Attualità
Ad Assisi, Leone XIV chiama i giovani francescani a diventare «nuovi santi»
Nella festa della Trasfigurazione, alla Porziuncola di Assisi, Leone XIV ha invitato i giovani francescani del raduno «GO!» ad abbracciare Sorella Povertà e a diventare «nuovi santi».
Il 6 agosto 2026, nella festa della Trasfigurazione, Leone XIV ha celebrato la Messa nella basilica di Santa Maria degli Angeli, la Porziuncola di Assisi, per il raduno delle gioventù francescane «GO!». Ha esortato i giovani a raggiungere «le periferie» della società, «là dove l'ingiustizia e l'arroganza di pochi negano la dignità e i sogni di molti», ad «abbracciare Sorella Povertà» e a diventare «nuovi santi». «Oggi l'Europa e il mondo intero attendono da voi nuovi santi», ha detto; e ancora: «Siamo qui per vincere la rassegnazione e la paura, per sciogliere i dubbi che ci trattengono come trattenevano gli apostoli».
La Chiesa non ha mai fatto dipendere la santità da uno slancio né da una parola d'ordine. Il santo è colui che la grazia trasfigura, che osserva i comandamenti e segue Cristo fino alla croce. «Siate adunque voi perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è ne' cieli» (Mt V, 48): la vocazione alla santità è antica quanto il Vangelo, e Francesco e Chiara d'Assisi non l'hanno inventata, l'hanno abbracciata «sine glossa», senza glossa, secondo la parola stessa di san Francesco sulla sua Regola.
È a questa misura che si commisura l'appello. Abbracciare Sorella Povertà non è una posa eretta contro «la cultura del potere»: è il primo dei consigli evangelici, quella povertà di cuore che il Signore proclama beata. Toccare la carne sofferente del prossimo sono le opere di misericordia che il Catechismo annovera tra i doveri della carità. Là dove l'appello ridice questa dottrina, non fa che ricordare la via dei santi; là dove scivolasse verso l'agitazione o la novità, la Porziuncola stessa lo corregge, perché Francesco non vi ha riformato nulla del deposito: l'ha vissuto. Il numero dei giovani radunati, del resto, varia secondo i conti, da qualche duemilacinquecento a più di cinquemila; ma la misura della Chiesa non è la folla, è la santità.
Fonti. Vangelo secondo san Matteo, V, 48 (Vulgata); Catechismo del Concilio di Trento (1566), sulle opere di misericordia e i consigli evangelici; Dom Guéranger, L'Anno liturgico, al 6 agosto, festa della Trasfigurazione; la parola di san Francesco di osservare il Vangelo «sine glossa».