Preghiere
Preghiera per i Defunti
Le preghiere tradizionali per i defunti: l'«Eterno riposo», il salmo De profundis (Sal 129) nella versione del Martini e il suffragio per le anime del purgatorio, con testo, uso e dottrina cattolica.

Pregare per i nostri morti non è un addio, ma un atto di amore che la morte non spezza. La Chiesa ci insegna che i defunti che ci hanno preceduti nel segno della fede hanno ancora bisogno di noi: le nostre preghiere, le elemosine e soprattutto il Santo Sacrificio della Messa li accompagnano e li soccorrono. Cominciamo, come fa chi cerca questo testo, col dare le preghiere tradizionali — l'«Eterno riposo» e il salmo De profundis — e poi ne spiegheremo l'uso e la dottrina.
Le preghiere per i defunti (testo)
L'«Eterno riposo»
È la preghiera più semplice e più cara della tradizione, che si recita per un singolo defunto o per tutti i fedeli morti, e che chiude abitualmente il Rosario per i defunti e la visita al cimitero.
L'eterno riposo dona loro, o Signore, (per uno solo: dona a lui / a lei)
e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace. Amen.
In latino, come si canta nelle esequie:
Réquiem ætérnam dona eis, Dómine,
et lux perpétua lúceat eis.
Requiéscant in pace. Amen.
Si può aggiungere, per ciascun defunto, questa breve preghiera di composizione moderna:
O Signore, concedi all'anima del tuo servo (della tua serva) il perdono di tutti i suoi peccati, perché viva sempre nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Il salmo De profundis (Sal 129)
Il De profundis è il grande salmo penitenziale che la Chiesa ha sempre posto sulle labbra di chi prega per i morti. Lo riportiamo nella versione italiana di mons. Antonio Martini, fedele alla Volgata.
Dal profondo alzai le mie grida a te, o Signore: esaudisci, o Signore, la mia voce.
Siano intente le tue orecchie alla voce di mia preghiera.
Se tu baderai, o Signore, alle iniquità chi, o Signore, sostenersi potrà?
Ma in te è clemenza, e a causa della tua legge io ho confidato in te, o Signore.
L'anima mia si è affidata alla sua parola: l'anima mia ha sperato nel Signore.
Dalla vigilia del mattino, fino alla notte speri Israele nel Signore.
Perché nel Signore è misericordia, e redenzione copiosa presso di lui.
Ed ei redimerà Israele da tutte le sue iniquità.
Pregato per i defunti, il salmo si conclude, al posto del Gloria al Padre, con l'eterno riposo:
L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
Una preghiera per i genitori defunti
Tra tutti i nostri morti, il padre e la madre hanno il primo diritto alle nostre preghiere: a loro dobbiamo la vita e, con essa, il Battesimo. Il quarto Comandamento, «Onora il padre e la madre», non finisce con la loro morte ma cambia forma, diventando suffragio. A loro possiamo offrire questa preghiera:
O Dio, che ci hai comandato di onorare il padre e la madre, abbi pietà dell'anima dei miei genitori, perdona i loro peccati e fa' che io li riveda nella gioia della tua luce eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Si conclude con l'eterno riposo: «L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen». La Chiesa ha sempre custodito una colletta propria pro patre et matre, segno di quanto questo dovere le stia a cuore.
Antica preghiera per i defunti: la colletta dei fedeli
Chi cerca una preghiera antica e bellissima trova nella tradizione liturgica la colletta che da secoli la Chiesa rivolge a Dio per tutti i suoi figli morti. È una delle preghiere più potenti perché è quella stessa della Messa:
O Dio, creatore e redentore di tutti i fedeli, concedi alle anime dei tuoi servi e delle tue serve il perdono di tutti i peccati, affinché ottengano per le nostre suppliche quella misericordia che hanno sempre desiderato. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Non esistono preghiere «più potenti» di altre per via di formule speciali: la forza del suffragio non sta nelle parole ma nella carità di chi prega e, soprattutto, nel Sangue di Cristo offerto nella Messa.
Preghiera per far salire i defunti in paradiso
È il desiderio di ogni cuore cristiano: che i nostri cari giungano presto alla visione di Dio. La via che la Chiesa ci indica non è una formula magica, ma il suffragio che abbrevia la purificazione delle anime sante. Possiamo dunque pregare così, con parole di composizione moderna:
Padre santo, accogli nella tua pace le anime dei nostri cari, purificale da ogni colpa e accordi loro di contemplare il tuo volto. Per i meriti della Passione del tuo Figlio e per i suffragi della tua Chiesa, conducili presto alla gioia del paradiso. Amen.
