Santi
San Pietro: il primo Papa
Chi era san Pietro apostolo: il pescatore di Galilea che Cristo costituì roccia della Chiesa e primo Papa, la sua vita secondo i Vangeli, il martirio a Roma e la preghiera con cui la tradizione lo invoca.

San Pietro è la pietra su cui Cristo ha edificato la sua Chiesa: primo fra gli Apostoli, primo Vescovo di Roma, primo Papa. Da lui discende, in linea ininterrotta, la successione dei Pontefici. In questa pagina raccogliamo chi era san Pietro secondo la fede della Chiesa, la sua vita quale ce la consegnano i Vangeli, il significato del primato che il Signore gli affidò, il suo martirio a Roma e la preghiera con cui da sempre lo invochiamo.
Chi era san Pietro
San Pietro era un pescatore della Galilea, figlio di Giona e fratello dell'apostolo Andrea, originario di Betsaida e poi dimorante a Cafarnao sul lago di Genesaret. Il suo nome di nascita era Simone. Fu Andrea, già discepolo del Battista, a condurlo da Gesù; e fin dal primo incontro il Signore gli mutò il nome, segno di una missione nuova: «Tu sei Simone figliuolo di Giona: tu sarai chiamato Cefa, che vuol dire Pietro» (Gv 1, 42).
Uomo semplice e ardente, schietto fino all'impeto, Pietro fu chiamato da Cristo mentre gettava le reti: «Venite dietro a me, e vi farò pescatori di uomini» (Mt 4, 19). Egli lasciò all'istante la barca e seguì il Maestro. Nei Vangeli appare sempre il primo nominato fra i Dodici e il primo a parlare: è la voce del collegio apostolico, scelto da Dio non per la dottrina dei sapienti ma per quel cuore pronto che, pur tra cadute e pianti, amò il Signore fino alla fine.
"Tu sei Pietro": la roccia della Chiesa
Il cuore della vocazione di Pietro è nella confessione di Cesarea di Filippo. Interrogati gli Apostoli su chi fosse il Figlio dell'uomo, Pietro rispose per tutti: «Tu sei il Cristo, il Figliuolo di Dio vivo». E Gesù, lodandolo, gli rivelò che quella fede non veniva dalla carne ma dal Padre, e su di essa fondò il suo edificio:
«E io dico a te, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non avran forza contro di lei. E a te io darò le chiavi del regno de' cieli: e qualunque cosa avrai legata sopra la terra, sarà legata anche ne' cieli: e qualunque cosa avrai sciolta sopra la terra, sarà sciolta anche ne' cieli.» (Mt 16, 18-19)
In queste parole la tradizione cattolica ha sempre letto l'istituzione del primato. Il nome stesso lo dice: Pietro è la pietra. Cristo costituisce Simone fondamento visibile della sua Chiesa; le chiavi sono il segno dell'autorità di reggere, di sciogliere e legare, di aprire e chiudere il Regno. Non un potere strappato all'uomo, ma una grazia affidata: poggiata sulla roccia, la Chiesa non sarà mai vinta dalle potenze infernali, perché è il Signore stesso a custodirla in colui che ha posto a capo.
Dopo la Risurrezione il Signore confermò questo mandato sulle rive del lago. Per tre volte chiese a Pietro: «mi ami tu?», e per tre volte — a riparazione del triplice rinnegamento — gli affidò il suo gregge: «Pasci i miei agnelli... Pasci le mie pecorelle» (Gv 21, 15-17). Pietro è dunque il pastore universale, posto a custodire l'intero ovile di Cristo.
La caduta e il pianto
I Vangeli non nascondono la fragilità di Pietro. La notte della Passione, presso il fuoco del cortile, egli rinnegò per tre volte il Maestro: «Io non conosco quell'uomo». Ma al canto del gallo, incrociato lo sguardo del Signore, «uscito fuori, pianse amaramente» (Mt 26, 75). In quel pianto è racchiusa tutta la grandezza di Pietro: non l'uomo senza colpa, ma l'uomo che, caduto, si rialza per amore e non dispera della misericordia. Per questo la Chiesa lo addita come maestro di pentimento e di speranza: chi ha rinnegato divenne il primo testimone, perché Cristo edifica sui peccatori convertiti, non sui giusti presunti.
