La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 75 (Vulgata 74): Confitebimur tibi, Dio giudice che umilia e innalza
Il salmo 75 delle Bibbie moderne è il salmo 74 della Vulgata, il *Confitebimur tibi, Deus*: una lode nella quale Dio stesso prende la parola per annunciare il suo giudizio, abbassare i superbi e porgere ai peccatori il calice della sua ira. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, l'immagine del calice, la lettura cristiana e l'uso nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 74 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 73.
1 In finem, ne corrumpas. Psalmus cantici Asaph.
1 Per la fine: non dispergere: salmo, e cantico di Asaph.
2 Confitebimur tibi, Deus, confitebimur, et invocabimus nomen tuum ; narrabimus mirabilia tua.
2 Noi darem laude a te, o Dio: ti darem laude, e invocheremo il tuo nome.
3 Cum accepero tempus, ego justitias judicabo.
3 Racconterem le tue meraviglie: quand' io avrò preso il tempo, io giudicherò con giustizia.
4 Liquefacta est terra et omnes qui habitant in ea : ego confirmavi columnas ejus.
4 Si è strutta la terra con tutti i suoi abitatori: io fui che alle colonne di lei diedi saldezza.
5 Dixi iniquis : Nolite inique agere : et delinquentibus : Nolite exaltare cornu :
5 Ho detto agli iniqui: Non vogliate operare iniquamente; e ai peccatori: non vogliate alzar le corna.
6 nolite extollere in altum cornu vestrum ; nolite loqui adversus Deum iniquitatem.
6 Non vogliate alzar in alto le vostre corna: non vogliate parlar contro Dio iniquamente.
7 Quia neque ab oriente, neque ab occidente, neque a desertis montibus :
7 Imperocché né ad oriente, né ad occidente, né sulle montagne deserte (avrete scampo);
8 quoniam Deus judex est. Hunc humiliat, et hunc exaltat :
8 perocché il giudice è Dio. Egli umilia l'uno, e l'altro esalta,
9 quia calix in manu Domini vini meri, plenus misto. Et inclinavit ex hoc in hoc ; verumtamen fæx ejus non est exinanita : bibent omnes peccatores terræ.
9 perché il Signore ha nella mano un calice di vin pretto, (calice) pieno di amara mistura. E da questo ne mesce in altro (calice): ma la feccia di esso non è consumata: ne beranno tutti i peccatori della terra.
10 Ego autem annuntiabo in sæculum ; cantabo Deo Jacob :
10 Ma io per tutti i secoli annunzierò, e canterò laudi al Dio di Giacobbe.
11 et omnia cornua peccatorum confringam, et exaltabuntur cornua justi.
11 Perocché io spezzerò tutte le corna de' peccatori; ma i giusti alzeranno le loro teste.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 75 o salmo 74?
Le Bibbie moderne lo numerano 75, secondo l'ebraico; la Vulgata e il Breviario romano lo numerano 74, perché riuniscono i salmi 9 e 10. È lo stesso testo, e i versetti portano gli stessi numeri. La corrispondenza di tutti i salmi è nella pagina dei Salmi.
Chi cerca «salmo 75» può trovare due testi:
- salmo 75 (ebraico) = salmo 74 (Vulgata): il Confitebimur tibi, presentato in questa pagina;
- salmo 76 (ebraico) = salmo 75 (Vulgata): il Notus in Judæa, la vittoria di Dio in Sion, che lo segue nella stessa Ora del Breviario.
Che cosa significa il salmo 75?
Il titolo (v. 1). Il Martini traduce: «Per la fine: non dispergere: salmo, e cantico di Asaph». Il latino dice ne corrumpas, “non distruggere”: la stessa indicazione ebraica (al-tashcheth) si legge nei titoli di tre salmi di Davide, i salmi 56-58 della Vulgata. Molti vi vedono il nome di una melodia conosciuta, sulla quale il salmo doveva essere cantato; il senso preciso è incerto.
La lode (v. 2-3). Il popolo comincia: «Noi darem laude a te, o Dio: ti darem laude, e invocheremo il tuo nome» (v. 2). In latino, Confitebimur tibi, Deus, il verbo della confessione e della lode insieme.
Parla Dio (v. 3-6). Bruscamente è Dio a prendere la parola: «quand' io avrò preso il tempo, io giudicherò con giustizia» (v. 3). Il giudizio è differito, non dimenticato. Anche quando la terra sembra dissolversi, è lui che la sostiene: «Si è strutta la terra con tutti i suoi abitatori: io fui che alle colonne di lei diedi saldezza» (v. 4). Poi l'avvertimento ai superbi: «Ho detto agli iniqui: Non vogliate operare iniquamente; e ai peccatori: non vogliate alzar le corna» (v. 5). Il corno è, nella Bibbia, l'immagine della forza e dell'orgoglio.
