La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 73 (Vulgata 72): Quam bonus Israel Deus, la crisi del giusto e la sua guarigione
Il salmo 73 delle Bibbie moderne è il salmo 72 della Vulgata, *Quam bonus Israel Deus his qui recto sunt corde*: il giusto che invidiava la fortuna degli empi e ritrova la pace entrando nel santuario di Dio. Qui trovate il testo del Martini con la Vulgata a fronte; la guida ne spiega le parti, i versetti 25-28, i Padri e l'uso nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 72 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 71.
1 Psalmus Asaph. Quam bonus Israël Deus, his qui recto sunt corde !
1 Salmo di Asaph. Quanto è mai buono Iddio con Israele; con quelli, che son di cuor retto!
2 Mei autem pene moti sunt pedes, pene effusi sunt gressus mei :
2 Ma poco mancò, che i miei piedi non vacillassero, e che non uscisser di strada i miei passi.
3 quia zelavi super iniquos, pacem peccatorum videns.
3 Perché io fui punto da zelo verso gli iniqui, in osservando la pace de' peccatori:
4 Quia non est respectus morti eorum, et firmamentum in plaga eorum.
4 Perché non pensano alla loro morte, e non son di durata le loro piaghe.
5 In labore hominum non sunt, et cum hominibus non flagellabuntur.
5 Non hanno parte alle afflizioni degli uomini, e con gli uomini non son flagellati.
6 Ideo tenuit eos superbia ; operti sunt iniquitate et impietate sua.
6 Per questo la superbia li prese: son ricoperti della loro iniquità, ed empietà.
7 Prodiit quasi ex adipe iniquitas eorum ; transierunt in affectum cordis.
7 Dalla grassezza in certo modo scaturì la loro iniquità: si sono abbandonati agli affetti del loro cuore.
8 Cogitaverunt et locuti sunt nequitiam ; iniquitatem in excelso locuti sunt.
8 Pensano, e parlano malvagità: da luogo sublime ragionano di far del male.
9 Posuerunt in cælum os suum, et lingua eorum transivit in terra.
9 Han messa in cielo la loro bocca: e la loro lingua va scorrendo la terra.
10 Ideo convertetur populus meus hic, et dies pleni invenientur in eis.
10 Per questo il popolo mio a tali cose si rivolge: e giorni trova di piena afflizione.
11 Et dixerunt : Quomodo scit Deus, et si est scientia in excelso ?
11 E hanno detto: Come mai Iddio sa questo? e l'Altissimo ne ha egli notizia?
12 Ecce ipsi peccatores, et abundantes in sæculo obtinuerunt divitias.
12 Ecco che i peccatori medesimi, e i fortunati del secolo han raunate ricchezze.
13 Et dixi : Ergo sine causa justificavi cor meum, et lavi inter innocentes manus meas,
13 E io dissi: Senza motivo adunque purificai il mio cuore, e lavai le mani mie cogli innocenti:
14 et fui flagellatus tota die, et castigatio mea in matutinis.
14 E fui tutto dì flagellato, e fui sotto la sferza di gran mattino.
15 Si dicebam : Narrabo sic ; ecce nationem filiorum tuorum reprobavi.
15 Se io pensassi di ragionare così: ecco che io condannerei la nazione de' tuoi figliuoli.
16 Existimabam ut cognoscerem hoc ; labor est ante me :
16 Mi studiava di intender questo: cosa laboriosa è questa, che mi si pone davanti:
17 donec intrem in sanctuarium Dei, et intelligam in novissimis eorum.
17 Per sino a tanto ch'io entri nel santuario di Dio, e intenda qual sia la fine di coloro.
18 Verumtamen propter dolos posuisti eis ; dejecisti eos dum allevarentur.
18 Peraltro in ingannevole felicità gli hai posti: tu gli hai gettati a terra nell'atto, che si levavano in alto.
19 Quomodo facti sunt in desolationem ? subito defecerunt : perierunt propter iniquitatem suam.
19 Come mai son eglino ridotti in desolazione; son venuti meno a un tratto; sono andati in perdizione per la loro iniquità.
20 Velut somnium surgentium, Domine, in civitate tua imaginem ipsorum ad nihilum rediges.
20 Come il sogno di un che si sveglia, così tu nella tua città, o Signore, ridurrai nel nulla l'immagine di costoro.
21 Quia inflammatum est cor meum, et renes mei commutati sunt ;
21 Ma perché il mio cuore fu in tormento, ed ebber tortura gli affetti miei,
22 et ego ad nihilum redactus sum, et nescivi :
22 ed io fui annichilato senza sapere il perché;
23 ut jumentum factus sum apud te, et ego semper tecum.
