La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 91 (Vulgata 90): Qui habitat, la preghiera di protezione
Qui habitat
Il salmo 91 delle Bibbie moderne è il salmo 90 della Vulgata, il *Qui habitat in adjutorio Altissimi*: la grande preghiera di protezione della Chiesa, quella che il Breviario romano canta ogni domenica sera a Compieta. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il versetto degli Angeli custodi, il suo posto nella tentazione di Gesù, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 90 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 89.
1 Laus cantici David. Qui habitat in adjutorio Altissimi, in protectione Dei cæli commorabitur.
1 Lauda, o cantico di Davidde. Colui, che riposa nell'aiuto dell'Altissimo, viverà sotto la protezione del Dio del cielo.
2 Dicet Domino : Susceptor meus es tu, et refugium meum ; Deus meus, sperabo in eum.
2 Egli dirà al Signore: Mio difensore se' tu, e mio asilo: egli è il mio Dio, in lui spererò;
3 Quoniam ipse liberavit me de laqueo venantium, et a verbo aspero.
3 Imperocché egli dal laccio de' cacciatori, e da dure cose mi ha liberato.
4 Scapulis suis obumbrabit tibi, et sub pennis ejus sperabis.
4 De' suoi omeri farà ombra a te, e sotto le ali di lui avrai fidanza.
5 Scuto circumdabit te veritas ejus : non timebis a timore nocturno ;
5 La sua verità ti coprirà come scudo per ogni parte; non temerai i notturni spaventi:
6 a sagitta volante in die, a negotio perambulante in tenebris, ab incursu, et dæmonio meridiano.
6 Non di giorno la saetta volante, non l'avversiere, che va attorno nelle tenebre, non gli assalti del demonio del mezzogiorno.
7 Cadent a latere tuo mille, et decem millia a dextris tuis ; ad te autem non appropinquabit.
7 Mille cadranno al tuo fianco, e dieci mila alla tua destra: ma nissuna (saetta) a te si accosterà.
8 Verumtamen oculis tuis considerabis, et retributionem peccatorum videbis.
8 Ma tu co' tuoi proprj occhi osserverai, e vedrai il contraccambio renduto a' peccatori.
9 Quoniam tu es, Domine, spes mea ; Altissimum posuisti refugium tuum.
9 (E dirai): Tu se', o Signore la mia speranza: e che per tuo rifugio hai scelto l'Altissimo.
10 Non accedet ad te malum, et flagellum non appropinquabit tabernaculo tuo.
10 Non si accosterà a te il male, e alla tua casa non accosterassi flagello.
11 Quoniam angelis suis mandavit de te, ut custodiant te in omnibus viis tuis.
11 Imperocché egli ha commessa di te la cura a' suoi Angeli; ed eglino in tutte le vie tue saran tuoi custodi.
12 In manibus portabunt te, ne forte offendas ad lapidem pedem tuum.
12 Ti sosterranno colle lor mani, affinchè sgraziatamente tu non urti col tuo piede nel sasso.
13 Super aspidem et basiliscum ambulabis, et conculcabis leonem et draconem.
13 Camminerai sopra l'aspide, e sopra il basilisco: e calpesterai il leone, e il dragone.
14 Quoniam in me speravit, liberabo eum ; protegam eum, quoniam cognovit nomen meum.
14 Perché egli ha sperato in me, io lo libererò: lo proteggerò, perché ha conosciuto il mio nome.
15 Clamabit ad me, et ego exaudiam eum ; cum ipso sum in tribulatione : eripiam eum, et glorificabo eum.
15 Alzerà a me la voce, e io lo esaudirò: con lui son io nella tribolazione, ne lo trarrò, e lo glorificherò.
16 Longitudine dierum replebo eum, et ostendam illi salutare meum.
16 Lo sazierò di lunghi giorni, e farogli vedere il Salvatore che vien da me.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 91 o salmo 90?
Questo salmo porta due numeri, secondo la Bibbia che aprite. Le Bibbie moderne, compresa la traduzione CEI, seguono la numerazione ebraica e lo chiamano salmo 91; la Vulgata latina e la Settanta greca, di cui la Chiesa si è servita nel Messale, nel Breviario e nei commenti dei Padri, lo contano come salmo 90. È un solo testo, che in latino comincia con Qui habitat in adjutorio Altissimi. Lo scarto nasce dal fatto che la Vulgata unisce in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico: da lì in avanti, fino quasi alla fine del Salterio, il numero latino è inferiore di uno. Per questo nei foglietti e nei libri liturgici italiani si incontra spesso la doppia indicazione “Sal 90 (91)”. La tavola completa delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Da qui nasce una confusione frequente, perché chi cerca «salmo 90» può volere due testi diversi:
- salmo 91 (ebraico) = salmo 90 (Vulgata): il Qui habitat, la preghiera di protezione e di liberazione, presentato in questa pagina;
- salmo 90 (ebraico) = salmo 89 (Vulgata): la preghiera di Mosè, Domine, refugium, sulla brevità della vita, che precede immediatamente il nostro.
