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Santa Martina: chi era, onomastico 30 gennaio e preghiera
Chi era santa Martina, vergine e martire romana venerata come una delle patrone di Roma: ciò che la Chiesa racconta nel Breviario e ciò che è leggenda, il ritrovamento del corpo nel 1634, la chiesa dei Santi Luca e Martina al Foro, gli inni di Urbano VIII, l'onomastico e la festa del 30 gennaio nel calendario del 1962, con la colletta del Messale.
Santa Martina è una vergine e martire romana, che la tradizione colloca nel III secolo, sotto l'imperatore Alessandro Severo, ed è venerata come una delle patrone della città di Roma. Il suo culto è antico, ma i racconti del suo martirio sono leggendari, e conviene dirlo subito. La sua festa e il suo onomastico si celebrano il 30 gennaio, festa di III classe nel calendario del 1962; ecco chi era, che cosa si può dire con certezza, la sua chiesa al Foro Romano e la preghiera della Chiesa in suo onore.
Chi era santa Martina
Secondo il Breviario Romano, Martina era una vergine romana di famiglia illustre, figlia di un padre di rango consolare. Rimasta orfana ancora giovanissima e ardente di pietà cristiana, distribuì ai poveri, con meravigliosa generosità, le grandi ricchezze di cui disponeva. L'inno del suo Ufficio la loda proprio per questo: nata da genitori illustri, in mezzo alle delizie e alle attrattive del lusso, disprezzò i comodi della vita, si consacrò al Signore e cercò i premi del cielo dando i suoi beni ai poveri di Cristo.
Sotto l'imperatore Alessandro (Alessandro Severo, 222-235), le fu ordinato di adorare gli dèi; ella detestò apertamente, dice il Breviario, quell'«immane delitto». Il Martirologio Romano, come riferisce Butler, riassume così la sua sorte: a Roma, sotto l'imperatore Alessandro, fu sottoposta a molti generi di tormenti e finalmente morì di spada.
Santa Martina martire: il racconto della passione
Il Breviario legge nella sua festa il racconto della sua passione. Lo riportiamo per quello che è: la memoria che la Chiesa di Roma ha conservato di questa martire, rivestita di particolari leggendari.
Martina fu più volte flagellata, lacerata con uncini e unghie di ferro e con cocci aguzzi, ferita con le spade, cosparsa di grasso bollente; condannata alle belve nell'anfiteatro, ne uscì illesa; gettata su un rogo ardente, fu ugualmente preservata. Alcuni dei suoi carnefici, colpiti dal prodigio, si convertirono e morirono martiri. Alle sue preghiere, ora con terremoti, ora con fulmini caduti dal cielo, i templi degli dèi crollarono e gli idoli furono consumati. Dalle sue ferite, si racconta, uscì latte insieme al sangue, e dal suo corpo emanarono uno splendore vivissimo e un soavissimo profumo.
Alla fine il giudice le fece tagliare la testa. Si udì allora una voce dal cielo che la chiamava, la città intera tremò e molti adoratori degli idoli si convertirono. Il Breviario colloca la sua morte sotto il pontificato di sant'Urbano I.
L'inno del Mattutino, composto da Urbano VIII, riassume la stessa storia: né l'unghia di ferro, né le belve, né i colpi delle verghe la smuovono; gli angeli scendono dal cielo a ristorarla; il leone, deposta la ferocia, si getta mansueto ai suoi piedi; ma la spada, dandole la morte, la introduce tra i cori del cielo.
Esiste santa Martina? Ciò che si può dire con certezza
È una domanda che molti si fanno, e merita una risposta onesta. Le Vite dei santi di Butler, nella loro edizione riveduta, osservano che, nonostante tutte le attestazioni del suo culto, l'esistenza stessa di santa Martina resta dubbia. Sebbene si dica che abbia sofferto nella stessa Roma, non esiste un'antica tradizione romana su di lei; i suoi «atti» sono pieni di prodigi stravaganti, come il latte che esce dalle ferite, e somigliano strettamente a quelli di santa Taziana e di santa Prisca. Lo studioso Pio Franchi de' Cavalieri, vi si legge, ha mostrato con buona probabilità che questi tre racconti, tutti apocrifi, derivano dal modello di quello di santa Taziana.
