Santi
Santa Filomena: la taumaturga del XIX secolo
Chi era santa Filomena, la giovane vergine e martire le cui reliquie furono ritrovate nel 1802 e venerata dal Curato d'Ars come «la taumaturga del XIX secolo»: la sua storia, la preghiera e la novena, con fiducia e senza superstizione.

Santa Filomena è una giovane vergine e martire dei primi secoli, le cui reliquie furono ritrovate a Roma nel 1802 e la cui devozione si diffuse rapidamente per le numerose grazie ottenute. Fu tanto cara al santo Curato d'Ars, che la chiamava familiarmente «la mia cara santa» e la salutava come «la taumaturga del XIX secolo». Raccogliamo qui chi era santa Filomena, come pregarla e recitarne la novena, con la fiducia dei figli di Dio e mai con animo superstizioso.
La preghiera a santa Filomena
Chi desidera affidarsi alla sua intercessione può cominciare con questa breve invocazione:
O santa Filomena, vergine e martire,
tu che hai versato il tuo sangue per amore di Cristo,
ottienimi dal Signore la grazia che con fiducia ti domando,
e ravviva in me la fede, la purezza e la costanza.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
A questa invocazione si possono unire un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre in onore della santa, chiedendo che la sua intercessione ci ottenga ciò di cui abbiamo veramente bisogno.
Preghiera a santa Filomena per una grazia urgente
Nelle necessità pressanti molti ricorrono a santa Filomena con una preghiera per una grazia urgente. Pregare «con urgenza» non significa pretendere da Dio una risposta immediata, ma presentargli il nostro bisogno con fede insistente, come la vedova del Vangelo che bussa senza stancarsi (cfr. Vangelo secondo Luca 18, 1-8). Si può recitare:
O santa Filomena, fedele sposa di Cristo,
mi rivolgo a te nell'ora del bisogno.
Tu che in cielo sei tanto vicina al Signore,
presentagli con sollecitudine la mia supplica
e ottienimi, se è conforme alla sua volontà,
la grazia che con cuore fiducioso ti domando.
E se altro mi è più utile per la salvezza dell'anima,
ottienimi di accettarlo con pace. Amen.
La fretta del cuore va sempre unita all'abbandono in Dio: chiediamo presto, ma accogliamo la sua risposta come la migliore.
Supplica a santa Filomena
La supplica è una preghiera più solenne e prolungata, che si recita volentieri nel giorno della festa o a conclusione della novena. È un atto di umile fiducia con cui ci riconosciamo piccoli davanti a Dio e domandiamo l'aiuto della santa:
O gloriosa vergine e martire santa Filomena,
prostrati ai tuoi piedi ti supplichiamo:
tu che hai amato Cristo più della vita,
volgi a noi il tuo sguardo materno.
Sostieni la nostra debolezza, conforta le nostre pene,
e intercedi presso il trono dell'Altissimo
perché ci conceda perdono, salute e pace,
e soprattutto la grazia di vivere e morire nel suo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Alla supplica si possono aggiungere le litanie dei santi o tre Gloria al Padre in ringraziamento alla Santissima Trinità per i doni concessi a Filomena.
Chi era santa Filomena
Di santa Filomena la tradizione conserva poche, ma preziose notizie. Si tratta di una fanciulla romana dei primi secoli, vissuta al tempo delle persecuzioni, che preferì morire piuttosto che venir meno alla fede e alla verginità consacrata a Cristo. Il suo nome, Filumena, richiama l'idea di «amata» o «amante della luce», ed è giunto a noi insieme alla testimonianza del suo martirio.
A differenza di molti santi antichi, di Filomena non possediamo una passio dettagliata. La sua figura ci è nota soprattutto attraverso il ritrovamento delle sue reliquie e i segni del martirio che le accompagnavano: per questo la Chiesa l'ha sempre proposta non per la ricchezza dei particolari biografici, ma per l'esempio luminoso della fede fino al sangue, come tante altre giovani vergini e martiri dei primi secoli, fra cui santa Lucia, che preferirono la morte al rinnegamento della fede.
Il ritrovamento delle reliquie nel 1802
Il 25 maggio 1802, negli scavi delle catacombe di Priscilla a Roma, fu rinvenuto un sepolcro chiuso da tre lastre di terracotta recanti l'iscrizione LUMENA PAX TE CUM FI, ricomposta nella lettura Pax tecum, Filumena, «la pace sia con te, Filomena». Accanto ai resti di una giovanissima si trovava un'ampolla con tracce di sangue, segno antico riconosciuto dei martiri.
Le reliquie furono in seguito donate a un sacerdote di Mugnano del Cardinale, presso Nola, dove giunsero nel 1805. Il santuario di santa Filomena di Mugnano divenne ben presto meta di pellegrinaggi, per le molte grazie e guarigioni che i fedeli attribuirono alla sua intercessione. Da quel piccolo borgo la devozione si diffuse in tutta l'Italia e oltre, dando il nome a vie, chiese e cappelle in molte città.
