La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 74 (Vulgata 73): Ut quid, Deus, il lamento sul santuario devastato
Il salmo 74 delle Bibbie moderne è il salmo 73 della Vulgata, l'*Ut quid, Deus, repulisti in finem*: il lamento del popolo davanti al Tempio incendiato, che ricorda a Dio la sua alleanza e le sue opere di Creatore. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, l'evento storico che evoca, la lettura dei Padri e l'uso nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 73 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 72.
1 Intellectus Asaph. Ut quid, Deus, repulisti in finem, iratus est furor tuus super oves pascuæ tuæ ?
1 Salmo di intelligenza: di Asaph. E perchè, o Dio ci hai tu rigettati per sempre, si è infiammato il tuo sdegno contro le pecorelle della tua greggia?
2 Memor esto congregationis tuæ, quam possedisti ab initio. Redemisti virgam hæreditatis tuæ, mons Sion, in quo habitasti in eo.
2 Ricordati della tua congregazione, che tua fu fin da principio. Tu comperasti il dominio di tua eredità: il monte di Sion fu il luogo di tua abitazione.
3 Leva manus tuas in superbias eorum in finem : quanta malignatus est inimicus in sancto !
3 Alza per sempre il tuo braccio contro la loro superbia: quanti mali ha commesso il nemico nel santuario!
4 Et gloriati sunt qui oderunt te in medio solemnitatis tuæ ; posuerunt signa sua, signa :
4 E color che ti odiano se ne vantarono nel luogo stesso delle tue solennità.
5 et non cognoverunt sicut in exitu super summum. Quasi in silva lignorum securibus
5 Hanno poste (e non v' han fatto riflessione) le loro insegne; le insegne sulla sommità del tempio, come ad un capo di strada.
6 exciderunt januas ejus in idipsum ; in securi et ascia dejecerunt eam.
6 Hanno similmente spezzate con accette le sue porte, come si fa degli alberi nella foresta: colle scure, e colle accette lo hanno atterrato.
7 Incenderunt igni sanctuarium tuum ; in terra polluerunt tabernaculum nominis tui.
7 Han dato fuoco al tuo santuario: han profanato il tabernacolo, che tu avevi sopra la terra.
8 Dixerunt in corde suo cognatio eorum simul : Quiescere faciamus omnes dies festos Dei a terra.
8 Ha detto in cuor suo tutta la loro nazione: Leviam di sopra la terra tutti i giorni consagrati al culto di Dio.
9 Signa nostra non vidimus ; jam non est propheta ; et nos non cognoscet amplius.
9 E noi non veggiam que' nostri prodigj, né v' ha più alcun profeta, ed egli più non ci riconosce.
10 Usquequo, Deus, improperabit inimicus ? irritat adversarius nomen tuum in finem ?
10 E fino a quando, o Dio, insulterà l'inimico, e l'avversario bestemmierà continuamente il tuo nome?
11 Ut quid avertis manum tuam, et dexteram tuam de medio sinu tuo in finem ?
11 E perché ritiri tu la tua mano? tira fuor dal tuo seno la tua destra una volta per sempre.
12 Deus autem rex noster ante sæcula : operatus est salutem in medio terræ.
12 Ma Dio, il quale da' secoli è nostro Re ha operato salute nel mezzo della terra.
13 Tu confirmasti in virtute tua mare ; contribulasti capita draconum in aquis.
13 Tu desti col tuo potere saldezza al mare: tu le teste de' dragoni conculcasti nelle acque.
14 Tu confregisti capita draconis ; dedisti eum escam populis Æthiopum.
14 Tu spezzasti le teste del dragone; gli facesti preda de' popoli dell'Etiopia.
15 Tu dirupisti fontes et torrentes ; tu siccasti fluvios Ethan.
15 Tu apristi le rupi in fontane, e torrenti: tu asciugasti i fiumi nella loro forza.
16 Tuus est dies, et tua est nox ; tu fabricatus es auroram et solem.
16 Tuo è il giorno e tua è la notte: tu creasti l'aurora, ed il sole.
17 Tu fecisti omnes terminos terræ ; æstatem et ver tu plasmasti ea.
17 Tu facesti la terra, e i suoi confini: opera tua sono e l'estate, e la primavera.
18 Memor esto hujus : inimicus improperavit Domino, et populus insipiens incitavit nomen tuum.
18 Di queste cose ricordati. Il nemico ha detti improperj contro il Signore: e un popolo stolto ha bestemmiato il tuo nome.
