Santi
Santa Chiara d'Assisi: vita, Clarisse e preghiera
Chi era santa Chiara d'Assisi, prima discepola di san Francesco e fondatrice delle Clarisse: la sua vita secondo la tradizione, il «privilegio della povertà», il patronato sulla televisione e una preghiera in italiano e in latino.

Santa Chiara d'Assisi è la prima e più celebre discepola di san Francesco: la giovane nobile che, affascinata dal Vangelo della povertà, lasciò ogni cosa per Cristo e diede vita all'ordine delle Clarisse. La Chiesa la festeggia il 12 agosto (calendario del 1962), e la tradizione la venera come modello di vita contemplativa e, ai nostri giorni, come patrona della televisione. Diciamo subito chi era, che cosa fondò e come pregarla, con una preghiera in italiano e in latino.
Chi era santa Chiara d'Assisi
Chiara nacque ad Assisi intorno al 1194, da una famiglia nobile, gli Offreduccio. Fin da fanciulla fu educata alla pietà e alla carità verso i poveri. Aveva circa diciotto anni quando, ascoltate le prediche di san Francesco, che già viveva e annunciava la povertà evangelica, ne fu conquistata interiormente e desiderò seguire lo stesso cammino.
Nella notte della Domenica delle Palme del 1212, Chiara lasciò di nascosto la casa paterna e raggiunse Francesco e i suoi frati alla Porziuncola. Lì, davanti all'altare della Madonna degli Angeli, le furono tagliati i capelli in segno di consacrazione, ed ella vestì un povero saio: rinunciava per sempre al mondo per appartenere solo a Cristo. La sua scelta fu la risposta concreta alla parola del Vangelo: Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai, e dallo a' poveri, ed avrai un tesoro nel cielo: e vieni, e seguimi (Vangelo secondo Matteo 19, 21).
La famiglia tentò con la forza di farla tornare indietro, ma Chiara resistette, aggrappandosi alle tovaglie dell'altare e mostrando il capo tonsurato. Poco dopo la seguì la sorella Agnese, e via via altre giovani: era nata una nuova famiglia religiosa.
Le Clarisse e il «privilegio della povertà»
Francesco condusse Chiara e le sue prime compagne presso la chiesa di San Damiano, ai piedi di Assisi, dove ella avrebbe vissuto per oltre quarant'anni senza più uscirne. Da questo nucleo nacque l'ordine delle Povere Dame di San Damiano, che la tradizione chiamerà poi Clarisse, dal nome della fondatrice.
Il tratto distintivo di Chiara fu l'amore radicale per la povertà. Mentre molti consigliavano al suo monastero di possedere rendite e proprietà per sicurezza, ella volle che le sue sorelle vivessero, come i frati di Francesco, della sola Provvidenza, senza nulla di proprio. Ottenne dal Papa quello che la tradizione chiama il «privilegio della povertà»: il diritto, per il suo monastero, di non possedere beni. Chiara scrisse anche una Regola propria, prima donna nella Chiesa a redigere una regola religiosa, e l'ebbe approvata pochi giorni prima di morire.
La vita delle Clarisse è contemplativa e claustrale: preghiera, silenzio, lavoro, digiuno e penitenza, in clausura. È la scelta delle «vergini prudenti» che tengono accesa la lampada in attesa dello Sposo: Vegliate adunque, perché non sapete il giorno, né l'ora (Vangelo secondo Matteo 25, 13). Da San Damiano, attraverso la sola preghiera, Chiara è stata madre feconda di innumerevoli monasteri sparsi nel mondo.
Il miracolo dell'Ostia e la difesa di Assisi
La tradizione conserva l'episodio più celebre della vita di Chiara. Quando truppe nemiche assalirono Assisi e minacciarono il monastero di San Damiano, Chiara, gravemente malata, si fece portare alla porta del chiostro tenendo tra le mani l'ostensorio con il Santissimo Sacramento. Prostrata in preghiera davanti a Gesù Eucaristia, supplicò il Signore di difendere le sue figlie: gli assalitori furono presi da timore e fuggirono. Per questo Chiara è quasi sempre raffigurata mentre regge l'ostensorio: segno della sua fede ardente nella presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, che il Catechismo di san Pio X ci insegna a credere e adorare.
Perché santa Chiara è patrona della televisione
Il patronato di santa Chiara sulla televisione può sorprendere, ma ha una radice antica: come accade per altri santi legati a una protezione particolare — si pensi a santa Apollonia, invocata contro il mal di denti —, anche il patronato di Chiara nasce da un episodio della sua vita. Negli ultimi anni, costretta a letto dalla malattia, una notte di Natale Chiara non poté recarsi in chiesa con le sorelle; eppure, narra la tradizione, le fu dato di vedere e udire la liturgia che si celebrava lontano, come se vi fosse presente. Per questo motivo, nel secolo scorso, il Papa la proclamò patrona della televisione: di chi, restando in un luogo, vede e ascolta ciò che avviene altrove.
