La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 92 (Vulgata 91): Bonum est confiteri, il cantico del sabato
Il salmo 92 delle Bibbie moderne è il salmo 91 della Vulgata, il *Bonum est confiteri Domino*: il cantico «pel giorno di sabato», che loda al mattino la misericordia di Dio e nella notte la sua fedeltà, e promette che «Fiorirà il giusto come la palma». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il *Justus ut palma florebit* della Messa dei santi, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 91 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 90.
1 Psalmus cantici, in die sabbati.
1 Salmo, ovver cantico pel giorno di sabato.
2 Bonum est confiteri Domino, et psallere nomini tuo, Altissime :
2 Buona cosa ell'è il dar gloria al Signore, e cantar inni al tuo nome, o Altissimo:
3 ad annuntiandum mane misericordiam tuam, et veritatem tuam per noctem,
3 Per celebrare al mattino la tua misericordia, e la tua verità nella notte;
4 in decachordo, psalterio ; cum cantico, in cithara.
4 Cantando sopra il saltero a dieci corde, e sopra la cetra.
5 Quia delectasti me, Domine, in factura tua ; et in operibus manuum tuarum exsultabo.
5 Perocché tu mi hai letificato, o Signore, colle cose fatte da te, e nelle opere delle tue mani io esulto.
6 Quam magnificata sunt opera tua, Domine ! nimis profundæ factæ sunt cogitationes tuæ.
6 Quanto sono magnifiche, o Signore, le opere tue! grandemente profondi sono i tuoi consigli.
7 Vir insipiens non cognoscet, et stultus non intelliget hæc.
7 L'uomo insensato non gli intenderà, e lo stolto non capirà tali cose.
8 Cum exorti fuerint peccatores sicut fœnum, et apparuerint omnes qui operantur iniquitatem, ut intereant in sæculum sæculi :
8 Allorché i peccatori saran venuti su come l'erba, ed avran fatta la loro comparsa tutti quelli, che operano l'iniquità,
9 tu autem Altissimus in æternum, Domine.
9 Ei periranno per tutti i secoli: ma tu, o Signore, tu sei eternamente l'Altissimo.
10 Quoniam ecce inimici tui, Domine, quoniam ecce inimici tui peribunt ; et dispergentur omnes qui operantur iniquitatem.
10 Imperocché ecco che i nemici tuoi, o Signore, ecco che i nemici tuoi, periranno, e saranno spersi tutti quelli, che operano l'iniquità.
11 Et exaltabitur sicut unicornis cornu meum, et senectus mea in misericordia uberi.
11 E la mia forza sarà esaltata, come quella dell'unicorno, e la mia vecchiezza per la copiosa misericordia.
12 Et despexit oculus meus inimicos meos, et in insurgentibus in me malignantibus audiet auris mea.
12 E il mio occhio guarderà con disprezzo i miei nemici, e le mie orecchie udiranno novella intorno a coloro, che si levan su, e malignano contro di me.
13 Justus ut palma florebit ; sicut cedrus Libani multiplicabitur.
13 Fiorirà il giusto come la palma: si innalzerà qual cedro del Libano.
14 Plantati in domo Domini, in atriis domus Dei nostri florebunt.
14 Allorché son piantati nella casa del Signore, fioriranno nell'atrio della casa del nostro Dio.
15 Adhuc multiplicabuntur in senecta uberi, et bene patientes erunt :
15 Ringioveniranno di nuovo in pingue vecchiezza, e saranno ben forti per annunziare,
16 ut annuntient quoniam rectus Dominus Deus noster, et non est iniquitas in eo.
16 Come il Signore Dio nostro è giusto, e non è in lui la minima iniquità.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 92 o salmo 91?
I due numeri indicano lo stesso cantico. Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e lo chiamano salmo 92; la Vulgata latina, che seguono la liturgia romana e la traduzione del Martini, lo chiama salmo 91, perché unisce in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. In latino comincia con Bonum est confiteri Domino. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Lo scarto crea due equivoci frequenti:
- il salmo 91 delle Bibbie moderne è il Qui habitat, la grande preghiera di protezione, che nella Vulgata è il salmo 90: lo trovate alla pagina del salmo 91 (Vulgata 90). Chi cerca «salmo 91» cerca quasi sempre quello;
- il salmo 92 della Vulgata è il Dominus regnavit, il salmo della regalità di Dio che le Bibbie moderne numerano 93: salmo 93 (Vulgata 92).
I numeri dei versetti coincidono nelle due numerazioni: il versetto 13, quello della palma, è il 13 sia nella CEI sia nel Martini.
Che cosa significa il salmo 92?