Il martirio a Roma
Già prima della Pentecoste è lui a proporre ai fratelli di eleggere chi prenda il posto di Giuda, e la sorte cade su san Mattia (Atti 1, 15-26). Dopo la Pentecoste Pietro guida la Chiesa nascente: parla per primo alla folla di Gerusalemme, opera i primi miracoli nel nome di Gesù, accoglie i primi pagani nella fede. Poi, secondo la costante tradizione, si reca a Roma, capitale dell'Impero, e vi fonda la sua sede. Là, sotto la persecuzione di Nerone, intorno all'anno 64-67, sigilla con il sangue la sua testimonianza. La tradizione racconta che, chiedendo di non morire come il suo Maestro, fu crocifisso a capo in giù, presso il colle Vaticano.
Sulla sua tomba sorse, di secolo in secolo, il cuore della cristianità. Pietro e Paolo, i due principi degli Apostoli, sono celebrati insieme dalla Chiesa di Roma il 29 giugno: l'uno fondamento e pastore, l'altro dottore delle genti, entrambi martiri nella Città eterna. Da Pietro discende ogni Pontefice come suo successore: chi siede sulla cattedra di Roma eredita le chiavi che Cristo a lui consegnò. Questa autorità la Chiesa la celebra il 22 febbraio, nella festa della Cattedra di san Pietro.
Il patronato e la devozione
San Pietro è invocato come principe degli Apostoli e custode della porta del cielo: per le chiavi ricevute, la pietà popolare lo immagina alla soglia del Regno. È patrono dei pescatori e dei pescivendoli, in memoria del mestiere da cui Cristo lo trasse, e dei pontefici e dei naviganti. A lui si raccomandano coloro che chiedono la grazia di un sincero pentimento, sull'esempio del suo pianto, e la perseveranza nella fede in mezzo alle tempeste — come quando, camminando sull'acqua, gridò: «Signore, salvami» (Mt 14, 30), e la mano del Maestro lo afferrò.
Onorare san Pietro è, per il cattolico, professare l'unità della Chiesa: pregare per il Papa, suo successore, e per la fedeltà di tutti alla roccia su cui Cristo ci ha fondati.
Le chiavi di san Pietro: significato e simbolo
Le chiavi di san Pietro sono il simbolo più antico del primato petrino. Cristo stesso le promette: «A te darò le chiavi del regno de' cieli» (Mt 16, 19). Nell'arte sacra Pietro è quasi sempre raffigurato con due chiavi incrociate, l'una d'oro e l'altra d'argento: l'oro indica la potestà che si stende fino al cielo, l'argento quella che lega e scioglie sulla terra; insieme esprimono il potere di aprire e chiudere il Regno, di rimettere i peccati e di reggere la Chiesa. Per questo le chiavi incrociate, sormontate dalla tiara, sono lo stemma stesso della Santa Sede e del Papa, successore di Pietro. Consegnare le chiavi significa affidare una custodia: il portinaio non possiede la casa, ma ne apre la porta a nome del Padrone.
La festa dei santi Pietro e Paolo (29 giugno)
La festa dei santi Pietro e Paolo cade il 29 giugno ed è solennità: la Chiesa di Roma onora insieme i due Apostoli che con il loro sangue la fondarono nella fede. La tradizione li chiama i due principi degli Apostoli: Pietro, la roccia e il pastore; Paolo, il dottore delle genti. Anticamente la celebrazione si prolungava: il 30 giugno si faceva la Commemorazione di san Paolo, e il 18 gennaio si ricordava la Cattedra di san Pietro a Roma (il 22 febbraio quella di Antiochia). In Roma è giorno di grande festa popolare, con la benedizione dei pallii destinati agli arcivescovi metropoliti, segno della comunione con la sede di Pietro.
La Basilica di San Pietro in Vaticano
La Basilica di San Pietro in Vaticano è la più grande chiesa della cristianità e sorge, secondo la costante tradizione, sopra la tomba dell'Apostolo, presso il colle dove fu martirizzato e sepolto. Sull'antica basilica costantiniana del IV secolo si innalzò, fra Cinquecento e Seicento, l'edificio attuale, al quale lavorarono Bramante, Michelangelo e tanti altri. Non è la cattedrale del Papa — quella è San Giovanni in Laterano — ma è il santuario del Principe degli Apostoli e il cuore visibile dell'unità cattolica. Vi riposano anche le reliquie di san Giosafat, l'arcivescovo ruteno ucciso nel 1623 per la sua fedeltà alla Sede di Pietro, deposte nel 1963 sotto l'altare di san Basilio.
