La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 18 (Vulgata 17): Diligam te, Domine, il canto di Davide liberato
Il salmo 18 delle Bibbie moderne è il salmo 17 della Vulgata, il *Diligam te, Domine, fortitudo mea*: il grande ringraziamento di Davide salvato da Saul e da tutti i suoi nemici, che si apre con una dichiarazione d'amore a Dio. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il versetto 32, la lettura cristiana dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 17 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 16.
1 In finem. Puero Domini David, qui locutus est Domino verba cantici hujus, in die qua eripuit eum Dominus de manu omnium inimicorum ejus, et de manu Saul, et dixit :
1 Per la fine: salmo di Davidde servo del Signore, il quale indirizzò al Signore le parole di questo cantico nel giorno, in cui liberollo il Signore dalle mani di tutti i suoi nemici, e dalle mani di Saul, onde disse:
2 Diligam te, Domine, fortitudo mea.
2 Te amerò io, o Signore, fortezza mia:
3 Dominus firmamentum meum, et refugium meum, et liberator meus. Deus meus adjutor meus, et sperabo in eum ; protector meus, et cornu salutis meæ, et susceptor meus.
3 Il Signore mia fermezza, e mio rifugio, e mio liberatore. Il mio Dio, mio soccorso, e in lui spererò. Protettor mio, e mia potente salute, e mio difensore.
4 Laudans invocabo Dominum, et ab inimicis meis salvus ero.
4 Loderò, e invocherò il Signore, e sarò liberato da' miei nemici.
5 Circumdederunt me dolores mortis, et torrentes iniquitatis conturbaverunt me.
5 Mi circondarono i dolori di morte, e i torrenti d'iniquità mi atterrirono.
6 Dolores inferni circumdederunt me ; præoccupaverunt me laquei mortis.
6 Mi circondarono i dolori d'inferno, mi impigliarono i lacci di morte.
7 In tribulatione mea invocavi Dominum, et ad Deum meum clamavi : et exaudivit de templo sancto suo vocem meam ; et clamor meus in conspectu ejus introivit in aures ejus.
7 Nella mia tribolazione invocai il Signore, e al mio Dio alzai le mie grida, Ed egli dal santo tempio suo esaudì la mia voce, e il gridar ch' io feci dinanzi a lui alle orecchie di lui arrivò.
8 Commota est, et contremuit terra ; fundamenta montium conturbata sunt, et commota sunt : quoniam iratus est eis.
8 Si commosse, e fu in tremore la terra; agitate furono, e scosse le fondamenta delle montagne, perché egli era sdegnato con essi.
9 Ascendit fumus in ira ejus, et ignis a facie ejus exarsit ; carbones succensi sunt ab eo.
9 Dall'ira di lui saliva il fumo, e fuoco ardeva nella sua faccia: da questo furono accesi i carboni.
10 Inclinavit cælos, et descendit, et caligo sub pedibus ejus.
10 Abbassò i cieli, e discese, e una nebbia caliginosa era sotto i suoi piedi.
11 Et ascendit super cherubim, et volavit ; volavit super pennas ventorum.
11 E salì sopra i Cherubini, e sciolse il suo volo: volò sull'ale de' venti.
12 Et posuit tenebras latibulum suum ; in circuitu ejus tabernaculum ejus, tenebrosa aqua in nubibus aëris.
12 Si occultò nelle tenebre, nel padiglione, che d'ogni parte il copriva (che è) la nera acqua delle nubi dell'aria.
13 Præ fulgore in conspectu ejus nubes transierunt ; grando et carbones ignis.
13 Al fulgore di sua presenza si sciolser le nubi (e ne venne) grandine, e carboni di fuoco:
14 Et intonuit de cælo Dominus, et Altissimus dedit vocem suam : grando et carbones ignis.
14 E tuonò il Signore dal cielo, e l'Altissimo bociò: grandine, e carboni di fuoco.
15 Et misit sagittas suas, et dissipavit eos ; fulgura multiplicavit, et conturbavit eos.
15 E vibrò sue saette, e li dissipò: mandò in copia le folgora, e gli atterrì.
16 Et apparuerunt fontes aquarum, et revelata sunt fundamenta orbis terrarum, ab increpatione tua, Domine, ab inspiratione spiritus iræ tuæ.