23 E fui qual giumento dinanzi a te, e mi tenni sempre con te;
24 Tenuisti manum dexteram meam, et in voluntate tua deduxisti me, et cum gloria suscepisti me.
24 Mi prendesti per la mia destra, e secondo la volontà tua mi conducesti, e con onore mi accogliesti.
25 Quid enim mihi est in cælo ? et a te quid volui super terram ?
25 Imperocché qual cosa havvi mai per me nel cielo, e che volli io da te sopra la terra?
26 Defecit caro mea et cor meum ; Deus cordis mei, et pars mea, Deus in æternum.
26 La carne mia, e il mio cuore vien meno, o Dio del mio cuore, e mia porzione, o Dio, nell'eternità.
27 Quia ecce qui elongant se a te peribunt ; perdidisti omnes qui fornicantur abs te.
27 Imperocché ecco che coloro, che da te si allontanano, periranno: tu manderai in perdizione tutti coloro, che a te rompon la fede.
28 Mihi autem adhærere Deo bonum est ; ponere in Domino Deo spem meam : ut annuntiem omnes prædicationes tuas in portis filiæ Sion.
28 Ma per me buona cosa ell'è lo star unito con Dio: il porre in Dio Signore la mia speranza: Affinchè tutte le tue laudi io annunzi alle porte della figliuola di Sion.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 73 o salmo 72?
Le Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, numerano questo salmo 73; la Vulgata, i Padri e il Breviario romano lo contano come 72, perché uniscono in uno solo i salmi 9 e 10. È lo stesso testo, che in latino comincia con Quam bonus Israel Deus. I versetti invece hanno lo stesso numero nelle due tradizioni: il “salmo 73, 28” di una Bibbia moderna è il versetto 28 di questa pagina. La tavola delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Chi cerca «salmo 72» può volere due testi diversi:
- salmo 73 (ebraico) = salmo 72 (Vulgata): il Quam bonus, presentato qui;
- salmo 72 (ebraico) = salmo 71 (Vulgata): il salmo regale e messianico Deus, judicium tuum regi da, che la Chiesa canta all'Epifania.
E il salmo 73 della Vulgata è un altro ancora, l'Ut quid, Deus, repulisti in finem, salmo 74 delle Bibbie moderne.
Che cosa significa il salmo 73?
Il titolo lo attribuisce ad Asaf, uno dei cantori che Davide aveva stabilito per il culto: è il primo dei salmi di Asaf che aprono il terzo libro del Salterio. Racconta una crisi della fede e la sua guarigione.
La tentazione (v. 1-3)
Tutto comincia con un'affermazione: «Quanto è mai buono Iddio con Israele; con quelli, che son di cuor retto!» (v. 1). Ma il salmista confessa subito di essere stato sul punto di cadere: «poco mancò, che i miei piedi non vacillassero» (v. 2), «Perché io fui punto da zelo verso gli iniqui, in osservando la pace de' peccatori» (v. 3).
Il ritratto degli empi (v. 4-12)
Segue una descrizione senza indulgenza. Gli empi sembrano risparmiati dalla pena: «Non hanno parte alle afflizioni degli uomini» (v. 5); la superbia li ha presi, «Han messa in cielo la loro bocca» (v. 9) e dicono: «Come mai Iddio sa questo?» (v. 11). Eppure prosperano: «han raunate ricchezze» (v. 12).
Lo scoraggiamento (v. 13-16)
Il giusto fa allora il calcolo che lo porta all'orlo dell'abisso: «Senza motivo adunque purificai il mio cuore, e lavai le mani mie cogli innocenti» (v. 13). Si trattiene dal dirlo per non scandalizzare i figli di Dio (v. 15), ma la domanda lo opprime: «cosa laboriosa è questa, che mi si pone davanti» (v. 16).
Il santuario (v. 17-20)
La svolta sta in un versetto: «Per sino a tanto ch'io entri nel santuario di Dio, e intenda qual sia la fine di coloro» (v. 17). Nella preghiera, alla luce di Dio, lo sguardo cambia. La fortuna degli empi è «ingannevole felicità», e Dio li getta a terra «nell'atto, che si levavano in alto» (v. 18); la loro gloria svanisce «Come il sogno di un che si sveglia» (v. 20).
Dio solo (v. 21-28)
Il salmista riconosce la sua stoltezza: «E fui qual giumento dinanzi a te, e mi tenni sempre con te» (v. 23). Dio non l'ha lasciato: «Mi prendesti per la mia destra, e secondo la volontà tua mi conducesti, e con onore mi accogliesti» (v. 24). La conclusione è una delle preghiere più alte dell'Antico Testamento:
«Imperocché qual cosa havvi mai per me nel cielo, e che volli io da te sopra la terra?» (v. 25)
«La carne mia, e il mio cuore vien meno, o Dio del mio cuore, e mia porzione, o Dio, nell'eternità» (v. 26).
«Ma per me buona cosa ell'è lo star unito con Dio: il porre in Dio Signore la mia speranza» (v. 28).
