La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 7: Domine Deus meus, in te speravi, la preghiera dell'innocente calunniato
Il salmo 7, *Domine Deus meus, in te speravi*, porta lo stesso numero nelle Bibbie moderne e nella Vulgata: è la preghiera di un uomo accusato ingiustamente, che non si fa giustizia da sé ma porta la sua causa davanti al tribunale di Dio. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con il latino a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, l'uso a Compieta e nell'Ufficio dei defunti e il modo di pregarlo.
1 Psalmus David, quem cantavit Domino pro verbis Chusi, filii Jemini.
1 Salmo di David, cantato da lui al Signore a motivo delle parole di Chus figliuolo di Jemini.
2 Domine Deus meus, in te speravi ; salvum me fac ex omnibus persequentibus me, et libera me :
2 Signore, Dio mio, in te ho posta la mia speranza: salvami, e liberami da tutti coloro, che mi perseguitano.
3 nequando rapiat ut leo animam meam, dum non est qui redimat, neque qui salvum faciat.
3 Affinchè qual lione non faccia preda dell'anima mia, quando non siavi chi porti liberazione, e salute.
4 Domine Deus meus, si feci istud, si est iniquitas in manibus meis,
4 Signore, Dio mio, se io ho fatta tal cosa, se havvi nelle mani mie iniquità;
5 si reddidi retribuentibus mihi mala, decidam merito ab inimicis meis inanis.
5 Se male ho renduto a coloro, che a me ne facevano, cada io giustamente senza pro sotto de' miei nemici.
6 Persequatur inimicus animam meam, et comprehendat ; et conculcet in terra vitam meam, et gloriam meam in pulverem deducat.
6 Perseguiti l'inimico l'anima mia, mi raggiunga, e calpesti insiem colla terra la mia vita, e riduca in polvere la mia gloria.
7 Exsurge, Domine, in ira tua, et exaltare in finibus inimicorum meorum : et exsurge, Domine Deus meus, in præcepto quod mandasti,
7 Levati su, o Signore, nell'ira tua, e fa mostra di tua grandezza in mezzo a' miei nemici. E levati su, o Signore, Dio mio, secondo la legge stabilita da te:
8 et synagoga populorum circumdabit te : et propter hanc in altum regredere :
8 E la moltitudine delle nazioni si adunerà intorno a te. E per amor di questa ritorna nell'alto:
9 Dominus judicat populos. Judica me, Domine, secundum justitiam meam, et secundum innocentiam meam super me.
9 Il Signore fa giudizio dei popoli. Fammi ragione, o Signore, secondo la mia giustizia, e secondo l'innocenza che è in me.
10 Consumetur nequitia peccatorum, et diriges justum, scrutans corda et renes, Deus.
10 La malvagità de' peccatori avrà fine, e sarai guida del giusto, tu, o Dio, che penetri i cuori, e gli affetti.
11 Justum adjutorium meum a Domino, qui salvos facit rectos corde.
11 Il mio soccorso giustamente (aspetto) dal Signore, il quale salva coloro, che sono schietti di cuore.
12 Deus judex justus, fortis, et patiens ; numquid irascitur per singulos dies ?
12 Dio giusto Giudice, forte, e paziente si adira egli forse ogni dì?
13 Nisi conversi fueritis, gladium suum vibrabit ; arcum suum tetendit, et paravit illum.
13 Se voi non vi convertirete, egli ruoterà la sua spada: ha teso il suo arco, e lo tien preparato.
14 Et in eo paravit vasa mortis, sagittas suas ardentibus effecit.
14 E con esso ha preparati strumenti di morte; le sue frecce ha formate per quelli, che spiran fiamme.
15 Ecce parturiit injustitiam ; concepit dolorem, et peperit iniquitatem.
15 Ecco che quegli ha partorito l'ingiustizia, ha conceputo dolore, ed ha partorito l'iniquità.
16 Lacum aperuit, et effodit eum ; et incidit in foveam quam fecit.
16 Ha aperta, e scavata la fossa, e nella fossa, che ha fatto, egli è caduto.
17 Convertetur dolor ejus in caput ejus, et in verticem ipsius iniquitas ejus descendet.
17 Il suo dolore ritornerà sul capo di lui, e sulla testa di lui cadrà la sua iniquità.
18 Confitebor Domino secundum justitiam ejus, et psallam nomini Domini altissimi.
18 Glorificherò il Signore per la sua giustizia, e al nome del Signore altissimo canterò inni di laude.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 7: perché il numero non cambia?