Ciò che davvero «fa salire» le anime in cielo è la Santa Messa offerta per loro, unita alla nostra preghiera e alle indulgenze.

La Commemorazione dei defunti (2 novembre)
Il 2 novembre, giorno seguente a Ognissanti, la Chiesa celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti: il «giorno dei morti». In questa data (trasferita al 3 novembre quando il 2 cade di domenica, secondo le rubriche del 1962), e fino all'8 novembre, siamo invitati a visitare il cimitero e a pregare per chi ci ha preceduto. Il sacerdote può celebrare in questo giorno tre Messe, privilegio concesso proprio in favore delle anime del purgatorio.

Da non confondere: il 1° novembre è la festa della Chiesa trionfante (i santi già in cielo); il 2 novembre prega per la Chiesa purgante (le anime in cammino). Non è una ricorrenza di lutto sterile, ma un atto di speranza e di carità.
Frasi per la commemorazione dei defunti
Più che «frasi» di circostanza, la tradizione cattolica ci offre brevi sentenze della Scrittura e dei Padri che consolano e fanno pregare. Possiamo farne nostre alcune nel giorno dei morti:
- «L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.»
- «Le anime de' giusti sono in mano di Dio» (Sapienza 3, 1).
- «Io sono la risurrezione, e la vita: chi in me crede, sebben sia morto, viverà» (Giovanni 11, 25).
- «Santo adunque, e salutare è il pensiero di pregare pei defunti» (2 Maccabei 12, 46).
- «Beati i morti, che muoiono nel Signore» (Apocalisse 14, 13).
A ogni frase conviene unire un Requiem æternam: la parola che consola diventa così preghiera che soccorre.
Il Rosario per i defunti
Tra i suffragi più amati dal popolo cristiano vi è il Rosario per i defunti, che molti recitano la sera della morte di un caro, durante la veglia funebre e nei giorni che seguono il 2 novembre. Non è un Rosario diverso dagli altri: è il Rosario consueto, recitato con l'intenzione di suffragare un'anima e chiuso dall'eterno riposo.
Si raccomandano i misteri dolorosi, perché è dalla Passione di Cristo che sgorga la nostra speranza per i morti. Al termine di ogni decina, invece del Gloria o accanto ad esso, si può aggiungere:
L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.
Anche qui vale una parola di verità: non esiste un «Rosario più potente» grazie a formule segrete. La potenza del Rosario per i defunti sta nella meditazione dei misteri e nell'intercessione della Vergine Maria, che la tradizione invoca come soccorritrice delle anime purganti.
La coroncina per i defunti
La coroncina (o corona) per i defunti è una breve preghiera ripetuta che si recita sui grani del rosario in favore delle anime. Una forma semplice consiste nel recitare, su ciascun grano, il Requiem alternato al De profundis o a brevi giaculatorie:
V. Dona loro l'eterno riposo, o Signore.
R. E splenda ad essi la luce perpetua.
ripetuto più volte, concludendo con un Pater, un'Ave e l'orazione finale per i defunti. È una devozione semplice, adatta a chi vuole pregare anche in pochi minuti.
Le litanie per i defunti
Le litanie dei defunti sono una forma di preghiera a invocazioni alternate, in cui si implora la misericordia di Dio sui morti. La forma propria della Chiesa sono le Litanie dei Santi, che il Rituale fa recitare presso il morente nella raccomandazione dell'anima. La forma breve che segue, per la preghiera domestica, è invece una composizione moderna, non un testo approvato:
Signore, pietà. Signore, pietà.
Cristo, pietà. Cristo, pietà.
Signore, pietà. Signore, pietà.Santa Maria, Madre di Dio, prega per loro.
San Michele Arcangelo, prega per loro.
Tutti i santi e le sante di Dio, pregate per loro.Dalle pene del purgatorio, liberale, o Signore.
Per la tua dolorosa Passione, abbi pietà di loro.
Per la tua gloriosa Risurrezione, dona loro la pace.Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona loro il riposo.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona loro il riposo.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona loro il riposo eterno.
Si conclude con l'eterno riposo e l'orazione per i defunti.
Le novene per i defunti
La novena per i defunti è la preghiera ripetuta per nove giorni consecutivi in suffragio di un'anima — spesso nei nove giorni dopo la morte o la sepoltura, o nei nove giorni che preparano il 2 novembre. Ogni giorno si recita lo stesso schema:
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
(Salmo De profundis, vedi sopra)
L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
O Dio, creatore e redentore di tutti i fedeli, concedi all'anima del tuo servo (della tua serva) il perdono di tutti i suoi peccati. Per Cristo nostro Signore. Amen.
La novena trae il suo frutto dalla perseveranza e, dove è possibile, dal far celebrare una Messa in uno dei nove giorni.