«La taumaturga del XIX secolo»
La devozione a santa Filomena conobbe una straordinaria fioritura nell'Ottocento, sostenuta dalla testimonianza di santi insigni. Il santo Curato d'Ars, san Giovanni Maria Vianney, le attribuiva apertamente le grazie e le guarigioni del suo ministero, al punto da farsi suo apostolo instancabile. Anche santa Maddalena di Canossa e altri promossero il suo culto.
Il titolo di «taumaturga» — cioè operatrice di prodigi — non significa che la santa agisca con un potere proprio. La parola va intesa rettamente: è Dio a operare le grazie, e i santi le ottengono per la loro intercessione. Lo insegna il Catechismo di san Pio X: «i Santi li preghiamo perchè, come avvocati presso Dio, intercedano per noi» (Catechismo di san Pio X, Dell'invocazione dei Santi). Filomena è detta taumaturga perché Dio si è compiaciuto di esaudire chi la invoca, non perché disponga di una forza separata da Lui.
I miracoli di santa Filomena
Tra i miracoli di santa Filomena la tradizione ricorda soprattutto guarigioni, conversioni e grazie ottenute nel santuario di Mugnano del Cardinale e attraverso la testimonianza del Curato d'Ars. Il più celebre è legato a Pauline Jaricot, fondatrice dell'Opera della Propagazione della Fede: gravemente malata di cuore, nel 1835 si recò pellegrina a Mugnano e ne tornò guarita, suscitando grande risonanza e contribuendo, l'anno seguente, all'approvazione del culto.
Bisogna però accostarsi a questi racconti con sobrietà cattolica. Un miracolo in senso proprio è un fatto che supera le forze della natura e che la Chiesa riconosce solo dopo attento esame; molte grazie attribuite all'intercessione della santa sono favori spirituali e consolazioni, non necessariamente prodigi straordinari. In ogni caso, l'autore di ogni miracolo è sempre Dio: i santi non operano prodigi da sé, ma li ottengono pregando per noi. Per questo non cerchiamo nei miracoli un fine in sé, ma un segno che rinvia alla fede e alla conversione del cuore.
Di che cosa è protettrice santa Filomena
Ci si domanda spesso di che cosa santa Filomena sia protettrice. La devozione popolare e i santi che la promossero le hanno legato alcuni patronati: è invocata come protettrice dei bambini, dei giovani e delle anime consacrate alla purezza, per via della sua giovanissima età e della sua verginità — la stessa scelta di consacrazione totale a Cristo che brilla in santa Chiara d'Assisi; del Rosario vivente, l'opera di preghiera diffusa da Pauline Jaricot, sua devota; e, più in generale, di quanti chiedono guarigione o si trovano in casi difficili e disperati.
Va detto con chiarezza: un patronato non è un'attribuzione magica di competenze, ma un legame di devozione confermato dall'esperienza dei fedeli e dal giudizio della Chiesa. Invocare santa Filomena come protettrice significa chiederle di pregare per noi davanti a Dio nelle necessità a cui il suo culto è tradizionalmente associato, non rivolgersi a lei come a una potenza autonoma.
Pregare per la guarigione: fiducia, non magia
Molti ricorrono a santa Filomena nelle malattie e nelle prove. È giusto farlo, purché si custodisca l'animo retto. La guarigione che chiediamo non si ottiene con formule, oggetti o riti «infallibili»: questo sarebbe superstizione, contraria al primo comandamento. Si ottiene invece dalla fede umile in Dio, che resta libero di esaudirci secondo la sua sapienza.
È il Signore stesso a indicarci la via, quando dice alla donna guarita: Figlia, la tua fede ti ha salvata: va in pace, e sii guarita dal tuo male (Vangelo secondo Marco 5, 34). Non la magia, ma la fede apre il cuore alla grazia. Per questo, chiedendo la salute del corpo, domandiamo anzitutto la salute dell'anima, pronti ad accogliere la volontà di Dio anche quando risponde diversamente da come speravamo. Lo stesso insegna il messaggio di Lourdes affidato a santa Bernadette Soubirous, dove i pellegrini chiedono la guarigione nello spirito della fede e dell'abbandono, non della magia. È nei sacramenti — la santa Messa, la Confessione, la Comunione — più che in ogni devozione, che il Signore dona le sue grazie più grandi.
La novena a santa Filomena
La forma di preghiera più diffusa è la novena, cioè la ripetizione dell'invocazione per nove giorni consecutivi, in genere nei giorni che precedono la sua festa. La novena non è un conto magico di giorni, ma un esercizio di costanza nella preghiera: insistere con fiducia, come il Signore stesso ci ha insegnato a fare.