Dio solo è giudice (v. 7-8). Lo scampo non verrà «né ad oriente, né ad occidente, né sulle montagne deserte» (v. 7), «perocché il giudice è Dio. Egli umilia l'uno, e l'altro esalta» (v. 8). È lo stesso rovesciamento che canta Anna, madre di Samuele: «Il Signore dà la povertà, e la ricchezza: umilia ed esalta» (1 Re 2, 7, 1 Samuele nelle Bibbie moderne), e che la Vergine riprenderà nel Magnificat: «Ha deposto dal trono i potenti, e ha esaltato i piccoli» (Luca 1, 52).
Il calice (v. 9). Viene l'immagine più forte: «il Signore ha nella mano un calice di vin pretto, (calice) pieno di amara mistura». Dio ne versa da una parte e dall'altra, «ma la feccia di esso non è consumata: ne beranno tutti i peccatori della terra».
La conclusione (v. 10-11). Il salmista promette di cantare «al Dio di Giacobbe» (v. 10), e Dio conclude: «io spezzerò tutte le corna de' peccatori; ma i giusti alzeranno le loro teste» (v. 11).
La lettura cristiana: il calice e il giudizio
I Padri leggono questo salmo alla luce del giudizio di Cristo, al quale il Padre ha rimesso ogni giudizio; vedete la nostra pagina sul Giudizio universale. Il calice ha ricevuto un senso ancora più profondo. Nel Getsemani Cristo prega: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice: per altro non come voglio io, ma come vuoi tu» (Matteo 26, 39). Colui che era senza peccato ha bevuto il calice destinato ai peccatori, perché essi ricevessero il calice della salvezza.
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, vede nel calice versato “da una parte e dall'altra” il passaggio dell'eredità da Israele alle nazioni, mentre la feccia resta per chi rifiuta la grazia.
Lo si accosta al salmo 82 (Vulgata 81), Deus stetit, dove Dio giudica i giudici della terra, e al salmo 113 (Vulgata 112), Laudate, pueri, che solleva il povero dalla polvere.
Il salmo 75 nella liturgia del 1962
Nona del giovedì. Nel salterio del Breviario romano del 1962 il salmo 74 apre la Nona del giovedì, l'Ora di metà pomeriggio, seguito dalle due sezioni del salmo 75, sotto l'antifona tratta dai suoi versetti 2 e 3: Invocabimus nomen tuum, Domine: narrabimus mirabilia tua. Potete pregarlo quel giorno nel breviario del giorno.
Il Giovedì Santo. Nel Mattutino delle Tenebre del Giovedì Santo il salmo apre il terzo notturno sotto l'antifona del versetto 5: Dixi iniquis: Nolite loqui adversus Deum iniquitatem. Nella notte in cui il Signore accetta il calice, la Chiesa canta il salmo del calice.
Gli Apostoli. Nel Comune degli Apostoli il salmo apre il terzo notturno del Mattutino con l'antifona dell'ultimo versetto: Exaltabuntur cornua justi, alleluja. La Chiesa applica così agli Apostoli la promessa fatta ai giusti, che «alzeranno le loro teste».
Come pregare il salmo 75
Lo si prega davanti all'ingiustizia che sembra trionfare, per ricordarsi che Dio ha fissato la sua ora; nella tentazione dell'orgoglio, con i versetti 5 e 6; meditando il giudizio finale, con il calice del versetto 9; e il Giovedì Santo, con Cristo che accetta il calice. Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 75?
È una lode nella quale Dio stesso annuncia che giudicherà al tempo da lui fissato. Abbassa i superbi, innalza gli umili e fa bere ai peccatori il calice della sua ira.
Che cosa dicono i versetti 6 e 7 del salmo 75?
Il versetto 6 proibisce l'orgoglio: «Non vogliate alzar in alto le vostre corna». Il versetto 7 dice che lo scampo non viene né da oriente né da occidente né dai monti del deserto: viene da Dio solo, che è giudice (v. 8).
Che cosa significa il versetto 9 del salmo 75?
Descrive il calice di vino che il Signore tiene in mano e la cui feccia berranno tutti i peccatori: l'immagine del giudizio di Dio sul male. Cristo, nel Getsemani, ha accettato di berlo al nostro posto.
Chi ha scritto il salmo 75?
Il titolo lo attribuisce ad Asaf, cantore di Davide e capostipite di una famiglia di cantori del Tempio. È uno dei dodici salmi di Asaf del Salterio.
Il salmo 75 è lo stesso del salmo 74?
Sì, se si segue la Vulgata: il salmo 74 dei libri liturgici è il salmo 75 delle Bibbie moderne. Il salmo 74 delle Bibbie moderne è invece l'Ut quid, Deus, lamento sul santuario incendiato, salmo 73 della Vulgata.
Tutta la Bibbia offline, con la pagina segnata e i versetti evidenziati: la Bibbia cattolica nell'applicazione.
Salmo 74 (75) · con l'app
Accesso anticipato