Novene
Novena a San Francesco d'Assisi
Il testo completo della novena tradizionale a San Francesco d'Assisi, con la preghiera di ogni giorno e le meditazioni dei nove giorni, dal 25 settembre alla festa del 4 ottobre. Per chiedere una grazia, con versione breve e da stampare.

La novena a San Francesco d'Assisi è la preghiera di nove giorni con cui i devoti si preparano alla festa del Serafico Padre, che il calendario tradizionale fissa al 4 ottobre. La si recita per chiedere l'intercessione del Poverello di Assisi — patrono d'Italia — per ottenere una grazia, imparare da lui l'amore alla povertà, alla pace e alla creazione, e affidargli le necessità dell'anima e del corpo. Chi la comincia il giorno consueto la inizia il 25 settembre e la conclude il 3 ottobre, alla vigilia della festa; ma la novena è preghiera valida in ogni tempo, ogni volta che sentiamo il bisogno di rivolgerci a questo santo tanto amato.
Se non conosci ancora la forma e il senso di questa devozione, leggi anzitutto la nostra pagina su che cos'è una novena.
Il testo completo della novena
La novena tradizionale a San Francesco unisce, per ciascuno dei nove giorni, una breve meditazione sopra una virtù del santo e le tre preghiere fondamentali del cristiano. Ogni giorno si prega così:
Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen.
Si legge la meditazione del giorno, e la si conclude sempre con l'invocazione e le preghiere seguenti:
San Francesco, prega per noi.
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Se vuoi rileggere il senso di queste orazioni, trovi le nostre pagine sul Padre Nostro, sull'Ave Maria e sul Gloria al Padre.
Primo giorno (25 settembre) — La volontà di Dio
Chiediamo a Dio, con la preghiera, che ci illumini sulle scelte della nostra vita, e cerchiamo di imitare la prontezza e l'entusiasmo di Francesco nell'adempiere alla volontà di Dio.
San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Secondo giorno (26 settembre) — Il creato, specchio di Dio
Imitiamo san Francesco nel contemplare la creazione come lo specchio del Creatore; ringraziamo Dio per il dono della creazione; cerchiamo di avere sempre rispetto per ogni creatura, perché espressione dell'amore del Creatore; riconosciamo in ogni essere creato un nostro fratello.
San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Terzo giorno (27 settembre) — L'umiltà
Francesco, con la sua umiltà, ci esorta a non esaltarci né di fronte agli uomini né di fronte a Dio; a dare onore e gloria a Dio per quanto Egli opera per nostro mezzo.
San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Quarto giorno (28 settembre) — La preghiera e la castità
San Francesco e santa Chiara ci ricordano che è necessario trovare il tempo per la preghiera, alimento spirituale della nostra anima. La castità perfetta non c'impone di evitare le creature di sesso diverso dal nostro, ma ci chiede di amarle solo di un amore che anticipa su questa terra quell'amore che potremo esprimere pienamente in Cielo, dove saremo «simili agli angeli» (Mc 12, 25).
San Francesco e santa Chiara, pregate per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Quinto giorno (29 settembre) — La povertà evangelica
San Francesco sosteneva che «si sale prima in Cielo da un tugurio che da un palazzo». Ricercava sempre la santa semplicità e non permetteva che la strettezza del luogo trattenesse le espansioni del cuore. San Francesco, il «poverello di Assisi», con il suo distacco dalle cose di questo mondo nell'imitazione di Cristo, ci ricorda che Gesù volle scegliere per sé e per sua Madre la povertà: è bene essere distaccati dalle cose della terra per essere sempre più protesi verso le realtà del Cielo.
San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Sesto giorno (30 settembre) — La mortificazione
L'esempio di san Francesco deve farci riflettere sulla necessità di mortificare i desideri del corpo, affinché siano sempre subordinati alle esigenze dello spirito.