Il nome stesso di Chiara — che significa «luminosa» — si presta a questo simbolo, come accade per santa Lucia, il cui nome richiama anch'esso la luce. Ella è la donna che lascia risplendere la luce di Cristo: Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, affinchè veggano le vostre buone opere, e glorifichino il vostro Padre, che è ne' cieli (Vangelo secondo Matteo 5, 16). La lampada non va posta sotto il moggio, ma sopra il candeliere, affinchè faccia lume a tutta la gente di casa (Vangelo secondo Matteo 5, 15).
Preghiera a santa Chiara d'Assisi
Pregare santa Chiara significa chiederle che interceda per noi presso Dio, come si fa con ogni santo taumaturgo, da santa Filomena in poi. Lo insegna il Catechismo di san Pio X: «i Santi li preghiamo perchè, come avvocati presso Dio, intercedano per noi» (Catechismo di san Pio X, Dell'invocazione dei Santi). Chiara non dona da sé le grazie: le ottiene da Dio, unica sorgente di ogni bene.
In italiano:
O gloriosa santa Chiara,
che per amore di Cristo lasciasti ogni ricchezza
e abbracciasti la santa povertà,
tu che dalla cella di San Damiano
illuminasti la Chiesa con la tua fede,
ottienici dal Signore un cuore povero e puro,
distaccato dai beni che passano,
ardente di amore per Gesù Eucaristia.
Sii nostra avvocata presso Dio,
e per la tua intercessione
ottienici la grazia che con fiducia ti domandiamo,
perché, fedeli sino alla fine,
giungiamo con te alla luce che non tramonta.
Amen.
E si può aggiungere l'antica acclamazione della liturgia:
℣. Prega per noi, o santa Chiara.
℟. Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
In latino:
℣. Ora pro nobis, sancta Clara.
℟. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
Si può unire alla preghiera un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre in onore della Santa, esprimendo con fiducia la propria intenzione. Chi ama questa forma di devozione può accompagnarla con la novena a santa Chiara, nove giorni di preghiera in preparazione alla festa del 12 agosto.
Come imitare santa Chiara oggi
Non occorre entrare in clausura per vivere il messaggio di Chiara. Possiamo imitarla anzitutto nel distacco dai beni, vivendo con sobrietà e generosità verso i poveri; nell'amore per l'Eucaristia, frequentando la santa Messa e l'adorazione; e nella fedeltà alla preghiera, riservando ogni giorno un tempo di silenzio davanti a Dio. La sua è una santità nascosta e luminosa al tempo stesso: dimostra che una vita donata interamente a Cristo, anche dentro quattro mura, può illuminare il mondo intero.
La basilica di Santa Chiara ad Assisi
La basilica di Santa Chiara ad Assisi è il luogo che custodisce il corpo della Santa. Fu edificata nel secolo successivo alla sua morte, e qui le sue spoglie furono traslate da San Damiano. La chiesa, in stile gotico e con la caratteristica facciata a fasce di pietra bianca e rosa del Subasio, conserva nel suo interno alcuni tesori della tradizione clariana: la cripta con il corpo di santa Chiara, e soprattutto il celebre Crocifisso di San Damiano, l'antico crocifisso dipinto davanti al quale, secondo la tradizione, san Francesco udì il Signore dirgli «Va', ripara la mia casa». È lo stesso crocifisso davanti a cui Chiara e le sue prime sorelle pregarono per anni.
Per chi visita Assisi, la basilica di Santa Chiara è meta di pellegrinaggio insieme alla basilica di San Francesco e alla Porziuncola. Vi si va non per turismo soltanto, ma per pregare presso le reliquie della Santa e venerare il crocifisso che fu all'origine della grande avventura francescana.
Il monastero di San Damiano e i monasteri delle Clarisse
Il primo monastero di santa Chiara fu San Damiano, la piccola chiesa fuori le mura di Assisi che san Francesco aveva riparato con le proprie mani e dove Chiara visse rinchiusa per oltre quarant'anni. Quel luogo umile rimane il cuore spirituale dell'ordine: lì Chiara scrisse la sua Regola, lì avvenne il miracolo dell'ostensorio, lì morì.
Da quella radice sono nati nei secoli innumerevoli monasteri di Clarisse sparsi nel mondo. Un monastero di Clarisse non è un museo, ma una comunità viva di religiose di clausura: si tratta sempre di luoghi di preghiera, dove le sorelle accolgono le intenzioni dei fedeli e pregano per la Chiesa e per il mondo. A chiunque desideri affidare una preghiera, il monastero più vicino offre questa possibilità: chiedere alle Clarisse di pregare per una intenzione è un'antica consuetudine cattolica, fondata sulla comunione dei santi.
