Preghiere
Magnificat: il cantico della Vergine Maria
Il testo del Magnificat in italiano e in latino, il cantico che la Vergine Maria intonò nella Visitazione e che la Chiesa canta ogni sera ai Vespri, con la sua storia e il suo significato.

Il Magnificat è il cantico della Vergine Maria: le parole con cui, portando in grembo il Salvatore, ella esultò di gioia nella casa di santa Elisabetta. La Chiesa lo ha fatto suo e lo canta ogni sera ai Vespri, perché in quel canto la Madre di Dio insegna a ogni anima a magnificare il Signore. Diamo qui il testo, in italiano e in latino, e ne raccogliamo poi la storia e il senso.
Magnificat: il testo in italiano
L'anima mia magnifica il Signore,
e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore.
Perché ha guardato l'umiltà della sua serva:
ecco, d'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Perché grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente,
e Santo è il suo nome.
E la sua misericordia si estende di generazione in generazione
sopra coloro che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio;
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore.
Ha rovesciato i potenti dai loro troni,
e ha innalzato gli umili.
Ha ricolmato di beni gli affamati,
e ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza in eterno.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Così sia.
Il cantico prende il nome dalla sua prima parola latina, Magnificat, «magnifica», che molti cercano nella forma italiana «l'anima mia magnifica il Signore». È l'incipit a dare il titolo a tutto il cantico.
Magnificat: il testo in latino
Nella liturgia romana il Magnificat si canta in latino, ogni giorno ai Vespri. Ne diamo il testo originale.
Magnificat anima mea Dominum:
et exsultavit spiritus meus in Deo salutari meo.
Quia respexit humilitatem ancillae suae:
ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes.
Quia fecit mihi magna qui potens est:
et sanctum nomen ejus.
Et misericordia ejus a progenie in progenies timentibus eum.
Fecit potentiam in brachio suo:
dispersit superbos mente cordis sui.
Deposuit potentes de sede, et exaltavit humiles.
Esurientes implevit bonis: et divites dimisit inanes.
Suscepit Israel puerum suum, recordatus misericordiae suae.
Sicut locutus est ad patres nostros, Abraham et semini ejus in saecula.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio, et nunc, et semper,
et in saecula saeculorum. Amen.
Il cantico di Maria nella Visitazione (Lc 1, 46-55)
Il Magnificat nasce nel Vangelo. Quando l'arcangelo Gabriele ebbe annunciato a Maria che sarebbe stata la Madre del Figlio di Dio, ella si recò dalla cugina Elisabetta, che la salutò con le parole che ancora ripetiamo nell'Ave Maria: Tu sei benedetta fra tutte le donne e benedetto è il frutto del tuo seno (Catechismo di san Pio X, L'Ave Maria). E a quel saluto Maria rispose con il suo cantico.
La versione di mons. Antonio Martini lo rende così, fedele al testo di san Luca:
«E Maria disse: l'anima mia esalta la grandezza del Signore: ed esulta il mio spirito in Dio mio salvatore. Perché ha rivolto lo sguardo alla bassezza della sua serva: conciossiaché ecco che da questo punto beata mi chiameranno tutte le età. Perché grandi cose ha fatte a me colui, che è potente, e di cui santo è il nome» (Vangelo secondo Luca 1, 46-49).
E più avanti, il rovesciamento che Dio opera nella storia:
«Ha deposto dal trono i potenti, e ha esaltato i piccoli. Ha ricolmati di beni i famelici, e voti ha rimandati i ricchi» (Vangelo secondo Luca 1, 52-53).
Il cantico si chiude sulla fedeltà di Dio alle promesse antiche: Conforme parlò ai padri nostri, ad Abramo, e ai suoi discendenti per tutti i secoli (Vangelo secondo Luca 1, 55). Maria parla da figlia d'Israele che vede compiersi in sé l'attesa di tutti i padri.
Il significato del Magnificat
Il Magnificat è prima di tutto un cantico di lode e di ringraziamento. Il Catechismo di san Pio X insegna che la preghiera è «un'elevazione dell'anima a Dio per adorarlo, per ringraziarlo e per chiedergli ciò di cui abbiamo bisogno»: nel suo cantico Maria adora e ringrazia, senza chiedere nulla per sé, perché tutto ha già ricevuto.
L'umiltà della serva. Il cuore del cantico è una sola parola: umiltà. Maria non si attribuisce nulla. Ha guardato l'umiltà della sua serva, dice, e subito riconosce che grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente. Tutto è grazia, tutto viene da Dio. Per questo proprio lei, la più umile, sarà chiamata beata da tutte le generazioni: è la legge del Vangelo, che innalza gli umili e abbassa i superbi.
