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Sant'Andrea apostolo: il primo chiamato, festa e preghiera
Chi era sant'Andrea apostolo, fratello di san Pietro e primo chiamato da Gesù: il Vangelo, la predicazione, il martirio sulla croce a Patrasso, le reliquie nel Duomo di Amalfi, la festa del 30 novembre e l'inizio dell'Avvento, la colletta del Messale del 1962 e l'«O bona crux».
Sant'Andrea apostolo, pescatore di Betsaida e fratello di san Pietro, fu il primo dei discepoli a seguire Gesù, e per questo i Greci lo chiamano il «Primo chiamato». Secondo la tradizione predicò in Grecia e morì crocifisso a Patrasso; le sue reliquie riposano dal 1208 nel Duomo di Sant'Andrea ad Amalfi. La sua festa, il 30 novembre, apre per così dire l'anno liturgico, perché la prima domenica d'Avvento è quella più vicina a questo giorno.
Chi era sant'Andrea apostolo
Andrea era nato a Betsaida, in Galilea, sulle rive del lago di Genezaret. Era figlio di Giona, pescatore, e fratello di Simone, che Gesù chiamerà Pietro; i Vangeli non dicono quale dei due fosse il maggiore. I due fratelli avevano una casa a Cafarnao, dove Gesù alloggiava quando predicava in quella città.
Prima di incontrare il Signore, Andrea era discepolo di san Giovanni Battista: cercava già il Messia, e aveva lasciato la barca per ascoltare la predicazione di penitenza nel deserto del Giordano. Fu proprio il Precursore a indicargli Gesù, come si legge nella pagina dedicata a san Giovanni Battista.
Il primo chiamato: «Abbiamo trovato il Messia»
San Giovanni racconta l'incontro con una precisione da testimone oculare:
Il dì seguente di nuovo trovandosi Giovanni con due de' suoi discepoli, e mirando Gesù, che passeggiava, disse: Ecco l'Agnello di Dio. E udiron le sue parole i due discepoli, e seguitaron Gesù. E rivoltosi Gesù, e vedutili, che lo seguivano, disse loro: che cercate voi? Ed essi gli risposero: Rabbi (che vuol dir maestro), dov'è la tua abitazione? Rispose loro: Venite, e vedete. Andarono, e videro, dove egli stava, e si stetter con lui per quel giorno: era allora circa la decima ora. Andrea fratello di Simon Pietro era uno dei due, che avevan udito le parole di Giovanni, ed avean seguitato Gesù. Il primo, in cui questi s'imbattè, fu il suo fratello Simone, e dissegli: Abbiamo trovato il Messia (che vuol dire il Cristo). E lo condusse da Gesù (Giovanni 1, 35-42).
La prima cosa che Andrea fa, appena ha conosciuto Cristo, è portargli il fratello. Senza di lui, umanamente parlando, non avremmo avuto san Pietro, il primo Papa. È il modello di ogni apostolato: chi ha trovato il Signore non lo tiene per sé.
«Vi farò pescatori di uomini»
In un primo tempo Andrea e Pietro seguirono Gesù senza abbandonare del tutto il loro mestiere. Poi venne la chiamata definitiva, sulle rive del lago: E camminando Gesù lungo il mare di Galilea, vide due fratelli Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano in mare la rete (imperocché erano pescatori): e disse loro: Venite dietro a me, e vi farò pescatori d'uomini. Ed essi, subito abbandonate le reti, lo seguirono (Matteo 4, 18-20). Questo Vangelo si legge nella Messa della sua festa.
Quando Gesù scelse i Dodici, Andrea fu nominato fra i primi quattro in tutti gli elenchi. Il Vangelo lo mostra ancora due volte, sempre nell'atto di condurre qualcuno a Gesù: è lui che segnala il ragazzo con cinque pani d'orzo, e due pesci prima della moltiplicazione (Giovanni 6, 8-9), ed è a lui che Filippo si rivolge quando alcuni Greci chiedono di vedere Gesù (Giovanni 12, 20-22).
La predicazione e il martirio a Patrasso
Dopo la Pentecoste, secondo Eusebio di Cesarea Andrea predicò nella Scizia, le regioni a nord del mar Nero; altri Padri parlano dell'Epiro e dell'Acaia, in Grecia. La tradizione lo fa morire a Patrasso, in Acaia. Il Breviario del 1962 racconta che il proconsole Egea, non sopportando più che l'apostolo esaltasse il mistero della croce e gli rimproverasse la sua empietà, lo condannò a imitare la morte di Cristo.
