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San Michele Arcangelo: principe delle milizie celesti
Chi è san Michele Arcangelo: il significato del nome, la battaglia contro il dragone nell'Apocalisse e in Daniele, il patronato e la preghiera "San Michele Arcangelo, difendici".

Tra tutti gli spiriti celesti, uno solo porta come nome una domanda e una sfida: Michele, «chi come Dio?». È il principe delle milizie celesti, il primo difensore del popolo di Dio contro il nemico delle anime. In questa pagina diciamo chi è san Michele Arcangelo, che cosa ci dice di lui la Scrittura, di che cosa è patrono e come lo invochiamo con la preghiera «San Michele Arcangelo, difendici».
Chi è san Michele Arcangelo
San Michele è un arcangelo, cioè uno spirito puro creato da Dio, posto a capo della milizia celeste. Il suo nome, in ebraico, non designa una qualità ma proclama un grido di guerra: Mi-ka-El, «chi come Dio?». È la risposta che l'umile servo di Dio oppone alla superbia di Lucifero, l'angelo ribelle che volle innalzarsi al posto del suo Creatore.
La tradizione lo onora con quattro titoli che ne riassumono la missione: principe della milizia celeste, custode del popolo di Dio, difensore della Chiesa, e accompagnatore delle anime al loro passaggio. Non lo veneriamo come un eroe leggendario, ma come la Scrittura e la Chiesa ce lo hanno consegnato: il primo tra gli angeli che servono il Signore.
San Michele nella Scrittura: la battaglia contro il dragone
La Bibbia non parla spesso di san Michele, ma ogni volta che lo nomina lo mostra in armi a difesa di Dio e del suo popolo. La pagina più celebre è quella di san Giovanni nell'Apocalisse, dove l'Arcangelo guida l'esercito del Cielo:
«E segui in cielo una gran battaglia: Michele co' suoi Angeli combatterono contro il dragone, e il dragone, e gli angeli di lui combatterono: ma non la vinsero, né vi fu più luogo per essi nel cielo» (Apocalisse XII, 7-8, versione del Martini).
L'esito è la rovina del nemico:
«E fu gittato quel gran dragone, quell'antico serpente, che diavolo appellasi, e satana, il quale seduce tutta la terra: e fu gittato per terra, e con lui furon gittati i suoi angeli» (Apocalisse XII, 9).
Già il profeta Daniele lo aveva visto come il protettore d'Israele. L'angelo dice a Daniele: «Michele, uno de' primari prìncipi, venne in mio soccorso» (Daniele X, 13), e ancora: «E in quel tempo sorgerà Michele principe grande, il quale sta a guardia del popol tuo» (Daniele XII, 1, Martini). Sempre la stessa figura: il principe che veglia, combatte e custodisce.
Principe delle milizie celesti
Quando lo chiamiamo «principe della milizia celeste» — in latino princeps militiae caelestis — diciamo qualcosa di preciso. San Michele non è un combattente solitario: è il capo di un esercito, gli angeli fedeli che con lui hanno scelto Dio. La sua forza non è propria, ma viene «con la potenza divina», divina virtute: ogni vittoria sul male appartiene a Dio, e l'Arcangelo ne è lo strumento.
Per questo la sua battaglia non è soltanto un fatto del passato. Il Catechismo di san Pio X insegna che i demoni «ci tentano per l'invidia che ci portano, la quale fa loro desiderare la nostra eterna dannazione, e per odio a Dio, la cui immagine risplende in noi», e che «le tentazioni si vincono colla vigilanza, colla preghiera, e colla mortificazione cristiana». Invocare san Michele significa schierarsi, nella stessa battaglia, dalla parte di chi ha già vinto.
Di che cosa è patrono san Michele
La devozione tradizionale affida a san Michele diversi patronati, tutti coerenti con la sua missione di difensore:
- Della Chiesa universale, di cui è custode contro le insidie del nemico.
- Dei moribondi e delle anime, che presenta a Dio nell'ora del passaggio.
