Santi
Sant'Anna, madre della Madonna
Chi era sant'Anna, madre della Madonna e nonna di Gesù: la sua vita accanto a san Gioacchino, il patronato sulle mamme e sulle nonne, la festa del 26 luglio e una preghiera a sant'Anna per i figli e i nipoti.

Sant'Anna è la madre della Vergine Maria e, insieme allo sposo san Gioacchino, la nonna di Gesù secondo la carne. La Chiesa la venera da tempo antichissimo come patrona delle mamme, delle nonne e delle famiglie cristiane. Raccogliamo qui chi era sant'Anna, di che cosa è patrona, quando si festeggia e come pregarla, in particolare per i figli e i nipoti.
Chi era sant'Anna, madre della Madonna
Sant'Anna fu la madre della Madonna e perciò l'ava del Signore, la nonna di Gesù Cristo. Il suo nome — dall'ebraico Hannah, «grazia» — e quello dello sposo Gioacchino non compaiono nelle pagine dei Vangeli, che tacciono sull'infanzia di Maria. Ci sono giunti dalla Tradizione più antica della Chiesa, custodita fin dai primi secoli e accolta concordemente in Oriente e in Occidente.
Secondo questa tradizione, Anna e Gioacchino erano una coppia pia e timorata di Dio, della stirpe di Davide. Vissero a lungo senza avere figli, portando come una croce, in mezzo al loro popolo, la mancanza di prole. Non smisero però di pregare e di confidare nel Signore. La loro perseveranza fu esaudita: in età ormai avanzata Anna concepì e diede alla luce una bambina, Maria, colei che sarebbe diventata la Madre di Dio.
In Maria si compiva, oltre ogni attesa, la promessa fatta ad Abramo e a Davide. La genealogia evangelica giunge fino a lei: «Giacobbe generò Giuseppe, sposo di Maria: della quale nacque Gesù chiamato il Cristo» (Vangelo secondo Matteo 1, 16). Da Anna, dunque, sgorga quel ramo benedetto che porta il frutto della salvezza.
Sant'Anna e san Gioacchino, i genitori di Maria
La devozione cattolica non separa quasi mai sant'Anna dallo sposo. San Gioacchino e sant'Anna sono ricordati insieme come i santi genitori della Vergine e come modello degli sposi cristiani: uniti nella fede, nella pazienza della prova e nell'accoglienza del dono dei figli.
A loro la pietà del popolo cristiano ha affidato un compito particolare: educare la più santa delle creature, colei alla quale uno degli arcangeli, Gabriele, avrebbe un giorno annunciato la nascita del Salvatore. La tradizione vuole che Anna allevasse Maria nel timore di Dio e che la conducesse fin da piccola al Tempio, consacrandola al Signore. Per questo sant'Anna è raffigurata spesso mentre insegna a leggere alla figlia: l'immagine della madre che trasmette la fede, prima e più alta delle scuole.
In sant'Anna e Gioacchino vediamo realizzata la parola della Scrittura sulla benedizione della discendenza: «Corona de' vecchi sono i figliuoli de' figliuoli, e gloria de' figliuoli sono i loro padri» (Proverbi 17, 6). I nipoti sono la corona dei nonni; e nessun nonno ebbe corona più alta di Gesù.
Di che cosa è patrona sant'Anna
Per la sua vicenda, sant'Anna è invocata come patrona delle mamme e in particolare delle donne che desiderano un figlio, delle gestanti e delle partorienti. È patrona delle nonne e dei nonni, custodi della fede in famiglia, e protettrice delle famiglie cristiane.
La tradizione l'ha resa anche patrona di numerose categorie di lavoratori — tessitrici, ricamatrici, sarte, in ricordo della casa che ella reggeva — e di tanti paesi e contrade che la festeggiano il 26 luglio. Più di ogni patronato particolare, però, sant'Anna è invocata come madre che ha atteso e ottenuto: a lei si rivolge chi prega da tempo per una grazia che sembra tardare.