In un libretto di preghiere cattolico antico, in una novena o in un manuale di devozione, il «salmo 90» è quasi sempre il Qui habitat. I numeri dei versetti, invece, coincidono nelle due numerazioni: il versetto 11 della CEI è il versetto 11 del Martini.
Che cosa significa il salmo 91?
Il salmo 91 è un canto di fiducia: quasi non chiede nulla, afferma. Le voci si alternano: un maestro parla del giusto, il giusto risponde, il maestro gli si rivolge col «tu», e alla fine è Dio stesso a prendere la parola. Il titolo latino, Laus cantici David, che il Martini rende «Lauda, o cantico di Davidde», manca nel testo ebraico.
Il rifugio dell'Altissimo (v. 1-2). Tutto è contenuto nel primo versetto: «Colui, che riposa nell'aiuto dell'Altissimo, viverà sotto la protezione del Dio del cielo». Il latino habitat dice più di un riposo passeggero: è abitare, fare di Dio la propria casa. La protezione è promessa a chi vi dimora, non a chi vi passa. Il giusto risponde con un atto di fede: «Mio difensore se' tu, e mio asilo: egli è il mio Dio, in lui spererò».
I pericoli del giorno e della notte (v. 3-8). Vengono poi le immagini del pericolo, e contro ciascuna un'immagine di riparo. Dio libera «dal laccio de' cacciatori, e da dure cose»; copre il suo fedele come l'uccello copre i piccoli: «De' suoi omeri farà ombra a te, e sotto le ali di lui avrai fidanza». La sua fedeltà diventa un'armatura: «La sua verità ti coprirà come scudo per ogni parte; non temerai i notturni spaventi». Il salmista percorre tutte le ore, la notte e il giorno, le tenebre e il mezzogiorno, fino al versetto più impressionante: «Mille cadranno al tuo fianco, e dieci mila alla tua destra: ma nissuna (saetta) a te si accosterà». La parola tra parentesi è un'aggiunta del Martini per chiarire il senso.
Al versetto 3 l'ebraico parla della peste (deber), mentre la Settanta e la Vulgata hanno letto «parola» (dabar): le due voci si scrivono in ebraico con le stesse consonanti. Di qui il latino a verbo aspero, la parola aspra, che il Martini rende con «dure cose». La lettura latina allarga così la protezione alla calunnia e alla parola che ferisce.
La custodia degli Angeli (v. 9-13). Il giusto rinnova il suo atto di fede: «Tu se', o Signore la mia speranza: e che per tuo rifugio hai scelto l'Altissimo». La promessa si allarga: «Non si accosterà a te il male, e alla tua casa non accosterassi flagello». Seguono i versetti degli Angeli e la vittoria sulle fiere: «Camminerai sopra l'aspide, e sopra il basilisco: e calpesterai il leone, e il dragone».
Parla Dio (v. 14-16). L'oracolo finale conferma tutto e ne dà la ragione: «Perché egli ha sperato in me, io lo libererò: lo proteggerò, perché ha conosciuto il mio nome». Dio non promette l'assenza della prova, ma la sua presenza dentro la prova: «con lui son io nella tribolazione». L'ultima parola è la più alta: «Lo sazierò di lunghi giorni, e farogli vedere il Salvatore che vien da me». Il latino dice salutare meum, la mia salvezza; il Martini traduce senz'altro «il Salvatore», perché la tradizione cristiana vi ha sempre letto Gesù, il cui nome significa «Dio salva».
Salmo 91, 11: gli Angeli custodi
Il versetto più citato del salmo è l'undicesimo: «Imperocché egli ha commessa di te la cura a' suoi Angeli; ed eglino in tutte le vie tue saran tuoi custodi» (v. 11). Il seguente lo completa: «Ti sosterranno colle lor mani, affinchè sgraziatamente tu non urti col tuo piede nel sasso» (v. 12).
Insieme alla parola di Gesù sui piccoli, «i loro Angioli ne' cieli vedono perpetuamente il volto del Padre mio» (Matteo 18, 10), questi due versetti sono uno dei fondamenti scritturali della fede nell'Angelo custode: Dio affida ciascuno dei suoi a uno spirito celeste che lo accompagna in tutte le strade della vita. Non a caso il Messale del 1962 li canta nel graduale della festa dei Santi Angeli Custodi, il 2 ottobre: Angelis suis Deus mandavit de te.
San Bernardo, che predicò un'intera Quaresima su questo salmo in diciassette sermoni, commentando il versetto 11 ne ricava tre doveri verso il proprio Angelo: riverenza per la sua presenza, devozione per la sua benevolenza, fiducia per la sua custodia. È la stessa fiducia che i bambini imparano con la preghiera Angelo di Dio.