19 Ne tradas bestiis animas confitentes tibi, et animas pauperum tuorum ne obliviscaris in finem.
19 Non dare in poter delle bestie le anime di quelli, che te onorano, e non ti scordar per sempre dell'anime de' tuoi poveri.
20 Respice in testamentum tuum, quia repleti sunt qui obscurati sunt terræ domibus iniquitatum.
20 Volgi lo sguardo alla tua alleanza; perocché i più oscuri uomini della terra hanno copia di case iniquamente occupate.
21 Ne avertatur humilis factus confusus ; pauper et inops laudabunt nomen tuum.
21 L'uomo umiliato non si parta (da te) svergognato: il povero, e il bisognoso daran lodi al tuo nome.
22 Exsurge, Deus, judica causam tuam ; memor esto improperiorum tuorum, eorum quæ ab insipiente sunt tota die.
22 Levati su, o Signore, giudica la tua causa: ricordati degli oltraggi fatti a te, di quelli, che un popolo stolto ti fa tutto giorno.
23 Ne obliviscaris voces inimicorum tuorum : superbia eorum qui te oderunt ascendit semper.
23 Non ti scordare delle voci de' tuoi nemici: la superbia di color, che ti odiano va sempre in su.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 74 o salmo 73?
È lo stesso salmo: 74 nelle Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, 73 nella Vulgata e nel Breviario romano, che riuniscono in uno i salmi 9 e 10. I versetti hanno gli stessi numeri. Tutte le corrispondenze sono nella pagina dei Salmi.
Il numero 73 indica però due salmi diversi:
- salmo 74 (ebraico) = salmo 73 (Vulgata): l'Ut quid, Deus, presentato in questa pagina;
- salmo 73 (ebraico) = salmo 72 (Vulgata): il Quam bonus Israel Deus, la meditazione sulla prosperità degli empi che si chiude con il celebre versetto 28: «Ma per me buona cosa ell'è lo star unito con Dio».
Che cosa significa il salmo 74?
Il titolo dice «Salmo di intelligenza: di Asaph» (v. 1), cioè un salmo di istruzione. È un lamento collettivo, pronunciato a nome del popolo dopo la rovina del santuario. Il Breviario lo divide in tre parti.
Perché? Ricordati! (v. 1-9)
Il salmo comincia con una domanda: «E perchè, o Dio ci hai tu rigettati per sempre, si è infiammato il tuo sdegno contro le pecorelle della tua greggia?» (v. 1). Il popolo ricorda a Dio ciò che gli appartiene: «Ricordati della tua congregazione, che tua fu fin da principio» (v. 2), e il monte di Sion dove ha abitato.
Segue un racconto di precisione impressionante. Il nemico ha piantato le sue insegne sul tempio; come taglialegna nella foresta, «Hanno similmente spezzate con accette le sue porte» (v. 6). «Han dato fuoco al tuo santuario: han profanato il tabernacolo, che tu avevi sopra la terra» (v. 7). Ha voluto abolire il culto: «Leviam di sopra la terra tutti i giorni consagrati al culto di Dio» (v. 8). E peggio di tutto, il silenzio di Dio: «né v' ha più alcun profeta» (v. 9).
Il Dio Creatore (v. 10-17)
«E fino a quando, o Dio, insulterà l'inimico?» (v. 10). In mezzo al lamento il popolo fa memoria: «Ma Dio, il quale da' secoli è nostro Re ha operato salute nel mezzo della terra» (v. 12). Vengono allora le grandi opere di Dio: il mare reso saldo, le teste dei draghi schiacciate nelle acque (v. 13-14), le fonti aperte nella roccia, il giorno e la notte, l'estate e la primavera: «Tuo è il giorno e tua è la notte: tu creasti l'aurora, ed il sole» (v. 16).
L'appello all'alleanza (v. 18-23)
Il salmo si chiude con una serie di suppliche: «Non dare in poter delle bestie le anime di quelli, che te onorano» (v. 19); «Volgi lo sguardo alla tua alleanza» (v. 20); «L'uomo umiliato non si parta (da te) svergognato: il povero, e il bisognoso daran lodi al tuo nome» (v. 21). La causa del popolo è la causa di Dio: «Levati su, o Signore, giudica la tua causa» (v. 22).