- Dei soldati e di chi combatte per una causa giusta.
- Della buona morte, invocato perché ci difenda nell'ultima battaglia.
Il suo culto in Italia è antichissimo: il santuario di San Michele Arcangelo al Monte Gargano, in Puglia, è uno dei più venerati dell'Occidente, legato alla memoria dell'apparizione dell'Arcangelo. Da esso si diramò la grande via di pellegrinaggio che unisce i luoghi micaelici d'Europa.
La preghiera a san Michele Arcangelo
Il modo più semplice e sicuro per affidarsi alla sua protezione è la preghiera composta da papa Leone XIII e prescritta nel 1886 fra le preghiere dopo la Messa letta:
Sancte Michaël Archangele, defende nos in proelio, contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur : tuque, princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen.
San Michele Arcangelo,
difendici nella battaglia ;
sii nostro presidio contro la malizia
e le insidie del demonio.
Lo comandi Dio,
te ne preghiamo supplichevoli ;
e tu, principe della milizia celeste,
con la potenza divina ricaccia nell'inferno
Satana e gli altri spiriti maligni
che si aggirano per il mondo
per la perdizione delle anime.
Così sia.
Sono le parole che la Chiesa ha messo sulle labbra di tutto il popolo cristiano. Quando preghiamo «San Michele Arcangelo, difendici», non chiediamo nulla di nuovo: chiediamo che si rinnovi per noi la vittoria già descritta da san Giovanni nell'Apocalisse. La sua storia e il modo di recitarla sono spiegati nella pagina dedicata: preghiera a san michele arcangelo.
Questa devozione si tiene per mano con quella all'angelo custode: la preghiera dell'Angelo di Dio ci affida alla guida quotidiana, quella a san Michele alla difesa nella battaglia. La si può unire al Segno della Croce all'inizio e chiudere con il Gloria al Padre.
«San Michele Arcangelo, proteggimi»
Molti cercano una formula breve da ripetere nel pericolo o nella tentazione, dicendo semplicemente: «San Michele Arcangelo, proteggimi». È una buona giaculatoria, umile richiesta rivolta a Dio per intercessione dell'Arcangelo. La preghiera della Chiesa, del resto, si esprime al plurale — «difendici» — perché la battaglia spirituale ci riguarda tutti: conviene dunque recitarla così come la Chiesa l'ha data, senza adattarne il testo.
La preghiera a san Michele per la famiglia
Tra le intenzioni più care vi è quella di affidare alla protezione dell'Arcangelo la propria casa e i propri cari. Non esiste una preghiera «ufficiale» distinta per la famiglia: si recita la stessa preghiera di Leone XIII, al termine del rosario o della preghiera serale in comune, presentando a Dio nell'intenzione tutti i membri della casa.
Affidare la famiglia a san Michele significa metterla sotto la stessa guardia con cui egli veglia sul popolo di Dio (Daniele XII, 1). È bene unire questa intenzione alla protezione dell'angelo custode di ciascuno.
La coroncina di san Michele Arcangelo
La coroncina (o coroncina angelica) è una devozione che onora i nove cori angelici. Secondo la tradizione, fu rivelata alla serva di Dio Antonia d'Astonac e diffusa nella pietà popolare. Si recita su una corona apposita, composta di nove gruppi (un grano per il Pater e tre per le Ave) più quattro grani conclusivi.
Per ciascuno dei nove cori — Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Arcangeli, Angeli — si dice un Pater e tre Ave, chiedendo le grazie proprie di quel coro per intercessione di san Michele. Si conclude con quattro Pater: uno in onore di san Michele, uno di san Gabriele, uno di san Raffaele — i tre arcangeli che la Scrittura nomina — e uno dell'angelo custode. L'antifona iniziale è:
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, affréttati a soccorrermi. Gloria al Padre...
È una devozione di lode e di affidamento.
