La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 8: Domine, Dominus noster, la gloria di Dio e la dignità dell'uomo
Domine, Dominus noster
Il salmo 8, *Domine, Dominus noster*, contempla il cielo stellato e si stupisce: quanto è ammirabile il nome di Dio, e che cos'è l'uomo perché Dio si ricordi di lui? Qui trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; sotto, la spiegazione, la lettura cristiana e il posto del salmo nella Messa e nel Breviario del 1962.
1 In finem, pro torcularibus. Psalmus David.
1 Per la fine: per gli strettoi: salmo di David.
2 Domine, Dominus noster, quam admirabile est nomen tuum in universa terra ! quoniam elevata est magnificentia tua super cælos.
2 Signore, Signor nostro, quanto ammirabile è il nome tuo per tutta quanta la terra! Perocché la tua maestà è elevata fin sopra de' cieli.
3 Ex ore infantium et lactentium perfecisti laudem propter inimicos tuos, ut destruas inimicum et ultorem.
3 E dalla bocca de' fanciulli, e de' bambini di latte tu hai ricavata perfetta laude contro de' tuoi nemici, per distruggere il nemico, e il vendicativo.
4 Quoniam videbo cælos tuos, opera digitorum tuorum, lunam et stellas quæ tu fundasti.
4 Or io miro i tuoi cieli, opere delle tue dita, la luna, e le stelle disposte da te.
5 Quid est homo, quod memor es ejus ? aut filius hominis, quoniam visitas eum ?
5 Che è l'uomo, che tu di lui ti ricordi; od il figliuolo dell'uomo, che tu lo visiti?
6 Minuisti eum paulominus ab angelis ; gloria et honore coronasti eum ;
6 Lo hai fatto per alcun poco inferiore agli Angeli, lo hai coronato di gloria, e di onore,
7 et constituisti eum super opera manuum tuarum.
7 E lo hai costituito sopra le opere delle tue mani.
8 Omnia subjecisti sub pedibus ejus, oves et boves universas, insuper et pecora campi,
8 Tutte quante le cose hai soggettate a' piedi di lui, le pecore, e i bovi tutti, e le fiere della campagna.
9 volucres cæli, et pisces maris qui perambulant semitas maris.
9 Gli uccelli dell'aria, e i pesci del mare, i quali camminano le vie del mare.
10 Domine, Dominus noster, quam admirabile est nomen tuum in universa terra !
10 Signore, Signor nostro, quanto ammirabile è il nome tuo per tutta quanta la terra!
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 8: la stessa numerazione nella Vulgata e nelle Bibbie moderne
Per questo salmo non c'è alcun problema di numeri: è il salmo 8 sia nella Vulgata e nel Martini, sia nelle Bibbie moderne che seguono l'ebraico, come la CEI. Lo scarto tra le due numerazioni comincia solo più avanti, con il salmo 9 della Vulgata, che riunisce il 9 e il 10 dell'ebraico.
Che cosa significa il salmo 8?
Il salmo 8 è un inno di pura lode: non chiede nulla. Si apre e si chiude con la stessa acclamazione, «Signore, Signor nostro, quanto ammirabile è il nome tuo per tutta quanta la terra!» (v. 2 e v. 10). Tra questi due gridi percorre la creazione, dal cielo notturno fino ai pesci del mare, e scopre in mezzo ad essa una creatura sorprendente: l'uomo.
Il titolo: «per gli strettoi»
Il titolo della Vulgata, che il Martini rende alla lettera, dice: «Per la fine: per gli strettoi: salmo di David» (v. 1). Gli strettoi sono i torchi del vino. L'ebraico nomina qui uno strumento o una melodia, forse legata alla vendemmia; il senso preciso è incerto. Sant'Agostino ha meditato a lungo questi torchi: vi vede le Chiese, dove il chicco è separato dalla pula e l'uva pigiata per dare il vino, come i martiri, spremuti dalla persecuzione, hanno dato il meglio di sé.