Il rovesciamento di Dio. Il Magnificat canta un Dio che capovolge i giudizi degli uomini: disperde i superbi, rovescia i potenti, ricolma di beni gli affamati e rimanda i ricchi a mani vuote. Non è una rivendicazione terrena, ma l'annuncio della misericordia che si china sui piccoli e resiste a chi confida nella propria forza.
La fedeltà alle promesse. Infine il cantico guarda indietro, ad Abramo e ai padri, e riconosce che in Maria Dio mantiene la parola data nei secoli. Il Magnificat è insieme memoria e profezia: ricorda la fedeltà passata e annuncia la salvezza che ora si compie nel Figlio che ella porta in grembo.
Il Magnificat ai Vespri
Nella liturgia delle ore il Magnificat è il cantico evangelico dei Vespri, la preghiera della sera della Chiesa. Ogni giorno, al calare del sole, il cantico di Maria ritorna sulle labbra dei sacerdoti, dei religiosi e di tutti i fedeli che recitano l'Ufficio divino. La Chiesa fa così proprio il cantico della Madre: ciò che Maria disse una volta nella casa di Elisabetta, il popolo cristiano lo ripete ogni sera, magnificando con lei il Signore per le grandi cose che ha operato.
Durante il Magnificat, ai Vespri solenni, l'altare viene incensato: la Chiesa onora con il segno più alto della liturgia il cantico in cui la Vergine si proclama serva del Signore.
Il Magnificat come preghiera
Molti cercano il Magnificat non come brano liturgico ma come preghiera personale, da recitare la sera o nei momenti di ringraziamento. È un uso antico e legittimo: poiché è la preghiera stessa di Maria, recitarla significa fare nostro il suo sguardo riconoscente verso Dio. La Madonna non vi chiede nulla per sé; loda e ringrazia. Per questo il Magnificat è la preghiera adatta a chi ha ricevuto una grazia, a chi vuole rendere grazie, o semplicemente a chi vuole chiudere la giornata magnificando il Signore con le parole della Madre.
Si può recitarlo da soli o in famiglia, in italiano o in latino, facendolo precedere dal segno di croce e seguire dalla dossologia Gloria al Padre. Riportiamo qui sopra entrambi i testi: è la stessa preghiera che la Chiesa eleva ogni sera ai Vespri.
Il Magnificat in latino, riga per riga
Per chi prega o canta il cantico in latino e ne cerca il senso parola per parola, accostiamo i versetti latini all'italiano:
Magnificat anima mea Dominum — L'anima mia magnifica il Signore
et exsultavit spiritus meus in Deo salutari meo — e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore
Quia respexit humilitatem ancillae suae — perché ha guardato l'umiltà della sua serva
Quia fecit mihi magna qui potens est — perché grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
Deposuit potentes de sede, et exaltavit humiles — ha rovesciato i potenti dai troni, e ha innalzato gli umili
Esurientes implevit bonis — ha ricolmato di beni gli affamati
Suscepit Israel puerum suum — ha soccorso Israele suo servo
Il latino salutari meo non significa «della mia salute» ma «mio Salvatore», cioè Dio che salva; ancilla è la «serva», l'umile schiava del Signore. Il testo latino qui usato è quello della Vulgata, la forma che la liturgia romana canta da sempre ai Vespri.
Il canto del Magnificat
Nella liturgia il Magnificat non si recita soltanto: si canta. Il modo più antico è il canto gregoriano, che intona il cantico su uno degli otto toni salmodici, secondo l'antifona propria del giorno. È un canto sobrio, fatto per portare le parole, non per coprirle: la melodia si piega al testo latino e lascia risaltare ogni versetto. Ai Vespri solenni il Magnificat gregoriano è il vertice cantato dell'ora, accompagnato dall'incensazione dell'altare.
Accanto al gregoriano esistono innumerevoli composizioni polifoniche del Magnificat, dalla scuola rinascimentale fino all'età barocca, che hanno messo in musica per il coro lo stesso testo liturgico.
Il Magnificat di Frisina
Tra i canti del Magnificat diffusi oggi nelle parrocchie italiane figura quello di mons. Marco Frisina, compositore contemporaneo di musica sacra. È un canto in lingua italiana, di uso recente, pensato per l'assemblea. Va distinto dal Magnificat gregoriano della tradizione romana, che resta la forma propria del cantico nella liturgia latina e che riportiamo, nel testo, in questa pagina.