16 E si rendetter visibili le sorgive delle acque, e si scoprirono i fondamenti della terra. Per effetto di tue minacce, o Signore (per effetto) dello spirare del fiato dell'ira tua.
17 Misit de summo, et accepit me ; et assumpsit me de aquis multis.
17 Mi porse la mano dall'alto; e mi prese, e dalle molte acque mi trasse.
18 Eripuit me de inimicis meis fortissimis, et ab his qui oderunt me. Quoniam confortati sunt super me ;
18 Liberommi da' potentissimi miei nemici, e da color che mi odiavano, ed erano più forti di me:
19 prævenerunt me in die afflictionis meæ : et factus est Dominus protector meus.
19 Venner sopra di me repentinamente nel giorno di mia afflizione: ma il Signore si fè mio protettore.
20 Et eduxit me in latitudinem ; salvum me fecit, quoniam voluit me,
20 Trassemi fuora all'aperto: mi fece salvo, perché mi amò.
21 et retribuet mihi Dominus secundum justitiam meam, et secundum puritatem manuum mearum retribuet mihi :
21 E il Signore renderà a me secondo la mia giustizia, renderà a me secondo la purezza delle mie mani:
22 quia custodivi vias Domini, nec impie gessi a Deo meo ;
22 Perché io seguitai attentamente le vie del Signore, ed empiamente non operai contro il mio Dio.
23 quoniam omnia judicia ejus in conspectu meo, et justitias ejus non repuli a me.
23 Perché io ho davanti agli occhi tutti i suoi giudizj, e i suoi comandamenti non ho rigettati lungi da me.
24 Et ero immaculatus cum eo ; et observabo me ab iniquitate mea.
24 E sarò senza macchia dinanzi a lui, e mi guarderò dalla mia iniquità.
25 Et retribuet mihi Dominus secundum justitiam meam, et secundum puritatem manuum mearum in conspectu oculorum ejus.
25 E il Signore renderà a me secondo la mia giustizia, e secondo la purezza delle mani mie, ch'ei vede cogli occhi suoi.
26 Cum sancto sanctus eris, et cum viro innocente innocens eris,
26 Col santo tu sarai santo, e coll'uomo innocente sarai innocente:
27 et cum electo electus eris, et cum perverso perverteris.
27 Coll'uomo sincero sarai sincero, e con chi mal fa tu sarai malfacente.
28 Quoniam tu populum humilem salvum facies, et oculos superborum humiliabis.
28 Perocché tu salverai il popolo umile, e umilierai gli occhi degli orgogliosi.
29 Quoniam tu illuminas lucernam meam, Domine ; Deus meus, illumina tenebras meas.
29 Perchè tu, o Signore, alla mia lampa dai luce: Dio mio, rischiara tu le tenebre mie.
30 Quoniam in te eripiar a tentatione ; et in Deo meo transgrediar murum.
30 Imperocché per te sarò tratto fuori dalla tentazione, e col mio Dio sormonterò le muraglie.
31 Deus meus, impolluta via ejus ; eloquia Domini igne examinata : protector est omnium sperantium in se.
31 Immacolata ell'è la via del mio Dio; le parole del Signore son provate col fuoco: egli è protettore di tutti quelli, che sperano in lui.
