La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 17 (Vulgata 16): Exaudi, Domine, justitiam meam, la preghiera del giusto
Il salmo 17 delle Bibbie moderne è il salmo 16 della Vulgata, l'*Exaudi, Domine, justitiam meam*: la preghiera di Davide perseguitato, che chiede a Dio di custodirlo «come la pupilla dell'occhio» e di coprirlo «all'ombra delle ali». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il versetto 8 che la Chiesa canta ogni sera a Compieta, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 16 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 15.
1 Oratio David. Exaudi, Domine, justitiam meam ; intende deprecationem meam. Auribus percipe orationem meam, non in labiis dolosis.
1 Orazione di Davidde. Esaudisci, o Signore, la mia giustizia, dà udienza alle mie preghiere. Porgi le orecchie alla orazione, che io fo con labbra non fraudolente.
2 De vultu tuo judicium meum prodeat ; oculi tui videant æquitates.
2 Dalla tua faccia venga la mia giustificazione: gli occhi tuoi rivolgansi verso dell'equità.
3 Probasti cor meum, et visitasti nocte ; igne me examinasti, et non est inventa in me iniquitas.
3 Hai fatto saggio del mio cuore, e nella notte lo hai visitato: col fuoco hai fatto prova di me, e non si è trovata in me iniquità.
4 Ut non loquatur os meum opera hominum : propter verba labiorum tuorum, ego custodivi vias duras.
4 Affinchè la mia bocca non parli secondo il fare degli uomini: per riguardo alle parole delle tue labbra io ho battuto vie faticose.
5 Perfice gressus meos in semitis tuis, ut non moveantur vestigia mea.
5 Reggi tu fortemente i miei passi ne' tuoi sentieri, affinchè i piedi miei non vacillino.
6 Ego clamavi, quoniam exaudisti me, Deus ; inclina aurem tuam mihi, et exaudi verba mea.
6 Io alzai, o Dio, le mie grida, perché tu mi esaudisti: porgi a me la tua orecchia, e ascolta le mie parole.
7 Mirifica misericordias tuas, qui salvos facis sperantes in te.
7 Fa bella mostra di tue misericordie, o Salvator di coloro, che sperano in te.
8 A resistentibus dexteræ tuæ custodi me ut pupillam oculi. Sub umbra alarum tuarum protege me
8 Da color, che resistono alla tua destra tienimi difeso come la pupilla dell'occhio. Cuoprimi all'ombra delle ali tue:
9 a facie impiorum qui me afflixerunt. Inimici mei animam meam circumdederunt ;
9 Dalla faccia degli empj, che mi hanno afflitto. I miei nemici han circondata l'anima mia:
10 adipem suum concluserunt : os eorum locutum est superbiam.
10 Hanno chiuse le loro viscere; la loro bocca ha parlato con arroganza.
11 Projicientes me nunc circumdederunt me ; oculos suos statuerunt declinare in terram.
11 Dopo di avermi rigettato adesso mi han circondato: si studiano di tener gli occhi loro rivolti alla terra.
12 Susceperunt me sicut leo paratus ad prædam, et sicut catulus leonis habitans in abditis.
12 Stanno intenti a me come un lione inteso alla preda, e come un lioncino, che sta in aguato in luoghi nascosti.
13 Exsurge, Domine : præveni eum, et supplanta eum : eripe animam meam ab impio ; frameam tuam
13 Levati su, o Signore, previenlo, gettalo a terra; libera colla tua spada l'anima mia dall'empio,
14 ab inimicis manus tuæ. Domine, a paucis de terra divide eos in vita eorum ; de absconditis tuis adimpletus est venter eorum. Saturati sunt filiis, et dimiserunt reliquias suas parvulis suis.
14 Da' nemici della tua mano. Separagli, o Signore, nella lor vita da que', che sono in piccol numero sulla terra: il loro ventre è ripieno de' beni tuoi. Hanno numerosa figliuolanza, e lasciano i loro avanzi ai lor bambini.
15 Ego autem in justitia apparebo conspectui tuo ; satiabor cum apparuerit gloria tua.
15 Ma io mi presenterò al tuo cospetto con la giustizia: sarò satollato all'apparire della tua gloria.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 17 o salmo 16?
