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Il Vangelo secondo san Luca
Il Vangelo secondo san Luca, scritto dal medico compagno di san Paolo, è il Vangelo dell'infanzia di Gesù, della Vergine Maria e della misericordia: l'Annunciazione, il Magnificat, il Natale, il figliuol prodigo, il buon ladrone. Qui sotto trovate i suoi 24 capitoli nella traduzione di mons. Antonio Martini, con la Vulgata latina a fronte; la guida ne presenta l'autore, la data, il riassunto e la lettura cattolica.
Leggere Luca: 24 capitoli
San Luca apre il suo Vangelo come farebbe uno storico scrupoloso: «E paruto anche a me, dopo aver diligentemente rinvergato dall'origine il tutto, di scriverlo a te a parte a parte, o Teofilo prestantissimo, Affinchè tu riconosca la verità delle cose, che a te sono state insegnate» (Lc 1,3-4). I ventiquattro capitoli che seguono ci danno quasi tutto ciò che sappiamo dell'infanzia di Cristo, tre dei cantici che la Chiesa canta ogni giorno, la prima metà dell'Ave Maria, i misteri gaudiosi del Rosario e le parabole della misericordia che nessun altro evangelista riferisce. Dante lo chiamò scriba mansuetudinis Christi, lo scrittore della mansuetudine di Cristo (Monarchia, I, 16). Per uno sguardo d'insieme sui quattro evangelisti, leggete il nostro articolo su i Vangeli.
Chi ha scritto il Vangelo di Luca?
La Chiesa ha ricevuto il terzo Vangelo come opera di san Luca evangelista, medico originario di Antiochia e compagno di san Paolo. Non era uno dei Dodici. Non vide il Signore nella carne, ma raccolse ciò che avevano trasmesso «quelli, che sin da principio le videro, e furono ministri della parola» (Lc 1,2).
Ciò che la Scrittura ci dice di lui viene da san Paolo. «Vi saluta Luca medico carissimo», scrive ai Colossesi (Col 4,14), nominandolo dopo i compagni che sono «del numero de' circoncisi» (Col 4,11): Luca era dunque di origine pagana. Nell'ultima lettera, scritta dal carcere di Roma, Paolo annota: «Il solo Luca è con me» (2 Tm 4,11). Gli Atti degli Apostoli, che lo stesso autore indirizza allo stesso Teofilo, passano dal «loro» al «noi» quando Paolo lascia Troade per la Macedonia: «cercammo di partire per la Macedonia» (At 16,10). Quel «noi» ritorna fino al viaggio verso Roma: l'autore c'era.
La testimonianza dei Padri
La testimonianza della Chiesa antica è costante. Sant'Ireneo, verso il 180, scrive che Luca, il compagno di Paolo, mise in un libro il Vangelo predicato dall'Apostolo (Contro le eresie, III, 1, 1). Il Canone Muratoriano, il più antico elenco conosciuto dei libri del Nuovo Testamento, scoperto da Ludovico Antonio Muratori nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, attribuisce il terzo Vangelo a Luca il medico, compagno di Paolo. Tertulliano (Contro Marcione, IV, 5) dice che il Vangelo di Luca si soleva attribuire a Paolo. Eusebio (Storia ecclesiastica, III, 4) riferisce che Luca era nativo di Antiochia e medico di professione, e san Girolamo (Gli uomini illustri, 7) aggiunge che apprese il Vangelo non solo da Paolo, ma anche dagli altri Apostoli.
La Pontificia Commissione Biblica, nella risposta del 26 giugno 1912, sotto san Pio X, ha insegnato che la chiara tradizione della Chiesa obbliga a ritenere san Luca, medico, aiutante e compagno di Paolo, vero autore del Vangelo che porta il suo nome. Molti critici moderni vi vedono un cristiano ignoto della generazione seguente; la tradizione della Chiesa è quella qui esposta.
Chi era san Luca evangelista?
Un medico di Antiochia, venuto alla fede dal paganesimo, che seguì Paolo nei suoi viaggi e gli rimase fedele fino all'ultima prigionia. Una pia tradizione ne fa anche il primo pittore della Vergine: a lui si attribuiscono antiche icone mariane, fra cui quella venerata a Bologna, di cui parla il nostro articolo sulla Madonna di San Luca. Le sue reliquie sono venerate a Padova, nella basilica di Santa Giustina. La sua festa si celebra il 18 ottobre.
