L'Ufficio Divino
Compieta: testo latino-italiano e significato
La Compieta è l'ultima ora dell'Ufficio divino, la preghiera della Chiesa prima del riposo. Il suo significato, la struttura nel Breviario Romano del 1962 e i testi principali in latino e italiano: lettura breve, salmi, Te lucis, Nunc dimittis, antifona mariana.

La Compieta è l'ultima ora dell'Ufficio divino: la preghiera con cui la Chiesa, prima di coricarsi, mette nelle mani di Dio il sonno della notte e, attraverso di esso, l'ora della morte. È breve (un quarto d'ora circa), sempre costruita allo stesso modo e alla portata di ogni fedele. Qui trovi il suo significato, la struttura secondo il Breviario Romano del 1962 e il testo delle parti principali in latino e in italiano.
Che cos'è la Compieta
La Compieta è l'ultima delle ore canoniche, le preghiere che scandiscono la giornata nel Breviario: Mattutino, Lodi, Prima, Terza, Sesta, Nona, Vespri e Compieta. Il nome viene dal latino completorium, «ciò che completa»: è la preghiera che porta a compimento il giorno. Dopo i Vespri del tramonto, la Compieta è il sigillo finale, recitato poco prima del riposo notturno.
Le altre ore guardano al lavoro e alla lode del giorno; la Compieta guarda alla notte, al buio, al sonno e, attraverso il sonno, alla morte. Per questo ha un tono intimo e quieto, pieno di fiducia: è la preghiera con cui un figlio dice «buonanotte» al Padre, certo di essere custodito mentre dorme. Per un quadro d'insieme dell'Ufficio e delle sue ore vedi il nostro articolo sull'Ufficio divino e le ore della preghiera.
Il significato della Compieta
Il significato della Compieta sta in una parola: affidamento. Coricarsi è, ogni sera, un piccolo morire: chiudiamo gli occhi e ci consegniamo a un sonno che non governiamo. La Chiesa ha sempre letto in questo gesto un'immagine della morte, e ha voluto che il fedele lo compisse non con angoscia, ma con la pace di chi si sa custodito.
Per questo la Compieta unisce due movimenti. Prima il pentimento: un breve esame di coscienza e la confessione delle mancanze del giorno. Poi l'abbandono: ci si affida alla protezione di Dio e dei suoi Angeli per la notte. È lo stesso spirito della preghiera della buona morte: ogni notte ci si esercita a quel passaggio definitivo, perché ci trovi preparati.
La Compieta di oggi
La Compieta di oggi ha sempre la stessa ossatura; cambiano soprattutto i tre salmi, secondo il giorno della settimana (li trovi nella tabella qui sotto: domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato), e l'antifona mariana finale, secondo il tempo dell'anno. Nel tempo pasquale e negli ultimi giorni della Settimana santa vi sono alcune varianti. Per avere ogni sera la Compieta del giorno già composta, in latino e italiano secondo il Breviario del 1962, c'è la nostra app del Breviario; il testo dei Vespri di oggi è anche nella pagina del Breviario di oggi.
Il testo della Compieta, parte per parte
La Compieta del Breviario Romano ha una forma fissa. Ecco le sue parti nell'ordine, con il testo latino e la traduzione italiana; le citazioni bibliche sono date nella versione di mons. Antonio Martini.
La benedizione d'inizio
Si comincia chiedendo al Signore una notte tranquilla:
V. Iube, domne, benedícere.
Benedíctio. Noctem quiétam et finem perféctum concédat nobis Dóminus omnípotens. R. Amen.
V. Degnati, padre, di benedirci.
Benedizione. Una notte tranquilla e una fine perfetta ci conceda il Signore onnipotente. R. Amen.
La lettura breve: l'avvertimento di san Pietro
Segue una breve lettura della prima Lettera di san Pietro, un vero campanello prima del buio:
Fratres: Sóbrii estóte, et vigiláte: quia adversárius vester diábolus tamquam leo rúgiens círcuit, quærens quem dévoret: cui resístite fortes in fide. Tu autem, Dómine, miserére nobis. R. Deo grátias.
Siate temperanti, e vegliate: perché il diavolo vostro avversario come lione, che rugge, va in volta cercando chi divorare: a cui resistete forti nella fede. (1 Pietro 5, 8-9)
La notte non è solo riposo: è anche il tempo in cui si veglia contro le insidie del nemico.
L'esame di coscienza e il Confiteor
Dopo il versetto Adiutórium nostrum in nómine Dómini («Il nostro aiuto è nel nome del Signore»), si fa in silenzio un breve esame di coscienza, ripercorrendo la giornata in pensieri, parole, opere e omissioni. Poi si recita il Confiteor, la confessione con cui ci accusiamo davanti a Dio, alla Madonna e ai santi:
Confíteor Deo omnipoténti, beátæ Maríæ semper Vírgini, beáto Michaéli Archángelo, beáto Ioánni Baptístæ, sanctis Apóstolis Petro et Paulo, ómnibus Sanctis, et vobis, fratres: quia peccávi nimis cogitatióne, verbo et ópere: mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa. Ideo precor beátam Maríam semper Vírginem, beátum Michaélem Archángelum, beátum Ioánnem Baptístam, sanctos Apóstolos Petrum et Paulum, omnes Sanctos, et vos, fratres, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum.