La novena a san Michele Arcangelo
La novena è la preghiera di nove giorni che prepara alla festa del 29 settembre, ma può essere recitata in qualsiasi momento di particolare bisogno. Consiste nel ripetere per nove giorni consecutivi un'invocazione fissa, unita ogni giorno a una breve meditazione e alla propria intenzione.
Non esiste una novena propria a san Michele nei libri liturgici. Si può usare ogni giorno la preghiera di Leone XIII, preceduta dalla preghiera a san Michele con cui si apre l'esorcismo dello stesso Leone XIII (Exorcismus in Satanam et angelos apostaticos, nel Rituale Romano):
Principe gloriosissimo della milizia celeste, san Michele Arcangelo, difendici nella battaglia e nella lotta che sosteniamo contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti maligni sparsi nell’aria. Vieni in aiuto degli uomini, che Dio creò incorruttibili, e fece a immagine della sua somiglianza, e riscattò a gran prezzo dalla tirannia del demonio.
La novena non vincola Dio a esaudirci: ci educa alla perseveranza e alla fiducia, come la vedova insistente del Vangelo. La sua efficacia sta nella docilità alla volontà di Dio, non nel numero dei giorni.
La consacrazione a san Michele Arcangelo
La consacrazione è un atto con cui ci affidiamo interamente alla protezione dell'Arcangelo, riconoscendolo come difensore davanti a Dio. Va inteso correttamente: non si tratta di adorare una creatura — l'adorazione spetta a Dio solo — ma di porsi sotto la custodia di chi Dio ha costituito principe degli angeli. In questo senso è simile all'affidamento a san Giuseppe o alla Madonna.
La consacrazione impegna anzitutto chi la pronuncia: a vivere da figlio di Dio, fuggendo il peccato che è la vera vittoria del nemico.
«Preghiera efficace» e «molto potente»: una parola di verità
Molti cercano la preghiera a san Michele «più efficace» o «molto potente». Diciamolo con chiarezza, secondo la fede cattolica: nessuna preghiera è potente per la formula. La preghiera composta da Leone XIII è venerabile non perché contenga parole magiche, ma perché è la voce della Chiesa, fondata sulla vittoria di Cristo che san Michele serve. La sua efficacia dipende dalla fede e dalla disposizione di chi prega, e sempre dalla volontà di Dio, che esaudisce ciò che è per il nostro vero bene.
La preghiera autentica a san Michele è quella che la Chiesa ci ha consegnato, recitata con umiltà e con vita coerente.
I santuari di san Michele: il Gargano e la Sacra di San Michele
Il culto micaelico ha lasciato in Italia santuari tra i più antichi e venerati dell'Occidente.
Il santuario di San Michele Arcangelo al Monte Gargano, in Puglia, custodisce la grotta dove la tradizione colloca l'apparizione dell'Arcangelo alla fine del V secolo. È l'unico santuario d'Europa non consacrato da mano d'uomo, ma — secondo l'antica memoria — dallo stesso san Michele. Da qui partiva la grande via di pellegrinaggio che univa i luoghi micaelici da Mont-Saint-Michel in Normandia fino al Gargano.
In Piemonte, la Sacra di San Michele (abbazia di San Michele della Chiusa), arroccata sul monte Pirchiriano, è uno dei capisaldi della stessa linea di pellegrinaggio. Altre abbazie e parrocchie di San Michele Arcangelo punteggiano la penisola, segno di una devozione radicata da oltre un millennio. Recarsi in questi luoghi è una forma di pietà lodevole, purché orientata alla conversione e non alla curiosità.
Il tatuaggio di san Michele Arcangelo: una nota
L'immagine di san Michele che trafigge il dragone è oggi diffusa anche come tatuaggio, scelta spesso come segno di protezione. La Chiesa non condanna in sé il portare un'immagine sacra, ma ricorda che la vera protezione non viene dal segno sulla pelle, bensì dalla grazia di Dio e dalla vita cristiana. Un'immagine sacra ha valore se richiama alla preghiera e alla fedeltà; ridotta a semplice talismano, scivola nella superstizione. Meglio di ogni tatuaggio vale il Segno della Croce tracciato su di sé con fede.