La sua intercessione non è una formula magica, ma la compagnia di una donna che ha conosciuto la lunga prova dell'attesa e l'ha vinta con la fiducia in Dio. Come insegna il Catechismo di san Pio X, i santi *«pregano per noi» e noi possiamo «ricorrere a loro», perché siano i nostri intercessori presso il Signore — fonte unica di ogni grazia, quella grazia di cui sant'Agostino, dottore della grazia, insegnò che tutto è dono gratuito di Dio.
Quando si festeggia sant'Anna: la festa del 26 luglio
La Chiesa celebra sant'Anna il 26 luglio. Nel calendario del 1962 san Gioacchino ha una festa distinta, il 16 agosto; è il calendario riformato del 1969 ad averlo unito alla sposa, facendo del 26 luglio la festa congiunta dei santi Gioacchino e Anna, genitori della beata Vergine Maria.
È una data molto sentita nella pietà popolare, con processioni e novene in onore della santa. Cade in piena estate, e in molte famiglie è l'occasione per fare memoria delle nonne e dei nonni e per affidarli, vivi o defunti, alla protezione di colei che fu nonna del Signore.
Sant'Anna: onomastico e nome
Chi porta il nome di Anna, o i nomi derivati e composti — Annamaria, Anita, Nanda e simili — festeggia l'onomastico il 26 luglio, giorno di sant'Anna. È uno dei nomi femminili più diffusi e più antichi della cristianità, segno della devozione che da sempre circonda la madre della Madonna.
Il nome viene dall'ebraico Hannah, che significa «grazia» o «favore di Dio». Portarlo è già un piccolo richiamo alla santa: chi si chiama Anna ha come patrona la nonna del Signore, e può scegliere proprio sant'Anna come modello e protettrice. Per l'onomastico è bell'uso recitare la preghiera riportata più avanti e, dove se ne ha la possibilità, partecipare alla santa Messa del 26 luglio.
Preghiera a sant'Anna per i figli e i nipoti
Pregare sant'Anna significa chiederle di intercedere presso Dio per la nostra famiglia, e in modo speciale per i figli e per i nipoti. Ecco una preghiera che ogni mamma e ogni nonna può fare propria:
O gloriosa sant'Anna,
madre della beata Vergine Maria e ava del nostro Salvatore,
tu che hai atteso con fede il dono dei figli
e hai allevato per il Cielo la più santa delle creature,
intercedi per i figli e i nipoti che ti affido.
Custodiscili nel corpo e nell'anima,
rendili fedeli a Dio per tutta la vita,
e ottieni anche a me la grazia che con fiducia ti domando.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
A questa invocazione si può unire, secondo l'uso antico, una breve giaculatoria latina che la tradizione mette sulle labbra dei devoti:
Sancta Anna, mater Mariae, ora pro nobis.
(Sant'Anna, madre di Maria, prega per noi.)
Sull'esempio di sant'Anna, la preghiera per i propri cari va vissuta con perseveranza e con fiducia, sapendo che Dio ascolta sempre, anche quando risponde nei suoi tempi e non nei nostri. Chi desidera affidare la famiglia può unire questa preghiera alla preghiera per i figli e alla preghiera per la famiglia, accompagnandole con un Padre nostro e un'Ave Maria.
Come si prega la novena a sant'Anna
Molti devoti preparano la festa del 26 luglio con una novena, cioè nove giorni di preghiera, dal 17 al 25 luglio. Non esiste un'unica formula obbligatoria: la novena può consistere nella preghiera sopra riportata, ripetuta ogni giorno, accompagnata da un mistero del santo Rosario e, dove se ne ha la possibilità, dalla partecipazione alla santa Messa. Chi vuole seguirla giorno per giorno può usare la novena a sant'Anna.
Come per ogni devozione, ciò che conta non è il numero esatto delle preghiere, ma il cuore con cui si prega, secondo quella attenzione interiore che sant'Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, pose al centro della vita spirituale. È nei sacramenti — la santa Messa, la Confessione, la Comunione — più che in ogni pratica di pietà, che Dio dona le grazie più grandi. La novena dispone l'anima a riceverle.