32 Quoniam quis deus præter Dominum ? aut quis deus præter Deum nostrum ?
32 Imperocché chi è Dio fuori che il Signore? e chi è Dio fuori che il nostro Dio?
33 Deus qui præcinxit me virtute, et posuit immaculatam viam meam ;
33 Dio che mi cinse di robustezza, e la via ch'io batto rendette immacolata.
34 qui perfecit pedes meos tamquam cervorum, et super excelsa statuens me ;
34 Che fece i miei piedi simili a quei de' cervi, e in luogo sublime mi ha collocato.
35 qui docet manus meas ad prælium. Et posuisti, ut arcum æreum, brachia mea,
35 Che insegna alle mie mani la guerra: e tu le mie braccia facesti quasi arco di bronzo.
36 et dedisti mihi protectionem salutis tuæ : et dextera tua suscepit me, et disciplina tua correxit me in finem, et disciplina tua ipsa me docebit.
36 E mi desti in mia difesa la tua salute, e la destra tua mi sostenne. E la tua disciplina mi corresse in ogni tempo, e la tua disciplina stessa mi istruirà.
37 Dilatasti gressus meos subtus me, et non sunt infirmata vestigia mea.
37 Tu allargasti le vie ai miei passi, e le mie gambe non vacillarono.
38 Persequar inimicos meos, et comprehendam illos ; et non convertar donec deficiant.
38 Terrò dietro a' miei nemici, e li raggiungerò, e non tornerò indietro fin ché siano consunti.
39 Confringam illos, nec poterunt stare ; cadent subtus pedes meos.
39 Gli abbatterò, e non potranno più reggersi; cadranno sotto i miei piedi.
40 Et præcinxisti me virtute ad bellum, et supplantasti insurgentes in me subtus me.
40 E tu mi cingesti di valore per la guerra, e facesti cadere sotto di me quei, che si levavano contro di me.
41 Et inimicos meos dedisti mihi dorsum, et odientes me disperdidisti.
41 E a' miei nemici facesti volger la schiena, e dispergesti color, che mi odiavano.
42 Clamaverunt, nec erat qui salvos faceret ; ad Dominum, nec exaudivit eos.
42 Alzaron le grida, e non era chi li salvasse: (alzaron le grida) al Signore, e non gli esaudì.
43 Et comminuam eos ut pulverem ante faciem venti ; ut lutum platearum delebo eos.
43 Li stritolerò come al soffiar del vento la polvere: come il loto delle piazze io li conculcherò.
44 Eripies me de contradictionibus populi ; constitues me in caput gentium.
44 Tu mi salverai dalle contraddizioni del popolo: mi stabilirai capo delle nazioni.
45 Populus quem non cognovi servivit mihi ; in auditu auris obedivit mihi.
45 Un popolo, ch'io non conosceva mi ha servito: tosto che ebbe udito si rese a me obbediente.
46 Filii alieni mentiti sunt mihi, filii alieni inveterati sunt, et claudicaverunt a semitis suis.
46 I figliuoli adulteri negarono fede a me: i figliuoli adulteri sono alla vecchiaia, e zoppicando van fuori di loro strada.
47 Vivit Dominus, et benedictus Deus meus, et exaltetur Deus salutis meæ.
47 Viva il Signore, e diasi benedizione al mio Dio, e sia glorificato il Dio di mia salute.
48 Deus qui das vindictas mihi, et subdis populos sub me ; liberator meus de inimicis meis iracundis.
48 Dio, che a me dai potere per far vendetta, e soggetti a me le nazioni, tu che mi salvasti dall'ira de' miei nemici.
49 Et ab insurgentibus in me exaltabis me ; a viro iniquo eripies me.
49 E sopra color, che si levano contro di me, tu mi innalzerai; mi torrai dalle mani dell'uomo iniquo.
50 Propterea confitebor tibi in nationibus, Domine, et nomini tuo psalmum dicam ;
50 Per questo ti loderò io, o Signore, tralle nazioni, e canterò inni al nome tuo.
51 magnificans salutes regis ejus, et faciens misericordiam christo suo David, et semini ejus usque in sæculum.
51 A lui, il quale maravigliosamente ha salvato il suo re, e fa misericordia a Davidde suo cristo, e al seme di lui pe' secoli.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 18 o salmo 17?