San Luca, san Paolo e la Vergine Maria
La tradizione attribuisce a san Marco la predicazione di Pietro e a san Luca quella di Paolo. Ireneo, Tertulliano, Origene ed Eusebio legano tutti il terzo Vangelo a Paolo, e la Commissione Biblica ha mantenuto nel 1912 che Luca scrisse secondo la predicazione di Paolo, pur disponendo di altre fonti degne di fede, orali o scritte. Luca nomina testimoni oculari, e si trovava a Roma accanto a Paolo insieme con Marco, il discepolo di Pietro (Col 4,10). Annota due volte che Maria «di tutte queste cose facea conserva, paragonandole in cuor suo» (Lc 2,19; vedi Lc 2,51), e gli interpreti cattolici vi hanno visto da tempo il segno che il racconto dell'infanzia riposa sul ricordo della Madre di Dio.
Quando è stato scritto il Vangelo di Luca?
L'ordine ricevuto nella Chiesa è Matteo, Marco, Luca e Giovanni, e la Commissione Biblica ha insegnato nel 1912 che Luca scrisse per terzo. Due punti fermi fissano la data. Il Vangelo è anteriore agli Atti, che lo chiamano il primo racconto: «Io ho parlato in primo luogo, o Teofilo, di tutto quello, che principiò Gesù a fare, e ad insegnare» (At 1,1). E gli Atti terminano con Paolo custodito due anni a Roma, verso il 61-63, senza una parola sul suo processo né sulla sua morte. La Commissione ne ha concluso che il Vangelo fu scritto prima della fine di questa prima prigionia romana e che non può essere datato dopo la distruzione di Gerusalemme dell'anno 70. Secondo il calcolo tradizionale, san Luca scrisse dunque verso l'anno 60 o poco prima, meno di trent'anni dopo la Risurrezione.
Il luogo è meno certo. San Girolamo, nella prefazione al commento su Matteo, dice che Luca scrisse nelle regioni dell'Acaia e della Beozia, in Grecia; altri lo pongono durante i due anni di prigionia di Paolo a Cesarea, quando Luca poteva interrogare i testimoni in Palestina. Scrisse in un greco colto, il più elegante dei quattro Vangeli.
Chi è Teofilo nel Vangelo di Luca?
Luca si rivolge al «Teofilo prestantissimo», titolo che si dava alle persone di rango, già istruito nella fede. Chi fosse di preciso non si sa; il nome greco significa “amico di Dio”, e sant'Ambrogio vi legge un invito a ogni lettore: se amate Dio, il Vangelo è scritto anche per voi. Al di là di lui, Luca scrive per i convertiti venuti dalla gentilità. Per questo spiega le usanze giudaiche, data la predicazione del Battista con il regno dell'imperatore, «l'anno quintodecimo dell'impero di Tiberio Cesare» (Lc 3,1), e fa risalire la genealogia di Cristo fino ad «Adamo, il quale fu di Dio» (Lc 3,38): Cristo è il Salvatore di tutto il genere umano.
Di cosa parla il Vangelo di Luca? Riassunto
Luca racconta la vita di Cristo «a parte a parte», dall'annuncio del Precursore nel Tempio fino all'Ascensione, e il suo Vangelo comincia e finisce nel Tempio di Gerusalemme. La lunga sezione centrale segue il cammino di Cristo verso la città dove deve patire: «egli si mostrò risoluto di andare a Gerusalemme» (Lc 9,51).
Il prologo e l'infanzia di Gesù (capitoli 1-2)
Dopo il prologo di quattro versetti, il capitolo 1 pone due annunciazioni l'una accanto all'altra. L'Angelo Gabriele annuncia al sacerdote Zaccaria, «della classe di Abia», la nascita di san Giovanni Battista, poi alla Vergine Maria, a Nazaret, il concepimento del Figlio di Dio. Maria visita la parente Elisabetta e canta il Magnificat; Giovanni nasce, e Zaccaria canta il Benedictus. Il capitolo 2 è il racconto del Natale: l'editto di Cesare Augusto, la nascita a Betlemme, gli angeli e i pastori, la circoncisione, la presentazione al Tempio con il cantico di Simeone e la profetessa Anna, e infine Gesù ritrovato fra i dottori: «Non sapevate, come nelle cose spettanti al Padre mio debbo occuparmi?» (Lc 2,49).