San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Settimo giorno (1 ottobre) — Le difficoltà e le opposizioni
San Francesco riuscì a superare le difficoltà con umiltà e letizia. Il suo esempio ci esorta a saper accettare anche le opposizioni dei più vicini e dei più cari, quando Dio ci invita per una via che essi non condividono; e a saper accettare con umiltà i contrasti nell'ambiente in cui quotidianamente viviamo, ma difendendo con fermezza quanto ci sembra utile per il bene nostro e di coloro che ci stanno vicino, soprattutto per la gloria di Dio.
San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Ottavo giorno (2 ottobre) — La sofferenza e la malattia
Chiediamo a san Francesco la sua gioia e serenità nelle malattie, pensando che la sofferenza è un grande dono di Dio e va offerta al Padre pura, senza essere rovinata dai nostri lamenti. Seguendo l'esempio di Francesco, sopportiamo le malattie con pazienza, senza far pesare il nostro dolore agli altri. Cerchiamo di ringraziare il Signore non solo quando ci dona la gioia, ma anche quando permette le malattie.
San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Nono giorno (3 ottobre) — Sorella morte
Francesco, con il suo esempio di accettazione gioiosa di «sorella morte», ci invita a vivere ogni istante della nostra vita terrena come mezzo per conseguire la gioia eterna che sarà premio dei beati.
San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Le varianti di questa novena
Molti fedeli cercano la novena in forme particolari, secondo la propria intenzione. Le tradizioni francescane le hanno tutte, e tutte si riducono alla stessa preghiera di sopra, recitata con diverso proposito del cuore.
Novena a San Francesco d'Assisi per chiedere una grazia. Chi affida al santo una necessità precisa — una guarigione, una riconciliazione, un lavoro, la conversione di una persona cara — recita i nove giorni come sopra, aggiungendo, dopo l'invocazione finale, la domanda concreta: «San Francesco, che tanto fosti caro a Dio, ottienimi da Lui, se è per la sua gloria e il bene dell'anima mia, la grazia che con fiducia ti domando…» (qui si esprime la propria intenzione). La Chiesa insegna a chiedere sempre nella santa indifferenza, cioè accettando in anticipo la volontà di Dio, che sa meglio di noi ciò che ci conviene. Se la tua necessità è pressante, può aiutarti anche la preghiera per una grazia urgente.
Novena per una causa impossibile. San Francesco non è, per antonomasia, il santo delle cause impossibili — quel titolo appartiene per tradizione a San Giuda Taddeo e, per gli oggetti smarriti e i casi disperati, a Sant'Antonio di Padova, figlio spirituale di Francesco. Nulla però impedisce di affidare al Serafico Padre anche le situazioni umanamente senza uscita: la sua stessa vita fu il capovolgimento di ogni calcolo mondano.
Versione breve. Chi ha poco tempo può recitare ogni giorno soltanto l'invocazione e le tre preghiere: San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. È la forma più essenziale e antica della novena: nove giorni, una sola invocazione ripetuta con fede.
Testo in PDF e da stampare. Questa pagina contiene il testo integrale della novena: puoi stamparla direttamente dal tuo dispositivo (comando «Stampa» del browser, oppure «Salva come PDF») e portarla con te per i nove giorni, o consegnarla a chi la reciterà in famiglia. Non serve altro che il testo che leggi qui.
Come si recita questa novena
Si comincia la novena nove giorni prima della festa, cioè il 25 settembre, per concluderla il 3 ottobre, alla vigilia. Il 4 ottobre, giorno del transito e festa liturgica di San Francesco, si corona la novena partecipando, se possibile, alla Santa Messa e ricevendo i sacramenti.
Ogni giorno si sceglie un momento raccolto — il mattino o la sera sono i più adatti — e si prega con calma: il segno di croce, la meditazione del giorno, l'invocazione a San Francesco, il Padre Nostro, l'Ave Maria e il Gloria. Chi desidera può recitare la novena in famiglia, alternando le meditazioni, oppure unirla alla recita del Santo Rosario. Non è la lunghezza che conta, ma la costanza e la fiducia: nove giorni fedeli valgono più di molte parole affrettate.
