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San Bonifacio: chi era l'apostolo della Germania
Chi era san Bonifacio, il monaco inglese Winfrid divenuto apostolo della Germania: la quercia di Geismar, l'abbazia di Fulda, il martirio a Dokkum nel 754, la leggenda dell'albero di Natale, la festa del 5 giugno nel calendario del 1962 e la preghiera della sua Messa.
San Bonifacio (verso il 675-754), al secolo Winfrid, è il monaco benedettino inglese che la Chiesa venera come apostolo della Germania: evangelizzò l'Assia e la Turingia, abbatté la quercia sacra di Geismar, fondò diocesi e monasteri tra cui Fulda, riformò la Chiesa dei Franchi e morì martire in Frisia, a Dokkum, nel 754. Il calendario del 1962 ne celebra la festa il 5 giugno. Chi cerca «san Bonifacio» trova spesso la cittadina veronese che ne porta il nome: questa pagina è dedicata al santo, alla sua vita, alla sua festa e alla preghiera con cui la Chiesa lo invoca.
Chi era san Bonifacio
Winfrid nacque verso il 675-680 nel Wessex, probabilmente a Crediton, nel Devon. A cinque anni, ascoltando alcuni monaci ospiti della sua casa, decise di farsi monaco; a sette fu affidato a un monastero presso Exeter e, qualche anno dopo, passò all'abbazia di Nursling, nella diocesi di Winchester. Vi divenne maestro della scuola, tanto stimato che i suoi appunti circolavano copiati di mano in mano; vi compose la prima grammatica latina scritta in Inghilterra. A trent'anni fu ordinato sacerdote. La Bibbia, ricorda Butler, fu per tutta la vita il suo studio e la sua gioia.
Quando una brillante carriera gli si apriva in patria, comprese che Dio lo chiamava alle missioni tra i popoli pagani del continente. Nel 716 sbarcò in Frisia per aiutare l'anziano san Villibrordo, ma la guerra lo costrinse a tornare. Capì allora che una missione duratura richiedeva il mandato del successore di Pietro: nel 718 andò a Roma, e il papa san Gregorio II gli affidò l'incarico di predicare il Vangelo ai pagani di Germania, mutandogli il nome di Winfrid in quello di Bonifacio. Da quel giorno la fedeltà alla Sede di san Pietro fu il carattere distintivo di tutta la sua opera.
La quercia di Geismar
Dopo tre anni di lavoro in Frisia accanto a Villibrordo, Bonifacio si stabilì in Assia. Il successo della missione indusse il Papa a richiamarlo a Roma: il 30 novembre 722, festa di sant'Andrea, Gregorio II lo consacrò vescovo regionario con giurisdizione su tutta la Germania e gli diede una lettera per Carlo Martello, che ne assicurò la protezione.
Tornato in Assia, Bonifacio decise di colpire alla radice la superstizione che tratteneva i nuovi convertiti. A Geismar, presso Fritzlar, sorgeva una quercia gigantesca consacrata a Donar, il dio del tuono che i Germani del Nord chiamavano Thor. Nel giorno stabilito, davanti a una folla atterrita che attendeva la vendetta degli dèi, il vescovo prese una scure e cominciò ad abbattere l'albero. Ai primi colpi la quercia cadde, spezzandosi in quattro parti. Il popolo riconobbe che i suoi dèi non sapevano difendere nemmeno i propri santuari, e molti chiesero il battesimo. Con il legno della quercia, secondo il suo biografo, Bonifacio fece costruire un oratorio dedicato a san Pietro.
Fulda e l'organizzazione della Chiesa tedesca
Dalla Turingia, dove fondò il monastero di Ohrdruf, Bonifacio chiese aiuto ai monasteri d'Inghilterra, con i quali corrispondeva assiduamente. Arrivarono a gruppi monaci e monache del Wessex: san Lullo, che gli succederà a Magonza, sant'Eobano, che ne condividerà il martirio, san Burcardo, san Vigberto, e tra le donne santa Tecla, santa Valburga e la cugina santa Lioba.