La cupola di San Pietro
La cupola di San Pietro, disegnata da Michelangelo e portata a termine dopo la sua morte, domina Roma con la sua mole. Lungo il suo tamburo corre, a lettere d'oro, la frase evangelica del primato: TU ES PETRUS ET SUPER HANC PETRAM AEDIFICABO ECCLESIAM MEAM ET TIBI DABO CLAVES REGNI CAELORUM — «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e a te darò le chiavi del regno dei cieli». La cupola è così, in pietra e oro, la professione stessa della fede nel primato.
Il baldacchino di San Pietro
Il baldacchino di San Pietro, opera di Gian Lorenzo Bernini, è la grande copertura bronzea che si erge sopra l'altare papale, posto esattamente sulla verticale della tomba dell'Apostolo. Le sue quattro colonne tortili segnano il punto dove la Chiesa di Roma celebra sulla memoria di Pietro: solo il Papa, di norma, vi celebra la Messa. È il segno visibile che ogni Pontefice offre il Sacrificio sopra le ossa di colui di cui è successore.
La Porta Santa di San Pietro
La Porta Santa di San Pietro è la porta che il Papa apre solennemente all'inizio di ogni Anno Santo e richiude alla sua chiusura. Varcarla, dopo essersi confessati e accostati alla Comunione, è il gesto tradizionale per acquistare l'indulgenza giubilare: il pellegrino entra per la porta del tempio come per la porta del cielo, di cui Pietro custodisce le chiavi. Negli anni ordinari la Porta Santa resta murata.
Piazza San Pietro
Piazza San Pietro, abbracciata dal duplice colonnato del Bernini, è il grande sagrato dove i fedeli si radunano per le benedizioni del Papa e per la Urbi et Orbi. Il colonnato, con le sue centinaia di colonne sormontate da statue di santi, fu pensato come due braccia che accolgono il mondo intero, immagine della Chiesa madre che raccoglie i suoi figli attorno alla cattedra di Pietro. Al centro si erge l'obelisco vaticano, presso il quale, secondo la tradizione, l'Apostolo subì il martirio.
San Pietro in Vincoli e le catene dell'Apostolo
San Pietro in Vincoli è una delle antiche chiese di Roma e custodisce, come reliquia, le catene (vincula) con cui, secondo la tradizione, l'Apostolo fu legato nella prigione di Gerusalemme — quando l'angelo lo liberò (At 12, 6-10) — e poi a Roma. La memoria di questa liberazione era anticamente celebrata il 1° agosto, festa di San Pietro in Vincoli. La stessa basilica è oggi nota anche per custodire il Mosè di Michelangelo, ma la sua ragione di esistere resta la venerazione delle catene del Principe degli Apostoli, segno che nessun carcere può legare la Chiesa di Dio.
La barca di san Pietro: tradizione popolare e prudenza
La barca di san Pietro è un'usanza popolare diffusa in molte regioni d'Italia, legata alla notte fra il 28 e il 29 giugno, vigilia della festa dei santi Pietro e Paolo. La sera si versa una chiara d'uovo in un recipiente d'acqua lasciato all'aperto, e al mattino le forme assunte dall'albume — che ricordano vele e sartie — vengono dette «la barca di san Pietro», il pescatore di Galilea.
È bene precisare con chiarezza: la Chiesa non attribuisce a questo gesto alcun valore di presagio o di divinazione sul futuro, sul tempo o sui raccolti. La fede cattolica esclude ogni superstizione e ogni pretesa di leggere l'avvenire in segni naturali. Possiamo accogliere la barca di san Pietro solo come un costume folkloristico e come occasione, semmai, per ricordare il vero san Pietro pescatore e pregarlo: non come oracolo, ma come santo.
Il pesce di san Pietro e l'episodio della moneta
Il pesce di san Pietro (la gallinella, in latino Zeus faber) deve il nome a una pia tradizione legata all'episodio evangelico dello statere. Per pagare il tributo del Tempio, Gesù disse a Pietro: «Va' al mare, e getta l'amo: e prendi il primo pesce che verrà su, e apertagli la bocca, vi troverai uno statère: prendilo, e dallo loro per me e per te» (Mt 17, 26). La macchia scura che il pesce porta sui fianchi è detta dalla devozione popolare «l'impronta delle dita di san Pietro» nell'atto di prendere il pesce per estrarne la moneta. È un richiamo, semplice e domestico, al mestiere dell'Apostolo e alla provvidenza con cui Cristo provvede ai suoi.