Giunto al luogo del supplizio, vedendo da lontano la croce, Andrea esclamò le parole che la Chiesa canta da secoli nel suo Ufficio, l'«O bona crux» riportato più avanti. Fu legato, non inchiodato, alla croce, e vi rimase vivo due giorni, senza smettere di predicare la fede di Cristo, finché andò a raggiungere colui di cui aveva desiderato imitare la morte. I preti e i diaconi dell'Acaia, che scrissero la sua passione, attestano di averlo visto e udito.
La croce a forma di X, detta appunto «croce di sant'Andrea», è un'iconografia medievale: i testi più antichi parlano soltanto di una croce. Gli storici moderni discutono il valore di questi racconti; ma la tradizione di Patrasso è antichissima, e i calendari latini e greci concordano da sempre nel fissare la sua festa al 30 novembre.
Le reliquie e il Duomo di Sant'Andrea ad Amalfi
Sotto l'imperatore Costanzo II, nel IV secolo, le reliquie dell'apostolo furono portate da Patrasso a Costantinopoli, nella chiesa dei Santi Apostoli. Dopo la presa della città da parte dei crociati nel 1204, furono prese e donate alla città di Amalfi, dove giunsero l'8 maggio 1208 per opera del cardinale amalfitano Pietro Capuano.
Da allora il corpo di sant'Andrea riposa nella cripta del Duomo di Sant'Andrea apostolo, la cattedrale di Amalfi, con la sua scalinata monumentale e la facciata policroma; il santo è il patrono della città e della Costiera. Dalla tomba si raccoglie da secoli un liquido che i fedeli chiamano la manna di sant'Andrea, oggetto di grande devozione popolare.
Il capo dell'apostolo, invece, fu portato a Roma sotto il pontificato di Pio II, nel 1462, e collocato nella basilica di San Pietro, come ricorda il Breviario; nel 1964 Paolo VI lo restituì alla Chiesa di Patrasso.
Di che cosa è patrono sant'Andrea
Sant'Andrea è patrono della Scozia, che conserva la sua croce nella bandiera, della Russia e della Grecia, di Amalfi e di numerosissime città e parrocchie italiane. È invocato dai pescatori e dai pescivendoli, per il suo antico mestiere, e da chi lavora sul mare. Ma il suo vero patronato è quello di chi conduce gli altri a Cristo: catechisti, missionari, genitori che desiderano la conversione di un familiare.
Il suo nome è iscritto nel Canone della Messa insieme agli altri apostoli, ed è l'unico, con Pietro e Paolo, a essere nominato con la Madonna nella preghiera Libera nos che segue il Padre nostro: un'usanza che si fa risalire alla devozione di san Gregorio Magno per l'apostolo. Chi vuole conoscere queste preghiere può leggere la pagina sulla Santa Messa e le sue parti.
Quando si festeggia sant'Andrea apostolo: il 30 novembre
Sant'Andrea si festeggia il 30 novembre, che è anche l'onomastico di chi si chiama Andrea. Nel calendario del 1962 è festa di II classe, con Gloria, Credo e prefazio degli Apostoli; l'introito canta Ma sono grandemente onorati da me, o Dio, gli amici tuoi (Salmo 138, 17).
La sua festa si trova al confine fra due anni liturgici: la prima domenica d'Avvento è infatti la domenica più vicina al 30 novembre, e cade tra il 27 novembre e il 3 dicembre. Si veda la pagina sull'Avvento, l'attesa del Natale.
Nei paesi di lingua inglese è diffusa una preghiera detta «novena di sant'Andrea», che si recita dal 30 novembre a Natale: in realtà non è rivolta all'apostolo, ma è un'invocazione sulla nascita del Signore, che prende il nome dal giorno in cui si comincia. In Italia la preparazione tradizionale al Natale resta la novena di Natale, dal 16 al 24 dicembre.
Preghiere a sant'Andrea apostolo
La colletta della festa (Messale del 1962)
Oratio
Maiestatem tuam, Domine, suppliciter exoramus: ut, sicut Ecclesiae tuae beatus Andreas Apostolus exstitit praedicator et rector; ita apud te sit pro nobis perpetuus intercessor. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
Orazione
O Signore, supplichiamo umilmente la tua maestà: come il beato apostolo Andrea fu predicatore e reggitore della tua Chiesa, così sia presso di te nostro perpetuo intercessore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
«O bona crux»: la preghiera di sant'Andrea alla croce
Sono le parole che il Breviario mette sulle labbra dell'apostolo davanti alla croce, nelle lezioni del Mattutino della sua festa:
O bona crux, quae decorem ex membris Domini suscepisti, diu desiderata, sollicite amata, sine intermissione quaesita, et aliquando cupienti animo praeparata: accipe me ab hominibus, et redde me magistro meo; ut per te me recipiat, qui per te me redemit.