Giovanni Battista e l'inizio del ministero (capitoli 3-4)
Nel capitolo 3 Giovanni predica la penitenza e battezza Cristo, e Luca dà la genealogia di Giuseppe fino ad Adamo. Nel capitolo 4 Cristo respinge le tre tentazioni, poi nella sinagoga di Nazaret legge il profeta Isaia: «Lo spirito del Signore sopra dì me: per la qual cosa mi ha unto per evangelizzare a' poveri» (Lc 4,18), e dichiara: «Oggi di questa scrittura avete udito voi l'adempimento» (Lc 4,21).
Il ministero in Galilea (capitoli 5-9)
Nel capitolo 5 la pesca miracolosa getta Pietro in ginocchio: «Partiti da me, Signore, perché io son uom peccatore» (Lc 5,8); Cristo guarisce un lebbroso e un paralitico e chiama Levi. Nel capitolo 6 sceglie i Dodici e pronuncia il discorso della pianura, con quattro beatitudini e quattro «guai». Il capitolo 7 riferisce il servo del centurione, la risurrezione del figlio della vedova di Naim, i messi di Giovanni e la peccatrice che unge i piedi del Signore: «Le sono rimessi molti peccati, perché molto ha amato» (Lc 7,47).
Il capitolo 8 nomina le donne che servivano il Signore e dà la parabola del seminatore, la tempesta sedata, l'indemoniato di Gerasa e la figlia di Giairo. Nel capitolo 9 i Dodici sono mandati in missione, cinquemila uomini sono saziati, Pietro confessa «Il Cristo di Dio» (Lc 9,20) e Cristo è trasfigurato.
Il viaggio verso Gerusalemme (Lc 9,51-19,27)
Questa sezione contiene il meglio di ciò che è proprio di Luca. Nel capitolo 10 Cristo manda i settantadue discepoli, racconta la parabola del buon Samaritano e, in casa di Marta, loda Maria seduta ai suoi piedi: «Eppure una sola è necessaria. Maria ha eletto la miglior parte, che non le sarà levata» (Lc 10,42). Il capitolo 11 dà il Padre nostro, il capitolo 12 il ricco stolto e il «piccol gregge», il capitolo 13 il fico sterile e il lamento su Gerusalemme.
Il capitolo 14 porta la grande cena e il prezzo dell'essere discepolo. Il capitolo 15 riunisce le tre parabole della misericordia: la pecorella smarrita, la dramma perduta e il figliuol prodigo. Il capitolo 16 dà il fattore infedele e il ricco epulone, il capitolo 17 i dieci lebbrosi, il capitolo 18 il giudice iniquo, il fariseo e il pubblicano e il cieco di Gerico. Nel capitolo 19 Zaccheo scende dal sicomoro: «è venuto il figliuolo dell'uomo a cercare, e salvare que', che si erano perduti» (Lc 19,10).
Gerusalemme: gli ultimi giorni (Lc 19,28-21,38)
Cristo entra nella città, piange su di lei (Lc 19,41) e scaccia i venditori dal Tempio; risponde ai suoi avversari (capitolo 20) e annuncia, nel capitolo 21, la rovina di Gerusalemme e la sua venuta «sopra una nuvola con potestà grande, e maestà» (Lc 21,27).
La Passione, la Risurrezione e l'Ascensione (capitoli 22-24)
Il capitolo 22 dà l'ultima cena e l'istituzione dell'Eucaristia, la preghiera di Cristo per Pietro, l'agonia sul monte degli Ulivi con l'Angelo e il sudore di sangue, l'arresto e i rinnegamenti di Pietro, che il Signore guarda: «E il Signore si rivolse a mirar Pietro» (Lc 22,61). Il capitolo 23 riferisce i processi davanti a Pilato e a Erode, le donne di Gerusalemme, la crocifissione, il buon ladrone e la sepoltura. Il capitolo 24 racconta il sepolcro vuoto, i discepoli di Emmaus, l'apparizione agli Undici e l'Ascensione presso Betania. I discepoli «se ne tornarono a Gerusalemme con gran giubilo: E stavan continuamente nel tempio, lodando, e benedicendo Dio» (Lc 24,52-53).
Che differenza c'è tra il Vangelo di Matteo e quello di Luca?
