Anno liturgico
Ognissanti: la festa di Tutti i Santi
Cos'è Ognissanti, perché si celebra il 1° novembre e che cosa significa: la festa della Chiesa trionfante e della comunione dei santi, da non confondere con la commemorazione dei defunti.

Ognissanti è la festa di prima classe con cui la Chiesa, ogni 1° novembre, onora in un solo giorno tutti i santi del cielo: non solo quelli iscritti nel calendario, ma la moltitudine immensa dei beati che nessuno può contare. È la festa della Chiesa trionfante e della comunione dei santi. Diamo subito la risposta a chi cerca l'essenziale, e poi entriamo nella storia e nel significato di questa grande festa.
Cos'è la festa di Ognissanti
Ognissanti, o festa di Tutti i Santi, è la celebrazione di tutti coloro che hanno raggiunto la beatitudine eterna e vedono Dio faccia a faccia. La Chiesa, lungo l'anno, dedica un giorno proprio a molti santi conosciuti per nome; ma i santi sono incalcolabilmente più numerosi delle date del calendario. Una sola festa li raccoglie tutti: i martiri, i confessori, le vergini, e tutti i giusti che sono già nella patria celeste, anche quelli che nessuno sulla terra ha mai canonizzato.
San Giovanni, nell'Apocalisse, contempla proprio questa moltitudine:
«Dopo di questo vidi una turba grande, che nissuno potea noverare, di tutte genti, e tribù, e popoli, e linguaggi, che stavano dinanzi al trono, e dinanzi all'Agnello, vestiti di bianche stole con palme nelle lor mani.» (Apocalisse 7, 9)
Sono i santi: «quelli che sono venuti da una tribolazione grande, e hanno lavato le loro stole, ed imbiancatele nel sangue dell'Agnello» (Apocalisse 7, 14). Ognissanti è la festa di questo popolo immenso.
Perché Ognissanti si celebra il 1° novembre
La festa non è nata subito al 1° novembre. Le sue radici affondano nella memoria dei martiri delle origini. Come ricorda Dom Guéranger,
«Nel 609 il papa Bonifacio IV ordinò che le sacre cripte delle catacombe rendessero i loro tesori: dopo sei secoli di persecuzione i martiri furono portati in trionfo a Roma, e il Pantheon edificato da Agrippa fu dedicato ai santi martiri il tredici di maggio.» (Dom Guéranger, L'anno liturgico)
Da quella memoria collettiva dei martiri nacque il desiderio di onorare, di anno in anno, tutti i figli beati morti per il Signore. La data del 1° novembre venne più tardi:
«Nel 732 Gregorio III dedicò in San Pietro un oratorio in onore del Salvatore, della sua beata Madre, degli Apostoli e di tutti i santi Martiri, Confessori e Giusti perfetti di tutto il mondo; da allora la solennità cominciò a celebrarsi il primo di novembre. Nell'835, su richiesta di Gregorio IV e con Ludovico il Pio, la sua celebrazione fu resa obbligatoria e accolta da tutta la Chiesa.» (Dom Guéranger, L'anno liturgico)
Così la festa, da memoria dei soli martiri, è diventata la celebrazione universale di tutti i santi, fissata stabilmente al primo giorno di novembre.
Quando cade Ognissanti: la data del 1° novembre ogni anno
A differenza della Pasqua e delle feste mobili che da essa dipendono, Ognissanti è una festa fissa: cade sempre il 1° novembre, qualunque sia il giorno della settimana. Non occorre quindi calcolarne ogni anno la data. Nel 2025 la festa di Ognissanti cade di sabato 1° novembre; poiché il 2 novembre è domenica, la commemorazione dei fedeli defunti si trasferisce, secondo le rubriche del 1962, a lunedì 3 novembre. Negli anni successivi la festa resta inchiodata al medesimo giorno: 1° novembre nel 2026, nel 2027 e così via.
Trattandosi di una festa di prima classe, la liturgia di Ognissanti ha la precedenza sulle domeniche dopo la Pentecoste: se il 1° novembre cade di domenica, è la festa di Tutti i Santi a essere celebrata, non la domenica «dopo la Pentecoste».
Il significato: la Chiesa trionfante
Ognissanti chiude e corona il ciclo dell'anno liturgico. Il suo significato profondo è la rivelazione della Chiesa trionfante, cioè la parte della Chiesa che ha già vinto e regna con Cristo nella gloria. Dom Guéranger la chiama «il trionfo della maternità della Chiesa, poiché la grande moltitudine dinanzi al trono dell'Agnello sono i figli che ella sola ha donato a Dio».
La stagione stessa concorre a questo significato. Il cardinale Schuster osserva come il progredire dell'autunno, «con la caduta delle foglie appassite e il lungo ciclo delle domeniche dopo la Pentecoste, volge la nostra mente all'eternità e al mondo oltre la tomba». Ed è precisamente in questo momento che la liturgia ci apre uno squarcio di cielo: «Oggi il Veggente di Patmos solleva un lembo del velo e ci mostra la Chiesa trionfante in tutto il suo splendore».
La festa ha anche un colore escatologico: i santi sono il corteo del Re che ritorna. Lo canta l'Invitatorio del Mattutino: Venite, adoriamo il Signore, Re dei re, poiché Egli stesso è la corona di tutti i santi. Non a caso la festa di Cristo Re fu posta nella domenica che precede Ognissanti: le due celebrazioni si illuminano a vicenda, tenendoci davanti agli occhi Cristo che ritorna in compagnia dei suoi santi.
La comunione dei santi
Ognissanti non è solo memoria di chi è già in cielo: è la festa della comunione dei santi, quel legame vivo che unisce le tre parti della Chiesa. La Chiesa trionfante (i santi del cielo), la Chiesa purgante (le anime del Purgatorio) e la Chiesa militante (noi, ancora pellegrini sulla terra) formano un solo Corpo in Cristo.