O buona croce, resa gloriosa dalle membra del Signore, lungamente desiderata, ardentemente amata, continuamente cercata e finalmente preparata all'animo mio bramoso: ritirami dagli uomini e rendimi al mio maestro, affinché per te mi riceva colui che per te mi ha redento.
È forse la più bella delle frasi di sant'Andrea apostolo: non l'accettazione rassegnata della sofferenza, ma l'amore della croce come via per raggiungere Cristo. Il Breviario gli attribuisce anche questa preghiera, dalla croce: «Signore, Re dell'eterna gloria, ricevi me che pendo da questo patibolo».
Una novena a sant'Andrea
Non esiste una novena liturgica a sant'Andrea, né un testo di novena con approvazione propria: le formule che circolano sono composizioni devozionali moderne. Chi desidera prepararsi alla festa per nove giorni, dal 22 al 30 novembre, può recitare ogni giorno la colletta della festa riportata qui sopra, con un Padre nostro, un'Ave Maria e il Gloria al Padre, aggiungendo l'invocazione che la Chiesa gli rivolge nelle Litanie dei Santi:
Sant'Andrea, prega per noi.
Per il senso di questa pratica si veda che cos'è una novena e come si recita.
Le chiese di sant'Andrea apostolo
Oltre al Duomo di Amalfi, in Italia si contano centinaia di chiese e parrocchie di Sant'Andrea apostolo: da quelle romane, come Sant'Andrea della Valle e Sant'Andrea al Quirinale, alle chiese arcipretali e parrocchiali di paesi interi, fino al comune calabrese di Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, che porta il suo nome. Molte di esse, nelle città di mare, furono costruite dai pescatori. Per gli orari delle Messe conviene rivolgersi a ciascuna parrocchia.
Domande frequenti
Chi era sant'Andrea apostolo?
Era un pescatore di Betsaida, fratello di san Pietro e discepolo di san Giovanni Battista. Fu il primo a seguire Gesù e a condurgli il fratello; fu uno dei Dodici Apostoli e, secondo la tradizione, morì crocifisso a Patrasso, in Grecia.
Quando si festeggia sant'Andrea apostolo?
Il 30 novembre. Nel calendario del 1962 è festa di II classe; la domenica più vicina a questa data è la prima d'Avvento.
Perché sant'Andrea è chiamato «il primo chiamato»?
Perché, secondo il Vangelo di Giovanni, fu il primo dei discepoli a seguire Gesù, dopo che il Battista lo aveva indicato come «l'Agnello di Dio». I Greci lo chiamano Protoclito.
Come è morto sant'Andrea?
Crocifisso a Patrasso, in Acaia, per ordine del proconsole Egea. Fu legato alla croce e vi rimase vivo due giorni predicando. La croce a forma di X è una tradizione iconografica medievale.
Dove si trova il corpo di sant'Andrea?
Nella cripta del Duomo di Sant'Andrea ad Amalfi, dove le reliquie giunsero da Costantinopoli l'8 maggio 1208.
Di che cosa è patrono sant'Andrea?
Della Scozia, della Russia, della Grecia e di Amalfi; dei pescatori e di chi lavora sul mare; e di quanti si adoperano per condurre gli altri a Cristo.
Qual è la preghiera di sant'Andrea alla croce?
È l'«O bona crux», che il Breviario attribuisce all'apostolo davanti al patibolo: «O buona croce, resa gloriosa dalle membra del Signore… ritirami dagli uomini e rendimi al mio maestro».
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
Nell'app Iter Fidei trovi la novena a sant'Andrea giorno per giorno, il Messale e il Breviario del 1962 in latino e in italiano, con un promemoria per ogni festa. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Giovanni 1, 35-42; Matteo 4, 18-20; Giovanni 6, 8-9; Giovanni 12, 20-22; Salmo 138, 17). Messale Romano del 1962, festa di sant'Andrea apostolo (30 novembre), colletta Maiestatem tuam. Breviario Romano, 30 novembre: lezioni storiche, responsori e antifone. Alban Butler, Lives of the Saints, 30 novembre. Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, libro III.