Versetto 3: la lode dei piccoli
«E dalla bocca de' fanciulli, e de' bambini di latte tu hai ricavata perfetta laude contro de' tuoi nemici, per distruggere il nemico, e il vendicativo» (v. 3). Dio confonde l'orgoglio dei potenti con ciò che vi è di più debole. Nostro Signore ha citato questo versetto nel Tempio, il giorno delle Palme, quando i sacerdoti si sdegnavano sentendo i fanciulli gridare Osanna: «Non avete mai letto: dalla bocca de' fanciulli, e de' bambini di latte hai renduta perfetta laude?» (Matteo 21, 16).
Versetti 4 e 5: «Che è l'uomo?»
Il salmista alza gli occhi: «Or io miro i tuoi cieli, opere delle tue dita, la luna, e le stelle disposte da te» (v. 4). Il cielo è lavoro delle dita di Dio, come un ricamo fine. Davanti a questa immensità nasce la domanda: «Che è l'uomo, che tu di lui ti ricordi; od il figliuolo dell'uomo, che tu lo visiti?» (v. 5). Non è un grido d'angoscia, ma di ammirazione. L'uomo è piccolo davanti agli astri, eppure Dio si ricorda di lui e viene a visitarlo.
Versetti 6-9: l'uomo coronato
La risposta supera la domanda: «Lo hai fatto per alcun poco inferiore agli Angeli, lo hai coronato di gloria, e di onore» (v. 6), «E lo hai costituito sopra le opere delle tue mani» (v. 7). Le pecore, i buoi, le fiere della campagna, gli uccelli e i pesci gli sono sottomessi (v. 8 e v. 9). Il salmo canta come lode ciò che la Genesi narra come racconto: «Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza; ed ei preseda a' pesci del mare, e a' volatili del cielo» (Genesi 1, 26).
La Vulgata e i Settanta dicono «inferiore agli Angeli»; l'ebraico ha una parola che può significare Dio o gli esseri divini, e alcune Bibbie moderne traducono di conseguenza. Le due letture sono antiche, ed è quella degli Angeli che il Nuovo Testamento ha accolto. L'uomo occupa così, tra le creature, il posto che viene subito dopo quello dei puri spiriti, di cui parla la nostra pagina sui nove cori angelici.
Cristo, Figlio dell'uomo coronato di gloria
Il Nuovo Testamento legge questo salmo di Cristo. La lettera agli Ebrei ne cita i versetti 5-8 e li applica a Gesù: «Ma quel Gesù, che per alcun poco fu fatto inferiore agli Angeli per la passione della morte lo veggiamo coronato di gloria, e di onore» (Ebrei 2, 9). Il «poco» del salmo diventa una breve durata, un poco di tempo: quello dell'abbassamento dell'Incarnazione e della Passione. San Paolo riprende a sua volta il versetto 8, «Tutte quante le cose hai soggettate a' piedi di lui», per la regalità di Cristo risorto, al quale sarà sottomessa perfino la morte (1 Corinzi 15, 27).
Sant'Agostino segue questa lettura. Il figlio dell'uomo che Dio visita è il Verbo fatto carne, e in lui l'umanità intera riceve la corona che il primo Adamo aveva perduto. Il salmo 8 canta insieme la creazione e la Redenzione: la dignità dell'uomo è restituita in pieno soltanto in Cristo.
Appartiene alla famiglia dei salmi della creazione, con il salmo 19 (Vulgata 18), Cæli enarrant, dove i cieli narrano la gloria di Dio, il salmo 104 (Vulgata 103), Benedic, anima mea, grande quadro delle opere divine, e il salmo 148, Laudate Dominum de cælis, dove ogni creatura è chiamata a lodare.
Il salmo 8 nella liturgia del 1962
Nel Breviario. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 8 si canta al Mattutino della domenica: apre il secondo notturno, con l'antifona Quam admirabile est nomen tuum, Domine, in universa terra! Nella notte che prepara il giorno del Signore, la Chiesa contempla i cieli, «opere delle tue dita». L'ufficio del giorno si segue nella pagina del breviario; sulla struttura delle ore vedete il nostro articolo sulla Liturgia delle Ore.
