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San Fedele da Sigmaringen: biografia, martirio e preghiera
Chi era san Fedele da Sigmaringen, l'avvocato dei poveri divenuto frate cappuccino, sacerdote e martire: la missione nei Grigioni, la morte a Seewis il 24 aprile 1622, il titolo di protomartire di Propaganda Fide, le reliquie di Coira e Feldkirch, la festa nel calendario del 1962 e la colletta del Messale.
San Fedele da Sigmaringen (1577-1622), al secolo Marco Rey, fu un avvocato tedesco che lasciò il foro per farsi frate cappuccino, e morì martire nei Grigioni, a Seewis, il 24 aprile 1622, mentre predicava la fede cattolica. La Congregazione di Propaganda Fide, che lo aveva messo a capo di quella missione, lo onora come suo protomartire, cioè il primo dei suoi missionari a versare il sangue. Nel calendario del 1962 la sua festa si celebra il 24 aprile, giorno della sua morte, come festa di III classe.
Chi era san Fedele da Sigmaringen
Il Breviario Romano lo dice nato a Sigmaringen, cittadina della Svevia, dall'onesta famiglia dei Rey, e ornato fin dall'infanzia di singolari doni di natura e di grazia. Era il 1577. Il suo nome di battesimo era Marco. Studiò all'università di Friburgo in Brisgovia, dove, dice il Breviario, conseguì la laurea in filosofia e in diritto civile e canonico; secondo Butler vi insegnò filosofia mentre preparava il titolo in legge. Già allora conduceva una vita di penitenza: portava il cilicio e si asteneva dal vino.
Nel 1604 gli fu affidata l'educazione di alcuni giovani nobili svevi che volevano completare la loro formazione visitando le principali città d'Europa. Il viaggio durò circa sei anni. Marco conquistò l'affetto dei suoi compagni, li spronò alla pietà con le parole e con l'esempio, e fu tanto generoso con i poveri da dar loro talvolta i vestiti che portava. Il Breviario nota che, in mezzo a tante vicende, non fu mai visto turbato da un moto d'ira.
L'avvocato dei poveri
Tornato in Germania, esercitò come avvocato a Ensisheim, nell'Alta Alsazia. Si fece presto un nome per la sua integrità e perché evitava le invettive e gli attacchi personali con cui spesso si cercava di screditare l'avversario. Difendeva volentieri gli oppressi, tanto che lo chiamarono l'avvocato dei poveri.
Ma i pericoli del foro, e gli espedienti disonesti dei colleghi, gli fecero disgustare quella professione. Il Breviario dice che decise di entrare per una via più sicura alla salvezza eterna e, illuminato dalla chiamata di Dio, chiese di essere ammesso tra i frati Minori Cappuccini, ramo dell'Ordine fondato da san Francesco d'Assisi.
Frate cappuccino: perché «Fedele»
Ricevendo l'abito prese il nome di Fedele, in riferimento alla promessa dell'Apocalisse a chi persevera: Sii fedele sino alla morte, e darotti la corona di vita (Apocalisse 2, 10). Divise il suo patrimonio in due parti: una per i poveri, l'altra al vescovo per i seminaristi bisognosi.
La sua preghiera costante era di essere preservato dalla pigrizia e dalla tiepidezza. Butler riferisce una sua esclamazione: guai a me, se dovessi mostrarmi soltanto un soldato a metà al servizio del mio Capitano coronato di spine!
Il Breviario lo descrive dedito soprattutto all'orazione e alla Sacra Scrittura, con una grazia singolare nella predicazione, che riconduceva a vita migliore i cattolici e attirava anche gli eretici alla conoscenza della verità. Zelante della più stretta povertà, eliminava dal convento tutto ciò che sembrava appena superfluo. Severo con se stesso nei digiuni, nelle veglie e nelle discipline, verso gli altri era tenero come una madre verso i figli.
Fu guardiano dei conventi di Rheinfelden, di Friburgo e di Feldkirch. Quando una febbre pestilenziale colpì le truppe austriache, si dedicò giorno e notte ai malati, e molti ne guarirono. Si adoperò tanto per comporre le discordie e soccorrere il prossimo che, dice il Breviario, meritò di essere chiamato padre della patria.