Per la maggior parte dei salmi le Bibbie moderne e la Vulgata hanno due numeri diversi, perché la Vulgata unisce in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Lo scarto però comincia soltanto dal salmo 10: fino al salmo 8 le due numerazioni coincidono. Il salmo 7 della CEI è dunque il salmo 7 del Martini, del Breviario e dei Padri, il Domine Deus meus, in te speravi. Anche i versetti hanno gli stessi numeri: il titolo conta come versetto 1. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 7?
Il salmo 7 è la preghiera di un innocente accusato a torto. Si svolge come un processo, dal giuramento d'innocenza alla sentenza, e si chiude con la lode del Giudice.
Il titolo: Chus figliuolo di Jemini
Il titolo lega il salmo a un episodio della vita di Davide: «Salmo di David, cantato da lui al Signore a motivo delle parole di Chus figliuolo di Jemini» (v. 1). Il personaggio non compare altrove con questo nome. Sant'Agostino lo identifica con Cusai, l'amico fedele che andò a ingannare Assalonne per salvare Davide. Altri commentatori pensano piuttosto a Semei, della tribù di Beniamino, che maledisse Davide durante la fuga e che il re chiama appunto «un figliuolo di Jemini» (II libro dei Re (2 Samuele), capitolo 16). In entrambi i casi la cornice è quella della rivolta di Assalonne, come nel salmo 3.
Il rifugio (v. 2-3)
«Signore, Dio mio, in te ho posta la mia speranza: salvami, e liberami da tutti coloro, che mi perseguitano». Le Bibbie moderne traducono “in te mi rifugio”; il latino dice in te speravi: la speranza è già un rifugio. Il pericolo è descritto con un'immagine di caccia: «Affinchè qual lione non faccia preda dell'anima mia, quando non siavi chi porti liberazione, e salute».
Il giuramento d'innocenza (v. 4-6)
Il giusto pronuncia allora un giuramento solenne: «Signore, Dio mio, se io ho fatta tal cosa, se havvi nelle mani mie iniquità; Se male ho renduto a coloro, che a me ne facevano», allora soccomba davanti ai suoi nemici. Non pretende di essere senza peccato davanti a Dio; afferma di essere innocente di ciò di cui lo si accusa. E aggiunge un tratto notevole: non ha reso male per male. È già la morale del Vangelo.
«Levati su, o Signore» (v. 7-10)
«Levati su, o Signore, nell'ira tua, e fa mostra di tua grandezza in mezzo a' miei nemici». Il giusto chiede al Giudice di prendere posto, circondato dalla «moltitudine delle nazioni» (v. 8). La scena si allarga: non è più soltanto la causa di un uomo, è il giudizio di tutti i popoli.
Il versetto 9 è il cuore del processo: «Il Signore fa giudizio dei popoli. Fammi ragione, o Signore, secondo la mia giustizia, e secondo l'innocenza che è in me» (v. 9). Non è orgoglio: il giusto sa che soltanto Dio vede il fondo dei cuori, e per questo si rimette a lui piuttosto che agli uomini. Il versetto 10 lo dice espressamente: Dio è colui «che penetri i cuori, e gli affetti». Il latino dice scrutans corda et renes, i cuori e i reni, che nel linguaggio biblico sono la sede dei sentimenti più intimi. Il Cristo dell'Apocalisse riprende questo titolo: «io sono scrutatore degli affetti del cuore» (Apocalisse, capitolo 2).
Il giudice paziente e il male che ricade (v. 11-18)
«Dio giusto Giudice, forte, e paziente si adira egli forse ogni dì?» (v. 12). La pazienza di Dio non è indifferenza: lascia il tempo della conversione, ma ha un termine: «Se voi non vi convertirete, egli ruoterà la sua spada» (v. 13).
Poi il salmo descrive il malvagio con una precisione da moralista: «Ecco che quegli ha partorito l'ingiustizia, ha conceputo dolore, ed ha partorito l'iniquità» (v. 15). Il peccato ha la sua gestazione: lo si concepisce prima di partorirlo. San Giacomo descrive la stessa generazione: «la concupiscenza quando ha conceputo, partorisce il peccato» (Giacomo, capitolo 1). E il male finisce per ritorcersi contro il suo autore: «Ha aperta, e scavata la fossa, e nella fossa, che ha fatto, egli è caduto» (v. 16). Sant'Agostino vi vede una legge costante: la malizia punisce anzitutto chi la commette.