Sono due dei tre Vangeli sinottici e raccontano in gran parte gli stessi fatti, ma per lettori diversi. Matteo scrive per i Giudei: racconta l'infanzia dalla parte di Giuseppe, comincia la genealogia da Abramo, raccoglie l'insegnamento in cinque grandi discorsi e dà otto beatitudini. Luca scrive per i Gentili: racconta l'infanzia dalla parte di Maria, fa risalire la genealogia fino ad Adamo, distende l'insegnamento lungo il viaggio verso Gerusalemme e dà quattro beatitudini seguite da quattro «guai». Matteo ha i Magi, Luca i pastori; Matteo dice “regno dei cieli”, Luca “regno di Dio”. Il Padre nostro di Matteo ha sette domande, quello di Luca cinque (Lc 11,2-4). Sono due testimoni che si completano, non si contraddicono.
Temi e lettura cattolica del Vangelo di Luca
Cristo, Salvatore di tutti. Il Cristo di san Luca è «un Salvatore, che è il Cristo Signore» (Lc 2,11), «Luce a illuminare le nazioni» (Lc 2,32). Va verso i poveri, i malati, il Samaritano, il pubblicano e il peccatore, e le grandi parabole del capitolo 15 si chiudono nella gioia del cielo: «si farà più festa in cielo per un peccatore, che fa penitenza, che per novantanove giusti, che non hanno bisogno di penitenza» (Lc 15,7). Il capitolo 15 è la migliore preparazione alla confessione.
La Madonna. Nessun evangelista ci dice tanto della Santa Vergine. Da san Luca la Chiesa ha il saluto dell'Angelo, «Dio ti salvi, piena di grazia: il Signore è teco: Benedetta tu fra le donne» (Lc 1,28), e quello di Elisabetta, «benedetto il frutto del tuo ventre» (Lc 1,42), che formano insieme la prima parte dell'Ave Maria; è il “Dio ti salvi, Maria” che tante generazioni di italiani hanno recitato. Il beato Pio IX, definendo l'Immacolata Concezione con la bolla Ineffabilis Deus (1854), si è appoggiato su questo gratia plena.
La risposta di Maria, «Ecco l'ancella del Signore, facciasi di me secondo la tua parola» (Lc 1,38), si recita nell'Angelus, e la sua profezia, «beata mi chiameranno tutte le età» (Lc 1,48), è il cuore del Magnificat. I cinque misteri gaudiosi del Rosario, dall'Annunciazione al ritrovamento di Gesù nel Tempio, sono tutti tratti dai primi due capitoli di Luca. Il Magnificat stesso riecheggia il cantico di Anna, nel I libro dei Re, capitolo 2 (1 Samuele nelle Bibbie moderne).
Lo Spirito Santo e la preghiera. Lo Spirito Santo adombra Maria, riempie Elisabetta e Zaccaria e riposa su Simeone. San Luca mostra Cristo in preghiera al battesimo, prima di scegliere i Dodici, alla Trasfigurazione e nell'agonia, e riferisce la parabola «intorno al dover sempre orare, né mai stancarsi» (Lc 18,1).
L'Eucaristia e il sacerdozio. Fra gli evangelisti, solo Luca riferisce il comando di Cristo: «Questo è il mio Corpo, il quale è dato per voi: fate questo in memoria di me» (Lc 22,19). Il Concilio di Trento (sessione XXII, capitolo 1 e canone 2) insegna che con queste parole Cristo costituì sacerdoti gli Apostoli e ordinò a loro e ai loro successori di offrire il suo Corpo e il suo Sangue. A Emmaus il Risorto è riconosciuto «nella frazione del pane» (Lc 24,35), e sant'Agostino come altri Padri vi hanno visto l'Eucaristia, data là dove la Scrittura è stata appena spiegata.
Il primato di Pietro. «io ho pregato per te, affinchè la tua fede non venga meno: e tu una volta ravveduto conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,32). Il Concilio Vaticano I (Pastor aeternus, 1870, capitolo 4) fonda su questa promessa l'indefettibilità della fede della Sede di Pietro.
I novissimi. Il ricco epulone e Lazzaro (16,19-31) insegnano il giudizio particolare, il seno di Abramo, l'inferno e il grande abisso che li separa: «un grande abisso è posto tra noi, e voi» (Lc 16,26). La promessa al buon ladrone, «oggi sarai meco nel paradiso» (Lc 23,43), mostra che il giudizio segue la morte senza indugio.