La devozione alla Madonna e al Rosario
Il Breviario lo chiama cultore insigne della Vergine Madre di Dio e del Rosario, e racconta che per l'intercessione di lei e degli altri santi chiedeva a Dio la grazia di dare la vita e il sangue per la fede cattolica. Questo desiderio, aggiunge, si accendeva ancora di più ogni giorno nella celebrazione della santa Messa. Chi vuole imitarlo in questa devozione trova il metodo nella pagina sul santo Rosario.
La missione nei Grigioni
Su richiesta del vescovo di Coira, i superiori mandarono padre Fedele, con altri otto cappuccini, a predicare tra gli zwingliani dei Grigioni. Fin dall'inizio la missione portò frutto, e la Congregazione de Propaganda Fide, istituita da poco, lo nominò capo di quelle missioni. Ogni giorno nuove anime tornavano alla Chiesa; Butler attribuisce questo successo, più ancora che alle prediche, alle notti che passava in preghiera.
I suoi avversari sollevarono i contadini contro di lui presentandolo come nemico della loro indipendenza e agente dell'imperatore d'Austria. Avvertito, passò diverse notti in preghiera davanti al Santissimo Sacramento o al suo crocifisso. Secondo il Breviario aveva il dono della profezia e predisse più volte le sventure del paese e la propria morte; firmava le ultime lettere: Fra Fedele, che presto sarà cibo per i vermi.
Il martirio di san Fedele a Seewis (24 aprile 1622)
Il 24 aprile 1622 predicò a Grüsch. Al termine della predica, tenuta con più fuoco del solito, rimase a lungo in silenzio, gli occhi rivolti al cielo. Poi andò a Seewis. Butler racconta che stava predicando sulle parole Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo (Efesini 4, 5) quando gli fu sparato un colpo di fucile, che lo mancò e si conficcò nel muro. Nel tumulto che seguì, un protestante gli offrì riparo; egli ringraziò e rifiutò, dicendo che la sua vita era nelle mani di Dio.
Sulla strada del ritorno verso Grüsch fu circondato da una ventina di uomini armati che gli intimavano di rinnegare la fede. Rispose: sono venuto qui per illuminarvi, non per abbracciare i vostri errori. Fu abbattuto a colpi d'arma e, mentre infierivano sul suo corpo, invocava Dio perché perdonasse i suoi uccisori. Aveva quarantacinque anni.
Il Breviario riassume così: chiamato con l'inganno a predicare da eretici che il giorno prima avevano finto di volersi convertire, interrotta la predica da un tumulto, sopportò con cuore grande e lieto le percosse e le ferite fino a una morte gloriosa, e consacrò con il proprio sangue le primizie dei martiri della Congregazione di Propaganda Fide. Uno dei primi frutti del suo martirio fu la conversione di un ministro zwingliano che era stato presente.
Le reliquie di Coira e Feldkirch
Il Breviario aggiunge che fu poi illustre per molti segni e miracoli, soprattutto a Coira e a Feldkirch, dove le sue reliquie sono custodite con grande venerazione del popolo. Feldkirch era la città del convento di cui era stato guardiano.
Il papa Benedetto XIII lo beatificò nel 1729 e Benedetto XIV lo canonizzò nel 1746.
Quando si festeggia san Fedele da Sigmaringen
Nel calendario del 1962 la festa di san Fedele si celebra il 24 aprile, anniversario del martirio, come festa di III classe, con paramenti rossi. Il 24 aprile cade nel tempo pasquale; negli anni in cui coincide con l'Ottava di Pasqua o con il Sabato Santo, giorni di I classe, la festa è impedita. Nel tempo pasquale la Messa, del comune di un martire, si apre con l'introito Protexísti me, Deus, a convéntu malignántium, allelúja; la colletta è propria. Al Breviario, come ogni festa di III classe, ha un solo notturno e la vita del santo si legge in una sola lezione abbreviata; le tre lezioni storiche più ampie sono quelle in uso prima del 1960.
