Novene
Novena a San Biagio
Il testo completo della novena tradizionale a San Biagio: le tre orazioni di ogni giorno, la preghiera per il mal di gola, le meditazioni dei nove giorni e la benedizione della gola, in preparazione alla festa del 3 febbraio.

La novena a San Biagio è la preghiera che per nove giorni ci prepara alla sua festa, invocando l'intercessione del vescovo e martire di Sebaste che la pietà cristiana venera da secoli come celeste protettore contro i mali della gola. È la devozione a cui ricorrono soprattutto quanti soffrono di disturbi della gola e delle vie respiratorie, i genitori per i figli malati, e chiunque desideri affidare al Santo una grazia difficile, sull'esempio del bambino che egli guarì da una spina di pesce conficcata nella gola. Si recita tradizionalmente dal 25 gennaio al 2 febbraio, in preparazione alla festa del 3 febbraio, giorno in cui in molte chiese si impartisce ai fedeli la celebre benedizione della gola.
Se è la prima volta che ti accosti a questa forma di preghiera, può esserti utile leggere prima che cos'è una novena e perché la Chiesa la raccomanda da secoli come tempo di preparazione e di supplica insistente.
Il testo completo della novena a San Biagio
La novena tradizionale si compone di tre orazioni — che ripercorrono i tre grandi momenti della vita del Santo: la sua ascesi sul monte Argeo, il prodigio della guarigione della gola, e il suo glorioso martirio — ciascuna seguita dal Gloria al Padre. Le stesse tre orazioni si ripetono ogni giorno, per tutti i nove giorni; a esse si aggiunge la meditazione propria del giorno e, secondo l'antica consuetudine, la commovente preghiera in versi «in occasione di mal di gola».
Le tre orazioni (da recitarsi ogni giorno)
I. O glorioso san Biagio, che, dopo avere rinunziato al vescovado di Sebaste onde attendere più di proposito alla vostra particolare santificazione nella solitudine del monte Argeo, vedeste le tigri e i leoni mansuetarsi dinanzi a voi e tenervi pacifica compagnia, ottenete a noi tutti la grazia di attendere con ogni impegno all'acquisto delle virtù cristiane, onde assoggettare alle massime della fede le fiere misteriose delle nostre passioni.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora, e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
II. O glorioso san Biagio, che con una breve preghiera restituiste a perfetta sanità un bambino infelice che, per una spina di pesce attraversatasi nella gola, stava per mandare l'estremo anelito; e quindi animaste col vostro esempio e coi vostri consigli al martirio quelle sette devote femmine che raccolsero il sangue da voi versato sotto il tormento dei pettini di ferro che vi lacerarono da capo a piedi: ottenete a noi tutti la grazia di sperimentare l'efficacia del vostro patrocinio in tutti i mali di gola, ma più di tutto quella di mortificare, con la pratica della cristiana penitenza, questo senso così pericoloso, e d'impiegare sempre la nostra lingua a cantare le lodi di Dio, a confessare e difendere la verità della fede, e ad animare alla virtù tutti quanti i nostri fratelli.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora, e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
III. O glorioso san Biagio, che, potendo sottrarvi alla ferocia dei tiranni e dei carnefici allorché alla loro presenza camminaste liberamente sopra delle acque come su solide pietre, ritornaste spontaneamente fra le loro mani, onde sigillare col sangue la vostra fede e rendere sempre più gloriosa la santissima Religione di Gesù Cristo: ottenete a noi tutti la grazia di abbracciare sempre con gioia tutte le afflizioni che al Signore piacerà d'inviarci, e di essere sempre disposti a sacrificare per la sua gloria non solo i comodi e le sostanze, ma ancor la vita, per partecipare al premio dei Martiri nel paradiso, dopo averne emulata l'intrepidezza sopra la terra.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora, e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Preghiera a San Biagio in occasione di mal di gola
Santo martire, al cui cenno
dalle fauci il duol sen fugge,
ve' l'incenso che ti strugge
l'alma più che a te sen vien.Son ferventi le sue preci,
son sinceri i voti suoi:
cangia dunque, tu che il puoi,
il suo torbido in seren.Se per te de' guai presenti
emendata sia la sorte,
nella vita e nella morte
il tuo nome esalterà.Ed appiè dei tuoi altari,
che di don farà copiosi,
confidenti e fervorosi
tutti i ceti inviterà.
Si può quindi presentare al Signore la grazia che si desidera ottenere, e concludere con l'antica invocazione con cui la Chiesa impartisce la benedizione nel giorno della festa: Per intercessione di san Biagio, vescovo e martire, Dio ti liberi dal male della gola e da ogni altro male. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Le meditazioni dei nove giorni
Alle tre orazioni fisse la tradizione unisce, per ciascun giorno, una breve meditazione che ci fa contemplare una virtù del Santo e ci aiuta a chiedere una grazia particolare. Ecco un cammino di nove giorni.
Primo giorno — La fede custodita. San Biagio custodì la fede in Cristo fino alla morte. Chiediamo di conservare integra e coraggiosa la nostra fede in mezzo alle prove del tempo presente.