Per questo onorare i santi non ci allontana da loro, ma ci avvicina: essi sono i nostri concittadini e intercedono per noi. La festa, dice Dom Pius Parsch, «ci offre uno sguardo nel cielo e ci fa conoscere la nostra vera patria e i nostri concittadini». I santi del cielo pregano per noi; noi a nostra volta, il giorno seguente, pregheremo per i nostri defunti.
Ognissanti e la commemorazione dei defunti: non confonderle
È l'equivoco più comune, e vale la pena scioglierlo con chiarezza. Ognissanti (1° novembre) non è la festa dei morti.
- 1° novembre — Ognissanti. Festa di gioia: celebra i santi del cielo, la Chiesa trionfante. È una festa di prima classe, di colore liturgico bianco.
- 2 novembre — Commemorazione di tutti i fedeli defunti. È il giorno in cui la Chiesa prega per le anime del Purgatorio, perché siano purificate e ammesse alla visione di Dio. Il colore liturgico è il nero.
I due giorni sono complementari e consecutivi proprio perché esprimono insieme la comunione dei santi: il primo guarda in alto, ai beati; il secondo guarda con carità alle anime che attendono il cielo. La consuetudine popolare di visitare i cimiteri appartiene soprattutto al 2 novembre, anche se di fatto inizia già nel pomeriggio di Ognissanti.
Come vivere la festa
Ognissanti, festa di prima classe, è giorno festivo di precetto: la partecipazione alla Santa Messa ne è il cuore. È bello, in questo giorno, affidare alla preghiera dei santi le nostre necessità e quelle dei nostri cari, e rinnovare il desiderio della patria celeste. Si possono recitare le Litanie dei Santi, che li invocano uno per uno, dagli Apostoli ai martiri, ai confessori e alle vergini. Tra le devozioni più adatte alla festa c'è il ricorso all'intercessione della Vergine, Regina di tutti i santi: le Litanie Lauretane la invocano proprio così, Regina Sanctorum omnium, Regina di tutti i Santi.
Auguri e «buona festa di Ognissanti»: che cosa augurarsi davvero
Molti, il mattino del 1° novembre, cercano un pensiero da inviare ai propri cari: un augurio, una «buona festa di Ognissanti», un'immagine per il buongiorno. È un desiderio buono, purché l'augurio dica la verità della festa. Ognissanti non è una ricorrenza generica né una festa autunnale: è la celebrazione dei santi del cielo. L'augurio più giusto, allora, non è un semplice «buona festa», ma il desiderio reciproco di diventare santi, perché alla santità tutti siamo chiamati.
Più che un'immagine o una frase di circostanza, la tradizione ci offre una formula antica e densa, quella con cui la liturgia stessa apre la Messa del giorno: Gaudeamus omnes in Domino, «Rallegriamoci tutti nel Signore, celebrando questo giorno di festa in onore di tutti i Santi». Ecco l'augurio vero di Ognissanti: la gioia di chi sa di avere in cielo una folla di amici e di intercessori. A chi ci è caro possiamo augurare proprio questo, con le parole di san Paolo: di essere fatti degni un giorno «di partecipare alla sorte dei santi nella luce» (Colossesi 1, 12).
Domande frequenti
Cos'è la festa di Ognissanti?
È la festa di Tutti i Santi: la Chiesa onora in un solo giorno tutti i beati del cielo, conosciuti e sconosciuti, celebrando la Chiesa trionfante e la comunione dei santi.
Quando si celebra Ognissanti?
Ognissanti si celebra ogni anno il 1° novembre. Il giorno seguente, il 2 novembre, è la commemorazione di tutti i fedeli defunti (trasferita al 3 quando il 2 cade di domenica, secondo le rubriche del 1962).
Che differenza c'è tra Ognissanti e il giorno dei morti?
Ognissanti (1° novembre) è la festa gioiosa dei santi già in cielo. La commemorazione dei defunti (2 novembre) è il giorno in cui si prega per le anime del Purgatorio. Sono due celebrazioni distinte, anche se vicine.
Perché Ognissanti cade il 1° novembre?
La data fu fissata da papa Gregorio III nel secolo VIII, quando dedicò in San Pietro un oratorio a tutti i santi; nell'835 Gregorio IV ne rese obbligatoria la celebrazione il 1° novembre per tutta la Chiesa.
Ognissanti è una festa di precetto?
Sì: è una festa di prima classe e giorno festivo di precetto, nel quale i fedeli sono tenuti a partecipare alla Santa Messa.
Quando cade Ognissanti nel 2025?
Nel 2025 Ognissanti cade di sabato 1° novembre; poiché il 2 novembre è domenica, la commemorazione di tutti i fedeli defunti si celebra, secondo le rubriche del 1962, lunedì 3 novembre. La data della festa è fissa: cade sempre il 1° novembre, qualunque anno sia.
Che auguri si fanno per Ognissanti?
L'augurio più giusto non è una semplice «buona festa», ma il desiderio reciproco di camminare verso la santità, alla quale tutti siamo chiamati. La liturgia stessa ci suggerisce le parole: Gaudeamus omnes in Domino, «Rallegriamoci tutti nel Signore» nella festa di tutti i Santi.
Fonti.
- Dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico.
- Card. Ildefonso Schuster, Liber Sacramentorum.
- Dom Pius Parsch, L'anno di grazia della Chiesa.
- Sacra Scrittura, Apocalisse 7, secondo la versione di mons. Antonio Martini.
L'app Iter Fidei contiene il calendario liturgico, le preghiere e i salmi, in latino e italiano, con audio. Unitevi qui all'accesso anticipato.