Preghiera a san Pietro
O glorioso san Pietro, che per la fede viva, umile e sincera con cui confessasti il Cristo Figlio di Dio meritasti di essere costituito fondamento della Chiesa e di ricevere le chiavi del regno dei cieli, ottienici la grazia di credere senza vacillare e di amare il Signore sopra ogni cosa.
Tu che hai pianto amaramente la tua caduta e sei stato ristabilito da Cristo nella carità, impetraci un cuore contrito e fedele, la perseveranza nella prova e la grazia di una buona morte. Custodisci la santa Chiesa e il Papa, tuo successore, perché siano sempre saldi sulla pietra che il Signore non lascerà vincere dalle porte dell'inferno.
Principe degli Apostoli, apri a noi la porta del cielo, e conducici alla casa del Padre. Amen.
Domande frequenti
Chi era san Pietro?
Era un pescatore della Galilea, figlio di Giona e fratello di Andrea, di nome Simone. Chiamato da Cristo a essere apostolo, ne ricevette il nuovo nome di Pietro («roccia») e fu costituito capo del collegio apostolico, primo Vescovo di Roma e primo Papa.
Perché san Pietro è chiamato il primo Papa?
Perché Cristo gli affidò il primato con le parole «tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16, 18) e gli consegnò le chiavi del Regno, costituendolo pastore di tutto il gregge: «Pasci le mie pecorelle» (Gv 21, 17). Vescovo e martire a Roma, da lui discende la successione ininterrotta dei Pontefici.
Quando è la festa di san Pietro e Paolo?
La Chiesa celebra i santi apostoli Pietro e Paolo il 29 giugno, ricordando insieme i due principi degli Apostoli, entrambi martiri a Roma.
Chi fu il primo Papa dopo san Pietro?
Secondo la tradizione, a Pietro successe sulla cattedra di Roma san Lino, seguito da san Cleto (o Anacleto) e poi da san Clemente. La serie dei successori prosegue, senza interruzione, fino al Papa regnante. Fra loro, san Leone Magno fu acclamato dal concilio di Calcedonia con le parole «Pietro ha parlato per bocca di Leone».
Che cosa significano le chiavi di san Pietro?
Le chiavi, donate da Cristo, significano l'autorità di reggere la Chiesa, di sciogliere e legare, cioè di rimettere i peccati e di insegnare con fermezza, e di aprire o chiudere le porte del Regno. Sono il segno del primato petrino, trasmesso a ogni suo successore, e per questo figurano, incrociate, nello stemma della Santa Sede.
Dove si trova la tomba di san Pietro?
La tomba di san Pietro si trova in Vaticano, sotto l'altare maggiore della Basilica di San Pietro, presso il luogo del martirio sul colle Vaticano. Sopra di essa si erge il baldacchino del Bernini, e ogni Papa celebra la Messa sulla memoria dell'Apostolo di cui è successore.
Che cos'è la barca di san Pietro?
È un'usanza popolare della notte fra il 28 e il 29 giugno: si lascia all'aperto una chiara d'uovo in acqua, e le forme assunte dall'albume vengono dette «la barca di san Pietro». La Chiesa non vi riconosce alcun valore di presagio o divinazione: è solo un costume folkloristico, e la fede cattolica esclude ogni superstizione.
Perché il pesce san pietro si chiama così?
Per una pia tradizione legata al Vangelo: Pietro, per pagare il tributo del Tempio, trovò una moneta nella bocca del primo pesce pescato (Mt 17, 26). La macchia scura sui fianchi della gallinella è detta «l'impronta delle dita di san Pietro».
Qual è la differenza tra san Pietro in Vaticano e san Pietro in Vincoli?
La Basilica di San Pietro in Vaticano sorge sulla tomba dell'Apostolo ed è la più grande chiesa della cristianità; San Pietro in Vincoli è invece un'antica chiesa di Roma che custodisce le catene (vincula) con cui Pietro fu imprigionato, la cui memoria si celebrava il 1° agosto.
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Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Matteo, Vangelo secondo Giovanni); tradizione agiografica e liturgica della Chiesa sui santi Apostoli Pietro e Paolo (festa del 29 giugno); insegnamento costante del Magistero tradizionale sul primato petrino.