Seguono il Misereatur e l'Indulgentiam, poi i versetti Convérte nos, Deus, salutáris noster e Deus, in adiutórium meum inténde, con cui si apre la salmodia.
I salmi della Compieta
Il cuore della Compieta sono tre salmi, recitati sotto un'unica antifona (nel tempo pasquale l'antifona è un triplice Alleluia). Nel Breviario riformato da san Pio X nel 1911, e rimasto tale nel 1962, i salmi cambiano secondo il giorno della settimana:
| Giorno | Salmi (numerazione della Vulgata) |
|---|---|
| Domenica | 4, 90, 133 |
| Lunedì | 6, 7 (in due parti) |
| Martedì | 11, 12, 15 |
| Mercoledì | 33 (in due parti), 60 |
| Giovedì | 69, 70 (in due parti) |
| Venerdì | 76 (in due parti), 85 |
| Sabato | 87, 102 (in due parti) |
I tre salmi della Compieta della domenica sono quelli che la tradizione più antica cantava ogni sera, e che il rito monastico canta ancora quotidianamente. Il Salmo 4 è il salmo della pace notturna:
In pace insieme io dormirò, e mi riposerò; perocché tu solo, o Signore, mi hai fondato nella speranza. (Salmo 4, 9-10)
Il Salmo 90, Qui hábitat, è la grande preghiera di chi confida nella protezione di Dio contro i pericoli della notte:
Colui, che riposa nell'aiuto dell'Altissimo, viverà sotto la protezione del Dio del cielo. [...] De' suoi omeri farà ombra a te, e sotto le ali di lui avrai fidanza. La sua verità ti coprirà come scudo per ogni parte; non temerai i notturni spaventi. (Salmo 90, 1.4-5)
Lo commentiamo per esteso nell'articolo sul salmo 91, come è numerato nelle Bibbie che seguono l'ebraico. Il Salmo 133 invita infine i servi del Signore a benedirlo anche di notte: «La notte alzate le vostre mani verso il santuario, e benedite il Signore» (Salmo 133, 2).
L'inno Te lucis ante términum
Dopo i salmi si canta l'antichissimo inno della sera, che chiede a Dio di custodirci dai sogni e dalle insidie della notte. Ecco la prima strofa:
Te lucis ante términum, rerum Creátor, póscimus, ut pro tua cleméntia sis præsul et custódia.
Prima che termini la luce, o Creatore dell'universo, ti chiediamo che, per la tua clemenza, tu sia nostra guida e custodia.
Il capitolo e il responsorio In manus tuas
Segue un capitolo breve, tratto da Geremia: Tu autem in nobis es, Dómine, et nomen sanctum tuum invocátum est super nos: ne derelínquas nos, Dómine, Deus noster («Ma tu, o Signore, tu abiti tra di noi e noi portiamo il tuo nome; non ci abbandonare», Geremia 14, 9). Poi il responsorio breve, con le parole stesse di Gesù sulla Croce:
R. In manus tuas, Dómine, * Comméndo spíritum meum.
V. Redemísti nos, Dómine, Deus veritátis.
V. Custódi nos, Dómine, ut pupíllam óculi. R. Sub umbra alárum tuárum prótege nos.
R. Nelle tue mani, Signore, * raccomando il mio spirito.
V. Tu ci hai redenti, Signore, Dio di verità.
V. Custodiscici, Signore, come la pupilla dell'occhio. R. All'ombra delle tue ali proteggici.
Il Nunc dimittis, cantico di Simeone
Il vertice della Compieta è il Nunc dimittis, il cantico del vecchio Simeone che nel Tempio teneva in braccio Gesù bambino. È la preghiera di chi, avendo veduto la salvezza, può ormai andarsene in pace. Lo racchiude l'antifona Salva nos:
Ant. Salva nos, Dómine, vigilántes, custódi nos dormiéntes; ut vigilémus cum Christo, et requiescámus in pace.
Ant. Salvaci, Signore, nella veglia, custodiscici nel sonno; perché vegliamo con Cristo e riposiamo nella pace.
Adesso lascerai, o Signore, che se ne vada in pace il tuo servo secondo la tua parola: perché gli occhi miei hanno veduto il Salvatore dato da te, il quale è stato esposto da te al cospetto di tutti i popoli; luce a illuminare le nazioni, e a gloria del popolo tuo Israele. (Luca 2, 29-32)
Ogni sera la Chiesa mette queste parole sulle nostre labbra, perché impariamo a congedarci dal giorno, e un giorno dalla vita, con la stessa pace di Simeone.
