La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 135 (Vulgata 134): Laudate nomen Domini, la lode del Dio vivente
Il salmo 135 delle Bibbie moderne è il salmo 134 della Vulgata, il *Laudate nomen Domini*: un inno di pura lode al Dio che ha creato ogni cosa, ha liberato Israele dall'Egitto e non somiglia agli idoli delle nazioni. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, il posto nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 134 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 133.
1 Alleluja. Laudate nomen Domini ; laudate, servi, Dominum :
1 Alleluia: lodate Dio. Lodate il nome del Signore, lodate il Signore voi servi suoi,
2 qui statis in domo Domini, in atriis domus Dei nostri.
2 Che fate il vostro soggiorno nella casa del Signore, nei cortili della casa del nostro Dio.
3 Laudate Dominum, quia bonus Dominus ; psallite nomini ejus, quoniam suave.
3 Lodate il Signore, perché è buono il Signore: cantate inni al nome di lui, perchè è soave.
4 Quoniam Jacob elegit sibi Dominus ; Israël in possessionem sibi.
4 Perchè il Signore elesse per se Giacobbe, per sua proprietà Israele.
5 Quia ego cognovi quod magnus est Dominus, et Deus noster præ omnibus diis.
5 Perché io ho conosciuto come è grande il Signore; e il nostro Dio sopra tutti gli dei.
6 Omnia quæcumque voluit Dominus fecit, in cælo, in terra, in mari et in omnibus abyssis.
6 Tutte le cose, che ha voluto le ha fatte il Signore in cielo, e in terra, in mare, e in tutti gli abissi.
7 Educens nubes ab extremo terræ, fulgura in pluviam fecit ; qui producit ventos de thesauris suis.
7 Ei, che fa venir le nuvole dall'estremità della terra: fece i lampi per segnale della pioggia. Egli i venti trae fuora da' suoi tesori:
8 Qui percussit primogenita Ægypti, ab homine usque ad pecus.
8 egli percosse i primogeniti dell'Egitto dall'uomo fino al bestiame.
9 Et misit signa et prodigia in medio tui, Ægypte : in Pharaonem, et in omnes servos ejus.
9 E mandò segni, e prodigj in mezzo a te, o Egitto, contro Faraone, e contro tutti i suoi servi.
10 Qui percussit gentes multas, et occidit reges fortes :
10 Egli che abbattè molte genti, e uccise dei re robusti.
11 Sehon, regem Amorrhæorum, et Og, regem Basan, et omnia regna Chanaan :
11 Sehon re degli Amorrei, e Og re di Basan, e tutti i regni di Chanaan.
12 et dedit terram eorum hæreditatem, hæreditatem Israël populo suo.
12 E diede la loro terra in retaggio: in retaggio ad Israele suo popolo.
13 Domine, nomen tuum in æternum ; Domine, memoriale tuum in generationem et generationem.
13 Signore, il tuo nome è in eterno: Signore, la memoria di te per tutte le generazioni.
14 Quia judicabit Dominus populum suum, et in servis suis deprecabitur.
14 Perché il Signore farà giustizia al suo popolo, e si placherà co' suoi servi.
15 Simulacra gentium argentum et aurum, opera manuum hominum.
15 I simolacri delle nazioni sono oro, e argento, opere delle mani degli uomini.
16 Os habent, et non loquentur ; oculos habent, et non videbunt.
16 Hanno bocca, e non parleranno: hanno occhi, e non vedranno.
17 Aures habent, et non audient ; neque enim est spiritus in ore ipsorum.
17 Hanno orecchi, e non udiranno: imperocché non vi è spirito nella loro bocca.
18 Similes illis fiant qui faciunt ea, et omnes qui confidunt in eis.
18 Sian simili ad essi coloro, che li fanno, e tutti quei, che in essi confidano.
19 Domus Israël, benedicite Domino ; domus Aaron, benedicite Domino.
19 Casa d'Israele, benedici il Signore: benedici il Signore, casa d'Aronne.
20 Domus Levi, benedicite Domino ; qui timetis Dominum, benedicite Domino.
20 Casa di Levi, benedici il Signore: voi, che temete il Signore benedite il Signore.
21 Benedictus Dominus ex Sion, qui habitat in Jerusalem.
21 Di Sionne si benedica il Signore, che abita in Gerusalemme.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 135 o salmo 134?