Nel Messale. Il salmo 8 dà al Messale del 1962 testi per feste molto diverse:
- l'Introito dei santi Innocenti, il 28 dicembre: Ex ore infantium, Deus, et lactentium perfecisti laudem propter inimicos tuos (v. 3). I piccoli martiri di Betlemme, che non sapevano ancora parlare, hanno reso gloria a Dio con la loro morte;
- il versetto dell'Introito della Santissima Trinità, Domine, Dominus noster, quam admirabile est nomen tuum in universa terra! (v. 2), dopo l'antifona Benedicta sit sancta Trinitas; per prepararvi alla festa potete pregare la novena alla Santissima Trinità;
- lo stesso versetto accompagna l'Introito del Santissimo Nome di Gesù, In nomine Jesu omne genu flectatur: il nome «ammirabile» del salmo è il Nome davanti al quale si piega ogni ginocchio;
- il Graduale della nona domenica dopo Pentecoste e l'antifona di Comunione del lunedì della seconda settimana di Quaresima riprendono ancora il versetto 2;
- i versetti 6-7, Gloria et honore coronasti eum, formano l'Offertorio di san Gioacchino (16 agosto), e l'Introito di san Luigi Gonzaga (21 giugno) si apre con Minuisti eum paulo minus ab Angelis: il giovane santo dalla purezza angelica, come racconta la nostra pagina su san Luigi Gonzaga.
Come pregare il salmo 8
- La sera, sotto il cielo stellato. È la preghiera che si addice alla contemplazione della notte, perché l'ammirazione diventi adorazione.
- Davanti alla bellezza del creato. Una montagna, il mare, un paesaggio: il salmo trasforma l'emozione in lode del Creatore.
- Per la nascita di un bambino. La lode ricavata «dalla bocca de' fanciulli» ne fa un bel ringraziamento.
- Nello scoraggiamento. La domanda «Che è l'uomo?» ricorda insieme la nostra piccolezza e la dignità che Dio ci ha dato.
Chi cerca il salmo 8 come canto lo conosce spesso da canti in lingua moderna che ne riprendono il ritornello; qui ne trovate il testo antico, quello che la Chiesa canta in gregoriano negli Introiti ricordati sopra. Lo si conclude con il Gloria al Padre.
Domande Frequenti
Qual è la spiegazione del salmo 8?
È un inno alla gloria del nome di Dio che risplende nella creazione, e si stupisce del posto che Dio ha dato all'uomo: poco inferiore agli Angeli, coronato di gloria, posto sopra le opere divine. Il Nuovo Testamento lo applica a Cristo, abbassato e poi coronato. Non chiede nulla: loda.
Che cosa dicono i versetti 3 e 4 del salmo 8?
Il versetto 3 dice che Dio ricava una lode perfetta dalla bocca dei fanciulli, per confondere i suoi nemici; Gesù lo ha citato nel Tempio. Il versetto 4 contempla i cieli, «opere delle tue dita», la luna e le stelle, prima della domanda del versetto 5 sulla grandezza dell'uomo.
Che cosa significa «Che è l'uomo, che tu di lui ti ricordi»?
È lo stupore del salmista davanti all'attenzione che Dio riserva a una creatura così piccola rispetto agli astri. La risposta è che Dio lo ha coronato di gloria e di onore. La lettera agli Ebrei vi vede Cristo, Figlio dell'uomo, che ha preso la nostra natura per risollevarla.
Chi ha scritto il salmo 8?
Il titolo lo attribuisce a Davide: «Per la fine: per gli strettoi: salmo di David». La tradizione lo legge come il canto del pastore che contemplava il cielo notturno. Come tutta la Scrittura, ha per autore principale lo Spirito Santo.
Dove si trova il testo del salmo 8?
In questa pagina, nella traduzione di mons. Antonio Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto. Il numero è lo stesso in tutte le Bibbie, antiche e moderne.
Perché il salmo 8 si canta alla festa dei santi Innocenti?
Perché il versetto 3 parla della lode che Dio ricava «dalla bocca de' fanciulli, e de' bambini di latte». I bambini uccisi da Erode a Betlemme non hanno confessato Cristo con la parola, ma con la morte: la Chiesa li onora come martiri e apre la loro Messa, il 28 dicembre, con l'Introito Ex ore infantium.
Quando la Chiesa canta il salmo 8?
Nel Breviario del 1962 al Mattutino della domenica; nel Messale, tra l'altro, all'Introito dei santi Innocenti e della Santissima Trinità.
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