Santi
San Benedetto da Norcia, la medaglia e la preghiera
Chi era san Benedetto da Norcia, padre del monachesimo occidentale e patrono d'Europa: la regola dell'ora et labora, la medaglia-croce di protezione e la preghiera con le iniziali C.S.P.B.

Pochi santi hanno segnato l'Occidente quanto san Benedetto da Norcia, il padre del monachesimo occidentale. Dalla sua regola — riassunta nel celebre ora et labora, prega e lavora — nacquero i monasteri che custodirono la fede e la civiltà cristiana per secoli. Il suo nome è oggi conosciuto soprattutto per la medaglia di san Benedetto, antico segno di protezione, e per la breve preghiera racchiusa nelle sue iniziali. In questa pagina diciamo chi era san Benedetto, di che cosa è patrono, e come si usa la sua medaglia-croce con la relativa orazione.
Una piccola avvertenza: parliamo qui del santo, non delle località o dei marchi che ne portano il nome. Quando si cerca semplicemente «san Benedetto», ci si riferisce al monaco di Norcia, fondatore di Montecassino e patrono d'Europa.
Chi era san Benedetto da Norcia
Benedetto nacque a Norcia, in Umbria, intorno all'anno 480, da famiglia agiata. Mandato a Roma per gli studi, ne fuggì giovanissimo, inorridito dalla corruzione della città, per cercare Dio nella solitudine. Si ritirò allora a Subiaco, nella grotta oggi detta Sacro Speco, dove visse per tre anni come eremita, nutrito di sola preghiera e di austerità.
La sua santità attirò presto altri uomini desiderosi di vita perfetta. Benedetto raccolse i primi discepoli in piccole comunità, finché fondò il grande monastero di Montecassino, sopra Cassino, che divenne il cuore del monachesimo d'Occidente. Là scrisse la sua celebre Regola, e là morì intorno al 547. Non lontano da lì visse, consacrata a Dio, sua sorella santa Scolastica.
Tutto ciò che sappiamo della sua vita ci è tramandato soprattutto dal secondo libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno, scritto pochi decenni dopo la sua morte. Il Signore aveva chiamato Benedetto a quella vita di rinuncia secondo la promessa del Vangelo: chiunque avrà abbandonato la casa, o i fratelli, o le sorelle, o il padre, o la madre... per amor del mio nome, riceverà il centuplo, e possederà la vita eterna (Vangelo secondo Matteo 19, 29, versione del Martini).
L'ora et labora e il monachesimo occidentale
Il genio di Benedetto fu la sua Regola, un codice di vita di rara sapienza ed equilibrio. Egli non chiese ai suoi monaci imprese straordinarie, ma una vita ordinata e umile, scandita tra la preghiera, il lavoro manuale e la lettura della Scrittura. Da questo nasce la formula divenuta proverbiale: ora et labora, prega e lavora.
La preghiera, per Benedetto, è il primo dovere: l'opus Dei, l'opera di Dio, cioè il canto delle ore liturgiche, a cui «nulla deve essere anteposto». Ma alla preghiera egli unì il lavoro, perché l'ozio è «nemico dell'anima». In questa unione di contemplazione e fatica i monasteri benedettini bonificarono terre, copiarono manoscritti, educarono popoli interi: salvarono, di fatto, la civiltà cristiana nei secoli oscuri.
Il desiderio che muove tutta la Regola è quello stesso del Salmista: Una sola cosa ho domandato al Signore; questa io cercherò; che io possa abitare nella casa del Signore per tutti i giorni della mia vita (Salmo 26, 5, Martini). Cercare Dio sopra ogni cosa: è questo, secondo Benedetto, il senso di ogni vita monastica.
San Benedetto, patrono d'Europa
Nel 1964 san Benedetto fu proclamato patrono principale d'Europa, perché dai suoi monasteri rifiorì il continente dopo la caduta dell'impero romano. È un titolo che riconosce un fatto storico: l'Europa cristiana porta, nelle sue radici, l'impronta della regola benedettina. Fra i monaci che portarono il Vangelo oltre le Alpi spicca san Bonifacio, apostolo della Germania e fondatore dell'abbazia di Fulda. Dopo il 1958 Giovanni Paolo II gli affiancò come compatroni d'Europa i santi Cirillo e Metodio, apostoli degli Slavi (1980).
Oltre a questo, la tradizione lo invoca come patrono dei monaci e di chi cerca una vita di preghiera, contro le tentazioni e le insidie del demonio, e — per via della sua medaglia — come protettore contro il maligno e i veleni. Secondo il calendario tradizionale, la Chiesa ne celebra la festa il 21 marzo, giorno della sua morte.
La medaglia e la croce di san Benedetto
La medaglia di san Benedetto, detta anche croce di san Benedetto, è uno dei sacramentali più antichi e venerati della Chiesa. Su un lato reca l'immagine del santo, con la croce in una mano e la Regola nell'altra; sull'altro lato porta una croce, attorniata da lettere che sono le iniziali di una preghiera di protezione.
Non si tratta di un amuleto né di un oggetto magico: come ogni sacramentale, la medaglia non opera da sé, ma «dispone a ricevere la grazia» di Dio, ottenuta per la preghiera della Chiesa e l'intercessione di san Benedetto. La sua forza sta nella benedizione del sacerdote e nella fede di chi la porta. Per questo va benedetta, e va portata con devozione, non con superstizione.