Il salmo citato dal demonio nella tentazione di Gesù
Questo salmo ha un posto unico nel Vangelo: è il testo della Scrittura che si sente citare dal demonio. Dopo i quaranta giorni di digiuno nel deserto, il tentatore porta Gesù sul pinnacolo del Tempio e gli dice, secondo san Matteo, capitolo 4: «Se tu se' figliuolo di Dio, gettati giù: imperocché sta scritto, che ha commesso a' suoi Angeli la cura di te, ed essi ti porteranno sulle mani». Il Signore risponde con un'altra parola della Scrittura: «Sta anche scritto: Non tenterai il Signore Dio tuo». San Luca riferisce la stessa scena nel capitolo 4 del suo Vangelo.
I commentatori hanno notato che il tentatore taglia la citazione: tralascia «in tutte le vie tue». La promessa vale per le vie per le quali Dio conduce, non per il salto con cui lo si mette alla prova. E il demonio si ferma prima del versetto 13, che annuncia la sua sconfitta: l'aspide e il dragone calpestati.
Cristo invece lo compie, e comunica ai suoi la stessa vittoria: «Ecco, che io vi ho dato podestà di calcare i serpenti, e i scorpioni, e di superare tutta la forza del nemico» (Luca 10, 19). Per questo i Padri hanno letto il salmo come un'arma nel combattimento spirituale, e non come un portafortuna.
Il «demonio del mezzogiorno»
Il latino del versetto 6, ab incursu, et dæmonio meridiano, diventa nel Martini «gli assalti del demonio del mezzogiorno»; le Bibbie tradotte dall'ebraico parlano invece di un flagello che devasta a mezzogiorno. Nello stesso versetto il Martini rende negotio perambulante in tenebris, letteralmente “la cosa che s'aggira nelle tenebre”, con «l'avversiere», cioè il nemico, il diavolo.
La lettura della Vulgata ha nutrito tutta la tradizione spirituale. Cassiano, nel libro X delle Istituzioni, vi riconosce l'accidia, quel tedio della preghiera e della cella che assale il monaco nelle ore centrali del giorno. Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, vede in questi pericoli le diverse forme della tentazione e della persecuzione: quelle che agiscono nell'ombra, per inganno, e quelle che colpiscono in pieno giorno, a viso aperto.
I Padri e la lettura cristiana
Per i Padri, il giusto del salmo è anzitutto Cristo: è lui che abita pienamente «nell'aiuto dell'Altissimo», lui che il demonio ha voluto prendere in parola, lui che il Padre ha esaudito e glorificato nella Risurrezione. Sant'Agostino, che commentò il salmo davanti al suo popolo, lo lega alla tentazione del Signore: Cristo è stato tentato per insegnarci a vincere, e il cristiano lo prega come membro del suo Corpo.
Il salmo promette dunque che nessuna sventura toccherà il credente? I martiri lo hanno pregato, e sono morti. La promessa riguarda anzitutto ciò che non passa: «ne lo trarrò, e lo glorificherò» si è compiuto il mattino di Pasqua, dopo la Croce. La protezione temporale Dio la concede secondo la sua Provvidenza; quella dell'anima non manca mai a chi la chiede.
Il salmo 91 nella liturgia del 1962
Compieta della domenica. Nel salterio del Breviario romano del 1962, il salmo 90 si canta a Compieta della domenica, l'ultima Ora del giorno, tra il salmo 4, Cum invocarem, che si chiude con «In pace insieme io dormirò, e mi riposerò», e il salmo 133 (ebraico 134), Ecce nunc benedicite. Per secoli questi salmi hanno formato la Compieta di ogni sera: la Regola di san Benedetto li prescrive tutti i giorni, e il Breviario romano anteriore alla riforma di san Pio X (1911) li ripeteva quotidianamente, insieme ai primi sei versetti del salmo 30, In te, Domine, speravi. Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno e leggerne la storia nella nostra guida alla Compieta.
La prima domenica di Quaresima. Nel Messale del 1962 la Messa di questa domenica è intessuta quasi per intero di questo salmo: l'introito Invocabit me riprende i versetti 15 e 16, con il versetto 1 come versetto salmico; il graduale Angelis suis canta i versetti 11 e 12; il tratto Qui habitat, uno dei più lunghi dell'anno, dà i versetti 1-7 e 11-16; l'offertorio e il communio ripetono i versetti 4 e 5, Scapulis suis obumbrabit tibi. Il Vangelo del giorno è quello della tentazione (Mt 4, 1-11): al demonio che cita il salmo, la Chiesa risponde cantandolo quasi tutto. È l'ingresso nella Quaresima come in un combattimento.