Il titolo ne dà la chiave: «Salmo, ovver cantico pel giorno di sabato» (v. 1). Nel Tempio di Gerusalemme ogni giorno della settimana aveva il suo salmo, e la tradizione ebraica, raccolta nella Mishna, attesta che i leviti cantavano questo il sabato; la Vulgata conserva traccia della stessa usanza nei titoli di altri salmi, come il salmo 24 ebraico (Vulgata 23), «pel primo giorno della settimana». Nel giorno del riposo consacrato a Dio, Israele non si lamenta e non chiede: loda. Tocca però una domanda dolorosa: perché i malvagi prosperano?
La lode del mattino e della notte (v. 2-6). La prima parola è un'affermazione tranquilla: «Buona cosa ell'è il dar gloria al Signore, e cantar inni al tuo nome, o Altissimo» (v. 2). Il versetto seguente fissa le due ore di questa lode: «Per celebrare al mattino la tua misericordia, e la tua verità nella notte» (v. 3). La misericordia si canta all'aurora, quando il giorno si apre come un dono; la verità, cioè la fedeltà di Dio, si canta nella notte, quando bisogna credere senza vedere. La lode si accompagna «sopra il saltero a dieci corde, e sopra la cetra» (v. 4).
Viene poi la gioia davanti alla creazione: «Perocché tu mi hai letificato, o Signore, colle cose fatte da te, e nelle opere delle tue mani io esulto» (v. 5). Lo stupore passa subito dalle opere ai pensieri di Dio: «Quanto sono magnifiche, o Signore, le opere tue! grandemente profondi sono i tuoi consigli» (v. 6).
Lo stolto e la prosperità dei malvagi (v. 7-12). «L'uomo insensato non gli intenderà, e lo stolto non capirà tali cose» (v. 7). Ciò che lo stolto non capisce è il modo in cui Dio conduce la storia. Vede i peccatori venire su «come l'erba» (v. 8) e ne conclude che il male conviene. Il salmo risponde con un'immagine di prato: l'erba cresce in fretta e secca più in fretta ancora; i malvagi «periranno per tutti i secoli» (v. 9). Di fronte a questa fragilità sta un solo emistichio, il centro del salmo: «ma tu, o Signore, tu sei eternamente l'Altissimo» (v. 9).
Il giusto, invece, riceve una forza nuova: «E la mia forza sarà esaltata, come quella dell'unicorno, e la mia vecchiezza per la copiosa misericordia» (v. 11). L'«unicorno» della Vulgata, unicornis, traduce un animale selvatico dalle corna potenti, forse il bufalo o l'uro: è un'immagine di vigore, non una creatura di fiaba.
La palma e il cedro (v. 13-16). Il salmo si chiude sull'immagine che lo ha reso celebre: «Fiorirà il giusto come la palma: si innalzerà qual cedro del Libano» (v. 13). All'erba di un giorno si oppongono due alberi longevi. La palma cresce diritta, porta il frutto in alto e resiste alla siccità del deserto; il cedro è il legno incorruttibile con cui Salomone costruì il Tempio. Questi giusti sono «piantati nella casa del Signore» (v. 14): la loro fecondità non viene da loro, ma dal luogo in cui sono radicati. «Ringioveniranno di nuovo in pingue vecchiezza» (v. 15), per annunziare «come il Signore Dio nostro è giusto, e non è in lui la minima iniquità» (v. 16). La vita stessa del giusto diventa lode.
Il contrasto è quello del salmo 1, dove il giusto «sarà come arbore piantato lungo la corrente delle acque». Il turbamento davanti alla fortuna degli empi è ripreso con più angoscia nel salmo 73 ebraico (Vulgata 72), dove il salmista confessa: «poco mancò, che i miei piedi non vacillassero».
I Padri: il sabato del cuore
Sant'Agostino, commentando il salmo nelle Enarrationes in Psalmos, mostra che il vero sabato non è l'ozio di un giorno, ma il riposo del cuore in una coscienza retta. Chi possiede la pace di Dio celebra già il sabato, ed è da questa pace che sale la lode del salmo. Il sabato dei cristiani, compiuto nel riposo di Cristo nel sepolcro e nella sua Risurrezione, rinvia infine al riposo eterno.
La tradizione ha riconosciuto nel giusto del salmo anzitutto Cristo, poi i suoi santi, piantati nella casa di Dio che è la Chiesa. La palma, che sale verso il cielo e porta il frutto in alto, raffigura l'anima che si eleva dalla terra verso Dio; ed è anche, nell'Apocalisse, l'insegna degli eletti vestiti di bianco davanti al trono, «con palme nelle lor mani» (Apocalisse 7, 9).