Il numero 135 è quello della Bibbia ebraica, seguito dalla CEI e dalle Bibbie moderne. La Vulgata e la Settanta, che uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico, lo contano come salmo 134, ed è con questo numero che lo conoscono il Breviario romano e i commenti dei Padri. Il testo è lo stesso; lo si riconosce dalle prime parole latine, Laudate nomen Domini.
Due vicini possono confondere chi cerca:
- il salmo 134 delle Bibbie moderne è il breve Ecce nunc benedicite Dominum, l'ultimo dei cantici dei gradi: nella Vulgata è il salmo 133;
- il salmo 135 della Vulgata è il Confitemini Domino, la grande litania «perché la misericordia di lui è in eterno»: nelle Bibbie moderne è il salmo 136, e lo trovate al salmo 135 della Vulgata.
La tavola completa delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 135?
È un salmo che non chiede nulla: loda. Porta in testa l'Alleluia, che il Martini spiega con «lodate Dio», e si svolge in quattro tempi: l'invito alla lode, il Dio della creazione, il Dio della storia, il nulla degli idoli.
L'invito ai servi del Signore (v. 1-4). «Lodate il nome del Signore, lodate il Signore voi servi suoi», canta il primo versetto, e il secondo precisa chi sono: quelli «Che fate il vostro soggiorno nella casa del Signore, nei cortili della casa del nostro Dio». Sono quasi le stesse parole del salmo 133 della Vulgata, Ecce nunc, che lo precede e chiude i cantici dei gradi. Seguono le ragioni della lode: «Lodate il Signore, perché è buono il Signore: cantate inni al nome di lui, perchè è soave» (v. 3); e la più intima: «Perchè il Signore elesse per se Giacobbe, per sua proprietà Israele» (v. 4).
Il Signore della creazione (v. 5-7). «Perché io ho conosciuto come è grande il Signore; e il nostro Dio sopra tutti gli dei» (v. 5). Il versetto 6 è il cuore del salmo: «Tutte le cose, che ha voluto le ha fatte il Signore in cielo, e in terra, in mare, e in tutti gli abissi». Nulla sfugge alla sua volontà: le nuvole che salgono dall'orizzonte, i lampi che annunciano la pioggia, i venti che «trae fuora da' suoi tesori» (v. 7).
Il Signore della storia (v. 8-14). Il salmo ricorda poi l'uscita dall'Egitto: «egli percosse i primogeniti dell'Egitto dall'uomo fino al bestiame» (v. 8), come racconta la decima piaga (Esodo 12, 29). Vengono le vittorie del deserto su Sehon re degli Amorrei e su Og re di Basan, e il dono della terra di Chanaan «in retaggio ad Israele suo popolo» (v. 10-12). Di qui la confessione: «Signore, il tuo nome è in eterno: Signore, la memoria di te per tutte le generazioni» (v. 13).
Il nulla degli idoli (v. 15-21). Il contrasto è voluto: «I simolacri delle nazioni sono oro, e argento, opere delle mani degli uomini. Hanno bocca, e non parleranno: hanno occhi, e non vedranno» (v. 15-16). Hanno orecchi e non odono, «imperocché non vi è spirito nella loro bocca» (v. 17). Ne segue una legge: «Sian simili ad essi coloro, che li fanno, e tutti quei, che in essi confidano» (v. 18).
Lo stesso passo, quasi identico, si legge nella seconda parte del salmo 113 della Vulgata, il 115 delle Bibbie moderne. Il salmo si chiude con una litania di benedizione, casa d'Israele, casa d'Aronne, casa di Levi, voi che temete il Signore, e con il saluto a Sion: «Di Sionne si benedica il Signore, che abita in Gerusalemme» (v. 21).
L'uomo diventa simile a ciò che adora: la lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, si ferma sul versetto 18: l'uomo diventa simile a ciò che adora. Chi ripone la sua fiducia nel denaro, nel potere o nell'immagine che si è fabbricato finisce sordo e muto come lei; chi adora il Dio vivente viene reso vivo. Gli idoli non sono scomparsi con i templi pagani: prendono la forma di tutto ciò che si preferisce a Dio, contro il primo dei dieci comandamenti.