Nel 732 il papa Gregorio III gli inviò il pallio e lo costituì arcivescovo, con facoltà di erigere nuove diocesi; poi lo nominò legato della Sede Apostolica. Bonifacio organizzò la gerarchia della Baviera e fondò le diocesi di Erfurt, Buraburg, Würzburg ed Eichstätt, ponendo a capo di ciascuna un suo discepolo inglese. Con il giovane discepolo san Sturmi fondò nel 744 l'abbazia di Fulda, che volle come una Montecassino tedesca, sotto la Regola di san Benedetto: diventerà uno dei grandi centri di cultura cristiana d'Europa.
Bonifacio fu anche il riformatore della Chiesa dei Franchi. Sotto gli ultimi Merovingi le sedi episcopali erano vacanti o vendute, il clero spesso ignorante o indegno, e da ottant'anni non si teneva un concilio. Con l'appoggio di Carlomanno e di Pipino presiedette una serie di sinodi, tra il 742 e il 747, che restaurarono la disciplina. Il papa san Zaccaria gli assegnò la sede metropolitana di Magonza.
Il martirio a Dokkum (754)
Ormai vecchio, Bonifacio affidò Magonza al discepolo Lullo, ma non pensò al riposo: volle tornare tra i Frisoni, i suoi primi convertiti, che dopo la morte di Villibrordo ricadevano nel paganesimo. Discese il Reno con alcuni compagni, tra cui il vescovo Eobano, e predicò con frutto nella Frisia settentrionale, battezzando molti. Aveva fissato una cerimonia di Cresima per i neofiti, all'aperto, nella pianura di Dokkum.
Il 5 giugno 754, mentre leggeva nella sua tenda in attesa dei catecumeni, una banda di pagani piombò sull'accampamento. I compagni volevano difenderlo; Bonifacio lo proibì, esortandoli a confidare in Dio e ad accogliere con gioia la morte per la fede. Cadde tra i primi, e con lui furono uccisi i suoi compagni, una cinquantina secondo le fonti antiche. Il suo corpo fu portato a Fulda, dove riposa ancora. Vi si conserva anche un codice che la tradizione dice fosse nelle sue mani al momento del martirio, segnato da colpi di spada: il santo l'avrebbe alzato sopra il capo per difendersi.
Il grande storico Christopher Dawson ha scritto che Bonifacio ebbe sulla storia d'Europa un'influenza più profonda di qualunque altro inglese; e l'arcivescovo Cutberto di Canterbury, suo contemporaneo, chiedeva che la sua festa fosse celebrata ogni anno in Inghilterra accanto a quelle di san Gregorio Magno e di sant'Agostino di Canterbury, gli apostoli del popolo inglese.
San Bonifacio e l'albero di Natale
Molti raccontano che, dopo aver abbattuto la quercia di Donar, san Bonifacio abbia indicato ai pagani un giovane abete, sempreverde e con la cima rivolta al cielo, come simbolo di Cristo, e che di qui sia nato l'albero di Natale. È un racconto edificante, ma bisogna dirlo onestamente: non si trova nella Vita di san Bonifacio scritta dal prete Villibaldo pochi anni dopo la sua morte, né in altre fonti antiche. Si diffuse soltanto nell'Ottocento, quando l'abete natalizio era già un'usanza tedesca consolidata. La storia della quercia di Geismar è invece attestata dal biografo antico.
Il vero legame tra Bonifacio e il Natale è più profondo: è grazie alla sua predicazione che i popoli della Germania centrale hanno conosciuto il mistero dell'Incarnazione che la Chiesa prepara in Avvento.
La festa di san Bonifacio il 5 giugno
Nel calendario del 1962 la festa di San Bonifacio, vescovo e martire, si celebra il 5 giugno, anniversario del martirio, come festa di terza classe. Fu Pio IX, nel 1874, a estenderne la celebrazione a tutta la Chiesa. Benedetto XV gli dedicò nel 1919 l'enciclica In hac tanta, e Pio XII, nel dodicesimo centenario del martirio, l'enciclica Ecclesiae fastos (1954), che lo presentano come modello dei vescovi missionari e della fedeltà a Roma.
