è la forma originale, quella che si canta nella liturgia.
Quando si recita il Salve Regina?
Si recita soprattutto alla fine del Rosario, come preghiera mariana conclusiva, e al termine dell'Ufficio divino. È particolarmente legato al Tempo dopo la Pentecoste, ma lo si può dire in ogni momento.
Perché Maria è chiamata «Avvocata» nel Salve Regina?
Perché intercede per noi presso il Figlio. Il Catechismo di san Pio X la chiama «la nostra Avvocata più potente presso Gesù Cristo»: a lei ricorriamo perché ci ottenga da Dio le grazie di cui abbiamo bisogno.
Che cosa significa «esuli figli di Eva»?
Significa che, come discendenti di Eva, viviamo lontani dalla patria celeste, nell'esilio di questa vita segnata dal peccato e dalla sofferenza, la «valle di lacrime». Per questo chiediamo a Maria di mostrarci Gesù «dopo questo esilio».
Come si canta il Salve Regina?
Si canta in latino sulla melodia gregoriana propria dell'antifona, che esiste in due forme: un tono solenne, ampio e ornato, per le grandi feste, e un tono semplice, più sobrio e diffuso, che la maggior parte dei fedeli conosce. Il testo cantato è quello latino: Salve, Regina, Mater misericordiae.
Il Salve Regina è adatto come preghiera per la famiglia?
Sì. È una delle preghiere mariane più indicate da recitare in casa, tutti insieme, soprattutto la sera o al termine del Rosario familiare. Le sue parole — vita, dolcezza e speranza nostra — uniscono genitori e figli nel rivolgersi alla Madre comune e nell'affidarle i bisogni della casa.
L'app Iter Fidei contiene le preghiere, i salmi e le novene, in latino e italiano, con audio. Scaricala qui.
Fonti. Testo dell'antifona dal corpus di preghiere Iter Fidei (italiano e latino). Catechismo della Dottrina Cristiana di san Pio X, L'Ave Maria e L'invocazione dei Santi. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Luca 1, 28; Vangelo secondo Giovanni 19, 25-27).