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San Gabriele Arcangelo: chi è, festa del 24 marzo e preghiera
Chi è san Gabriele Arcangelo, la «fortezza di Dio»: l'angelo che spiegò a Daniele le settanta settimane, annunziò a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e a Maria l'Incarnazione del Figlio di Dio. La festa del 24 marzo estesa da Benedetto XV nel 1921, perché nel 1962 cade sempre in Quaresima, il patronato delle telecomunicazioni e la preghiera del Messale.
San Gabriele Arcangelo è l'angelo che Dio ha scelto per annunziare il mistero dell'Incarnazione: è lui che a Nazaret saluta Maria «piena di grazia», dopo aver annunziato a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e aver spiegato al profeta Daniele il tempo della venuta del Messia. Il suo nome significa «fortezza di Dio». Nel calendario del 1962 la sua festa si celebra il 24 marzo, vigilia dell'Annunciazione: una festa estesa a tutta la Chiesa da papa Benedetto XV nel 1921, che però cade sempre nel tempo di Quaresima.
Chi è san Gabriele Arcangelo
Gabriele è uno dei tre angeli che la Sacra Scrittura chiama per nome, con san Michele Arcangelo e san Raffaele. La Chiesa lo venera con il titolo di arcangelo, come messaggero dei più grandi annunzi di Dio. Ogni volta che compare nella Bibbia, Gabriele porta una parola che riguarda la venuta del Salvatore: è l'angelo dell'attesa e del compimento.
San Bernardo, in un'omelia che il Breviario, nelle lezioni anteriori al 1960, leggeva nella sua festa, spiega che Gabriele non è uno degli angeli minori, incaricati di frequenti ambasciate sulla terra: è mandato da Dio stesso, e il suo nome, che si interpreta Fortitudo Dei, «fortezza di Dio», conviene a chi doveva annunziare Cristo, che è la virtù e la fortezza di Dio. Lo stesso san Bernardo osserva che si può pensare che Dio non abbia rivelato il suo disegno a nessun altro spirito beato prima che alla Vergine, eccettuato l'Arcangelo Gabriele.
San Gabriele nella Bibbia: la storia di san Gabriele Arcangelo
Daniele e le settanta settimane
Gabriele compare per la prima volta nel libro di Daniele. Al profeta che non comprende una visione, una voce ordina: Spiegagli, o Gabriel, la visione (Daniele 8, 16). Più tardi, mentre Daniele prega e confessa i peccati del suo popolo, l'angelo torna:
Mentr'io tuttora orando parlava, ecco che l'uomo, ch'io a principio avea veduto nella visione, Gabriele, subitamente volando mi toccò nel tempo del sacrifizio della sera (Daniele 9, 21).
È allora che Gabriele gli rivela la profezia delle settanta settimane, il tempo che resta fino al «Cristo condottiero». La Messa del 24 marzo legge proprio questo passo come epistola, e il Breviario lo fa leggere al Mattutino.
Zaccaria e la nascita di Giovanni
Nel Vangelo di san Luca, Gabriele appare al sacerdote Zaccaria nel tempio, alla destra dell'altare dell'incenso (Luca 1, 11), e gli annunzia che la moglie Elisabetta, sterile e avanzata negli anni, gli darà un figlio, san Giovanni Battista. Al vecchio sacerdote che chiede un segno, l'angelo si presenta:
Io sono Gabriele, che sto nel cospetto d'Iddio: e sono stato mandato a parlarti, e recarti questa buona nuova (Luca 1, 19).
Zaccaria resta muto fino alla nascita del bambino. San Beda, in un sermone letto nel Breviario, commenta che gli angeli, anche quando sono mandati a noi, non lasciano mai di stare davanti a Dio nella contemplazione: «ovunque vanno, essi si muovono in lui».
L'Annunciazione a Maria
Sei mesi più tardi viene il messaggio più grande della storia:
Ma il sesto mese fu mandato l'Angelo Gabriele da Dio a una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine sposata ad un uomo della casa di Davidde, nomato Giuseppe, e la Vergine si chiamava Maria. Ed entrato l'Angelo da lei, disse: Dio ti salvi, piena di grazia: il Signore è teco: Benedetta tu fra le donne (Luca 1, 26-28).