Per ciascuno dei nove giorni si può recitare la preghiera a santa Filomena riportata sopra, unendovi un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre, e presentando con semplicità l'intenzione che si porta nel cuore. Chi ama questa forma di devozione troverà utili anche la novena a santa Rita, modello di costanza nella prova, e altre novene della tradizione. Chi vuole pregarla giorno per giorno può seguire la novena a santa Filomena.
L'onomastico di santa Filomena
Chi porta il nome Filomena festeggia il proprio onomastico l'11 agosto, giorno della memoria della santa. Il nome, di origine greca, significa «amata» o, secondo un'altra lettura, «amante della luce» (da philoumene, amata, o philos + menos). È un nome bello e cristiano, che porta con sé l'esempio di una giovane che amò Cristo più della propria vita. Festeggiare l'onomastico, nella tradizione cattolica, non è una semplice ricorrenza anagrafica: è l'occasione per affidarsi al santo di cui si porta il nome e chiederne l'intercessione e la protezione lungo l'anno.
Le chiese e il santuario dedicati a santa Filomena
Dopo la diffusione del culto nell'Ottocento sorsero numerose chiese e cappelle dedicate a santa Filomena, in Italia e nel mondo. Il centro di questa devozione resta il santuario di Mugnano del Cardinale, in provincia di Avellino, dove dal 1805 sono custodite le reliquie e dove ogni anno, attorno alla festa di agosto, si tengono solenni festeggiamenti con pellegrinaggi, processione e celebrazioni liturgiche. Visitare un santuario o una chiesa a lei dedicata non è un gesto folcloristico, ma un atto di fede: ci si reca presso le reliquie di una martire per pregare, accostarsi ai sacramenti e ravvivare il proprio cammino cristiano.
Domande frequenti
Quando si festeggia santa Filomena?
La memoria di santa Filomena si celebra l'11 agosto, data legata al suo culto a Mugnano del Cardinale; è in questo giorno che cade anche l'onomastico di chi porta il suo nome. In alcuni luoghi e tradizioni locali la festa o i festeggiamenti vengono ricordati in altri giorni di agosto.
Santa Filomena si festeggia l'11 o il 13 agosto?
La data propria della memoria è l'11 agosto. Si trova talvolta indicato il 13 agosto per via di festeggiamenti, processioni o tridui che in alcune località si protraggono nei giorni vicini, oppure per la prossimità con altre ricorrenze agostane. Il giorno liturgico di riferimento resta però l'11 agosto.
Qual è l'onomastico di chi si chiama Filomena?
Chi si chiama Filomena festeggia l'onomastico l'11 agosto, memoria della santa. Il nome significa «amata» o «amante della luce» ed è di origine greca.
Di che cosa è protettrice santa Filomena?
È invocata come protettrice dei bambini e dei giovani, delle anime consacrate alla purezza e del Rosario vivente, e come aiuto nei casi difficili o disperati. Resta inteso che ogni grazia viene da Dio: la santa la ottiene per la sua intercessione.
Come si recita la preghiera a santa Filomena per una grazia urgente?
Si presenta a Dio il proprio bisogno con fede insistente, recitando la breve invocazione alla santa e unendovi un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre. «Urgente» non vuol dire pretendere una risposta immediata, ma pregare con cuore fiducioso, accogliendo la volontà di Dio anche quando risponde diversamente da come speriamo.
Dove si trova il santuario di santa Filomena?
Il principale santuario di santa Filomena si trova a Mugnano del Cardinale, in provincia di Avellino, dove furono traslate le sue reliquie nel 1805. È da secoli meta di pellegrinaggi. Numerose chiese e cappelle a lei dedicate si trovano poi in molte città italiane.
Perché è chiamata «la taumaturga del XIX secolo»?
Perché nell'Ottocento la sua intercessione fu legata a molte grazie e guarigioni, riconosciute da santi come il Curato d'Ars. «Taumaturga» significa operatrice di prodigi, ma il prodigio è sempre opera di Dio: la santa lo ottiene per la sua intercessione, non con un potere proprio.
Come si recita la novena a santa Filomena?
Si recita per nove giorni consecutivi, ripetendo ogni giorno la preghiera a santa Filomena con un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre, e presentando la propria intenzione. La novena è un esercizio di fiducia e costanza, non un rito magico: il suo frutto è affidato sempre alla volontà di Dio.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Catechismo della Dottrina Cristiana di san Pio X, Dell'invocazione dei Santi. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Marco 5, 34). Notizie sul ritrovamento delle reliquie del 1802 e sul santuario di Mugnano del Cardinale dalla tradizione agiografica su santa Filomena; testo dell'invocazione dal corpus di preghiere Iter Fidei.