Ma Butler riconosce anche ciò che è sicuro: a Roma esisteva una cappella dedicata alla sua memoria, frequentata con grande devozione già nel VII secolo; il suo nome è nel Martirologio Romano; e la Chiesa di Roma l'ha venerata per secoli fra le sue patrone. Non sappiamo i particolari della sua vita, ma la sua memoria è antica, e la Chiesa non ha mai vietato di invocarla. Si può pregarla con fiducia, senza confondere la leggenda con la storia, come per altre vergini martiri dagli atti tardivi, quali santa Barbara e santa Bibiana.
Il ritrovamento del corpo e la chiesa dei Santi Luca e Martina
La chiesa di santa Martina sorgeva da secoli nel Foro Romano, ai piedi del Campidoglio, vicino al carcere Mamertino. Nel 1588 papa Sisto V la affidò all'Accademia dei pittori di Roma, intitolata a san Luca, e da allora si chiama dei Santi Luca e Martina.
Nel 1634, durante gli scavi nell'antica chiesa, fu ritrovato il corpo della santa insieme a quelli dei martiri Concordio, Epifanio e compagni. Il Breviario racconta che il papa Urbano VIII fece restaurare e ornare la chiesa e che il sacro corpo vi fu ricollocato con rito solenne, con grande concorso di popolo e la gioia di tutta la città. La ricostruzione fu affidata al pittore e architetto Pietro da Cortona, principe dell'Accademia di San Luca, che ne fece uno dei capolavori del barocco romano e vi costruì anche la cripta dove riposano le reliquie della santa.
Gli inni di Urbano VIII per santa Martina
Urbano VIII, dice Butler, compose di sua mano gli inni dell'Ufficio di santa Martina nel Breviario Romano: Martinae celebri per il Mattutino e Tu natale solum per le Lodi e i Vespri. Ecco la prima strofa dell'inno del Mattutino:
Martínæ célebri pláudite nómini,
Cives Romúlei, pláudite glóriæ:
Insígnem méritis dícite Vírginem,
Christi dícite Mártyrem.
Applaudite al nome illustre di Martina,
cittadini di Romolo, applaudite alla sua gloria:
proclamate la Vergine insigne per meriti,
proclamate la Martire di Cristo.
L'inno delle Lodi le chiede di proteggere Roma, sua terra natale, e di dare pace ai popoli cristiani:
Tu natále solum prótege, tu bonæ
Da pacis réquiem Christíadum plagis;
Armórum strépitus, et fera prǽlia
In fines age Thrácios.
Tu proteggi il suolo natio, tu concedi
alle terre cristiane il riposo di una buona pace;
lo strepito delle armi e le guerre feroci
respingili ai confini della Tracia.
Santa Martina, chi protegge?
Santa Martina è venerata come una delle patrone di Roma: Butler riferisce che la città la annovera tra i suoi patroni particolari, e l'inno di Urbano VIII la chiama «nostro sostegno e nostro vanto», pregandola di accogliere i voti di Roma. Non le si conoscono altri patronati antichi e documentati; come per ogni santa che porta il proprio nome, è naturalmente la protettrice di chi si chiama Martina, che può affidarsi a lei per custodire la fede e la purezza in mezzo alle attrattive del mondo, come ella fece.
Quando è santa Martina: il 30 gennaio
Santa Martina si festeggia il 30 gennaio, data che la tradizione romana le assegna; nel calendario del 1962 è una festa di III classe, con il colore rosso e la Messa Loquebar del comune delle vergini martiri. Il giorno seguente il calendario celebra san Giovanni Bosco, e pochi giorni prima, il 21 gennaio, un'altra vergine martire romana, sant'Agnese.
Il calendario universale riformato nel 1969 non riporta più santa Martina; il calendario del 1962 continua a celebrarla il 30 gennaio.
Santa Martina onomastico: 30 gennaio o 11 novembre?