È lo stesso salmo sotto due numeri. Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e lo chiamano salmo 18; la Vulgata e la Settanta, che la Chiesa ha sempre pregato, lo contano come salmo 17, perché uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. In latino comincia con Diligam te, Domine, fortitudo mea. La tavola completa delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Attenzione ai due equivoci che ne nascono:
- in un messalino o in un libro di devozione antico il «salmo 18» è il Cæli enarrant, «I cieli narrano la gloria di Dio», che nelle Bibbie moderne è il salmo 19: lo trovate alla pagina del salmo 19 (Vulgata 18);
- il salmo 17 delle Bibbie moderne è invece l'Exaudi, Domine, justitiam meam, la supplica che precede il nostro: salmo 17 (Vulgata 16).
La numerazione dei versetti coincide: nel Martini come nella CEI il titolo forma il versetto 1, e il celebre “salmo 18, 2” è il grido d'apertura, «Te amerò io, o Signore». Le Bibbie che non numerano il titolo, come quelle inglesi, sono indietro di un versetto: il loro 18, 31 è il nostro versetto 32.
Che cosa significa il salmo 18?
Il titolo dice le circostanze: Davide, «servo del Signore», indirizzò al Signore questo cantico «nel giorno, in cui liberollo il Signore dalle mani di tutti i suoi nemici, e dalle mani di Saul» (v. 1). La Scrittura lo ha conservato due volte, quasi parola per parola: qui e alla fine della storia di Davide, nel secondo libro dei Re, capitolo 22 (2 Samuele nelle Bibbie moderne), dove si legge: «Or Davidde cantò al Signore le parole di questo cantico». È il canto che riassume tutta una vita salvata.
Una dichiarazione d'amore (v. 2-4). Nessun altro salmo comincia così: «Te amerò io, o Signore, fortezza mia» (v. 2). Il latino Diligam è un futuro: l'amore è un proposito più che un sentimento. Seguono, uno sopra l'altro come titoli accumulati, i nomi che Davide dà a Dio: «Il Signore mia fermezza, e mio rifugio, e mio liberatore. Il mio Dio, mio soccorso, e in lui spererò. Protettor mio, e mia potente salute, e mio difensore» (v. 3). Dove l'ebraico dice “mia roccia”, la Vulgata dice firmamentum meum, il mio sostegno; l'espressione comune all'ebraico e al latino, cornu salutis meæ, “corno della mia salvezza”, il Martini la rende «mia potente salute», perché nella Bibbia il corno è simbolo di forza.
L'angoscia (v. 5-7). Davide ricorda da dove viene: «Mi circondarono i dolori di morte, e i torrenti d'iniquità mi atterrirono» (v. 5); «Mi circondarono i dolori d'inferno, mi impigliarono i lacci di morte» (v. 6). Allora ha gridato, e Dio «dal santo tempio suo esaudì la mia voce» (v. 7).
Dio discende (v. 8-20). Viene la più grande teofania del Salterio. La terra trema, sale il fumo, si accende il fuoco. «Abbassò i cieli, e discese, e una nebbia caliginosa era sotto i suoi piedi» (v. 10); «E salì sopra i Cherubini, e sciolse il suo volo: volò sull'ale de' venti» (v. 11). Dio tuona, scaglia le sue saette e le sue folgori. Tutto questo fragore ha un solo scopo: «Mi porse la mano dall'alto; e mi prese, e dalle molte acque mi trasse» (v. 17). La ragione è detta al versetto 20: «Trassemi fuora all'aperto: mi fece salvo, perché mi amò» (v. 20). Il salmo, che cominciava con l'amore di Davide per Dio, scopre l'amore di Dio per Davide, che lo precedeva.
La giustizia del servo (v. 21-31). Davide dice poi: «il Signore renderà a me secondo la mia giustizia» (v. 21). Non pretende di essere senza peccato, il Miserere dirà abbastanza il contrario: afferma che la sua causa era giusta davanti a Saul, che lo perseguitava senza motivo. Dio risponde a ciascuno secondo ciò che è: «Col santo tu sarai santo, e coll'uomo innocente sarai innocente» (v. 26). Nel mezzo, una preghiera per ogni sera: «Perchè tu, o Signore, alla mia lampa dai luce: Dio mio, rischiara tu le tenebre mie» (v. 29).