Questo salmo porta due numeri. Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e lo chiamano salmo 17; la Vulgata, la Settanta e i libri liturgici della Chiesa lo contano come salmo 16, perché uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. I versetti, invece, si corrispondono: il celebre versetto 8 è lo stesso nelle due numerazioni.
Da qui due equivoci. Il salmo 16 delle Bibbie moderne è il Conserva me, Domine, «Salvami, o Signore, perocché in te ho posta la mia speranza», che trovate alla pagina del salmo 16 (Vulgata 15). E chi cerca «salmo 17» in un libro che segue la Vulgata trova il grande cantico di Davide liberato, «Te amerò io, o Signore, fortezza mia», cioè il salmo 18 delle Bibbie moderne (Vulgata 17). La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 17?
Il titolo è breve: «Orazione di Davidde» (v. 1), Oratio David. È la supplica di un innocente accusato e braccato, che non cerca di difendersi da solo, ma porta la sua causa davanti all'unico giudice la cui sentenza conti.
L'appello al giudice (v. 1-5). Davide chiede: «Esaudisci, o Signore, la mia giustizia, dà udienza alle mie preghiere» (v. 1). Non pretende di essere senza peccato: afferma che, nella causa presente, ha le mani pulite, e osa chiedere che il giudizio venga «Dalla tua faccia» (v. 2). La prova che porta è quella di una coscienza che si è lasciata scrutare: «Hai fatto saggio del mio cuore, e nella notte lo hai visitato: col fuoco hai fatto prova di me, e non si è trovata in me iniquità» (v. 3). La notte è l'ora dell'esame, quando le scuse cadono. Per custodire questa rettitudine egli ha scelto «vie faticose» (v. 4), e chiede soltanto: «Reggi tu fortemente i miei passi ne' tuoi sentieri» (v. 5).
La pupilla e le ali (v. 6-9). Viene allora il cuore del salmo: «Da color, che resistono alla tua destra tienimi difeso come la pupilla dell'occhio. Cuoprimi all'ombra delle ali tue» (v. 8). La pupilla è ciò che il corpo protegge d'istinto: la palpebra si chiude prima ancora che si sia visto il pericolo. Chiedere a Dio una simile custodia è affidarsi a una vigilanza che non si allenta mai.
L'immagine viene dal cantico di Mosè, dove Dio custodisce il suo popolo nel deserto: «lo istruì, e lo custodì, come la pupilla dell'occhio suo» (Deuteronomio 32, 10). L'ombra delle ali è quella dell'uccello che copre la nidiata; Cristo la riprenderà per sé piangendo su Gerusalemme: «quante volte ho voluto io radunare i tuoi figli, come la gallina raduna i suoi pulcini sotto le ali» (Matteo 23, 37).
I nemici (v. 9-14). Il ritratto dei persecutori è cupo: «Hanno chiuse le loro viscere; la loro bocca ha parlato con arroganza» (v. 10). Spiano la preda «come un lione inteso alla preda» (v. 12). Il versetto 14 li descrive come uomini il cui orizzonte è tutto in questa vita: «il loro ventre è ripieno de' beni tuoi», hanno numerosa figliolanza «e lasciano i loro avanzi ai lor bambini» (v. 14). Hanno quaggiù la loro ricompensa.
La sazietà del giusto (v. 15). L'ultimo versetto oppone a questa sazietà terrena un'altra sazietà: «Ma io mi presenterò al tuo cospetto con la giustizia: sarò satollato all'apparire della tua gloria». Il salmo, cominciato nell'angoscia della notte, finisce nell'attesa di una luce.
I Padri e il salmo 17
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, sente in questo salmo la voce di Cristo, il solo giusto nel quale l'iniquità davvero «non si è trovata», provato dal fuoco della Passione e circondato di nemici. Il salmo diventa poi la preghiera della Chiesa, suo corpo, che a sua volta soffre la calunnia e la persecuzione, e di ogni fedele in lei.
L'ultimo versetto ha colpito soprattutto la tradizione. Il giusto non sarà saziato di beni da lasciare ad altri, ma «all'apparire della tua gloria». I Padri vi hanno letto la risurrezione e la visione di Dio faccia a faccia, che san Giovanni promette ai figli di Dio: «quand' egli apparirà, sarem simili a lui: perché lo vedremo, qual egli è» (1 Giovanni 3, 2).