Qual è il simbolo di san Luca?
Il simbolo di san Luca è il vitello, o il bue, uno dei quattro esseri viventi della visione di Ezechiele e dell'Apocalisse. San Girolamo glielo attribuisce perché il suo Vangelo si apre con il sacerdote Zaccaria che offre l'incenso nel Tempio, e il vitello è l'animale del sacrificio.
Versetti celebri del Vangelo di Luca
- Luca 1,35, l'Annunciazione: «Lo Spirito santo scenderà sopra di te, e la virtù dell'Altissimo ti adombrerà. E per questo ancora quello, che nascerà di te Santo, sarà chiamato figliuolo di Dio» (Lc 1,35); e poco dopo: «Imperocché nulla sarà impossibile a Dio» (Lc 1,37).
- Luca 1,46-47 e 1,68, il Magnificat e il Benedictus: «l'anima mia esalta la grandezza del Signore: Ed esulta il mio spirito in Dio mio salvatore» (Lc 1,46-47); «Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato, e redento il suo popolo» (Lc 1,68).
- Luca 2,7 e 2,14, il Natale: «E partorì il figlio suo primogenito, e lo fasciò, e lo pose a giacere in una mangiatoia; perché non eravi luogo per essi nell'albergo» (Lc 2,7), e il canto degli angeli: «Gloria a Dio nel più alto de' cieli, e pace in terra agli uomini di buon volere» (Lc 2,14).
- Luca 2,29-35, Simeone: «Adesso lascerai, o Signore, che se ne vada in pace il tuo servo secondo la tua parola» (Lc 2,29). A Maria annuncia: «anche l'anima tua stessa sarà, trapassata dal coltello» (Lc 2,35), il primo dei sette dolori della Madonna.
- Luca 6,20 e 6,36: «Beati poveri perché vostro è il regno di Dio» (Lc 6,20); «Siate adunque misericordiosi, come anche il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). Confrontate le otto beatitudini del capitolo 5 di san Matteo.
- Luca 15, il figliuol prodigo: «Mi alzerò, e anderò da mio padre, e dirò a lui: Padre, ho peccato contro del cielo, e contro di te» (Lc 15,18), e la parola del padre: «questo mio figlio era morto, ed è risuscitato; si era perduto, e si è ritrovato» (Lc 15,24).
- Luca 18,13, il pubblicano: «Dio, abbi pietà di me peccatore» (Lc 18,13).
- Luca 23,34-46, le parole della croce: tre delle sette ultime parole si trovano solo in Luca: «Padre, perdona loro: conciossiachè non sanno quel, che si fanno» (Lc 23,34); «oggi sarai meco nel paradiso»; e «Padre, nelle mani tue raccomando il mio spirito» (Lc 23,46).
- Luca 24, Emmaus: «Restati con noi, perché si fa sera, e il giorno declina» (Lc 24,29); «Non ardeva egli il cuore a noi in petto, mentre per istrada ci parlava, e ci svelava le scritture?» (Lc 24,32).
Il Vangelo di Luca nel canone e nella liturgia
Luca è il terzo dei quattro Vangeli in tutte le Bibbie cristiane, e con il suo seguito, gli Atti degli Apostoli, forma più di un quarto del Nuovo Testamento. Il Concilio di Trento (sessione IV, 1546) lo nomina fra i quattro Vangeli. Con san Matteo e san Marco forma i tre Vangeli sinottici; il Vangelo secondo Giovanni li completa. La Commissione Biblica (1912) ha dichiarato ispirati e canonici i racconti dell'infanzia e il passo dell'Angelo e del sudore di sangue (Lc 22,43-44), che alcuni manoscritti omettono.
Nel Breviario romano i tre cantici di san Luca si cantano ogni giorno: il Benedictus alle Lodi, il Magnificat ai Vespri e il Nunc dimittis a Compieta. Potete pregarli nel Breviario di Iter Fidei. Il Messale del 1962 legge san Luca nelle prime due Messe di Natale (2,1-14 e 2,15-20), alla Circoncisione, alla Sacra Famiglia, alla Purificazione il 2 febbraio (2,22-32), all'Annunciazione, all'Immacolata Concezione, alla Visitazione e all'Assunzione; nella I domenica di Avvento, alla Sessagesima, alla Quinquagesima e nella III domenica di Quaresima; il lunedì di Pasqua (Emmaus); e in molte domeniche dopo Pentecoste, fra cui la pecorella smarrita, la pesca miracolosa, il fariseo e il pubblicano, il buon Samaritano e i dieci lebbrosi.