Il re vittorioso (v. 32-51). L'ultima parte è un canto di vittoria. Dio ha cinto Davide di forza, ha reso i suoi piedi «simili a quei de' cervi» (v. 34), è lui «che insegna alle mie mani la guerra» (v. 35). Il salmo si chiude sulla lode: «Per questo ti loderò io, o Signore, tralle nazioni, e canterò inni al nome tuo» (v. 50), e sulla promessa fatta «a Davidde suo cristo, e al seme di lui pe' secoli» (v. 51). La parola «cristo» è qui l'unto, il re consacrato.
Salmo 18, 32: «Chi è Dio fuori che il Signore?»
Il versetto 32 è il cardine del salmo: «Imperocché chi è Dio fuori che il Signore? e chi è Dio fuori che il nostro Dio?» (v. 32). Le Bibbie tradotte dall'ebraico rendono la seconda domanda con l'immagine della roccia: “chi è roccia, se non il nostro Dio?”. La Vulgata legge due volte «Dio», ma il senso è lo stesso: tutte le liberazioni raccontate dal salmo vengono da un solo Dio, e non c'è altro appoggio. È una professione di fede nell'unico Dio, quella che Israele ripeteva contro gli idoli delle nazioni.
Il Messale del 1962 ha unito questo versetto al 28 nell'offertorio della VIII domenica dopo Pentecoste: Populum humilem salvum facies, Domine, et oculos superborum humiliabis: quoniam quis Deus præter te, Domine? Il Dio unico è quello che salva gli umili e abbassa gli orgogliosi.
Il Cristo nel salmo 18
San Paolo cita il versetto 50 nella Lettera ai Romani per mostrare che la lode di Dio doveva estendersi ai pagani: «Per questo io ti confesserò tralle genti, o Signore, e laude canterò al nome tuo» (Romani 15, 9). La fine del salmo oltrepassa dunque Davide: colui che loda Dio fra le nazioni e al quale obbedisce «un popolo, ch'io non conosceva» (v. 45) è Cristo, figlio di Davide, re della Chiesa raccolta dalle genti.
Sant'Agostino, che ha lasciato su questo salmo due commenti nelle Enarrationes in Psalmos, lo legge interamente così. I dolori di morte e d'inferno che circondano l'orante annunciano la Passione e la discesa di Cristo agli inferi; la mano tesa dall'alto che lo trae dalle molte acque è la Risurrezione; la discendenza di Davide «pe' secoli» è il regno che non avrà fine.
I Padri hanno letto anche le immagini guerriere dell'ultima parte come immagini del combattimento spirituale: la forza che cinge i fianchi, i piedi agili, le mani addestrate alla guerra sono le armi del cristiano contro la tentazione e contro il nemico delle anime.
Il salmo 17 nella liturgia del 1962
Al Mattutino del lunedì. Nel Breviario romano del 1962, che segue il salterio settimanale di san Pio X (1911), il salmo 17, diviso in tre sezioni, occupa il centro del Mattutino del lunedì: nel 1960 il Mattutino feriale ha un solo notturno di nove salmi, e le tre sezioni del salmo 17 ne sono il quarto, il quinto e il sesto, con tre antifone tratte dal testo: Diligam te, Domine, virtus mea (v. 2), Retribuet mihi Dominus secundum justitiam meam (v. 21) e Vivit Dominus et benedictus Deus salutis meæ (v. 47). Poco prima si canta il salmo 17 ebraico (Vulgata 16), che ne è come la supplica preparatoria. Potete pregarlo nel breviario.