Secondo giorno — La carità del pastore. Vescovo di Sebaste, egli si prese cura del suo popolo nel corpo e nell'anima. Chiediamo lo spirito di carità verso il prossimo, specialmente verso i malati e i sofferenti.
Terzo giorno — Il distacco dal mondo. Ritiratosi in solitudine sul monte Argeo, cercò Dio solo. Chiediamo la grazia del distacco dalle cose vane per attendere alla nostra santificazione.
Quarto giorno — Il dominio delle passioni. Come le fiere si ammansirono dinanzi a lui, così chiediamo di sottomettere alla ragione e alla fede le passioni disordinate del nostro cuore.
Quinto giorno — La guarigione del corpo. Ricordando il fanciullo salvato dalla spina di pesce, presentiamo al Santo i nostri mali della gola e ogni infermità, per noi e per i nostri cari.
Sesto giorno — La santità della parola. La lingua che il Santo protegge deve servire a lodare Dio e a difendere la verità. Chiediamo di non peccare mai con le parole e di usarle sempre per il bene.
Settimo giorno — La pazienza nelle tribolazioni. Sotto i pettini di ferro egli non venne meno. Chiediamo di portare con pazienza le croci quotidiane, unendole a quelle di Nostro Signore.
Ottavo giorno — La fortezza dei martiri. Potendo fuggire, tornò spontaneamente al martirio. Chiediamo la fortezza cristiana, per essere pronti a tutto piuttosto che tradire la fede.
Nono giorno — Il premio del paradiso. San Biagio regna ora nella gloria. Chiediamo, per la sua intercessione, la grazia che ci sta a cuore e la perseveranza finale che conduce al Cielo.
Ogni giorno, dopo la meditazione, si recitano le tre orazioni con i rispettivi Gloria al Padre e, secondo devozione, la preghiera in versi per il mal di gola.
Le varianti più cercate di questa novena
Attorno a questa devozione, la pietà popolare ha custodito alcune forme particolari, che rispondono ai bisogni concreti dei fedeli.
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La novena a San Biagio per la gola. È la forma più diffusa e più antica: San Biagio è per eccellenza il protettore contro i mali della gola. Chi soffre di mal di gola, di afonia, di tonsille, di disturbi delle vie respiratorie o della tiroide vi ricorre recitando ogni giorno soprattutto la seconda orazione e la preghiera in versi, unendo la grazia della guarigione a quella, più grande, di saper offrire la sofferenza. Può accompagnarsi utilmente a una preghiera per i malati e a una preghiera della guarigione.
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La novena per ottenere una grazia. Quando si domanda una grazia determinata, si aggiunge alle orazioni, ogni giorno, l'esposizione fiduciosa del proprio bisogno, come suggerisce la terza strofa della preghiera in versi: «Cangia dunque, tu che il puoi, il suo torbido in seren». La Chiesa insegna a pregare con fede e insistenza, rimettendoci sempre alla volontà di Dio.
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La versione breve. Chi ha poco tempo può limitarsi, ogni giorno, alla seconda orazione («O glorioso san Biagio, che con una breve preghiera restituiste a perfetta sanità un bambino infelice…»), seguita da un Gloria al Padre e dall'invocazione «Per intercessione di san Biagio, Dio ti liberi dal male della gola e da ogni altro male». Anche una preghiera breve, recitata con fede per nove giorni, è una vera novena.
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Il testo in PDF e da stampare. Molti desiderano il testo della novena da stampare per portarlo con sé o pregarlo in famiglia. L'intero testo di questa pagina — le tre orazioni, la preghiera in versi e le meditazioni dei nove giorni — può essere copiato e stampato liberamente per uso devozionale personale.
Come si recita questa novena
La novena a San Biagio segue lo schema di ogni novena: nove giorni consecutivi di preghiera in preparazione a una festa. Ecco come procedere.
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Il giorno d'inizio. Per arrivare alla festa del 3 febbraio, si comincia il 25 gennaio e si prosegue fino al 2 febbraio, giorno della Candelora: così l'ultimo giorno della novena coincide con la festa della Presentazione del Signore, e il giorno seguente si celebra San Biagio. Nulla vieta però di recitarla in qualunque altro periodo dell'anno, quando un bisogno urgente lo richieda.
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I nove giorni. Ogni giorno, dopo esserci raccolti con il segno della Croce, si legge la meditazione propria del giorno e si recitano le tre orazioni con i loro Gloria al Padre; si aggiunge poi la preghiera per il mal di gola e la grazia che si desidera.
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La festa del 3 febbraio. Nel giorno della festa conviene, se possibile, partecipare alla Santa Messa e ricevere la benedizione della gola: il sacerdote pone sotto il mento del fedele due candele incrociate — benedette il giorno prima, alla Candelora — pronunciando l'antica formula di liberazione dai mali della gola.