Il salmo 91 nella liturgia del 1962
Alle Lodi del sabato. Il Breviario romano del 1962, che segue il salterio settimanale di san Pio X (1911), dà questo salmo alle Lodi del sabato, sia nello schema ordinario, con l'antifona Quam magnificata sunt opera tua, Domine (v. 6), sia in quello dei tempi di penitenza, con l'antifona Rectus Dominus, Deus noster, et non est iniquitas in eo (v. 16). La Chiesa obbedisce così alla lettera al versetto 3: annuncia «al mattino» la misericordia di Dio, e lo fa il sabato, giorno che corrisponde al sabato dell'antica Legge. Il giorno dopo, alle Lodi della domenica, canterà il Dominus regnavit, la regalità del Creatore. Potete seguire queste Ore nel breviario.
Nella Messa dei santi. Il versetto 13 è diventato il canto proprio dei santi confessori. Nel Comune dei confessori non pontefici, la Messa Os justi ha per graduale Justus ut palma florebit: sicut cedrus Libani multiplicabitur in domo Domini, con il versetto Ad annuntiandum mane misericordiam tuam (v. 3); la seconda Messa dello stesso comune prende il nome dal versetto, Justus ut palma, e il suo introito è formato dai versetti 13-14, con il salmo Bonum est confiteri. La Chiesa applica così al santo l'immagine della palma; vedete la pagina sui santi cattolici.
Nel Messale durante l'anno. L'offertorio della Settuagesima è il versetto 2, Bonum est confiteri Domino, et psallere nomini tuo, Altissime. Lo stesso versetto, con il versetto 3, forma il graduale della XV domenica dopo Pentecoste e del sabato della II settimana di Quaresima, ed è il salmo dell'introito De ventre matris meæ nella Natività di san Giovanni Battista, il 24 giugno.
Come pregare il salmo 92
- Al risveglio. È la preghiera di lode del mattino per eccellenza. Dite almeno i versetti 2 e 3, che offrono a Dio la giornata, nello spirito della preghiera del mattino.
- Il sabato. Pregarlo il sabato è unirsi alla Chiesa che santifica così la fine della settimana e prepara la domenica.
- In rendimento di grazie. Dopo un beneficio, una guarigione, una prova superata, dà le parole della gratitudine, come la preghiera di ringraziamento.
- Quando il successo dei malvagi vi turba. Tornate al versetto 9: l'erba passa, l'Altissimo resta.
- Nella vecchiaia. I versetti 11 e 15 promettono a chi è piantato in Dio una vecchiaia feconda: si possono pregare per sé o per i propri anziani.
Lo si conclude con il Gloria Patri, come all'Ufficio.
Domande Frequenti
Perché il salmo 92 si chiama anche salmo 91?
Per le due numerazioni del Salterio. La Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia della Chiesa, lo contano come salmo 91; la numerazione ebraica, quella della maggior parte delle Bibbie moderne, come salmo 92. È lo stesso testo, il Bonum est confiteri Domino. Il salmo 91 delle Bibbie moderne è invece il Qui habitat.
Che cosa significa il salmo 92?
È un cantico di ringraziamento per il giorno di sabato. Loda la misericordia e la fedeltà di Dio, si stupisce delle sue opere, poi oppone i malvagi, che spuntano come l'erba per perire, al giusto, che fiorisce come la palma e dura come il cedro. La sua lezione: la prosperità degli empi passa, Dio solo rimane.
Che cosa dice il salmo 92, versetto 13?
Nel Martini: «Fiorirà il giusto come la palma: si innalzerà qual cedro del Libano». Il versetto seguente spiega da dove viene questo vigore: i giusti sono «piantati nella casa del Signore». In latino, Justus ut palma florebit, si canta nelle Messe dei santi confessori.
Chi ha scritto il salmo 92?
Il titolo non nomina un autore; indica soltanto la destinazione, «pel giorno di sabato». Né la Vulgata né l'ebraico lo attribuiscono a Davide: lo si riceve, con tutto il Salterio, come un canto ispirato del culto d'Israele, senza conoscerne l'autore umano. L'autore principale, come di tutta la Scrittura, è lo Spirito Santo.
Quando si prega il salmo 92?
Di preferenza al mattino, poiché la Chiesa lo canta alle Lodi del sabato. Il suo versetto 2 è l'offertorio della Settuagesima, il versetto 13 il canto delle Messe dei santi confessori.
Che cosa vuol dire Justus ut palma florebit?
È il versetto 13 in latino: «Fiorirà il giusto come la palma». La Messa tradizionale lo canta nel Comune dei confessori non pontefici, come graduale della Messa Os justi e come introito della Messa Justus ut palma, perché la palma, diritta e feconda anche nel deserto, raffigura la santità che sale verso Dio e porta frutto fino alla fine.
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