L'orazione e la benedizione finale
Si conclude con l'orazione che chiede a Dio di visitare la casa e di tenerne lontano il nemico:
Vísita, quǽsumus, Dómine, habitatiónem istam, et omnes insídias inimíci ab ea longe repélle: Angeli tui sancti hábitent in ea, qui nos in pace custódiant; et benedíctio tua sit super nos semper. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
Visita, te ne preghiamo, Signore, questa casa e tieni lontane da essa tutte le insidie del nemico: vi abitino i tuoi santi Angeli, che ci custodiscano nella pace; e la tua benedizione sia sempre su di noi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Poi la benedizione: Benedícat et custódiat nos omnípotens et miséricors Dóminus, Pater, et Fílius, et Spíritus Sanctus. Amen («Ci benedica e ci custodisca il Signore onnipotente e misericordioso, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen»). A questa custodia degli Angeli si può unire la devozione ai nove cori angelici.
L'antifona mariana finale
La Compieta, e con essa l'intera giornata liturgica, si chiude tra le braccia della Madonna con una delle quattro grandi antifone mariane, ciascuna propria di un tempo dell'anno:
- Alma Redemptóris Mater: dall'Avvento al 2 febbraio, festa della Purificazione.
- Ave, Regína cælórum: dal 2 febbraio fino al Mercoledì santo.
- Regína cæli: nel tempo pasquale, da Pasqua fino all'ottava di Pentecoste (ne diamo il testo nel Regina Caeli).
- Salve, Regína: dalla festa della Santissima Trinità fino all'Avvento (vedi la Salve Regina).
Affidare a Maria l'ultimo pensiero del giorno è un'usanza dolcissima: come un bambino che si addormenta dopo aver salutato la madre. Si può concludere con un'Ave Maria.
Come si recita la Compieta
Per recitare la Compieta non occorre essere chierici o religiosi: ogni fedele può farla propria. Bastano il Breviario, un'app che segua il Breviario del 1962 o anche solo i testi qui sopra. La si recita la sera, dopo i Vespri o semplicemente prima di andare a letto; da soli, in famiglia o in comunità; in latino, in italiano o alternando le due lingue.
Chi ha poco tempo può tenere l'essenziale: l'esame di coscienza con il Confiteor, uno dei salmi del giorno, il Nunc dimittis e l'antifona alla Madonna. È già la sostanza della Compieta: pentimento, fiducia, abbandono. Per avere ogni sera i salmi giusti e l'antifona del tempo senza sfogliare il libro, c'è la nostra app del Breviario; per l'Ufficio completo sul web, molti usano anche il sito Divinum Officium.
La Compieta, preghiera della sera della Chiesa
Molti cercano una «preghiera della sera» e non sanno che la più antica e completa è proprio la Compieta: non l'ha composta un singolo devoto, ma la Chiesa stessa, che la prega ogni sera in tutto il mondo. Recitarla significa unire la propria voce a quella di innumerevoli monaci, sacerdoti e fedeli che, all'ora del riposo, dicono a Dio le medesime parole. Chi prega con formule più semplici, l'esame, l'atto di dolore, un'Ave Maria, sta già camminando sulla sua strada.
Domande frequenti
Che cosa significa la parola «compieta»?
Viene dal latino completorium, «ciò che completa». È l'ultima ora dell'Ufficio divino, quella che chiude la giornata di preghiera prima del riposo notturno.
Qual è la differenza tra la Compieta e la preghiera della sera?
La preghiera della sera, nel linguaggio comune, è l'insieme di formule devozionali che si dicono prima di dormire. La Compieta è la preghiera ufficiale della Chiesa, un'ora del Breviario con una struttura fissa: esame di coscienza, salmi, inno, Nunc dimittis e antifona mariana.
Si recitano gli stessi salmi ogni sera?
Nel Breviario del 1962 no: i tre salmi cambiano secondo il giorno della settimana (la domenica 4, 90 e 133). Restano invece uguali ogni sera la lettura breve, l'inno Te lucis, il responsorio In manus tuas, il Nunc dimittis e l'orazione Visita. L'antifona mariana cambia secondo il tempo dell'anno.
Quanto dura la Compieta?
Recitata con calma, circa un quarto d'ora; cantata in coro, un po' di più. È l'ora più breve e più facile da imparare a memoria.
A che ora si recita la Compieta?
Alla fine della giornata, dopo i Vespri e prima del riposo notturno. Non c'è un orario fisso: conta che sia l'ultima preghiera prima di dormire.
Qual è il salmo più caratteristico della Compieta?
Il Salmo 90, Qui hábitat, la preghiera di fiducia di chi dorme «sotto le ali» di Dio senza temere «i notturni spaventi». Accanto ad esso, il vertice dell'ora è il Nunc dimittis, il cantico di Simeone.
L'app Iter Fidei contiene il Breviario del 1962 con la Compieta di ogni giorno, le preghiere e il calendario tradizionale, in latino e italiano, con audio. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Breviarium Romanum (1962), Ad Completorium; Sacra Bibbia nella versione di mons. Antonio Martini (Salmo 4, 9-10; Salmo 90, 1.4-5; Salmo 133, 2; Geremia 14, 9; Luca 2, 29-32; 1 Pietro 5, 8-9).