Alla domanda della Vergine, Gabriele risponde che lo Spirito Santo scenderà su di lei e che nulla sarà impossibile a Dio (Luca 1, 37). E Maria dà il suo consenso: Ecco l'ancella del Signore, facciasi di me secondo la tua parola. E l'Angelo si parti da lei (Luca 1, 38).
Le parole di Gabriele sono entrate nella preghiera quotidiana della Chiesa: l'Ave Maria comincia con il suo saluto, e tre volte al giorno l'Angelus Domini ricorda che l'Angelo del Signore portò l'annuncio a Maria.
Quando si festeggia san Gabriele Arcangelo
Nel calendario del 1962 san Gabriele Arcangelo si festeggia il 24 marzo, festa di III classe con i paramenti bianchi, il giorno prima dell'Annunciazione del Signore. Butler e il Breviario ricordano che fu Benedetto XV a estendere la festa a tutta la Chiesa: secondo Butler, un decreto della Sacra Congregazione dei Riti del 26 ottobre 1921 ne prescrisse la celebrazione il 24 marzo in tutta la Chiesa d'Occidente. Il culto, però, è antico: Butler ricorda un'antica cappella presso la via Appia con un affresco che mostra l'arcangelo, il suo nome scritto sotto, in posizione di patrono, e le numerose raffigurazioni dell'Annunciazione nell'arte cristiana antica d'Oriente e d'Occidente.
La Messa propria comincia con l'introito Benedícite Dóminum, omnes Angeli ejus («Benedite il Signore, voi tutti suoi Angeli», Salmo 102, 20), legge come epistola la profezia di Daniele e come Vangelo l'Annunciazione; secondo le rubriche del 1960 non si dice il Credo. Ai Vespri si canta l'inno Christe, sanctórum decus Angelórum, che chiede: venga l'angelo forte Gabriele a scacciare gli antichi nemici.
Perché nel 1962 la festa cade sempre in Quaresima
Il 24 marzo cade sempre in Quaresima o nel tempo di Passione, salvo i rari anni in cui cade nella Settimana Santa o nell'Ottava di Pasqua. Le rubriche del 1960 danno la precedenza alle ferie di Quaresima sulle feste di III classe. Perciò:
- in un giorno feriale di Quaresima o del tempo di Passione si celebra la feria, e di san Gabriele si fa la commemorazione: alla Messa e alle Lodi si aggiunge la sua orazione. Per questo la colletta del Messale porta tra parentesi la parola commemoratiónem accanto a festum;
- se il 24 marzo cade di domenica, nella Settimana Santa o nell'Ottava di Pasqua, giorni di I classe nei quali si ammettono soltanto commemorazioni privilegiate, non se ne fa neppure la commemorazione.
Dove san Gabriele è patrono principale del luogo, le rubriche del 1960 ne fanno una festa di I classe, che prevale sulla feria di Quaresima.
Il 29 settembre dopo il 1969
Nel 1969 il calendario riformato ha soppresso la festa propria del 24 marzo e ha unito san Gabriele a san Michele e a san Raffaele in un'unica festa, il 29 settembre. Per questo oggi molti calendari lo indicano in settembre. Chi segue il rito tradizionale lo festeggia il 24 marzo, e il 29 settembre celebra la Dedicazione di san Michele Arcangelo, come prima della riforma.
San Gabriele Arcangelo onomastico
L'onomastico di chi si chiama Gabriele o Gabriella, secondo il calendario del 1962, cade il 24 marzo; secondo il calendario riformato, il 29 settembre. Da non confondere con san Gabriele dell'Addolorata, il giovane religioso passionista, che il calendario del 1962 festeggia il 27 febbraio (il 28 negli anni bisestili).
San Gabriele Arcangelo protettore delle telecomunicazioni
Nel 1951 papa Pio XII, con un breve apostolico, dichiarò san Gabriele Arcangelo celeste patrono presso Dio delle telecomunicazioni, cioè di tutte le attività legate al telegrafo, al telefono e alla radio, e di quanti vi lavorano. È un patronato che nasce direttamente dalla sua missione: Gabriele è per eccellenza il messaggero di Dio, colui che porta agli uomini la notizia più importante.