Chi non potesse cominciare il 25 settembre non deve scoraggiarsi: la novena può essere recitata in qualunque periodo dell'anno, ogni volta che si vuole invocare il santo per una particolare necessità. Per collocare bene questa festa nel ciclo delle celebrazioni, vedi la nostra pagina sull'anno liturgico.
Chi era San Francesco d'Assisi
Francesco nacque ad Assisi, in Umbria, intorno al 1181-1182, figlio di Pietro di Bernardone, ricco mercante di stoffe, e di madonna Pica. Battezzato Giovanni, fu chiamato Francesco dal padre. Trascorse una giovinezza lieta e dispendiosa, amante delle feste, delle canzoni e delle armi, sognando la gloria cavalleresca. Fu proprio la guerra tra Assisi e Perugia a mutare il corso della sua vita: fatto prigioniero e poi consumato da una lunga malattia, cominciò a sentire il vuoto delle cose che aveva amato.
La conversione maturò per gradi. Un giorno, cavalcando presso Assisi, incontrò un lebbroso: vincendo il ribrezzo, scese da cavallo, gli baciò la mano e gli donò quanto aveva. Poco dopo, mentre pregava nella chiesetta diroccata di San Damiano, udì il Crocifisso dirgli: «Francesco, va' e ripara la mia casa, che, come vedi, è tutta in rovina». Egli lo intese dapprima alla lettera, e riparò con le proprie mani quel piccolo tempio; ma la Provvidenza gli chiedeva assai di più: riparare la Chiesa universale con l'esempio di una vita evangelica.
La rottura col mondo fu pubblica e clamorosa. Chiamato a rispondere davanti al vescovo di Assisi per aver disposto dei beni paterni, Francesco restituì al padre perfino le vesti che indossava, dichiarando dinanzi a tutti: «D'ora innanzi potrò dire in tutta verità: Padre nostro che sei nei cieli». Da quel momento visse in assoluta povertà, mendicando il pane, curando i lebbrosi, restaurando le chiese abbandonate.
Presto altri lo seguirono. Avendo udito nel Vangelo il comando del Signore di andare senza oro né bisaccia, Francesco vi riconobbe la sua regola di vita. Con i primi compagni si recò a Roma, e nel 1209-1210 il papa Innocenzo III approvò la prima forma di vita dei Frati Minori. Nacque così l'Ordine francescano; e quando la nobile Chiara, anch'essa di Assisi, volle abbracciare la stessa povertà, Francesco la accolse e le diede origine al secondo Ordine, quello delle Povere Dame, oggi Clarisse — ragione per cui la devozione unisce spesso i due santi (di lei parliamo nella pagina su Santa Chiara).
L'amore di Francesco per Cristo lo spinse fino in Oriente: durante la crociata, nel 1219, attraversò le linee nemiche a Damietta e si presentò al Sultano d'Egitto, desiderando il martirio e la salvezza di quelle anime. A Greccio, nel 1223, allestì il primo presepe vivente, per far contemplare al popolo l'umiltà del Bambino di Betlemme. Nello stesso anno il papa Onorio III approvò definitivamente la sua Regola.
Il suggello della sua conformità a Cristo fu impresso nella sua carne. Nell'agosto del 1224 Francesco si era ritirato sul monte della Verna, negli Appennini, per un lungo digiuno in solitudine. Verso la festa dell'Esaltazione della Santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide come un serafino dalle sei ali splendenti scendere velocissimo dal cielo, e tra le ali gli apparve la figura di un uomo crocifisso. A quella vista un'improvvisa gioia mista a dolore invase il cuore del santo; e quando la visione svanì, nelle mani, nei piedi e nel costato gli restarono impresse le stimmate, le cinque piaghe del Signore, che egli portò celate fino alla morte. È il solo caso di stimmate celebrato da una festa liturgica in tutta la Chiesa d'Occidente.