Nel Messale. Pochi salmi hanno dato tanti canti alla Messa:
- la Settuagesima. L'introito Circumdederunt me gemitus mortis, dolores inferni circumdederunt me (v. 5-7), con il versetto Diligam te, Domine, apre il tempo che prepara la Quaresima; vedete l'anno liturgico;
- la II domenica dopo Pentecoste. L'introito Factus est Dominus protector meus, et eduxit me in latitudinem (v. 19-20);
- le Rogazioni. Il lunedì delle Rogazioni l'introito è Exaudivit de templo sancto suo vocem meam, alleluja (v. 7);
- il martedì di Pasqua. L'offertorio Intonuit de cælo Dominus, et Altissimus dedit vocem suam: et apparuerunt fontes aquarum (v. 14 e 16), dove le sorgenti scoperte parlano del Battesimo;
- il tempo di Passione. Il versetto 48, Liberator meus de gentibus iracundis, è il versetto del graduale della domenica di Passione e l'introito del mercoledì seguente;
- la IV domenica dopo Pentecoste. Il communio Dominus firmamentum meum, et refugium meum, et liberator meus (v. 3);
- la VIII domenica dopo Pentecoste. L'offertorio Populum humilem, già citato.
Come pregare il salmo 18
Dopo una liberazione. È anzitutto il salmo del ringraziamento. Dopo una guarigione, un pericolo scampato, una prova superata, mette sulle labbra la riconoscenza che non sempre si sa dire. Prolunga la preghiera di ringraziamento della tradizione.
Il primo versetto da solo. Diligam te, Domine, fortitudo mea si può ripetere come una giaculatoria, al risveglio o durante il giorno: è un atto di amore di Dio racchiuso in una frase.
La sera. Il versetto 29, «alla mia lampa dai luce», si presta alla preghiera prima del riposo.
Nel combattimento spirituale. Contro una tentazione ostinata si può pregare l'ultima parte del salmo, chiedendo a Dio la forza che diede a Davide, insieme alla preghiera di liberazione e al salmo 91 ebraico (Vulgata 90), Qui habitat.
Lo si conclude con il Gloria Patri, come all'Ufficio.
Domande Frequenti
Perché il salmo 18 si chiama anche salmo 17?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia cattolica, uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Da lì la loro numerazione ha un numero in meno rispetto alle Bibbie moderne. Il salmo 18 dell'ebraico è dunque il salmo 17 della Vulgata, il Diligam te, Domine.
Che cosa dice il salmo 18, versetto 32?
Nel Martini: «Imperocché chi è Dio fuori che il Signore? e chi è Dio fuori che il nostro Dio?». Le Bibbie moderne traducono la seconda parte “chi è roccia, se non il nostro Dio?”. È una professione di fede nell'unico Dio, unico appoggio dell'uomo.
Che cosa dice il salmo 18, versetto 2?
«Te amerò io, o Signore, fortezza mia». Poiché il versetto 1 è il titolo, è la prima parola della preghiera vera e propria. In latino, Diligam te, Domine, fortitudo mea, si canta nell'introito della Settuagesima.
Chi ha scritto il salmo 18?
Il titolo lo attribuisce a Davide, «servo del Signore», e lo colloca nel giorno in cui Dio lo liberò da Saul e da tutti i suoi nemici. Lo stesso cantico è posto sulle labbra di Davide nel secondo libro dei Re (2 Samuele), capitolo 22. La tradizione lo riceve come ispirato dallo Spirito Santo.
Qual è il significato del salmo 18?
È il ringraziamento di un uomo che Dio ha salvato dalla morte. Canta l'amore del fedele per Dio, l'intervento di Dio che scende dal cielo per liberarlo, poi la vittoria del re. I Padri vi leggono la Passione, la Risurrezione e il regno universale di Cristo.
Il salmo 18 è lo stesso del Cæli enarrant?
No. Il Cæli enarrant è il salmo 18 della Vulgata, ma il salmo 19 delle Bibbie moderne. Il salmo 18 delle Bibbie moderne è il Diligam te, Domine presentato in questa pagina.
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