Santi
Sant'Antonio di Padova: il santo dei miracoli e degli oggetti smarriti
Chi è sant'Antonio di Padova, francescano e dottore della Chiesa: la sua vita sulla base della tradizione, il patronato sugli oggetti smarriti e la preghiera «Si quaeris miracula» in latino e in italiano.

Sant'Antonio di Padova è uno dei santi più amati della Chiesa: francescano, predicatore instancabile, dottore della Chiesa, invocato dai fedeli come patrono degli oggetti smarriti e «santo dei miracoli». Diciamo subito chi egli è e perché lo si prega, e diamo la preghiera che da secoli si recita per ritrovare ciò che si è perduto, nelle cose e nell'anima. Non va confuso con sant'Antonio abate, il padre dei monaci del deserto egiziano, vissuto tra il III e il IV secolo e festeggiato il 17 gennaio.
Chi è sant'Antonio di Padova
Antonio nacque a Lisbona, in Portogallo, verso il 1195, da famiglia nobile, e al battesimo ricevette il nome di Fernando. Entrò giovane fra i canonici regolari di sant'Agostino, dove si formò allo studio della Sacra Scrittura, di cui sarebbe diventato un conoscitore profondissimo.
La svolta venne quando giunsero a Coimbra le reliquie dei primi martiri francescani, uccisi in Marocco mentre annunciavano il Vangelo. Acceso dal desiderio del martirio, Fernando lasciò i canonici, vestì il saio dei frati minori di san Francesco e prese il nome di Antonio. Partì per il Marocco, ma la malattia lo costrinse a tornare; una tempesta spinse poi la sua nave fino in Italia. Dio aveva un'altra via per lui.
Il predicatore e il dottore della Chiesa
In Italia il giovane frate sembrava destinato a una vita nascosta, finché, chiamato quasi per caso a predicare, rivelò una dottrina e un'eloquenza che meravigliarono tutti. Lo stesso san Francesco gli affidò l'insegnamento della teologia ai frati, raccomandandogli di non spegnere mai lo «spirito della santa orazione».
Antonio percorse l'Italia e la Francia meridionale predicando contro gli errori del tempo e richiamando i fedeli alla conversione, con tale forza e chiarezza da meritare il titolo, datogli dalla tradizione, di «martello degli eretici» — una battaglia per la fede che, secoli più tardi, avrebbe segnato anche la vita di sant'Ignazio di Loyola e dei suoi compagni. La sua predicazione era tutta radicata nella Scrittura: per questo, secoli dopo, la Chiesa lo proclamò dottore della Chiesa, con il nome di Doctor Evangelicus, dottore evangelico.
Si stabilì infine a Padova, dove consumò le ultime forze nella predicazione quaresimale e nelle confessioni. Morì giovane, il 13 giugno del 1231, a poco più di trentacinque anni. La sua tomba è venerata nella grande basilica di Padova, meta da otto secoli di pellegrini da ogni parte del mondo. Per la fama dei prodigi attribuiti alla sua intercessione, i fedeli lo chiamano semplicemente «il Santo».
Perché è il patrono degli oggetti smarriti
Il patronato di sant'Antonio sugli oggetti smarriti nasce da un episodio della sua vita raccolto dalla tradizione: a un novizio che era fuggito portando con sé un prezioso salterio annotato dal Santo, Antonio chiese in preghiera la restituzione, e il giovane, turbato, tornò a riportarlo. Da qui la pia consuetudine di rivolgersi a lui per ritrovare ciò che si è perduto.
È bene intenderla rettamente. Ricorrere a sant'Antonio «per gli oggetti smarriti» non è una formula magica né un automatismo: è chiedere a un santo che interceda presso Dio. Lo insegna il Catechismo di san Pio X: «i Santi li preghiamo perchè, come avvocati presso Dio, intercedano per noi» (Catechismo di san Pio X, Dell'invocazione dei Santi). Antonio non «trova» da sé le cose: ottiene da Dio la grazia che gli domandiamo.
E la stessa Scrittura che il Santo amava ci ricorda che cercare appartiene alla vita cristiana: Cercate, e troverete (Vangelo secondo Luca 11, 9). Gesù stesso paragona Dio alla donna che, perdutane una delle sue dramme, non cerchi diligentemente, sino che l'abbia trovata (Vangelo secondo Luca 15, 8). L'oggetto ritrovato diventa allora immagine di una grazia più grande: che nulla di ciò che è nostro vada perduto per sempre, e che soprattutto non si perda l'anima.
Preghiera a sant'Antonio: «Si quaeris miracula»
La preghiera più nota a sant'Antonio è il responsorio «Si quaeris miracula», composto poco dopo la sua morte. Si recita quando si è smarrito qualcosa, ma anche, più largamente, per chiedere la sua intercessione nei pericoli e nelle necessità.