Il Magnificat nella musica classica (Vivaldi, Bach)
Il testo del Magnificat ha ispirato alcune delle più grandi pagine della musica sacra. Antonio Vivaldi ne compose una versione per coro e orchestra; Johann Sebastian Bach scrisse il celebre Magnificat in re maggiore, vasta opera corale costruita sui versetti latini di san Luca. Sono opere da concerto e da grandi solennità, distinte dal canto liturgico ordinario: testimoniano però quanto il cantico di Maria abbia segnato la cultura cristiana. Il testo che esse musicano è sempre lo stesso, il Magnificat anima mea Dominum della Vulgata.
La Madonna del Magnificat
La Madonna del Magnificat è uno dei titoli con cui l'arte cristiana ha raffigurato la Vergine: Maria nell'atto di scrivere o di pronunciare il suo cantico, spesso col Bambino in grembo. Il più famoso è il tondo dipinto da Sandro Botticelli, in cui la Madonna tiene il libro su cui si legge l'inizio del Magnificat, mentre angeli la incoronano. L'immagine traduce in pittura ciò che il cantico dice in parole: Maria che, riconoscendosi serva umile, è esaltata da Dio e proclamata beata da tutte le generazioni. Questi dipinti non sono illustrazioni storiche, ma meditazioni: invitano chi guarda a unirsi alla Vergine nel magnificare il Signore.
Domande frequenti
Qual è il testo del Magnificat in italiano?
Il Magnificat comincia con «L'anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore» e si chiude con la dossologia «Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo». Lo riportiamo per intero nella prima sezione di questa pagina.
Qual è il testo del Magnificat in latino?
Il cantico latino comincia con «Magnificat anima mea Dominum: et exsultavit spiritus meus in Deo salutari meo». Diamo il testo latino completo qui sopra: è la forma che si canta ogni sera ai Vespri.
Che cosa significa «Magnificat»?
Magnificat è la prima parola latina del cantico e significa «magnifica», cioè «esalta la grandezza». L'intera frase è Magnificat anima mea Dominum, «l'anima mia magnifica il Signore»: da questa parola d'apertura il cantico prende il suo nome.
Chi ha composto il Magnificat e quando si recita?
Il Magnificat è il cantico della Vergine Maria, riportato dal Vangelo secondo Luca (1, 46-55): Maria lo pronunciò nella Visitazione, salutata da santa Elisabetta. La Chiesa lo recita o lo canta ogni sera ai Vespri, come cantico evangelico della preghiera serale.
Dove si trova il Magnificat nella Bibbia?
Si trova nel Vangelo secondo Luca, al primo capitolo, ai versetti dal 46 al 55, nel racconto della visita di Maria a santa Elisabetta.
Si può scaricare il testo del Magnificat in PDF?
Il testo completo, in italiano e in latino, è riportato per intero in questa pagina e può essere stampato o salvato. Lo stesso testo, con l'audio, è disponibile anche nell'app Iter Fidei, insieme alle altre preghiere mariane.
Il Magnificat è una preghiera o un canto?
È l'uno e l'altro. È il cantico della Vergine Maria, nato come lode pronunciata nella Visitazione; la Chiesa lo recita e lo canta ogni sera ai Vespri. Si può quindi recitarlo come preghiera personale, oppure cantarlo: nella liturgia romana la forma propria è il canto gregoriano sui toni salmodici.
Che cos'è la Madonna del Magnificat?
È un titolo dell'arte cristiana che raffigura la Vergine mentre pronuncia o scrive il suo cantico, spesso col Bambino. Il dipinto più celebre è il tondo di Sandro Botticelli, in cui Maria tiene il libro aperto sull'inizio del Magnificat.
Qual è la differenza tra il Magnificat gregoriano e quello di Frisina?
Il Magnificat gregoriano è la forma tradizionale del cantico nella liturgia latina, cantato in latino sui toni salmodici. Il canto di mons. Marco Frisina è una composizione contemporanea in lingua italiana, di uso parrocchiale recente. Il testo del cantico resta lo stesso; cambia la veste musicale.
L'app Iter Fidei contiene le preghiere, i salmi e le novene, in latino e italiano, con audio. Scaricala qui.
Fonti. Testo del cantico dal corpus di preghiere Iter Fidei (italiano e latino). Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Luca 1, 46-55). Catechismo della Dottrina Cristiana di san Pio X, La preghiera in generale e L'Ave Maria.