Il salmo 17 nella liturgia del 1962
Mattutino del lunedì. Nel Breviario romano del 1962, che segue il salterio di san Pio X (1911), il salmo 16 si recita al Mattutino del lunedì, che nelle ferie ha un solo notturno di nove salmi, con l'antifona Inclina, Domine, aurem tuam mihi, et exaudi verba mea, presa dal versetto 6. È di notte, dice il versetto 3, che Dio visita il cuore. Potete pregarlo al suo posto nel breviario del giorno.
Compieta di ogni sera. Il versetto 8 è diventato una formula della preghiera serale della Chiesa. Ogni giorno, a Compieta, dopo il responsorio breve In manus tuas, si canta il versetto Custodi nos, Domine, ut pupillam oculi, con la risposta Sub umbra alarum tuarum protege nos: “Custodiscici, Signore, come la pupilla dell'occhio; proteggici all'ombra delle tue ali”. La domanda personale di Davide è diventata quella di tutta la Chiesa al momento di addormentarsi.
Nel Messale. Il salmo è caro alla Quaresima: il venerdì della seconda settimana l'introito canta il versetto 15, Ego autem cum justitia apparebo in conspectu tuo; il martedì della terza settimana l'introito è Ego clamavi, quoniam exaudisti me, con i versetti 6 e 8. Il graduale Custodi me, Domine, ut pupillam oculi si canta il giovedì della prima settimana di Quaresima e la X domenica dopo Pentecoste; l'offertorio della VI domenica dopo Pentecoste è Perfice gressus meos in semitis tuis (versetti 5-7), il communio della XXII domenica Ego clamavi (versetto 6).
San Lorenzo. Il 10 agosto il versetto 3 acquista un senso letterale. Il graduale della Messa canta Probasti, Domine, cor meum, et visitasti nocte: igne me examinasti, et non est inventa in me iniquitas, e un'antifona del Mattutino ripete Igne me examinasti. Il diacono romano, arso sulla graticola, è il giusto provato «col fuoco»; ne raccontiamo la storia nella pagina su san Lorenzo.
Come pregare il salmo 17
La sera. Sull'esempio della Compieta, il versetto 8 è una preghiera già pronta per la notte. Si può dire al momento di coricarsi, dopo l'esame di coscienza, affidandosi alla custodia di Dio e del proprio Angelo, nello spirito della preghiera della sera. Si accorda con il salmo 4, Cum invocarem, e con il salmo 91 (Vulgata 90), Qui habitat, dove il fedele spera sotto le ali di Dio.
Nella calunnia. Quando si è accusati ingiustamente, questo salmo insegna a non vendicarsi: si rimette la propria causa a Dio, chiedendogli di scrutare il proprio cuore prima di giudicare quello degli altri.
Per desiderare il Cielo. Il versetto 15 si prega come atto di speranza: non cercare la propria sazietà nei beni di questo mondo, ma nella gloria di Dio che apparirà.
Lo si conclude, come all'Ufficio, con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Perché il salmo 17 si chiama anche salmo 16?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia cattolica, uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Il salmo 17 delle Bibbie moderne è dunque il salmo 16 della Vulgata, l'Exaudi, Domine, justitiam meam. È lo stesso testo.
Che cosa dice il salmo 17, versetto 8?
Nel Martini: «tienimi difeso come la pupilla dell'occhio. Cuoprimi all'ombra delle ali tue». Le Bibbie moderne traducono “custodiscimi come pupilla degli occhi”. È una domanda di protezione totale, che la Chiesa canta ogni sera a Compieta.
Chi ha scritto il salmo 17?
Il titolo lo attribuisce a Davide: «Orazione di Davidde». La tradizione vi sente Davide perseguitato dai suoi nemici, e al di là di lui Cristo, il giusto per eccellenza. Come tutta la Scrittura, è ispirato dallo Spirito Santo.
Qual è il significato del salmo 17?
È la supplica di un innocente che porta la sua causa davanti a Dio, chiede la sua protezione contro nemici spietati e attende la sua sazietà non dai beni di questo mondo, ma dalla gloria di Dio. I Padri vi leggono la Passione di Cristo e la speranza della risurrezione.
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