In italiano:
Se cerchi i miracoli,
ecco fugare la morte, l'errore, le sciagure,
il demonio, la lebbra:
e gl'infermi sorgono sani.Si placa il mare, si sciolgono le catene,
le membra perdute e le cose si ridomandano e si riacquistano,
quando lo invocano i giovani e i vecchi.Si dileguano i pericoli, vien meno la miseria:
lo dicano coloro che lo provano,
lo dicano i cittadini di Padova.Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
℣. Prega per noi, o beato Antonio.
℟. Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
In latino:
Si quaeris miracula,
mors, error, calamitas,
daemon, lepra fugiunt,
aegri surgunt sani.Cedunt mare, vincula,
membra resque perditas
petunt et accipiunt
iuvenes et cani.Pereunt pericula,
cessat et necessitas:
narrent hi qui sentiunt,
dicant Paduani.Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto.
℣. Ora pro nobis, beate Antoni.
℟. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
Si può unire alla preghiera un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre in onore del Santo, esprimendo con fiducia la propria intenzione.
Come pregare sant'Antonio con fiducia
Pregare sant'Antonio, sia per un oggetto smarrito sia per una grazia, significa anzitutto affidarsi a Dio per le sue mani. La cosa ritrovata non è il fine, ma il segno: chi cerca le briciole della Provvidenza impari a cercare il Regno, e tutte queste cose vi saran date per giunta (Vangelo secondo Luca 12, 31).
Per questo la devozione al Santo si nutre dei sacramenti e dell'imitazione delle sue virtù: l'amore per la Scrittura, la carità verso i poveri — è anche patrono dei poveri e dei bambini —, la fedeltà nella vocazione. Le antiche consuetudini, come i «tredici martedì», la novena a sant'Antonio di Padova o le offerte del «Pane di sant'Antonio» per i bisognosi, valgono in quanto espressioni di fede e di carità, non come riti dal potere proprio.
Preghiere a sant'Antonio di Padova per ogni necessità
Oltre al responsorio «Si quaeris miracula», la tradizione conserva altre preghiere a sant'Antonio da Padova che i fedeli recitano nelle diverse necessità. Le riportiamo qui nelle loro forme antiche.
Per ogni grazia, si invoca il Santo con questa breve supplica:
O sant'Antonio, glorioso per la fama dei miracoli,
tu che a chi ti invoca ottieni di ritrovare le cose perdute,
i giovani e i vecchi, da ogni male e pericolo affidati a te,
vieni in mio aiuto in questa necessità.
Per la carità che ti rese caro a Dio e agli uomini,
ottienimi la grazia che umilmente ti chiedo.
℟. Amen.
Per i poveri e i bisognosi, antica è la preghiera del Pane di sant'Antonio, che accompagna l'offerta destinata ai poveri in suo onore: una carità fatta nel suo nome, perché chi ha ritrovato la grazia non dimentichi chi è nel bisogno.
Queste preghiere a sant'Antonio di Padova si recitano con fede, sapendo che il Santo non opera da sé, ma intercede presso Dio, sorgente di ogni dono.
Frasi e citazioni di sant'Antonio da Padova
Tra le frasi di sant'Antonio da Padova raccolte dalla tradizione e dai suoi Sermoni, alcune ne riassumono la dottrina, tutta nutrita di Vangelo. Le riportiamo come spunto di meditazione, non come slogan staccati dal loro contesto:
«I santi sono come le stelle: nascoste alla nostra vista quando splende il sole, ma sempre presenti.»
«Predica anche col silenzio chi col proprio modo di vivere predica.»
«Le opere parlano più delle parole; le parole sono inutili senza le opere.»
Queste massime non valgono come frasi di circostanza, ma come eco della sua predicazione: per sant'Antonio la parola autentica è quella confermata dalla vita santa. Chi cerca le sue frasi trovi in esse un richiamo alla coerenza tra fede e opere.
La basilica e il santuario di sant'Antonio di Padova
La basilica di sant'Antonio di Padova, che i padovani chiamano semplicemente «il Santo», sorge in piazza del Santo a Padova ed è uno dei maggiori santuari della cristianità. Vi è custodita la tomba del Santo, meta da otto secoli di pellegrini da ogni parte del mondo.
Come santuario di sant'Antonio, la basilica conserva l'Arca del Santo, dove riposano le sue reliquie, e la cappella delle reliquie con la celebre reliquia della lingua, segno della sua predicazione. Il pellegrinaggio alla basilica santuario di sant'Antonio di Padova non è turismo religioso, ma atto di devozione: ci si reca alla tomba di un santo per chiedere la sua intercessione e per professare, davanti alle sue reliquie, la fede nella comunione dei santi e nella risurrezione della carne.
Chi non può recarsi a Padova ricordi che la devozione al Santo non è legata a un luogo: ogni chiesa di sant'Antonio e ogni altare a lui dedicato sono luogo buono per pregarlo. Ciò che conta non è la distanza geografica, ma la fede con cui ci si rivolge a lui.
