Santi
Santa Scolastica: chi era, festa del 10 febbraio e preghiera
Chi era santa Scolastica, sorella di san Benedetto: la consacrazione fin dall'infanzia, l'ultimo incontro e il temporale ottenuto con le lacrime (Dialoghi di san Gregorio Magno, II, 33-34), la colomba, la tomba comune a Montecassino, il monastero di Santa Scolastica a Subiaco, la festa del 10 febbraio nel calendario del 1962 e la colletta del Messale.
Santa Scolastica è la sorella di san Benedetto, il padre dei monaci d'Occidente: consacrata a Dio fin dall'infanzia, visse presso Montecassino guidando, sotto la direzione del fratello, una comunità di monache. Di lei sappiamo quasi soltanto ciò che racconta san Gregorio Magno nei Dialoghi: l'ultimo incontro con Benedetto, il temporale ottenuto con le lacrime per prolungare la conversazione sulle gioie del cielo, e la sua anima vista salire al cielo in forma di colomba. Nel calendario del 1962 la sua festa si celebra il 10 febbraio, come festa di III classe.
Chi era santa Scolastica
La tradizione la vuole sorella gemella di san Benedetto: sarebbe quindi nata come lui a Norcia, in Umbria, verso la fine del V secolo. San Gregorio dice soltanto che era sua sorella e che era stata dedicata a Dio onnipotente fin dall'infanzia. Non sappiamo dove sia vissuta nei primi anni, se in famiglia o in una comunità.
Quando Benedetto, dopo gli anni di Subiaco, si stabilì a Montecassino, Scolastica si ritirò non lontano, in un luogo che Butler chiama Plombariola, a qualche chilometro a sud del monastero del fratello. Butler ritiene probabile che vi abbia fondato e governato un monastero femminile: san Gregorio racconta infatti che Benedetto dirigeva monache oltre che monaci, e Scolastica ne fu con ogni probabilità la badessa, sotto la sua guida.
Per la vita del fratello, la sua Regola e la sua medaglia, si veda la pagina su san Benedetto da Norcia.
San Benedetto e santa Scolastica: l'ultimo incontro
Una volta all'anno Scolastica andava a trovare il fratello. Poiché non poteva entrare nel monastero, Benedetto scendeva con alcuni monaci a incontrarla in una casa poco lontana, di proprietà del monastero. Passavano la giornata nelle lodi di Dio e in santi colloqui.
San Gregorio racconta l'ultimo di questi incontri. Il Breviario lo legge al Mattutino del 10 febbraio (nel Breviario del 1962 in una lezione riassunta); eccolo nelle parole di san Gregorio:
Scolastica, sorella del venerabile padre Benedetto, consacrata a Dio onnipotente fin dall'infanzia, soleva venire da lui una volta all'anno; e l'uomo di Dio scendeva a incontrarla non lontano dalla porta, in un possedimento del monastero. Un giorno ella venne secondo il solito, e il venerabile fratello scese da lei con i suoi discepoli. Passata tutta la giornata nelle lodi di Dio e nei santi colloqui, quando già scendevano le tenebre della notte presero insieme il cibo. Mentre erano ancora a tavola e, tra i santi colloqui, l'ora si faceva più tarda, la santa monaca sua sorella lo pregò dicendo: «Ti prego, non lasciarmi questa notte, perché possiamo parlare fino al mattino delle gioie della vita celeste». Egli le rispose: «Che cosa dici, sorella? Non posso in nessun modo restare fuori della cella».
Il cielo era così sereno che nell'aria non si vedeva una nuvola. La santa monaca, udito il rifiuto del fratello, chinò il capo tra le mani per pregare Dio onnipotente. Quando alzò il capo dalla tavola, scoppiò una tale violenza di lampi e di tuoni, e un tale diluvio di pioggia, che né il venerabile Benedetto né i fratelli che erano con lui poterono muovere un passo fuori della soglia del luogo dove sedevano.