La chiesa e il chiostro di Santa Chiara a Napoli
Tra le tante chiese dedicate alla Santa, la più famosa è il complesso di Santa Chiara a Napoli, voluto nel Trecento dalla regina Sancia di Maiorca e dal re Roberto d'Angiò, e affidato proprio alle Clarisse. La basilica di Santa Chiara napoletana, con l'annesso monastero, divenne uno dei luoghi di culto più amati della città, custode di tombe regali e di una lunga tradizione di vita religiosa femminile.
Il celebre chiostro di Santa Chiara — il chiostro maiolicato, con i pilastri e i sedili rivestiti di mattonelle dipinte — fa parte di questo monastero delle Clarisse. È bene ricordare che, al di là della sua fama artistica, esso nasce come luogo di silenzio e di preghiera per una comunità di religiose di clausura: il giardino claustrale serviva alla meditazione delle sorelle, non al passeggio. Visitarlo con questo spirito significa riconoscervi, ancora oggi, la stessa scelta di Chiara: cercare Dio nel raccoglimento.
L'onomastico di santa Chiara e il significato del nome
L'onomastico di chi porta il nome di Chiara si festeggia il 12 agosto, giorno della sua festa nel calendario tradizionale del 1962 (l'11 nel calendario riformato). Il nome Chiara deriva dal latino clara, cioè «luminosa, illustre, splendente»: un nome che la stessa Santa onorò con la sua vita, secondo l'antico gioco di parole della liturgia che la celebra come «chiara di nome e di virtù». A chi porta questo nome la Santa offre un programma di vita: lasciar risplendere la luce di Cristo con la purezza e la carità.
Chi desidera onorare il proprio onomastico può farlo cristianamente: ricevendo i sacramenti in quel giorno, recitando la preghiera alla Santa riportata sopra, e offrendo un gesto di carità verso i poveri, in memoria di colei che tutto lasciò per Cristo.
Domande frequenti
Quando si festeggia santa Chiara?
Nel calendario tradizionale del 1962 la Chiesa celebra santa Chiara d'Assisi il 12 agosto; l'11 agosto, giorno della sua morte a San Damiano nel 1253, è la data del calendario riformato del 1969. È il giorno indicato anche per l'onomastico di chi porta il nome di Chiara.
Chi era santa Chiara d'Assisi?
Era una nobile di Assisi (1194 circa - 1253), prima discepola di san Francesco. Lasciò la sua famiglia per seguire la povertà evangelica e fondò l'ordine delle Clarisse, vivendo oltre quarant'anni in clausura nel monastero di San Damiano.
Che cosa sono le Clarisse?
Sono le religiose dell'ordine fondato da santa Chiara, dette anche Povere Dame o Sorelle Povere. Conducono una vita contemplativa e claustrale, fondata sulla povertà, la preghiera e la penitenza, secondo la Regola scritta dalla stessa Chiara.
Perché santa Chiara è patrona della televisione?
Perché, costretta a letto dalla malattia una notte di Natale, secondo la tradizione poté vedere e udire la liturgia che si celebrava lontano. Per questo il Papa la dichiarò patrona della televisione, di chi vede e ascolta a distanza.
Qual è la preghiera a santa Chiara?
Si può recitare la preghiera riportata sopra, chiedendole di intercedere presso Dio, e concluderla con l'acclamazione «Prega per noi, o santa Chiara, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo», unendovi un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria.
Dove si trova il corpo di santa Chiara?
Le spoglie di santa Chiara sono custodite ad Assisi, nella cripta della basilica di Santa Chiara, dove furono traslate da San Damiano. La stessa basilica conserva il celebre Crocifisso di San Damiano davanti al quale pregarono san Francesco e la Santa.
Che cos'è la chiesa di Santa Chiara a Napoli?
È la basilica di Santa Chiara, con l'annesso monastero delle Clarisse, fondata nel Trecento dalla famiglia reale angioina. Vi appartiene il famoso chiostro maiolicato, nato come luogo di silenzio e preghiera per le religiose di clausura, oltre che custode di sepolture regali.
Quando è l'onomastico di santa Chiara?
L'onomastico di chi porta il nome di Chiara cade il 12 agosto, festa della Santa nel calendario tradizionale (l'11 nel calendario riformato). Il nome deriva dal latino clara, «luminosa».
Si può chiedere alle Clarisse di pregare per un'intenzione?
Sì. I monasteri di Clarisse, eredi di San Damiano, accolgono volentieri le intenzioni dei fedeli e pregano per chi le affida loro: è un'antica consuetudine cattolica fondata sulla comunione dei santi.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
L'app Iter Fidei contiene il catechismo, le preghiere e i salmi, in latino e italiano, con audio. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Matteo 5, 15-16; 19, 21; 25, 13). Catechismo della Dottrina Cristiana di san Pio X, Dell'invocazione dei Santi. Notizie biografiche dalla tradizione agiografica su santa Chiara d'Assisi.