La messa nella festa di sant'Antonio
Nella festa di sant'Antonio, il 13 giugno, si celebra la santa Messa in suo onore, sia nella basilica di Padova sia nelle chiese a lui dedicate in tutto il mondo. Chi cerca la messa di sant'Antonio a Padova oggi per il giorno della festa o per i tredici martedì faccia riferimento agli orari della basilica o della propria parrocchia.
Più che cercare un luogo particolare, ricordiamo che il modo proprio di onorare un santo è partecipare al sacrificio della Messa, accostarsi ai sacramenti e unire alla propria devozione la preghiera della Chiesa. La festa del Santo è anzitutto un giorno per ravvivare la fede e la carità, di cui Antonio fu maestro.
Di che cosa è protettore sant'Antonio di Padova
Sant'Antonio di Padova è invocato come protettore di molte necessità. È celebre soprattutto come patrono degli oggetti smarriti, ma la tradizione lo riconosce anche protettore dei poveri — per la sua carità verso i bisognosi —, dei bambini, dei viaggiatori, e di quanti si trovano in pericolo, secondo le parole del responsorio: «si placa il mare, si sciolgono le catene».
Chiamarlo «protettore» significa riconoscere che la sua intercessione presso Dio è particolarmente efficace in quelle necessità nelle quali la tradizione cristiana ha sperimentato il suo aiuto. Resta fermo che ogni grazia viene da Dio solo: il santo è avvocato e intercessore, non sorgente del dono.
Domande frequenti
Quando si festeggia sant'Antonio da Padova?
La Chiesa celebra sant'Antonio di Padova il 13 giugno, giorno della sua morte e nascita al cielo. In molti luoghi la festa è preceduta dalla devozione dei tredici martedì e accompagnata dalla benedizione e distribuzione del «Pane di sant'Antonio» per i poveri.
Come è morto sant'Antonio da Padova?
Morì giovane, consumato dalle fatiche della predicazione e dalla malattia, il 13 giugno 1231, presso Padova, ad Arcella, a poco più di trentacinque anni. Spirò serenamente, secondo la tradizione cantando a Maria, e chiese di essere condotto verso Padova, dove riposa la sua tomba.
Perché sant'Antonio è il patrono degli oggetti smarriti?
Per un episodio della sua vita: ottenne in preghiera che gli fosse restituito un salterio sottratto da un novizio in fuga. Da qui la consuetudine di invocarlo per ritrovare ciò che si è perso. Ricordiamo però che il Santo non agisce da sé: intercede presso Dio, che solo dona ogni grazia.
Qual è la vera preghiera a sant'Antonio per ritrovare le cose?
È il responsorio «Si quaeris miracula», riportato sopra in italiano e in latino, in cui si chiede che «le membra perdute e le cose si ridomandano e si riacquistano». La si recita con fede, unendovi se si vuole un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria.
Perché sant'Antonio è dottore della Chiesa?
Per la profondità della sua dottrina, tutta fondata sulla Sacra Scrittura, e per la santità della sua predicazione. La Chiesa lo ha proclamato dottore con il titolo di Doctor Evangelicus, dottore evangelico.
Dove si trova la basilica di sant'Antonio di Padova?
La basilica si trova in piazza del Santo, a Padova. Vi è custodita la tomba del Santo, nell'Arca del Santo, ed è da otto secoli meta di pellegrinaggio. I padovani la chiamano semplicemente «il Santo».
Qual è la differenza tra basilica e santuario di sant'Antonio?
Si tratta dello stesso luogo: la basilica santuario di sant'Antonio di Padova. È «basilica» per il suo rango liturgico, ed è «santuario» perché custodisce la tomba e le reliquie del Santo, mèta di pellegrinaggio.
Di che cosa è protettore sant'Antonio da Padova?
È patrono e protettore degli oggetti smarriti, dei poveri, dei bambini, dei viaggiatori e di quanti sono in pericolo. La sua intercessione presso Dio è ritenuta efficace in molte necessità, ma ogni grazia viene da Dio solo.
Quali sono le frasi più note di sant'Antonio da Padova?
Dai suoi Sermoni e dalla tradizione vengono massime come «le opere parlano più delle parole» e «predica anche col silenzio chi col proprio modo di vivere predica»: sintesi della sua dottrina, secondo cui la fede vera si dimostra con la vita santa.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
L'app Iter Fidei contiene le preghiere, le litanie e le novene, in latino e italiano, con audio. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Luca 11, 9; 12, 31; 15, 8). Catechismo della Dottrina Cristiana di san Pio X, Dell'invocazione dei Santi. Responsorio Si quaeris miracula dalla tradizione liturgica francescana; notizie biografiche dalla tradizione agiografica su sant'Antonio di Padova.