I santuari di sant'Anna in Italia
La devozione a sant'Anna ha lasciato lungo i secoli un gran numero di chiese, cappelle e santuari sparsi per tutta la penisola, segno di quanto il popolo cristiano abbia amato la madre della Madonna. La festa del 26 luglio vi è celebrata con processioni, novene e pellegrinaggi, soprattutto da parte di donne, mamme e nonne.
Tra i luoghi più noti vi è il santuario di Sant'Anna di Vinadio, in provincia di Cuneo, tra i santuari più alti d'Europa: meta di pellegrinaggi montani che culminano attorno alla festa estiva della santa. Altre chiese e contrade dedicate a sant'Anna si trovano in moltissimi paesi, dal Nord al Sud, spesso al centro di antiche feste patronali.
Il valore di un pellegrinaggio non sta nel luogo in sé, ma nella fede con cui ci si reca a pregare. Ci si avvicina a un santuario di sant'Anna per affidare alla sua intercessione una famiglia, un figlio atteso, un nipote; e soprattutto per accostarsi, là dove è possibile, ai sacramenti, che restano la via maestra della grazia.
Domande frequenti
Chi era sant'Anna?
Sant'Anna fu, secondo l'antica Tradizione della Chiesa, la madre della Vergine Maria e dunque la nonna di Gesù secondo la carne. Insieme allo sposo san Gioacchino formò una coppia pia e timorata di Dio, che attese a lungo il dono di un figlio prima di ricevere Maria.
Quando si festeggia sant'Anna?
La Chiesa festeggia sant'Anna il 26 luglio; nel calendario del 1962 san Gioacchino, suo sposo, ha la sua festa il 16 agosto (la festa congiunta del 26 luglio viene dal calendario riformato del 1969). È anche l'onomastico di chi porta il nome di Anna.
Sant'Anna e Gioacchino sono nominati nel Vangelo?
No. I quattro Vangeli non riportano i nomi dei genitori di Maria. I nomi di Anna e Gioacchino ci sono giunti dalla Tradizione più antica della Chiesa, accolta concordemente fin dai primi secoli in Oriente e in Occidente.
Di che cosa è patrona sant'Anna?
Sant'Anna è patrona delle mamme, delle gestanti e delle partorienti, delle nonne e dei nonni e delle famiglie cristiane. È invocata in modo particolare da chi prega da tempo per una grazia, sull'esempio della sua lunga e fiduciosa attesa.
Qual è una preghiera a sant'Anna per i figli e i nipoti?
Si può rivolgere a sant'Anna la preghiera riportata sopra, chiedendole di custodire i figli e i nipoti nel corpo e nell'anima e di renderli fedeli a Dio. La si può unire alla giaculatoria Sancta Anna, mater Mariae, ora pro nobis.
Quando viene sant'Anna nel calendario?
Sant'Anna viene, ogni anno, il 26 luglio, sempre nella stessa data. La sua festa cade dunque in piena estate; chi vi si prepara con la novena la inizia di norma il 17 luglio.
Quando si festeggia l'onomastico di Anna?
L'onomastico di chi si chiama Anna — e dei nomi composti o derivati come Annamaria, Anita o Nanda — si festeggia il 26 luglio, giorno di sant'Anna, madre della Vergine Maria.
Come si fa la novena a sant'Anna?
La novena a sant'Anna sono nove giorni di preghiera, di solito dal 17 al 25 luglio, in preparazione alla festa. Si può recitare ogni giorno la preghiera a sant'Anna, unendovi un mistero del santo Rosario e, dove possibile, la partecipazione alla santa Messa. Non esiste una formula unica obbligatoria: conta la perseveranza e la fiducia.
Dove si trova un santuario di sant'Anna?
Esistono in Italia numerose chiese e santuari dedicati a sant'Anna. Tra i più noti vi è il santuario di Sant'Anna di Vinadio, in provincia di Cuneo, tra i più alti d'Europa, meta di pellegrinaggi attorno alla festa del 26 luglio.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Matteo 1, 16; Proverbi 17, 6). Catechismo di san Pio X (sull'invocazione dei santi). Notizie biografiche dall'antica Tradizione della Chiesa relativa ai genitori della beata Vergine Maria; testi delle preghiere dal corpus di preghiere Iter Fidei.