Le indulgenze per i defunti
Tra tutti i suffragi, l'indulgenza è un dono particolarmente prezioso, perché applica alle anime del purgatorio il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi, condonando in tutto (indulgenza plenaria) o in parte (parziale) la pena temporale dovuta ai peccati. Le indulgenze per i defunti sono applicabili solo ai morti, mai a se stessi.
La Chiesa concede in particolare l'indulgenza plenaria applicabile ai defunti:
- chi visita devotamente un cimitero e prega per i morti dal 1° all'8 novembre;
- chi il giorno dei morti visita una chiesa o un oratorio pregando secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Nella disciplina anteriore alla riforma del 1967 era l'indulgenza toties quoties, ripetibile a ogni visita con sei Pater, Ave e Gloria; la formula del Pater e del Credo è quella dell'Enchiridion del 1968.
Il De profundis e le altre orazioni per i defunti sono arricchiti di indulgenze parziali. Per ogni indulgenza plenaria sono richieste le consuete condizioni: Confessione sacramentale, Comunione eucaristica, preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice ed esclusione di ogni attaccamento al peccato, anche veniale. La regola per cui, mancando una condizione, l'indulgenza diventa soltanto parziale è stata fissata dalla riforma del 1967 (Indulgentiarum doctrina).
Una precisazione sull'anno in corso: le condizioni per l'indulgenza plenaria per i defunti non cambiano di anno in anno (così nel 2025 come prima). Quanto si trova online su «indulgenza plenaria defunti 2025» riguarda di norma le sole date di calendario; la sostanza è quella stabile insegnata dalla Chiesa. Sotto il profilo tradizionale ci atteniamo alla dottrina e alla disciplina tradizionali della Chiesa.
Perché preghiamo per i morti
La fede cattolica ci insegna che esiste il Purgatorio: lo stato in cui le anime morte in grazia di Dio, ma non ancora del tutto purificate, si preparano alla visione beatifica scontando le pene dovute ai peccati già perdonati. Queste anime sante non possono più meritare nulla per sé, ma possono essere soccorse da noi.

È la dottrina antica della Scrittura: «Santo adunque, e salutare è il pensiero di pregare pei defunti, affinchè siano sciolti da' loro peccati» (2 Maccabei 12, 46). La Chiesa l'ha sempre custodita nel Canone della Messa, dove il sacerdote ricorda «coloro che ci hanno preceduto col segno della fede e dormono il sonno della pace».
Pregare per i defunti è dunque un'opera di misericordia spirituale, e insieme un atto di speranza: ciò che oggi facciamo per loro, altri un giorno lo faranno per noi.
Il suffragio per le anime del purgatorio
Per «suffragio» la tradizione intende ogni bene spirituale che offriamo a Dio in favore delle anime del purgatorio: la Santa Messa anzitutto, poi la Comunione, il Rosario, il De profundis, le indulgenze, l'elemosina e ogni opera buona. È la comunione dei santi che agisce: la Chiesa militante in terra soccorre la Chiesa purgante.
Conviene qui una parola netta. Pregare per i defunti è cosa santa; cercare di parlare con loro è cosa proibita. Lo spiritismo, le sedute, l'evocazione dei morti sono peccati gravi contro il Primo Comandamento, condannati dalla Scrittura stessa (cfr. Deuteronomio 18). Il cristiano non interroga i morti: li affida a Dio. Non cerca segni né voci, ma confida nella misericordia infinita, che è «redenzione copiosa presso di lui». Mai magia, sempre fiducia.
La preghiera per i defunti di Sant'Agostino
A Sant'Agostino la pietà cristiana attribuisce un celebre testo di conforto, nato dalla sua riflessione sulla morte come passaggio e non come fine. Lo riportiamo perché molti lo cercano e perché può accompagnare bene la preghiera al cimitero:
La morte non è niente. Sono solo passato dall'altra parte: è come se mi fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, parla di me come hai sempre fatto: la vita significa quello che è sempre stata. Io ti aspetto: non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Una parola di chiarezza: questo testo, sebbene attribuito ad Agostino, è in realtà più tardo e va inteso bene. Esprime la fede nella vita eterna, non l'idea che i morti siano «accanto» a noi e possano sentirci o esserci interrogati. La preghiera propria della Chiesa per i defunti resta l'«Eterno riposo» unita al De profundis: è a questi testi liturgici che conviene affidarsi anzitutto. Chi lo ha scritto davvero, e quali sono invece le preghiere autentiche del santo, lo spieghiamo nella pagina sulle preghiere di sant'Agostino.