San Gregorio aggiunge che Scolastica, chinando il capo tra le mani, aveva versato sulla tavola un fiume di lacrime, e che la pioggia venne nello stesso istante in cui rialzò il capo. Allora Benedetto, rattristato, cominciò a lamentarsi:
«Dio onnipotente ti perdoni, sorella: che cosa hai fatto?». Ella gli rispose: «Ecco, ho pregato te e non hai voluto ascoltarmi; ho pregato il mio Dio, e mi ha ascoltata. Ora dunque, se puoi, esci, lasciami e torna al monastero».
Benedetto, che non aveva voluto restare di sua volontà, restò suo malgrado. Così passarono tutta la notte in veglia, saziandosi a vicenda di santi colloqui sulla vita spirituale. Commentando l'episodio, san Gregorio spiega perché in quella circostanza la sorella ebbe la meglio sul grande patriarca: poté di più colei che amò di più. Benedetto voleva custodire la sua regola; Scolastica, che forse presentiva vicina la fine, desiderava parlare ancora del cielo, e Dio esaudì il desiderio della carità.
La colomba: la morte di santa Scolastica
Il mattino seguente Scolastica tornò alla sua cella e Benedetto al monastero. Tre giorni dopo, mentre pregava nella sua cella, Benedetto alzò gli occhi e vide l'anima della sorella, uscita dal corpo, penetrare nei segreti del cielo in forma di colomba. Pieno di gioia per la sua gloria, rese grazie a Dio con inni e lodi e annunciò ai fratelli la sua morte. Poi mandò alcuni monaci a prendere il corpo e lo fece deporre nel sepolcro che aveva preparato per sé.
San Gregorio conclude con una frase che il Breviario legge ogni anno: Così avvenne che coloro la cui mente era sempre stata una sola in Dio non fossero separati neppure nella sepoltura. Quando Benedetto morì, intorno al 547, fu sepolto nella stessa tomba: si veda anche la novena a san Benedetto.
Butler colloca la morte di Scolastica verso il 543. Secondo una tradizione, nel VII secolo le sue reliquie sarebbero state portate in Francia insieme a quelle di san Benedetto e deposte a Le Mans.
La colomba è diventata il suo attributo nell'arte: santa Scolastica è raffigurata in abito di monaca benedettina, spesso con un libro e una colomba che sale verso il cielo.
Il monastero di Santa Scolastica a Subiaco
Il monastero di Santa Scolastica si trova a Subiaco, nella valle dell'Aniene, in provincia di Roma. È uno dei monasteri fondati da san Benedetto negli anni in cui viveva nella valle, prima di andare a Montecassino, ed è l'unico superstite dei dodici monasteri tra i quali, secondo san Gregorio, Benedetto aveva distribuito i suoi discepoli.
Il monastero si visita attraverso tre chiostri di epoche diverse: un chiostro cosmatesco del XIII secolo, uno gotico e uno rinascimentale. Nel 1465 due chierici tedeschi, Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz, vi impiantarono la prima tipografia d'Italia, dalla quale uscirono le prime opere stampate nella penisola. Poco più in alto sorge il monastero del Sacro Speco, costruito sulla grotta dove il giovane Benedetto visse da eremita.
Per gli orari delle visite e della foresteria conviene rivolgersi direttamente al monastero.
Preghiera a santa Scolastica (colletta del 1962)
La preghiera più autorevole a santa Scolastica è la colletta della sua Messa nel Messale del 1962. Riprende l'immagine della colomba e chiede la grazia di una vita innocente:
Oratio
Deus, qui ánimam beátæ Vírginis tuæ Scholásticæ ad ostendéndam innocéntiæ viam in colúmbæ spécie cœlum penetráre fecísti: da nobis ejus méritis et précibus ita innocénter vívere; ut ad ætérna mereámur gáudia perveníre. Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
Orazione
O Dio, che per mostrarci la via dell'innocenza hai fatto penetrare in cielo, in forma di colomba, l'anima della beata Scolastica, tua vergine: concedi a noi, per i suoi meriti e le sue preghiere, di vivere così innocentemente da meritare di giungere ai gaudi eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il Catechismo di san Pio X ricorda che «i Santi li preghiamo perchè, come avvocati presso Dio, intercedano per noi».