Il processo si chiude nella lode: «Glorificherò il Signore per la sua giustizia» (v. 18). Il giusto non celebra la propria vittoria, ma la giustizia di Dio.
La lettura dei Padri: Cristo accusato
I Padri hanno sentito in questo salmo la voce di Cristo, accusato senza motivo e consegnato ai suoi nemici, che non rese male per male e rimise la sua causa al Padre. Il salmo insegna così al cristiano ciò che san Paolo riassume: «Non vendicandovi da voi stessi, o carissimi» (Romani 12, 19). Si accosta al salmo 35 delle Bibbie moderne, Judica, Domine, nocentes me, dove l'oppresso chiede al Signore di difendere la sua causa, e al salmo 17, Exaudi, Domine, justitiam meam, altra preghiera di un innocente davanti al tribunale di Dio.
Il salmo 7 nella liturgia del 1962
Compieta del lunedì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 7 si canta a Compieta del lunedì, diviso in due sezioni (versetti 2-10 e 11-18), dopo il salmo 6, Domine, ne in furore, sotto l'antifona Salvum me fac, Domine, propter misericordiam tuam. Prima di dormire, la Chiesa rimette a Dio le ingiustizie del giorno e confessa che egli solo è giudice. La storia di quest'Ora è raccontata nella nostra guida alla Compieta, e l'Ufficio del giorno si trova nel breviario.
L'Ufficio dei defunti. Il salmo 7 appartiene anche al primo notturno del Mattutino dei defunti, dopo i salmi 5 e 6, con l'antifona Nequando rapiat ut leo animam meam, dum non est qui redimat, neque qui salvum faciat, presa dal versetto 3: la Chiesa lo presta all'anima che si presenta al giudizio. Vedete anche la preghiera per i defunti.
La Messa. Il Messale del 1962 canta il versetto 2, Domine Deus meus, in te speravi, nel communio del sabato delle Quattro Tempora di Quaresima e nel versetto alleluiatico della seconda domenica dopo Pentecoste; il versetto 12, Deus judex justus, fortis et patiens, forma il versetto alleluiatico della terza domenica dopo Pentecoste.
Come pregare il salmo 7
- Quando si è accusati ingiustamente. È il salmo dell'innocente calunniato: lo si prega per rimettere a Dio la propria causa, non per invocare la sventura sull'avversario.
- Quando si è tentati di vendicarsi. Insegna a tenere le mani pulite e a lasciare il giudizio a Dio.
- Per esaminarsi. Prima di dire «se io ho fatta tal cosa», bisogna verificarlo: il salmo è anche un esame di coscienza.
- Pensando al giudizio. Il Dio «giusto Giudice, forte, e paziente» attende la nostra conversione; vedete che cosa insegna la Chiesa sul giudizio universale.
Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa dice il salmo 7, versetto 2?
«Signore, Dio mio, in te ho posta la mia speranza: salvami, e liberami da tutti coloro, che mi perseguitano». È l'apertura del salmo, che le Bibbie moderne rendono con “in te mi rifugio”. La speranza in Dio è il primo riparo del giusto perseguitato.
Che cosa significa il versetto 9 del salmo 7?
Il giusto chiede: «Fammi ragione, o Signore, secondo la mia giustizia, e secondo l'innocenza che è in me». Non si dice senza peccato; afferma la sua innocenza nella causa di cui è accusato e chiede a Dio, che scruta i cuori, di giudicare lui stesso.
Chi ha scritto il salmo 7?
Il titolo lo attribuisce a Davide, «a motivo delle parole di Chus figliuolo di Jemini». Sant'Agostino identifica questo personaggio con Cusai, l'amico di Davide; altri vi vedono Semei, il beniaminita che maledisse il re. Come tutta la Scrittura, il salmo ha per autore principale lo Spirito Santo.
Qual è il significato del salmo 7?
È la preghiera del giusto calunniato che si rimette al giudizio di Dio. Insegna tre cose: non rendere male per male, credere che Dio vede il fondo dei cuori, sapere che il male finisce per ricadere su chi lo commette.
Quando si prega il salmo 7?
La Chiesa lo canta la sera, a Compieta del lunedì, e lo prega per i defunti nel Mattutino dei morti. Conviene a chiunque soffra un'accusa ingiusta.
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