I Santi Angeli Custodi. Il 2 ottobre, come si è detto, il graduale della Messa riprende i versetti 11 e 12.
Il salmo 91, preghiera della sera
La notte è il tempo della vulnerabilità: ci si addormenta senza difesa, e le angosce crescono nel buio. Il salmo risponde: «non temerai i notturni spaventi». Recitarlo prima di dormire significa affidare a Dio e ai suoi Angeli la propria notte e quella dei propri cari. Trova posto con naturalezza nella preghiera della sera della famiglia cristiana, dopo l'esame di coscienza, come fa la Chiesa a Compieta.
Come pregare il salmo 91 per la protezione
Il salmo 91 è la più conosciuta delle preghiere di protezione tratte dalla Scrittura, e molti lo cercano anche come preghiera di liberazione. Ecco come la tradizione insegna a pregarlo.
- Come un atto di fede, non come una formula. La sua forza viene da Colui al quale ci si rivolge, non dal numero delle recite; il versetto 14 ne dà la condizione: «Perché egli ha sperato in me».
- Per le persone care. Per un figlio, un malato, chi è in viaggio, affidandolo al suo Angelo custode.
- Nel tempo del pericolo o dell'epidemia, senza trascurare la prudenza: non si tenta Dio, come Gesù ha risposto al tentatore.
- Nella tentazione, che secondo i Padri è il suo senso più profondo: l'aspide e il dragone sono anzitutto i nemici dell'anima. Si può unire alla preghiera di liberazione e alla preghiera a san Michele Arcangelo.
Lo si conclude, come all'Ufficio, con il Gloria Patri.
Quale traduzione del salmo 91 scegliere?
Le Bibbie italiane moderne traducono dall'ebraico: la CEI comincia con “Chi abita al riparo dell'Altissimo”, le «ali» restano ma gli «omeri» diventano penne, il demonio del mezzogiorno un flagello, le «dure cose» la peste. Sono traduzioni legittime di un altro testo di partenza. Il testo dato in questa pagina è quello di mons. Antonio Martini, arcivescovo di Firenze, che tra il 1769 e il 1781 tradusse la Vulgata: è il Qui habitat come la Chiesa latina lo canta e come i santi lo hanno pregato. Sulla scelta di una Bibbia, vedete la guida quale Bibbia cattolica leggere.
Domande Frequenti
Perché il salmo 91 si chiama anche salmo 90?
Perché esistono due numerazioni dei salmi. La Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia, lo contano come salmo 90; l'ebraico e le Bibbie moderne come salmo 91. È lo stesso Qui habitat. Il salmo 90 delle Bibbie moderne è invece la preghiera di Mosè, salmo 89 della Vulgata.
Chi ha scritto il salmo 91?
Il testo ebraico non ha titolo; la Vulgata lo intitola Laus cantici David, «Lauda, o cantico di Davidde», attribuzione accolta dalla lettura tradizionale. Una tradizione ebraica lo collega invece a Mosè, autore del salmo precedente. L'autore principale, come per tutta la Scrittura, è lo Spirito Santo.
Il salmo 91 è una preghiera di protezione potente?
È la preghiera di protezione che la Chiesa ha scelto per la notte, e questo le dà un'autorità che nessuna preghiera privata possiede. La sua potenza viene dalla fiducia che esprime, non dalle parole in sé né dal numero di volte in cui si recita. Pregato con fede, protegge anzitutto l'anima e affida il resto alla Provvidenza.
Quando si recita il salmo 91?
L'uso della Chiesa è la sera: il Breviario del 1962 lo canta a Compieta della domenica, e la Regola di san Benedetto lo fa dire ogni sera. Conviene anche nel pericolo, nella malattia, prima di un viaggio e nel tempo della tentazione.
Che cosa significa il versetto 11 del salmo 91?
Insegna che Dio affida ogni fedele ai suoi Angeli, che lo custodiscono in tutte le sue vie: è uno dei testi della devozione all'Angelo custode. È anche il versetto che il demonio citò a Gesù sul pinnacolo del Tempio, tralasciando proprio «in tutte le vie tue».
Il salmo 90 è una preghiera di liberazione?
Se per «salmo 90» si intende il Qui habitat, cioè il 90 della Vulgata, sì: è il salmo della vittoria sul male, sull'aspide e sul dragone, e la tradizione lo prega contro le insidie del demonio. Il salmo 90 delle Bibbie moderne, la preghiera di Mosè, è invece una meditazione sulla brevità della vita.
Si può pregare il salmo 91 insieme al salmo 23?
Sì, e l'accostamento è antico. Il salmo 23 (Vulgata 22), Il Signore mi governa, mostra Dio che conduce; il salmo 91 Dio che ripara; entrambi dicono che non si teme alcun male. Vi si può unire il salmo 121 (Vulgata 120), che canta il custode d'Israele che non dorme mai.
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