La preghiera dei fedeli per i defunti
La «preghiera dei fedeli» alla Messa è stata introdotta con la riforma liturgica del 1965 e non esiste nel Messale del 1962. Alla veglia funebre o in famiglia si possono però recitare brevi invocazioni come queste, di composizione moderna, a cui tutti rispondono:
Per il nostro fratello (la nostra sorella) defunto (defunta), perché il Signore lo accolga nella sua pace: preghiamo. Ascoltaci, o Signore.
Per tutti i nostri cari che ci hanno preceduto nel segno della fede, perché giungano presto alla luce eterna: preghiamo. Ascoltaci, o Signore.
Per le anime più abbandonate del purgatorio, per le quali nessuno prega, perché trovino in noi un soccorso: preghiamo. Ascoltaci, o Signore.
Si conclude con il Pater noster e l'eterno riposo.
Quando e come pregare per i defunti
La pietà tradizionale ha i suoi tempi e i suoi luoghi:
- Il 2 novembre, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, e fino all'8 novembre la visita al cimitero con preghiera per i morti.
- Nell'anniversario della morte di un caro, facendo celebrare una Messa di suffragio.
- Ogni sera, ricordando i propri defunti con un Requiem æternam.
- Al cimitero, dove la Chiesa concede indulgenze per i defunti a chi prega devotamente nei giorni intorno a Ognissanti.
Da non confondere: il 1° novembre, Ognissanti, è la festa della Chiesa trionfante, dei santi già in cielo; il 2 novembre è invece il giorno dei morti, in cui preghiamo per chi è ancora in cammino. E poiché ogni notte è figura dell'ultima, alla preghiera per i defunti si lega naturalmente la preghiera della buona morte, con cui domandiamo per noi stessi la grazia di morire in stato di grazia.
Per accompagnare i nostri morti possiamo unire alla preghiera il Rosario, chiuso dall'eterno riposo, oppure affidarli a San Giuseppe, patrono della buona morte. E quando il dolore ci sovrasta, lo affidiamo alla preghiera allo Spirito Santo, che consola e fortifica.
Domande frequenti
Qual è la preghiera per i defunti più comune?
È l'«Eterno riposo»: «L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen». Si recita per un defunto o per tutti i morti, e chiude il Rosario e la visita al cimitero.
Esiste una preghiera per i defunti di Sant'Agostino?
A Sant'Agostino è attribuito un celebre testo di conforto («La morte non è niente…»), in realtà più tardo, che esprime la fede nella vita eterna. Va inteso bene: non significa che i morti ci siano «accanto» e ci sentano. La preghiera propria della Chiesa per i defunti resta l'«Eterno riposo» unita al salmo De profundis.
Qual è la preghiera per i genitori defunti?
Si prega Dio perché perdoni i loro peccati e li accolga nella sua luce, unendo l'eterno riposo. Onorare il padre e la madre, dopo la loro morte, significa offrire per essi il suffragio: una Messa, il Rosario, il De profundis.
Come si recita il Rosario per i defunti?
È il Rosario consueto, recitato con l'intenzione di suffragare un'anima, preferibilmente nei misteri dolorosi, e chiuso dall'eterno riposo. Non esiste un «Rosario più potente» con formule segrete: la sua forza sta nella meditazione dei misteri e nell'intercessione della Vergine.
Quali sono le condizioni per l'indulgenza plenaria per i defunti?
Visitare devotamente un cimitero (dal 1° all'8 novembre) o una chiesa il 2 novembre, pregando per i morti; e adempiere le consuete condizioni: Confessione, Comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa e distacco da ogni peccato. L'indulgenza si applica solo ai defunti.
Quando si celebra la Commemorazione dei defunti?
Il 2 novembre, il giorno dopo Ognissanti. È il «giorno dei morti», in cui preghiamo per le anime del purgatorio e visitiamo il cimitero; fino all'8 novembre restano vivi il suffragio e le indulgenze.
Come si prega per le anime del purgatorio?
Con il suffragio: la Santa Messa offerta per loro, la Comunione, il Rosario, le litanie, la novena, il De profundis, le indulgenze e le opere di carità. Sono le anime sante che non possono più meritare per sé, ma che noi possiamo soccorrere.
Si può parlare con i propri defunti?
No. Si prega per loro e li si affida a Dio, ma non si tenta di evocarli o di interrogarli: lo spiritismo è proibito dalla Chiesa e dalla Scrittura. La via cattolica è la fiducia nella misericordia di Dio, mai la magia.
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Fonti. Salmo 129 (De profundis) nella versione italiana di mons. Antonio Martini, fedele alla Volgata; antifona Requiem æternam e Canone romano della Messa; 2 Maccabei 12 e Deuteronomio 18; dottrina del Purgatorio e della comunione dei santi secondo il Catechismo di San Pio X.