San Paolo parla lo stesso linguaggio ai Corinzi: «sappiamo, che l'idolo è un niente nel mondo, e non v'ha Dio, se non un solo» (1 Corinzi 8, 4). San Giovanni termina la sua prima lettera con questo avvertimento: «Figliuolini, guardatevi da' simolacri» (1 Giovanni 5, 21). E la Lettera agli Ebrei riprende il versetto 14, che viene dal cantico di Mosè: «il Signore giudicherà il suo popolo» (Ebrei 10, 30).
Il versetto 6, infine, è una professione di fede nell'onnipotenza e nella Provvidenza: Dio non si è limitato a creare il mondo, lo governa. Nulla accade «in cielo, e in terra, in mare» senza che egli lo voglia o lo permetta.
Il salmo 134 nella liturgia del 1962
Le Lodi del martedì. Nel Breviario romano del 1962, che segue il salterio di san Pio X (1911), il salmo 134 della Vulgata è l'ultimo salmo delle Lodi del martedì, nello stesso ufficio del salmo 42, Judica me. Vi si canta in entrambi gli schemi delle Lodi: in quello ordinario con l'antifona Laudate nomen Domini, qui statis in domo Domini, in quello dei tempi di penitenza con l'antifona Laudate Dominum quia benignus est, et in servis suis deprecabitur. La giornata si apre così con la lode, prima di ogni domanda. Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno; la Liturgia delle Ore ne spiega l'ordinamento.
La domenica Laetare. Nel Messale del 1962 l'offertorio della quarta domenica di Quaresima è tratto dai versetti 3 e 6: Laudate Dominum, quia benignus est: psallite nomini ejus, quoniam suavis est: omnia quaecumque voluit, fecit in caelo et in terra. A metà del cammino quaresimale la Chiesa loda la bontà di Dio che tutto può.
Nella liturgia bizantina, che segue anch'essa la numerazione greca, i salmi 134 e 135 formano il Polyeleos, cantato al mattutino delle feste: è un uso orientale, distinto dal rito romano.
Come pregare il salmo 135
- Al mattino. È la sua ora nell'Ufficio: si comincia la giornata con la lode, prima delle richieste, unendolo alla preghiera del mattino.
- In rendimento di grazie per le opere di Dio nella propria vita, come Israele per l'uscita dall'Egitto; vedete anche la preghiera di ringraziamento.
- Come esame di coscienza. I versetti 15-18 domandano: in che cosa ripongo la mia fiducia?
- Con il salmo seguente. Il salmo 136 (Vulgata 135), Confitemini Domino, ripercorre le stesse opere di Dio in forma di litania.
Domande Frequenti
Che cosa dice il salmo 135, versetto 1?
Nel Martini: «Alleluia: lodate Dio. Lodate il nome del Signore, lodate il Signore voi servi suoi». In latino, Laudate nomen Domini; laudate, servi, Dominum. Il versetto seguente precisa che questi servi dimorano nella casa del Signore.
Che cosa significa il salmo 135?
È una lode del Dio vivente, che si è scelto un popolo, fa tutto ciò che vuole nella creazione e ha liberato Israele dall'Egitto. Lo oppone al nulla degli idoli, «opere delle mani degli uomini», e insegna che l'uomo diventa simile a ciò che adora.
Che cosa vuol dire il versetto 6 del salmo 135?
«Tutte le cose, che ha voluto le ha fatte il Signore in cielo, e in terra, in mare, e in tutti gli abissi.» È l'affermazione dell'onnipotenza di Dio: nessuna parte del mondo sfugge alla sua volontà. Su questo versetto si fonda la fiducia del fedele nella Provvidenza.
Il salmo “perché eterna è la sua misericordia” è il salmo 135?
Sì nella numerazione della Vulgata e dei libri liturgici, no in quella delle Bibbie moderne. Quel ritornello appartiene al Confitemini Domino, salmo 135 della Vulgata e 136 della CEI, che segue immediatamente questo.
Chi ha scritto il salmo 135?
Il titolo porta soltanto Alleluia e non nomina alcun autore. La tradizione attribuisce a Davide il Salterio nel suo insieme, ma per questo salmo l'autore umano resta sconosciuto; l'autore principale, come per tutta la Scrittura, è lo Spirito Santo.
Tutta la Bibbia offline, con la pagina segnata e i versetti evidenziati: la Bibbia cattolica nell'applicazione.
Salmo 134 (135) · con l'app
Accesso anticipato