Quale evento ricorda il salmo 74?
Due letture tradizionali si dividono i commentatori. I più vi vedono l'incendio del Tempio di Salomone da parte dei Caldei di Nabucodonosor, quando Nabuzardan «mise il fuoco alla casa del Signore» (4 Re 25, 9, 2 Re nelle Bibbie moderne). Altri, basandosi sull'abolizione delle feste e sulla mancanza di profeti, pensano alla profanazione del Tempio sotto Antioco Epifane, raccontata nei libri dei Maccabei: Giuda Maccabeo troverà il luogo santo deserto e «bruciate le porte» (1 Maccabei 4, 38). Il testo non permette di decidere con certezza.
La lettura dei Padri
La lettura patristica vi ha riconosciuto la Chiesa perseguitata, le cui chiese vengono distrutte ma la cui fede rimane, e che grida a Dio per l'onore del suo nome. I versetti 13 e 14, dove Dio spezza «le teste del dragone» nelle acque, sono stati letti spesso del Battesimo: nell'acqua battesimale Cristo schiaccia la potenza del demonio.
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, vi legge la lezione di un popolo che aveva ricevuto beni temporali, una terra, un regno, un tempio, e che li perde per imparare a desiderare i beni eterni: è l'«intelligenza» annunciata dal titolo.
Lo si accosta al salmo 79 (Vulgata 78), Deus, venerunt gentes, altro lamento di Asaf su Gerusalemme profanata, e al salmo 137 (Vulgata 136), Super flumina Babylonis, il canto dell'esilio.
Il salmo 74 nella liturgia del 1962
Sesta del giovedì. Nel salterio del Breviario romano del 1962 il salmo 73 occupa da solo la Sesta del giovedì, in tre sezioni (versetti 1-9, 10-17, 18-23), sotto l'antifona tratta dal versetto 2: Memor esto congregationis tuæ, Domine, quam possedisti ab initio. Potete pregarlo all'ora di mezzogiorno nel breviario del giorno.
Il Giovedì Santo. Nel Mattutino delle Tenebre del Giovedì Santo il salmo chiude il secondo notturno con l'antifona Exsurge, Domine, et judica causam meam: il lamento sul santuario distrutto diventa quello di Cristo, il cui corpo è il vero tempio.
Nel Messale. L'introito della XIII domenica dopo Pentecoste è tratto da questo salmo: Respice, Domine, in testamentum tuum, et animas pauperum tuorum ne derelinquas in finem (v. 20, 19, 23), con il versetto Ut quid, Deus, repulisti in finem; anche il graduale della stessa domenica, ripreso il giovedì della quarta settimana di Quaresima, è un Respice, Domine. Il versetto 21, Pauper et inops laudabunt nomen tuum, è cantato nella Messa di san Giovanni Bosco, il 31 gennaio, apostolo dei ragazzi poveri.
Come pregare il salmo 74
Lo si prega per la Chiesa nei tempi di persecuzione, di profanazione o di decadenza: chiese profanate, feste abbandonate, vocazioni che mancano. Insegna a ricordare a Dio le sue opere passate e la sua alleanza, e a non separare mai la propria causa da quella di Dio. Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 74?
È il lamento del popolo sul santuario incendiato e profanato dal nemico. Il popolo ricorda che Dio è Re e Creatore, e gli chiede di levarsi per la sua stessa causa.
Chi ha scritto il salmo 74?
Il titolo lo attribuisce ad Asaf: «Salmo di intelligenza: di Asaph». Il nome indica il cantore di Davide o la famiglia di cantori che discendeva da lui; poiché il salmo parla della rovina del Tempio, molti pensano a un discendente.
Che cosa dice il versetto 14 del salmo 74?
«Tu spezzasti le teste del dragone; gli facesti preda de' popoli dell'Etiopia.» Il dragone figura il nemico d'Israele, spesso l'Egitto vinto al mar Rosso. I Padri vi hanno letto la vittoria di Cristo sul demonio.
Il salmo 74 ha un versetto 28?
No: ne conta soltanto 23. Il celebre versetto 28, «per me buona cosa ell'è lo star unito con Dio», appartiene al salmo precedente, il salmo 73 delle Bibbie moderne (Vulgata 72).
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