Non va confuso con san Bonifacio di Tarso, martire romano commemorato il 14 maggio, né con i diversi papi che portarono lo stesso nome.
Preghiera a san Bonifacio
La preghiera più sicura per invocare san Bonifacio è la colletta della sua Messa del 5 giugno, che ricorda come Dio, per lo zelo del santo, abbia chiamato una moltitudine di popoli alla conoscenza del suo nome:
Orémus. Deus, qui multitúdinem populórum, beáti Bonifátii Mártyris tui atque Pontíficis zelo, ad agnitiónem tui nóminis vocáre dignátus es: concéde propítius; ut, cujus sollémnia cólimus, étiam patrocínia sentiámus. Per Dóminum nostrum Jesum Christum Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
Preghiamo. O Dio, che per lo zelo del beato vescovo e martire Bonifacio ti sei degnato di chiamare alla conoscenza del tuo nome molti popoli, concedici propizio di sperimentare anche il patrocinio di colui che oggi festeggiamo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Vi si può premettere il versetto del comune di un martire pontefice nel Breviario Romano (V. Ora pro nobis, beáte N. R. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi):
V. Prega per noi, san Bonifacio.
R. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
Lo si invoca per la conversione dei popoli che hanno abbandonato la fede, per i missionari, per i vescovi perché siano fedeli alla Sede Apostolica, e per la Germania, di cui è patrono. Chi prega per le missioni può unirlo a un altro grande apostolo, san Francesco Saverio, e al papa che mandò i monaci a evangelizzare l'Inghilterra da cui Bonifacio proveniva, a cui è dedicata la novena a san Gregorio Magno.
Domande frequenti
Chi era san Bonifacio?
Era un monaco benedettino inglese, di nome Winfrid, nato verso il 675-680 nel Wessex. Mandato dal papa Gregorio II, che gli diede il nome di Bonifacio, evangelizzò la Germania centrale, fondò diocesi e monasteri tra cui Fulda, fu arcivescovo di Magonza e morì martire a Dokkum, in Frisia, nel 754. È chiamato l'apostolo della Germania.
Quando si festeggia san Bonifacio?
Il 5 giugno, anniversario del suo martirio. Nel calendario del 1962 è una festa di terza classe, estesa a tutta la Chiesa da Pio IX nel 1874.
Che cosa fece san Bonifacio con la quercia di Geismar?
Abbatté con una scure la quercia consacrata al dio Donar, venerata dai pagani dell'Assia, per mostrare che gli idoli erano impotenti. La folla, vedendo che nessun castigo colpiva il vescovo, si convertì in gran numero; con il legno dell'albero fu costruito un oratorio a san Pietro.
San Bonifacio ha inventato l'albero di Natale?
No. Il racconto dell'abete indicato da Bonifacio ai pagani dopo l'abbattimento della quercia è una leggenda nata nell'Ottocento, assente dalle fonti antiche. È però vero che Bonifacio abbatté la quercia di Geismar.
Dove è sepolto san Bonifacio?
Nella cattedrale di Fulda, in Assia, l'abbazia che egli stesso aveva fondato. Vi si conserva anche il codice che, secondo la tradizione, teneva in mano al momento del martirio.
Come è morto san Bonifacio?
Fu ucciso da una banda di pagani il 5 giugno 754 a Dokkum, in Frisia, mentre attendeva alcuni neofiti per la Cresima. Proibì ai compagni di difenderlo con le armi e morì con loro.
Perché la città di San Bonifacio si chiama così?
Il comune di San Bonifacio, in provincia di Verona, porta il nome di un santo Bonifacio, ma la sua storia è quella di una cittadina veneta, non del santo apostolo della Germania: le chiese, gli ospedali e i negozi che si trovano cercando «san Bonifacio» riguardano in gran parte questa località.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Messale romano, Sancti Bonifatii Episcopi et Martyris, 5 giugno; Villibaldo, Vita sancti Bonifatii; lettere di san Bonifacio; Benedetto XV, enciclica In hac tanta (1919); Pio XII, enciclica Ecclesiae fastos (1954); Butler, Vite dei Santi (5 giugno).