Tradizionalmente la medaglia si benedice il giorno della festa con una formula propria, che è un vero esorcismo: la Chiesa chiede a Dio di allontanare, per i meriti di san Benedetto, ogni potere del nemico da chi la porta con sé. Molti la cuciono sull'abito, la appendono in casa o la pongono sull'uscio come segno di protezione cristiana.
La preghiera di san Benedetto: le lettere C.S.P.B.
Attorno alla croce, sulla medaglia, corrono delle lettere che molti non sanno decifrare. Sono le iniziali di una preghiera latina di protezione, un piccolo esorcismo che riassume la vittoria della Croce sul demonio.
Sulla croce, dall'alto e ai lati, si leggono:
- C S S M L : Crux Sacra Sit Mihi Lux — «La santa Croce mi sia luce».
- N D S M D : Non Draco Sit Mihi Dux — «Non sia il dragone mia guida».
Attorno al bordo della medaglia corre invece la formula:
- V R S N S M V : Vade Retro Satana, Numquam Suade Mihi Vana — «Allontànati, Satana, non suggerirmi cose vane».
- S M Q L I V B : Sunt Mala Quae Libas, Ipse Venena Bibas — «Sono mali ciò che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno».
Le quattro grandi lettere agli angoli della croce, C S P B, significano Crux Sancti Patris Benedicti, «Croce del santo padre Benedetto», e in alto si trova spesso la parola PAX, pace, antico motto dell'Ordine.
Questa è, in sostanza, la preghiera di san Benedetto: un grido di fede che oppone al nemico la sola arma del cristiano, la Croce di Cristo. La si può recitare per intero, insieme al Segno della Croce:
La santa Croce mi sia luce,
non sia il dragone mia guida.
Allontànati, Satana,
non suggerirmi cose vane :
è male ciò che mi offri,
bevi tu stesso il tuo veleno.
Chi desidera unire a questa difesa un'altra antica protezione può recitare anche la preghiera a san Michele Arcangelo e affidarsi al Padre nostro. Ma ricordiamo sempre che è nei sacramenti — la santa Messa, la Confessione, la Comunione — più che in ogni sacramentale, che Dio dona le sue grazie più grandi.
Come pregare e portare la medaglia
Per usare bene la medaglia di san Benedetto bastano poche regole di buon senso cristiano. Anzitutto, falla benedire da un sacerdote, secondo la formula propria se possibile. Poi portala o collocala con fede, sapendo che ciò che protegge non è il metallo, ma Dio invocato per l'intercessione del santo.
Recita di tanto in tanto la preghiera che essa racchiude, soprattutto nelle tentazioni o nel pericolo, unendovi un atto di fede e un proposito di vita buona. La medaglia non dispensa dalla conversione: anzi, ricorda ogni volta il programma di Benedetto — cercare Dio, fuggire il male, mettere la Croce a fondamento di ogni cosa. Sull'esempio di tanti santi che amarono la povertà evangelica, come san Francesco d'Assisi, la vera protezione è una vita conforme al Vangelo. Chi vuole affidarsi alla sua intercessione con più insistenza può recitare la novena a san Benedetto, nove giorni di preghiera in preparazione alla sua festa.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Benedetto ?
Secondo il calendario tradizionale, la festa di san Benedetto da Norcia si celebra il 21 marzo, giorno della sua morte a Montecassino (verso il 547). In alcuni luoghi si ricorda inoltre l'11 luglio, data legata alla traslazione delle sue reliquie.
Chi era san Benedetto ?
Fu un monaco italiano nato a Norcia verso il 480 e morto a Montecassino verso il 547. È il padre del monachesimo occidentale e autore della celebre Regola riassunta nell'ora et labora. Nel 1964 fu proclamato patrono principale d'Europa, perché dai suoi monasteri rifiorì la civiltà cristiana.
Che cosa significano le lettere sulla medaglia di san Benedetto ?
Sono le iniziali di una preghiera latina di protezione. Le quattro lettere agli angoli della croce, C S P B, significano Crux Sancti Patris Benedicti, «Croce del santo padre Benedetto». Le altre formano l'invocazione: «La santa Croce mi sia luce, non sia il dragone mia guida. Allontànati, Satana, non suggerirmi cose vane: è male ciò che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno».
A che cosa serve la croce di san Benedetto ?
È un sacramentale, cioè un segno benedetto dalla Chiesa che dispone a ricevere la grazia di Dio. Tradizionalmente si invoca la protezione di san Benedetto contro le tentazioni e le insidie del demonio. Non è un amuleto: la sua efficacia viene dalla benedizione del sacerdote, dalla preghiera della Chiesa e dalla fede di chi la porta, non dall'oggetto in sé.
Di che cosa è patrono san Benedetto ?
San Benedetto è patrono principale d'Europa, dei monaci e di chi cerca la vita di preghiera. La tradizione lo invoca inoltre contro le tentazioni del demonio e, per via della sua medaglia, come protettore contro il maligno e i veleni.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Matteo 19, 29; Salmo 26, 5). Notizie biografiche dalla tradizione agiografica e dal secondo libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno. Dottrina sui sacramentali secondo l'insegnamento tradizionale della Chiesa. Le formule latine della medaglia (C.S.P.B.) e la relativa preghiera di protezione sono di uso devozionale antico, riportate dal corpus di preghiere Iter Fidei.