La sua morte serena, tre giorni dopo l'ultimo colloquio sulle gioie del cielo, ne fa un'interceditrice naturale per chi chiede la grazia di una santa morte: si veda anche la preghiera per la buona morte.
Novena e triduo a santa Scolastica
Chi desidera una novena a santa Scolastica può recitare la colletta per nove giorni, dal 1° al 9 febbraio, o un triduo nei tre giorni che precedono la festa, esponendo con semplicità la propria intenzione, secondo le indicazioni della pagina su che cos'è una novena. L'esempio di Scolastica insegna che la preghiera fiduciosa e piena d'amore ottiene molto da Dio.
Quando si festeggia santa Scolastica
Santa Scolastica si festeggia il 10 febbraio. Nel calendario del 1962 è festa di III classe, con la Messa del comune delle vergini e la colletta propria; le lezioni del Mattutino leggono il racconto di san Gregorio. La data è rimasta il 10 febbraio anche nel calendario riformato del 1969. Lo stesso giorno è l'onomastico di chi porta il nome di Scolastica.
Domande frequenti
Chi era santa Scolastica?
La sorella di san Benedetto da Norcia, consacrata a Dio fin dall'infanzia, che visse presso Montecassino e guidò con ogni probabilità una comunità di monache sotto la direzione del fratello. Morì verso il 543.
Come si chiamava il fratello di santa Scolastica?
San Benedetto da Norcia, patriarca dei monaci d'Occidente e autore della Regola. Secondo la tradizione erano gemelli.
Chi più amò, più poté: che cosa significa?
È il commento di san Gregorio Magno all'episodio del temporale: Benedetto non poté ottenere ciò che voleva, perché la sorella, che amava di più, ottenne di più da Dio.
Perché santa Scolastica è raffigurata con una colomba?
Perché, secondo il racconto di san Gregorio, tre giorni dopo l'ultimo incontro Benedetto vide l'anima della sorella salire al cielo in forma di colomba. La colletta della sua festa ricorda questa visione.
Dove è sepolta santa Scolastica?
San Benedetto la fece deporre a Montecassino, nel sepolcro che aveva preparato per sé, dove poi fu sepolto anch'egli. Una tradizione vuole che le reliquie dei due santi siano state portate in Francia nel VII secolo.
Dove si trova il monastero di Santa Scolastica?
A Subiaco, nella valle dell'Aniene, in provincia di Roma. È uno dei monasteri fondati da san Benedetto ed è noto per i suoi tre chiostri e per la prima tipografia d'Italia (1465).
Chi ha scritto la vita di santa Scolastica?
San Gregorio Magno, nel secondo libro dei Dialoghi (capitoli 33 e 34), dedicato alla vita di san Benedetto. È praticamente l'unica fonte antica su di lei; per il papa che la scrisse si veda la novena a san Gregorio Magno.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
L'app Iter Fidei contiene il Messale e il Breviario del 1962 in latino e in italiano, con la colletta di santa Scolastica e il racconto di san Gregorio letto al Mattutino, una novena a santa Scolastica e un promemoria per ogni festa. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. San Gregorio Magno, Dialoghi, libro II, capitoli 33-34, nelle lezioni del Breviario Romano del 10 febbraio (nel Breviario del 1962, festa di III classe, una sola lezione contratta che riassume il racconto; le lezioni lunghe del II notturno sono quelle di prima del 1960). Butler's Lives of the Saints, St Scholastica, Virgin (10 febbraio). Messale Romano del 1962, festa di santa Scolastica, colletta Deus, qui animam. Calendario Romano del 1962. Catechismo della Dottrina Cristiana di san Pio X, Dell'invocazione dei Santi.