Fede
I Nove Cori Angelici
Quali sono i nove cori angelici secondo la tradizione: Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Arcangeli e Angeli, con san Tommaso d'Aquino, Dionigi e la Scrittura.

La Chiesa ha sempre creduto che attorno al trono di Dio si levi un popolo immenso di spiriti puri, ordinati in una gerarchia di luce. La tradizione li distingue in nove cori angelici, dai Serafini ardenti che velano il loro volto fino agli Angeli che ci stanno accanto. In questa pagina diciamo quali sono i nove cori, da dove viene questo ordine e che cosa ne insegnano la Scrittura, Dionigi l'Areopagita e san Tommaso d'Aquino.
Quali sono i nove cori angelici
I nove cori angelici sono, nell'ordine tradizionale dal più alto al più vicino a noi:
- Serafini
- Cherubini
- Troni
- Dominazioni
- Virtù
- Potestà
- Principati
- Arcangeli
- Angeli
Questi nomi non sono un'invenzione devozionale: tutti compaiono nella Sacra Scrittura. San Paolo, scrivendo ai Colossesi, abbraccia in un solo respiro le grandi categorie degli spiriti celesti: «per lui sono state fatte tutte le cose ne' cieli, e in terra, le visibili, e le invisibili, sia i troni, sia le dominazioni, sia i principati, sia le potestà» (Colossesi I, 16, versione del Martini). I Serafini appaiono in Isaia, i Cherubini nella Genesi e in Ezechiele, gli Arcangeli e gli Angeli nei Vangeli e in tutta la Scrittura. La tradizione ha raccolto questi nomi sparsi e li ha ordinati in nove cori distribuiti in tre gerarchie.
L'ordine dei nove cori: tre gerarchie
Seguendo Dionigi l'Areopagita nella sua opera La gerarchia celeste e poi san Tommaso d'Aquino nella Somma Teologica (I, q. 108), i nove cori si raccolgono in tre gerarchie, ciascuna di tre cori, secondo la loro vicinanza a Dio e il loro ufficio.
Prima gerarchia: davanti al trono di Dio
I tre cori più alti contemplano Dio immediatamente, senza intermediari.
- Serafini — il nome significa «ardenti». Sono i più vicini a Dio, infiammati di carità. Il profeta li vide: «Intorno al trono stavano i Serafini, ognuno di essi aveva sei ale (...) E ad alta voce cantavano alternativamente, e dicevano: Santo, santo, santo il Signore Dio degli eserciti» (Isaia VI, 2-3, Martini).
- Cherubini — il nome evoca la pienezza della scienza. Sono i custodi della gloria divina; Ezechiele li contempla a sostegno del trono del Signore (Ezechiele X). Dopo la caduta, un Cherubino con la spada di fuoco fu posto a guardia dell'Eden (Genesi III, 24).
- Troni — su di essi, dice la tradizione, riposa la maestà del giudizio di Dio. Portano il peso della giustizia divina.
Seconda gerarchia: il governo del creato
I tre cori intermedi reggono e ordinano l'universo secondo i decreti di Dio.
- Dominazioni — regolano gli uffici degli angeli inferiori e dirigono ciò che deve compiersi.
- Virtù — a loro la tradizione attribuisce il governo dei cieli e dei prodigi, la forza per eseguire le opere di Dio.
- Potestà — hanno il potere di tenere a freno le potenze del male e di respingere gli assalti del nemico contro l'ordine voluto da Dio.
Terza gerarchia: i messaggeri verso gli uomini
I tre cori più vicini a noi eseguono e annunciano la volontà di Dio nel mondo degli uomini.
- Principati — secondo san Tommaso vegliano sui popoli e sulle nazioni, sui regni e sulle comunità.
- Arcangeli — recano i messaggi più solenni. A questo coro la tradizione riferisce i tre arcangeli che la Scrittura nomina: Michele, Gabriele e Raffaele.
- Angeli — il coro più vicino a noi: a questo ordine appartengono gli Angeli Custodi, posti accanto a ciascun uomo.
Serafini, Cherubini, Troni: i più alti
Vale la pena soffermarsi sui tre cori supremi, perché su di essi la Scrittura ci dà le immagini più ardenti. I Serafini non agiscono nel mondo: bruciano d'amore davanti a Dio e cantano senza posa il Sanctus. Quel triplice «Santo, santo, santo» che il sacerdote ripete nella Santa Messa è il loro canto, che la liturgia ci fa unire a quello del cielo, come nel grande inno di lode del Te Deum. I Cherubini, pieni di sapienza, contemplano lo splendore divino; per questo l'arte cristiana li raffigura presso l'Arca dell'Alleanza e sul trono di Dio. I Troni portano la stabilità del giudizio divino. Questi tre cori formano la corte immediata dell'Altissimo, dove la creatura è tutta rivolta al suo Creatore.
Arcangeli e Angeli: i più vicini a noi
Se i Serafini ci appaiono lontani nella loro fiamma, gli Arcangeli e gli Angeli sono quelli che la nostra fede incontra ogni giorno. Gli Arcangeli annunciano le opere decisive della salvezza: Gabriele reca a Maria l'Annunciazione, Raffaele accompagna il giovane Tobia, Michele combatte il dragone. Gli Angeli, il coro più umile e più vicino, sono i nostri compagni di cammino: il Signore ne ha dato uno a ciascuno di noi perché ci custodisca. La devozione all'Angelo Custode e la preghiera a san Michele Arcangelo ci fanno toccare con mano che la gerarchia angelica non è una speculazione astratta, ma un esercito vivo schierato per la nostra salvezza.
Da notare: la tradizione, con prudenza, distingue i cori per ufficio, ma non pretende di conoscere ogni dettaglio del mondo invisibile. Crediamo che gli angeli esistono, che lodano Dio e che ci proteggono; il resto lo onoriamo con riverenza, senza curiosità superstiziosa.
Domande frequenti
Quali sono i nove cori angelici in ordine?
Dal più alto al più vicino a noi: Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Arcangeli e Angeli. Sono raccolti in tre gerarchie di tre cori ciascuna.
Chi ha stabilito i nove cori angelici?
L'ordine in nove cori è stato sistemato da Dionigi l'Areopagita nel trattato La gerarchia celeste e ripreso da san Tommaso d'Aquino nella Somma Teologica; lo stesso santo apre la sua preghiera prima dello studio lodando il Creatore che ha ordinato le tre gerarchie degli Angeli, come si legge tra le preghiere di san Tommaso d'Aquino. I nomi dei cori, però, vengono tutti dalla Sacra Scrittura, in particolare da Isaia e dalla Lettera ai Colossesi.
Qual è il coro più alto?
I Serafini, il cui nome significa «ardenti». Sono i più vicini a Dio, infiammati di carità, e cantano senza posa il «Santo, santo, santo» che Isaia udì attorno al trono (Isaia VI).
A quale coro appartengono gli Angeli Custodi?
All'ultimo coro, quello degli Angeli, il più vicino agli uomini. Da questo ordine viene l'Angelo Custode che Dio assegna a ciascuna anima perché la protegga e la guidi.
Michele, Gabriele e Raffaele sono arcangeli?
La Scrittura li nomina e la tradizione li onora come Arcangeli, l'ottavo coro. San Michele in particolare è invocato come principe delle milizie celesti, capo dell'intero esercito angelico contro il nemico delle anime.
Fonti: Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Isaia VI; Ezechiele X; Genesi III; Lettera ai Colossesi I-II); Dionigi l'Areopagita, La gerarchia celeste; san Tommaso d'Aquino, Somma Teologica, I, qq. 108-113.
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