La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 134 (Vulgata 133): Ecce nunc, benedite il Signore nella notte
Ecce nunc benedicite
Il salmo 134 delle Bibbie moderne è il salmo 133 della Vulgata, l'*Ecce nunc benedicite Dominum*: l'ultimo dei cantici dei gradi, in cui i servi del Tempio sono invitati a benedire il Signore durante la notte. La Chiesa lo canta a Compieta della domenica. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, il posto a Compieta e il modo di pregarlo la sera.
Cercate il salmo 133 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 132.
1 Canticum graduum. Ecce nunc benedicite Dominum, omnes servi Domini : qui statis in domo Domini, in atriis domus Dei nostri.
1 Cantico de' gradi. Su via benedite adesso il Signore, tutti voi servi del Signore. Voi, che fate vostro soggiorno nella casa del Signore, nei cortili della casa del nostro Dio.
2 In noctibus extollite manus vestras in sancta, et benedicite Dominum.
2 La notte alzate le vostre mani verso il santuario, e benedite il Signore.
3 Benedicat te Dominus ex Sion, qui fecit cælum et terram.
3 Benedica te da Sionne il Signore, che fece il cielo, e la terra.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 134 o salmo 133?
Le Bibbie moderne seguono la numerazione ebraica e lo chiamano salmo 134; la Vulgata e la liturgia latina, che riuniscono i salmi 9 e 10 dell'ebraico, lo contano come salmo 133. È lo stesso testo, che in latino comincia con Ecce nunc benedicite Dominum. I versetti, tre in tutto, hanno la stessa numerazione. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Il numero, però, indica due salmi diversi a seconda della Bibbia:
- salmo 134 (ebraico) = salmo 133 (Vulgata): l'Ecce nunc di Compieta, presentato in questa pagina;
- salmo 133 (ebraico) = salmo 132 (Vulgata): l'Ecce quam bonum, «Oh quanto buona, e dolce cosa ell'è, che i fratelli siano insieme uniti!», cantato ai Vespri del giovedì;
- salmo 135 (ebraico) = salmo 134 (Vulgata): il Laudate nomen Domini, che ne riprende quasi alla lettera il primo versetto.
Che cosa significa il salmo 134?
Questo brevissimo salmo chiude la serie dei quindici cantici dei gradi, aperta dal salmo 120 (Vulgata 119), Ad Dominum cum tribularer. Il pellegrinaggio è finito: i fedeli sono arrivati al Tempio, e la salita si conclude con una benedizione scambiata. Il titolo dice soltanto «Cantico de' gradi».
L'invito ai servi (v. 1). «Su via benedite adesso il Signore, tutti voi servi del Signore. Voi, che fate vostro soggiorno nella casa del Signore, nei cortili della casa del nostro Dio.» Il latino Ecce nunc, «ecco, ora», ha il tono di un segnale: è il momento. I servi sono anzitutto i sacerdoti e i leviti che vegliavano nel santuario; il latino qui statis in domo Domini li mostra in piedi, al loro posto di guardia. Ma ogni fedele è chiamato a stare davanti a Dio.
La preghiera della notte (v. 2). «La notte alzate le vostre mani verso il santuario, e benedite il Signore.» Quando la città dorme, la lode non si interrompe. Le mani alzate sono il gesto della preghiera e dell'offerta; san Paolo lo raccomanda ancora: «Bramo adunque, che gli uomini orino in ogni luogo, alzando pure le mani» (1 Timoteo 2, 8). Il latino dice in noctibus, «nelle notti»: non una notte soltanto, ma tutte.
La benedizione in risposta (v. 3). «Benedica te da Sionne il Signore, che fece il cielo, e la terra.» Chi ha benedetto Dio viene benedetto a sua volta, dal Creatore stesso. Sembra cambiare la voce: dopo l'invito rivolto ai servi, è un sacerdote che benedice il pellegrino prima del ritorno. Il salmo si chiude, come tutta la salita, su Sion.