Anche il calendario riformato del 1969 lo ricorda al 24 aprile.
Preghiera a san Fedele da Sigmaringen (colletta del 1962)
La preghiera che la Chiesa recita nella sua Messa riassume tutta la sua vita: l'ardore serafico, cioè francescano, la propagazione della fede, il martirio, e la domanda di essere fedeli fino alla morte, come il suo nome.
Oratio
Deus, qui beátum Fidélem, seráphico spíritus ardóre succénsum, in veræ fídei propagatióne martýrii palma et gloriósis miráculis decoráre dignátus es: ejus, quǽsumus, méritis et intercessióne, ita nos per grátiam tuam in fide et caritáte confírma; ut in servítio tuo fidéles usque ad mortem inveníri mereámur. Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
Orazione
O Dio, che ti sei degnato di ornare della palma del martirio e di gloriosi miracoli il beato Fedele, acceso dall'ardore serafico dello spirito, mentre propagava la vera fede: per i suoi meriti e la sua intercessione, te ne preghiamo, confermaci con la tua grazia nella fede e nella carità, così che meritiamo di essere trovati fedeli nel tuo servizio fino alla morte. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
È una preghiera adatta per chi è tentato nella fede, per i missionari e per il ritorno all'unità della Chiesa di chi se ne è separato. Chi desidera una novena può recitare questa colletta per nove giorni, dal 15 al 23 aprile: è soltanto un suggerimento, secondo il senso spiegato nella pagina su che cos'è una novena.
Per un altro martire che diede la vita per l'unità della Chiesa, si veda la pagina su san Giosafat.
Domande frequenti
Chi era san Fedele da Sigmaringen?
Un tedesco di Sigmaringen, nato nel 1577 con il nome di Marco Rey: dottore in legge, avvocato stimato e difensore dei poveri, poi frate cappuccino e sacerdote, predicatore e missionario nei Grigioni, ucciso in odio alla fede cattolica a Seewis il 24 aprile 1622.
Perché è chiamato protomartire di Propaganda Fide?
Perché fu il primo dei missionari della Congregazione de Propaganda Fide, che lo aveva nominato capo della missione dei Grigioni, a morire martire. Il Breviario dice che consacrò con il suo sangue le primizie dei martiri di quella Congregazione.
Come è morto san Fedele?
Dopo aver predicato a Grüsch e a Seewis, dove gli spararono in chiesa senza colpirlo, fu assalito da una ventina di uomini armati che pretendevano che rinnegasse la fede; al suo rifiuto lo uccisero a colpi d'arma, mentre egli pregava per i suoi uccisori.
Perché si chiamava Fedele?
Il nome gli fu dato quando entrò tra i cappuccini, in riferimento alle parole dell'Apocalisse: «Sii fedele sino alla morte, e darotti la corona di vita» (Apocalisse 2, 10).
Dove sono le reliquie di san Fedele da Sigmaringen?
A Coira e a Feldkirch: il Breviario dice che vi sono custodite con grande venerazione del popolo.
Quando si festeggia san Fedele da Sigmaringen?
Il 24 aprile, anniversario del suo martirio: nel calendario del 1962 è festa di III classe, e il calendario riformato del 1969 ha mantenuto la stessa data.
Quando fu canonizzato?
Fu beatificato da Benedetto XIII nel 1729 e canonizzato da Benedetto XIV nel 1746.
L'app Iter Fidei contiene il Messale e il Breviario del 1962 in latino e in italiano, con la Messa di san Fedele del 24 aprile, la sua colletta e un promemoria per ogni festa del calendario tradizionale. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
Fonti. Breviario Romano, 24 aprile: lezioni storiche di san Fedele da Sigmaringen. Messale Romano del 1962, festa di san Fedele (24 aprile), colletta Deus, qui beátum Fidélem. Calendario Romano del 1962. Butler, Vite dei Santi, 24 aprile. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Apocalisse 2, 10; Efesini 4, 5).