Negli ultimi anni, quasi cieco e sfinito dalle penitenze, Francesco compose il Cantico delle creature, lodando Dio per «messer lo frate Sole», per «sora Luna», per l'acqua, il fuoco e la terra, e infine per «sora nostra Morte corporale». Sentendo prossima la fine, volle essere deposto nudo sulla nuda terra, alla Porziuncola, presso Assisi, e vi rese l'anima a Dio la sera del 3 ottobre 1226. Fu canonizzato appena due anni dopo, il 16 luglio 1228, dal papa Gregorio IX. Nel 1939 il papa Pio XII lo proclamò, insieme a Santa Caterina da Siena, patrono primario d'Italia. La sua figura resta uno dei più limpidi specchi del Vangelo che la storia cristiana conosca; puoi approfondirla nella nostra pagina dedicata a San Francesco d'Assisi.
Domande frequenti
Quando si comincia la novena a San Francesco d'Assisi?
La novena inizia il 25 settembre e si conclude il 3 ottobre, alla vigilia della festa. Il 4 ottobre, giorno del transito del santo, la si corona con la partecipazione alla Santa Messa. Chi non potesse rispettare queste date può recitarla in qualunque periodo dell'anno.
Come si chiede una grazia a San Francesco con la novena?
Si recitano i nove giorni della novena aggiungendo, dopo l'invocazione, la richiesta concreta che si porta nel cuore. La si formula sempre nella santa indifferenza, cioè accettando in anticipo la volontà di Dio, che conosce meglio di noi ciò che davvero ci giova. La costanza e la fiducia contano più delle parole.
Qual è la preghiera del primo giorno della novena?
Il primo giorno si medita sulla volontà di Dio: «Chiediamo a Dio, con la preghiera, che ci illumini sulle scelte della nostra vita, e cerchiamo di imitare la prontezza e l'entusiasmo di Francesco nell'adempiere alla volontà di Dio», seguito da San Francesco, prega per noi, e dal Padre Nostro, dall'Ave Maria e dal Gloria.
E la preghiera del nono giorno?
Il nono giorno si medita su «sorella morte»: «Francesco, con il suo esempio di accettazione gioiosa di sorella morte, ci invita a vivere ogni istante della nostra vita terrena come mezzo per conseguire la gioia eterna che sarà premio dei beati». Anch'esso si conclude con l'invocazione e le tre preghiere.
Perché la novena unisce San Francesco e Santa Chiara?
Perché Chiara d'Assisi fu la prima donna a seguire l'esempio di Francesco, abbracciando la povertà evangelica e fondando con lui il secondo Ordine francescano. Il quarto giorno della novena, dedicato alla preghiera e alla castità, li invoca insieme: San Francesco e santa Chiara, pregate per noi.
Esiste una versione breve della novena?
Sì. Chi ha poco tempo può recitare ogni giorno soltanto l'invocazione e le tre preghiere fondamentali: San Francesco, prega per noi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. È la forma più essenziale della novena, che conserva intatto il valore dei nove giorni fedeli.
Posso stampare il testo della novena o averlo in PDF?
Sì. Il testo integrale è riportato in questa pagina: basta usare il comando «Stampa» o «Salva come PDF» del proprio browser per averlo su carta o sullo schermo, e portarlo con sé per tutti i nove giorni.
San Francesco è il santo delle cause impossibili?
No, quel titolo appartiene per tradizione a San Giuda Taddeo, apostolo, e per gli oggetti smarriti a Sant'Antonio di Padova, figlio spirituale di Francesco. Nulla vieta però di affidare al Serafico Padre anche le situazioni umanamente disperate: la sua vita fu il rovesciamento di ogni calcolo del mondo.
Con Iter Fidei porti con te la novena a San Francesco, il Rosario e le preghiere della tradizione cattolica, sempre a portata di mano. Scaricala qui.
Fonti. Sacra Bibbia (versione del Martini); Alban Butler, Vite dei Santi (Butler's Lives of the Saints), ai giorni 4 ottobre e 17 settembre (Impressione delle Sacre Stimmate); Fioretti di San Francesco; devozionari e novene tradizionali francescane approvate; Catechismo del Concilio di Trento.