La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata

Salmo 139 (Vulgata 138): Domine, probasti me, il Dio che mi conosce

Domine, probasti me

Il salmo 139 delle Bibbie moderne, 138 nella Vulgata e nei libri liturgici, è il *Domine, probasti me*: «Signore, tu hai fatto saggio di me, e mi hai conosciuto». Qui trovate il testo del Martini con la Vulgata a fronte, verso per verso; sotto, la spiegazione delle sue parti, dei versetti 14, 16 e 23-24, e il suo posto nella liturgia.

Cercate il salmo 138 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 137.

Lingua

1 In finem, psalmus David. Domine, probasti me, et cognovisti me ;

1 Per la fine: salmo di David. Signore, tu hai fatto saggio di me, e mi hai conosciuto:

2 tu cognovisti sessionem meam et resurrectionem meam.

2 tu hai conosciuto il mio stare, e il mio andare.

3 Intellexisti cogitationes meas de longe ; semitam meam et funiculum meum investigasti :

3 Tu da lungi vedesti i miei pensieri: osservasti il filo de' passi miei.

4 et omnes vias meas prævidisti, quia non est sermo in lingua mea.

4 E le mie vie tutte tu prevedesti; anche quando parola non è sulla mia lingua.

5 Ecce, Domine, tu cognovisti omnia, novissima et antiqua. Tu formasti me, et posuisti super me manum tuam.

5 Ecco che tu, o Signore, le cose tutte hai conosciute, le ultime, e le antiche: tu mi formasti, e ponesti sopra di me la tua mano.

6 Mirabilis facta est scientia tua ex me ; confortata est, et non potero ad eam.

6 Mirabile si è renduta in me la tua sapienza: ella è molto elevata, e ad essa non potrò io aggiungere.

7 Quo ibo a spiritu tuo ? et quo a facie tua fugiam ?

7 Dove anderò io lontan dal tuo spirito, e dove fuggirò io lontano dalla tua faccia?

8 Si ascendero in cælum, tu illic es ; si descendero in infernum, ades.

8 Se salirò al cielo ivi se' tu; se scenderò nell'inferno, tu se' presente.

9 Si sumpsero pennas meas diluculo, et habitavero in extremis maris,

9 Se io prenderò le ali al mattino, e anderò a stare nelle ultime parti del mare:

10 etenim illuc manus tua deducet me, et tenebit me dextera tua.

10 Colà pure mi guiderà la tua mano, e sarò sotto il potere della tua destra.

11 Et dixi : Forsitan tenebræ conculcabunt me ; et nox illuminatio mea in deliciis meis.

11 E io dissi: Forse mi occulteranno le tenebre: ma la notte è luce, che mi disvela ne' miei piaceri.

12 Quia tenebræ non obscurabuntur a te, et nox sicut dies illuminabitur : sicut tenebræ ejus, ita et lumen ejus.

12 Perocché le tenebre non sono oscure per te, e la notte sarà illuminata come il giorno: il buio, e la luce son la stessa cosa per lui.

13 Quia tu possedisti renes meos ; suscepisti me de utero matris meæ.

13 Perocché tu se' padrone de' miei affetti: prendesti cura di me fin dal seno di mia madre.

14 Confitebor tibi, quia terribiliter magnificatus es ; mirabilia opera tua, et anima mea cognoscit nimis.

14 Darò lode a te, perché sommamente grande ti se' dimostrato: le opere tue son mirabili, e troppo bene il conosce l'anima mia.

15 Non est occultatum os meum a te, quod fecisti in occulto ; et substantia mea in inferioribus terræ.

15 Non sono ignote a te le mie ossa lavorate, nel segreto, la mia sostanza lavorata nelle viscere della terra.

16 Imperfectum meum viderunt oculi tui, et in libro tuo omnes scribentur. Dies formabuntur, et nemo in eis.

16 Gli occhi tuoi mi videro quand'io era informe: or tutti nel tuo libro saranno scritti: nuovi giorni si formeranno, e neppur uno ne mancherà.

17 Mihi autem nimis honorificati sunt amici tui, Deus ; nimis confortatus est principatus eorum.

17 Ma sono grandemente onorati da me, o Dio, gli amici tuoi: grandemente possente è divenuto il loro impero.

18 Dinumerabo eos, et super arenam multiplicabuntur. Exsurrexi, et adhuc sum tecum.

18 Se vorrò contarli saran più che l'arene del mare: mi alzai, e sono ancora con te.

19 Si occideris, Deus, peccatores, viri sanguinum, declinate a me :

19 Se tu, o Dio, porrai a morte i peccatori: ritiratevi da me, o uomini sanguinarj:

20 quia dicitis in cogitatione : Accipient in vanitate civitates tuas.

20 Perché voi dite drento di voi: inutilmente si farann' eglino padroni di tue cittadi.

21 Nonne qui oderunt te, Domine, oderam, et super inimicos tuos tabescebam ?

21 E non ho io odiati, o Signore, quelli, che ti odiano? E mi struggeva a cagione de' tuoi nemici?

22 Perfecto odio oderam illos, et inimici facti sunt mihi.

22 Con odio perfetto io gli odiava, e mi si son fatti nemici.

23 Proba me, Deus, et scito cor meum ; interroga me, et cognosce semitas meas.

23 Provami, o Signore, e il mio cuore disamina: interrogami, e riconosci i miei andamenti.

24 Et vide si via iniquitatis in me est, et deduc me in via æterna.

24 E vedi se per la via di iniquità io cammini: e per la via dell'eternità mi conduci.

Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).

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