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, vede nelle notti del versetto 2 non soltanto le ore senza luce, ma le prove di questa vita: benedire Dio nella prosperità è facile, benedirlo nella notte dell'avversità è il segno del vero servo. Quelli che «stanno» nella casa del Signore sono quelli che perseverano nella Chiesa.
Il Vangelo ne mostra degli esempi. La profetessa Anna «non usciva dal tempio, servendo Dio notte, e giorno con orazioni, e digiuni» (Luca 2, 37). Il Signore stesso, prima di scegliere i Dodici, «stava passando la notte in orazione di Dio» (Luca 6, 12). E l'Apocalisse mostra gli eletti che servono Dio «di, e notte nel suo tempio» (Apocalisse 7, 15): il salmo annuncia la lode che non finirà.
Il salmo 134 a Compieta
Compieta della domenica. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 133 è il terzo e ultimo salmo della Compieta della domenica, dopo il salmo 4, Cum invocarem, e il salmo 91 (Vulgata 90), Qui habitat, sotto l'unica antifona Miserere mihi, Domine, et exaudi orationem meam. Gli stessi tre salmi si cantano nelle grandi solennità per le quali le rubriche prescrivono i salmi della domenica, come Natale e Pasqua. Posto sulla soglia della notte, il salmo invita i servi di Dio a benedirlo nelle ore buie e chiama su di loro la benedizione di Sion.
Una lunga storia. Prima della riforma di san Pio X (1911), il Breviario romano cantava questo salmo a Compieta ogni sera, con i salmi 4, 30 (versetti 1-6) e 90; la Regola di san Benedetto prescrive ai monaci i salmi 4, 90 e 133 per ogni Compieta. Per secoli, dunque, l'Ecce nunc è stato l'ultimo salmo cantato dalla Chiesa prima del grande silenzio della notte.
La nostra guida alla Compieta spiega quest'Ora; potete pregarla stasera nel breviario del giorno.
Come pregare il salmo 134
- La sera, prima di dormire. È il posto che la Chiesa gli dà: chiude la giornata con la lode e mette la notte sotto la benedizione di Dio. Si unisce con naturalezza alla preghiera della sera, dopo l'esame di coscienza.
- In una notte d'insonnia o di veglia. Il versetto 2 trasforma le ore senza sonno in preghiera.
- Per quelli che vegliano. Lo si può dire per i malati, per chi li assiste, per i religiosi che pregano di notte, per chi lavora mentre gli altri dormono.
Breve com'è, si impara presto a memoria anche in latino: Ecce nunc benedicite Dominum, omnes servi Domini. Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 134?
È un invito a benedire il Signore rivolto a quelli che lo servono nella sua casa, anche durante la notte, seguito da una benedizione in risposta. Ultimo dei cantici dei gradi, chiude con la lode il pellegrinaggio verso Gerusalemme.
Perché il salmo 134 è una preghiera della sera?
Perché chiama a benedire Dio «La notte», con le mani alzate verso il santuario. La Chiesa lo canta a Compieta della domenica, l'ultima Ora del giorno, prima del grande silenzio della notte.
Quali salmi si cantano a Compieta della domenica?
Nel Breviario romano del 1962 la Compieta della domenica comprende tre salmi: il salmo 4, il salmo 90 della Vulgata (Qui habitat) e questo salmo 133, l'Ecce nunc, sotto l'antifona Miserere mihi, Domine. Tutti e tre dicono la fiducia e la lode al momento di addormentarsi.
Chi ha scritto il salmo 134?
Il titolo dice soltanto «Cantico de' gradi», senza nome d'autore. La tradizione lo pone tra i canti dei pellegrini e dei leviti del Tempio; l'autore principale, come per tutta la Scrittura, è lo Spirito Santo.
Il salmo 134 è lo stesso del salmo 133?
Sì, nella numerazione della Vulgata seguita dalla liturgia. Il salmo 133 delle Bibbie moderne è invece l'Ecce quam bonum, sulla concordia dei fratelli, salmo 132 della Vulgata.
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