Chi era San Biagio e la storia della devozione
San Biagio fu vescovo di Sebaste, in Armenia, e coronò la sua vita col martirio durante la persecuzione di Licinio, verso l'anno 316, per ordine di Agricolao, governatore della Cappadocia e dell'Armenia Minore. Le notizie storicamente certe sulla sua vita sono poche, ma la venerazione di cui fu circondato in Oriente e in Occidente è antichissima, e gli antichi atti che ne raccontano le gesta furono per secoli lettura amata dal popolo cristiano.
Secondo la tradizione, Biagio nacque da genitori nobili e cristiani, e fu fatto vescovo ancora giovane. Sopraggiunta la persecuzione, per divina ispirazione si ritirò in una caverna sul monte, frequentata soltanto dalle fiere: egli le guariva quando erano ferite o inferme, ed esse venivano a lui a ricevere la sua benedizione. I cacciatori, mandati a procurare belve per l'anfiteatro, lo trovarono circondato dagli animali e, stupiti, lo condussero prigioniero al governatore. Lungo la via — narra la leggenda — a una povera donna un lupo aveva rapito il maialino: al comando del Santo, il lupo lo restituì illeso. Fu allora che una madre gli portò un bambino in fin di vita per una spina di pesce conficcata nella gola, e Biagio lo guarì: è questo il prodigio da cui nacque, e per cui dura ancora, la sua fama di protettore contro i mali della gola.
Gettato in carcere e privato del cibo, fu soccorso da quella stessa donna del maialino, che gli portò viveri e candele per rischiarare la tenebra della prigione — memoria che rivive nelle due candele della benedizione. Il tiranno lo fece flagellare e straziare le carni con pettini di ferro (per questo Biagio è patrono anche dei cardatori di lana), e infine lo condannò alla decapitazione. Molte sue reliquie furono in seguito portate in Occidente, e attorno ad esse fiorirono prodigiosi racconti di guarigioni.
La devozione a San Biagio si diffuse rapidamente in tutta la cristianità: in Germania fu annoverato tra i quattordici Santi Ausiliatori, invocati nelle necessità; in Italia è venerato in innumerevoli chiese, e a Maratea, in Basilicata — dove nel 723 una tempesta fermò le reliquie in viaggio verso Roma — gli è tributato un culto singolare. Ovunque, il 3 febbraio, la Chiesa benedice la gola dei fedeli, ricordando il fanciullo salvato e affidando alla sua intercessione ogni sofferenza del corpo e dell'anima.
Domande frequenti
Quando si recita la novena a San Biagio?
Tradizionalmente si recita nei nove giorni che precedono la festa, cioè dal 25 gennaio al 2 febbraio, per giungere così al 3 febbraio, giorno di San Biagio. Può però essere recitata in qualunque momento dell'anno, ogni volta che se ne senta il bisogno, specialmente in caso di malattia.
Perché San Biagio è invocato per la gola?
Perché, secondo l'antica tradizione, egli guarì un bambino che stava per soffocare a causa di una spina di pesce conficcata nella gola. Da questo prodigio nacque la sua venerazione come protettore contro il mal di gola e le malattie delle vie respiratorie, e la consuetudine della benedizione della gola nel giorno della sua festa.
Che cos'è la benedizione della gola?
È il rito con cui, il 3 febbraio, il sacerdote pone sotto il mento del fedele due candele incrociate — benedette il giorno prima, alla Candelora — e prega perché Dio, per intercessione di san Biagio, lo liberi dal male della gola e da ogni altro male. Le due candele ricordano quelle portate al Santo nella sua prigione.
La novena a San Biagio si può recitare per una grazia particolare?
Sì. Oltre alla protezione della gola, si può affidare al Santo qualunque necessità, aggiungendo ogni giorno alle orazioni l'esposizione fiduciosa del proprio bisogno. La Chiesa insegna a pregare con fede e perseveranza, rimettendosi sempre alla volontà di Dio, che sa donare ciò che davvero giova alla nostra salvezza.
Qual è la preghiera principale della novena?
La novena tradizionale è composta da tre orazioni che iniziano con «O glorioso san Biagio…», recitate ogni giorno con il Gloria al Padre. La seconda, quella che ricorda la guarigione del bambino, è la più cara a chi prega per i mali della gola, ed è quella che si usa nella versione breve.
Dove si trova il testo della novena da stampare?
Il testo completo — le tre orazioni, la preghiera in versi per il mal di gola e le meditazioni dei nove giorni — è riportato integralmente in questa pagina e può essere copiato e stampato liberamente per la preghiera personale o in famiglia.
San Biagio protegge solo dalla gola?
No. Egli è invocato anzitutto per i mali della gola, ma la tradizione lo venera anche come protettore dei malati in genere, dei cardatori di lana, del bestiame e delle attività agricole. Come tutti i santi martiri, egli soccorre chiunque a lui ricorra con fede, così come San Rocco e San Gennaro sono invocati nelle necessità dei loro popoli.
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Fonti. Alban Butler, Vite dei Santi (Butler's Lives of the Saints), al 3 febbraio; orazioni della novena e preghiera per il mal di gola dai devozionari tradizionali; formula della benedizione della gola (Per intercessionem Sancti Blasii…) dal Rituale Romano; Sacra Scrittura secondo la versione del Martini.