Salmo 73, 26 e 28: Dio, mia porzione
Il versetto 26 dice ciò che resta quando tutto viene meno: la carne e il cuore si consumano, ma Dio rimane «mia porzione». È la parola dei leviti, che non avevano terra in Israele perché il Signore era la loro parte: un versetto di fiducia per la malattia, la vecchiaia e la morte.
Il versetto 28, in latino Mihi autem adhærere Deo bonum est, è la risposta all'invidia del versetto 3. Il giusto che guardava la pace dei peccatori scopre che il solo bene vero è essere unito a Dio, e ne fa la materia della sua lode. Molti lo hanno ripetuto come preghiera dopo la Comunione o davanti al tabernacolo, nell'adorazione eucaristica.
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, legge il salmo come la storia di un'anima che serviva Dio per i beni della terra, e che la prosperità degli empi ha scandalizzato perché da Dio si aspettava altro che Dio. Entrando nel santuario impara ad amarlo gratuitamente; il versetto 25 è la risposta: né in cielo né in terra l'anima vuole altro che Dio stesso. Agostino si sofferma anche sul «giumento» del versetto 23: umile e lento, porta il peso senza capire, eppure resta sempre col suo padrone.
La stessa domanda attraversa la Scrittura. Geremia la pone a Dio: «per qual motivo tutto va a seconda per gli empi» (Geremia 12, 1), e Giobbe ne fa il tema del suo libro. Il Signore vi risponde con la parabola del ricco e di Lazzaro: «ricordati, che tu hai ricevuto del bene nella tua vita» (Luca 16, 25). La «fine» che il salmista comprende nel santuario è il giudizio e la vita eterna. Il salmo 37 (Vulgata 36), Noli æmulari, comincia con lo stesso consiglio: non invidiare i malvagi.
Il salmo 73 nella liturgia del 1962
Terza del giovedì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 72 forma da solo la salmodia di Terza del giovedì, in tre sezioni (v. 1-9, 10-17, 18-28), con l'antifona Quam bonus Israel Deus, his, qui recto sunt corde. È la preghiera di metà mattina, nel cuore del lavoro, quando il successo degli uni e la fatica degli altri si fanno più sentire. Potete pregarla nel breviario del giorno.
Il Giovedì Santo. Nel secondo notturno del Mattutino delle Tenebre il salmo si canta con l'antifona Cogitaverunt impii, et locuti sunt nequitiam (v. 8): la Chiesa vi sente i disegni dei nemici di Cristo.
La Domenica delle Palme. Nel Messale del 1962 il graduale della Domenica delle Palme è preso da questo salmo: Tenuisti manum dexteram meam: et in voluntate tua deduxisti me: et cum gloria assumpsisti me (v. 24), con i versetti 1-3 come versetto. All'ingresso della Settimana Santa la Chiesa mette sulle labbra di Cristo la certezza che il Padre lo tiene per mano fino alla gloria.
Come pregare il salmo 73
- Nell'invidia e nello scoraggiamento, quando chi imbroglia sembra riuscire e la fedeltà pare inutile: il salmo dà parole alla tentazione e la conduce alla pace.
- Nel dubbio sulla Provvidenza, con i versetti 16-17: portare la domanda nella preghiera, davanti al tabernacolo.
- Nella malattia e nel declino, con il versetto 26.
- Dopo la Comunione, i versetti 25-28 sono un ringraziamento perfetto.
Domande Frequenti
Perché il salmo 73 si chiama anche salmo 72?
Perché la Vulgata, seguita dalla liturgia e dal Martini, conta come un solo salmo il 9 e il 10 dell'ebraico. Il Quam bonus, salmo 73 delle Bibbie moderne, vi porta il numero 72; i numeri dei versetti restano gli stessi.
Chi ha scritto il salmo 73?
Il titolo lo attribuisce ad Asaf, capo dei cantori al tempo di Davide; la tradizione lo riceve come salmo di Asaf o della sua scuola di cantori.
Che cosa significa il salmo 73, versetto 28?
Il Martini traduce: «Ma per me buona cosa ell'è lo star unito con Dio: il porre in Dio Signore la mia speranza». Dopo aver invidiato gli empi, il giusto scopre che il solo bene è l'unione con Dio, e vuole annunciarne le lodi «alle porte della figliuola di Sion».
Che cosa significa il salmo 73, versetto 26?
Anche quando il corpo e le forze si consumano, Dio resta la «porzione» dell'anima per l'eternità. È un versetto di fiducia per la malattia e per l'ora della morte.
Perché gli empi prosperano, secondo il salmo 73?
Il salmo non nega il fatto, ma lo guarda dalla fine: la loro felicità è «ingannevole» e passa come un sogno, mentre il giusto ha Dio stesso per eredità. La risposta si trova «nel santuario», cioè nella preghiera e nella luce del giudizio di Dio.
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