Preghiera a san Gabriele Arcangelo (colletta del 1962)
La preghiera più autorevole a san Gabriele è quella che la Chiesa recita nella sua Messa e nel suo Ufficio. È rivolta a Cristo stesso, il Verbo incarnato, e per questo termina con Qui vivis et regnas: chiede che, onorando in terra colui che annunziò l'Incarnazione, ne sperimentiamo in cielo la protezione. Questo è il testo esatto del Messale, con l'indicazione per la commemorazione:
Oratio
Deus, qui inter céteros Angelos, ad annuntiándum incarnatiónis tuæ mystérium, Gabriélem Archángelum elegísti: concéde propítius; ut, qui festum (commemoratiónem) ejus celebrámus in terris, ipsíus patrocínium sentiámus in cœlis: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
Orazione
O Dio, che fra gli altri Angeli hai scelto l'Arcangelo Gabriele per annunziare il mistero della tua Incarnazione: concedi propizio che noi, che ne celebriamo in terra la festa (la commemorazione), sperimentiamo in cielo il suo patrocinio. Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Questa orazione può essere recitata in ogni momento, anche per ottenere una grazia o per la propria famiglia: non c'è preghiera a san Gabriele più sicura di quella che la Chiesa stessa gli rivolge.
Altri modi tradizionali di onorare san Gabriele
- Le Litanie dei Santi. Nelle Litanie dei Santi, subito dopo san Michele, la Chiesa invoca: Sancte Gabriel, ora pro nobis, «San Gabriele, prega per noi».
- La coroncina di san Michele. Nella coroncina angelica si recitano anche quattro Padre nostro: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo di san Raffaele e il quarto dell'Angelo custode. La pagina della novena a san Michele Arcangelo completa la devozione agli arcangeli.
- Una novena. Non conosciamo una novena antica a san Gabriele Arcangelo che possiamo riportare con sicurezza. Chi desidera una novena può recitare la colletta qui sopra per nove giorni, dal 15 al 23 marzo, oppure unirsi alla novena dell'Annunciazione del Signore, che prepara al mistero da lui annunziato e cade negli stessi giorni.
Domande frequenti
Chi è san Gabriele Arcangelo?
L'arcangelo che nella Bibbia spiega a Daniele la profezia delle settanta settimane, annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e a Maria l'Incarnazione del Figlio di Dio. Il suo nome significa «fortezza di Dio».
Quando si festeggia san Gabriele Arcangelo?
Nel calendario del 1962 il 24 marzo, festa di III classe, che in Quaresima si riduce a commemorazione. Dal 1969 il calendario riformato lo celebra il 29 settembre insieme a Michele e Raffaele.
Quando cadeva la festa di san Gabriele Arcangelo prima del 1969?
Il 24 marzo, il giorno prima dell'Annunciazione. Benedetto XV la estese a tutta la Chiesa nel 1921.
Di che cosa è protettore san Gabriele Arcangelo?
Pio XII, nel 1951, lo dichiarò patrono delle telecomunicazioni e di quanti vi lavorano, perché è il messaggero di Dio per eccellenza.
Qual è la preghiera a san Gabriele Arcangelo?
La più autorevole è la colletta della sua festa nel Messale, Deus, qui inter céteros Angelos, riportata sopra in latino e in italiano.
Quando è l'onomastico di Gabriele?
Il 24 marzo secondo il calendario del 1962; il 29 settembre secondo quello riformato.
Perché la Chiesa lo chiama arcangelo?
Perché è inviato per gli annunzi più alti della storia della salvezza. San Bernardo osserva che un tale messaggio non poteva essere affidato a uno degli angeli minori.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Daniele 8, 16; 9, 21; Luca 1, 11-38). Messale Romano del 1962, 24 marzo, Messa Benedícite Dóminum e colletta Deus, qui inter céteros Angelos. Breviario Romano, 24 marzo: lezioni di san Beda e omelia di san Bernardo sul Missus est, inno Christe, sanctórum decus Angelórum. Rubriche generali del 1960. Butler, Vite dei santi, 24 marzo.