Domande frequenti
Chi è san Michele Arcangelo?
È l'arcangelo posto da Dio a capo delle milizie celesti. Il suo nome significa «chi come Dio?». La Scrittura lo mostra come difensore del popolo di Dio (Daniele X e XII) e vincitore del dragone, cioè di Satana (Apocalisse XII). La Chiesa lo venera come custode contro le insidie del nemico.
Quando si festeggia san Michele Arcangelo?
Nel calendario tradizionale la festa — la Dedicazione di san Michele, detta anche Michaelmas — si celebra il 29 settembre, festa di I classe nel calendario del 1962. È il giorno privilegiato per affidarsi alla sua protezione.
Quando è san Michele Arcangelo?
La festa principale è il 29 settembre (festa di I classe nel calendario del 1962). L'apparizione di san Michele al Monte Gargano si festeggiava l'8 maggio: la riforma delle rubriche del 1960 l'ha tolta dal calendario universale, e nel 1962 resta solo come festa pro aliquibus locis, propria di alcuni luoghi.
Perché san Michele è chiamato principe delle milizie celesti?
Perché è il capo dell'esercito degli angeli fedeli. Nell'Apocalisse guida «i suoi Angeli» nella battaglia contro il dragone e i suoi seguaci. È «principe» non per forza propria, ma come strumento della potenza divina, divina virtute.
Che cosa significa «San Michele Arcangelo, difendici»?
È l'inizio della preghiera composta da Leone XIII (1886), recitata da tutto il popolo cristiano per chiedere protezione contro il demonio. Si prega al plurale perché la battaglia spirituale non è solitaria: chiediamo difesa per noi, per la Chiesa e per tutte le anime.
Come si recita la coroncina di san Michele Arcangelo?
Si onorano i nove cori angelici: per ciascuno si dice un Pater e tre Ave chiedendo le grazie proprie di quel coro. Si conclude con quattro Pater in onore di san Michele, san Gabriele, san Raffaele e dell'angelo custode. È una devozione di lode e affidamento.
Come si fa la novena a san Michele Arcangelo?
Si recita per nove giorni consecutivi un'invocazione fissa — di solito la preghiera di Leone XIII preceduta da una supplica — unita a una breve meditazione e alla propria intenzione. Prepara di norma alla festa del 29 settembre, ma si può fare in ogni momento di bisogno.
Qual è la preghiera a san Michele più efficace o «molto potente»?
Nessuna preghiera è potente per la formula. La più sicura è quella della Chiesa, composta da Leone XIII. La sua efficacia dipende dalla fede di chi prega e dalla volontà di Dio, non da parole «segrete».
Si può consacrarsi a san Michele Arcangelo?
Sì, intendendolo rettamente: non si adora una creatura — l'adorazione spetta a Dio solo — ma ci si pone sotto la custodia del principe degli angeli, come ci si affida a san Giuseppe o alla Madonna. La consacrazione impegna anzitutto a vivere da figli di Dio, fuggendo il peccato.
Dov'è il santuario di san Michele Arcangelo?
Il più celebre è al Monte Gargano, in Puglia, con la grotta legata all'apparizione del V secolo. In Piemonte si trova la Sacra di San Michele, sulla stessa antica via di pellegrinaggio che da Mont-Saint-Michel giunge al Gargano.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Scrittura: Apocalisse XII, 7-9 e Daniele X, 13 e XII, 1, versione del Martini. Testo della preghiera: Leone XIII (preghiere leonine, 1886); preghiera a san Michele dell'Exorcismus in Satanam et angelos apostaticos di Leone XIII (Rituale Romano). Dottrina: Catechismo di san Pio X. Calendario: Messale Romano del 1962 (29 settembre). Patronati e culto secondo la tradizione (santuario di San Michele al Monte Gargano).