La Passione secondo san Luca si canta il Mercoledì santo. La festa di san Luca, il 18 ottobre, fa leggere l'invio dei settantadue (10,1-9). Il Vangelo di ogni giorno, secondo il calendario tradizionale, è nella pagina del Vangelo del giorno.
Come leggere il Vangelo di Luca
Con un capitolo al giorno ci vogliono poco più di tre settimane. Leggete lentamente i primi due capitoli, la corona in mano, e serbateli per l'Avvento e il Natale; leggete il capitolo 15 prima di confessarvi, e i capitoli 22 e 23 durante la Settimana santa; poi proseguite con gli Atti, perché Luca ha concepito i due libri come un'unica opera. Per il commento, l'Esposizione del Vangelo secondo Luca di sant'Ambrogio, scritta a Milano dalle sue omelie, e il commento di san Beda sono le grandi guide latine; la Catena aurea di san Tommaso d'Aquino raccoglie i Padri versetto per versetto, e le note di mons. Martini accompagnano con frutto il testo italiano. Tutta la Bibbia si legge anche nell'app Bibbia cattolica, con il latino a fronte.
Domande Frequenti
Chi ha scritto il Vangelo di Luca?
San Luca evangelista, medico di origine pagana, nativo di Antiochia e compagno di san Paolo, che ha scritto anche gli Atti degli Apostoli. Ne danno testimonianza sant'Ireneo, il Canone Muratoriano, Tertulliano, Origene, Eusebio e san Girolamo, e la Pontificia Commissione Biblica lo ha ricordato nel 1912.
Quando è stato scritto il Vangelo di Luca?
Prima degli Atti degli Apostoli, che si chiudono con la prima prigionia romana di san Paolo, verso il 61-63. La Commissione Biblica (1912) ha insegnato che fu scritto prima della fine di quella prigionia e non dopo la distruzione di Gerusalemme del 70. Secondo il calcolo tradizionale risale a circa l'anno 60 o poco prima.
Quanti capitoli ha il Vangelo di Luca?
Ventiquattro capitoli e 1151 versetti nella Vulgata e nel Martini. L'infanzia di Cristo occupa i capitoli 1 e 2, la Passione e la Risurrezione i capitoli 22-24. Ogni capitolo è raggiungibile dalla griglia di questa pagina.
Qual è il messaggio principale del Vangelo di Luca?
Che Gesù Cristo, concepito di Spirito Santo e nato dalla Vergine Maria, è il Salvatore di tutti gli uomini, venuto «a cercare, e salvare que', che si erano perduti» (Lc 19,10). San Luca insiste sulla misericordia di Dio verso i peccatori e i poveri, sulla preghiera e sullo Spirito Santo, e sulla gioia della salvezza.
Quali parabole si trovano solo nel Vangelo di Luca?
Solo san Luca riferisce i due debitori, il buon Samaritano, l'amico importuno, il ricco stolto, il fico sterile, la dramma perduta, il figliuol prodigo, il fattore infedele, il ricco epulone e Lazzaro, i servi inutili, il giudice iniquo e il fariseo e il pubblicano. Quasi tutte si trovano nella grande sezione del viaggio verso Gerusalemme, ai capitoli 10-18.
Perché san Luca parla tanto della Vergine Maria?
Perché raccolse il racconto dell'infanzia di Cristo da testimoni della prima ora e, secondo un'antica tradizione, da Maria stessa, che «faceva conserva» di tutte queste cose nel suo cuore (Lc 2,51). Da lui la Chiesa ha l'Annunciazione, la Visitazione, il Magnificat, il Natale, la Presentazione e il ritrovamento nel Tempio, cioè i cinque misteri gaudiosi del Rosario.
Qual è la sigla del Vangelo di Luca e con quale animale si rappresenta?
In italiano si abbrevia Lc (Lc 15,11 è il capitolo 15, versetto 11, l'inizio della parabola del figliuol prodigo). San Luca si rappresenta con il vitello, o bue, animale del sacrificio; gli altri simboli sono l'uomo di san Matteo, il leone di san Marco e l'aquila di san Giovanni.
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