L'onomastico di Martina è il 30 gennaio, festa di santa Martina vergine e martire. Alcune persone di nome Martina lo festeggiano invece l'11 novembre, giorno di san Martino di Tours, perché Martina è il femminile di Martino: è un'usanza popolare, non una festa di santa Martina. Chi vuole festeggiare la propria santa patrona sceglierà il 30 gennaio. Per gli auguri di santa Martina non c'è formula migliore di una preghiera per la festeggiata, perché imiti la fede della sua santa.
Preghiera a santa Martina (colletta del 1962)
La preghiera più autorevole è quella che la Chiesa recita nella Messa del 30 gennaio, presa dal comune delle vergini martiri: ringrazia Dio che ha dato la vittoria del martirio anche alla debolezza di una donna.
Oratio
Deus, qui inter cétera poténtiæ tuæ mirácula étiam in sexu frágili victóriam martýrii contulísti: concéde propítius; ut, qui beátæ Martínæ Vírginis et Mártyris tuæ natalícia cólimus, per ejus ad te exémpla gradiámur. Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
Orazione
O Dio, che fra gli altri miracoli della tua potenza hai concesso anche al sesso debole la vittoria del martirio: concedi benigno che, celebrando il natale al cielo della beata Martina, tua vergine e martire, avanziamo verso di te seguendo i suoi esempi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il Catechismo di san Pio X ricorda che «i Santi li preghiamo perchè, come avvocati presso Dio, intercedano per noi». Non conosciamo una novena tradizionale a santa Martina; chi desidera pregare per nove giorni può recitare questa colletta, dal 21 al 29 gennaio, secondo le indicazioni della pagina su che cos'è una novena.
Domande frequenti
Chi era santa Martina?
Una vergine e martire romana che la tradizione colloca sotto l'imperatore Alessandro Severo (222-235). Secondo il Breviario, era di famiglia illustre, diede le sue ricchezze ai poveri, rifiutò di adorare gli idoli e fu decapitata dopo molti tormenti.
Quando è santa Martina?
Il 30 gennaio, festa di III classe nel calendario del 1962. È anche la data dell'onomastico di Martina.
Santa Martina onomastico: si festeggia anche l'11 novembre?
Alcune persone di nome Martina festeggiano l'onomastico l'11 novembre, giorno di san Martino, per usanza popolare. La santa che porta il loro nome, però, si festeggia il 30 gennaio.
Esiste davvero santa Martina?
I particolari della sua storia sono leggendari e gli storici dubitano persino della sua esistenza, perché non c'è un'antica tradizione romana su di lei. Ma il suo culto è attestato a Roma almeno dal VII secolo, e il suo nome è iscritto nel Martirologio.
Di che cosa è protettrice santa Martina?
È venerata come una delle patrone di Roma ed è naturalmente la patrona di chi porta il suo nome.
Dove è sepolta santa Martina?
Nella chiesa dei Santi Luca e Martina al Foro Romano, dove il suo corpo fu ritrovato nel 1634 e ricollocato solennemente sotto Urbano VIII.
Perché santa Martina non è più nel calendario?
Il calendario universale riformato nel 1969 non la riporta più. Il calendario del 1962, seguito dalla liturgia tradizionale, la celebra ancora il 30 gennaio.
Per le altre sante e gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
L'app Iter Fidei contiene il Messale e il Breviario del 1962 in latino e in italiano, con l'Ufficio di santa Martina e gli inni di Urbano VIII, e un promemoria per ogni festa. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Messale Romano del 1962, 30 gennaio, Messa Loquebar e colletta Deus, qui inter cetera. Breviario Romano, 30 gennaio: lezioni storiche (nel Breviario del 1962, festa di III classe, una sola lezione contratta; le lezioni lunghe del II notturno sono quelle di prima del 1960) e inni Martinae celebri e Tu natale solum di Urbano VIII. Calendario Romano del 1962. Alban Butler, Vite dei santi, 30 gennaio. Catechismo della Dottrina Cristiana di san Pio X, Dell'invocazione dei Santi.