La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 76 (Vulgata 75): Notus in Judæa, il Dio vincitore che abita in Sion
Il salmo 76 delle Bibbie moderne è il salmo 75 della Vulgata, il *Notus in Judæa Deus*: il canto della vittoria di Dio, che spezza le armi dei nemici sotto le mura di Gerusalemme e si leva per salvare i mansueti della terra. La Chiesa ne ha fatto l'offertorio della domenica di Pasqua. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri e l'uso nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 75 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 74.
1 In finem, in laudibus. Psalmus Asaph, canticum ad Assyrios.
1 Per la fine: per lodare: salmo di Asaph: cantico sopra gli Assiri.
2 Notus in Judæa Deus ; in Israël magnum nomen ejus.
2 Dio è conosciuto nella Giudea: in Israello è grande il suo nome.
3 Et factus est in pace locus ejus, et habitatio ejus in Sion.
3 E sua sede è nella pace, ed ha sua abitazione in Sionne.
4 Ibi confregit potentias arcuum, scutum, gladium, et bellum.
4 Ivi egli ha distrutta la forza degli archi, lo scudo, la spada, e la guerra.
5 Illuminans tu mirabiliter a montibus æternis ;
5 O tu, che spandi mirabilmente tua luce dalle alte montagne:
6 turbati sunt omnes insipientes corde. Dormierunt somnum suum, et nihil invenerunt omnes viri divitiarum in manibus suis.
6 son rimasti conquisi tutti gli stolti di cuore. Dormirono il loro sonno, e nulla trovarono nelle loro mani tutti questi uomini tesoreggianti.
7 Ab increpatione tua, Deus Jacob, dormitaverunt qui ascenderunt equos.
7 Al tuono delle tue minacce, o Dio di Giacobbe, si addormentarono i cavalieri.
8 Tu terribilis es ; et quis resistet tibi ? ex tunc ira tua.
8 Terribile se' tu, e chi a te farà resistenza? l'ira tua è antica.
9 De cælo auditum fecisti judicium : terra tremuit et quievit
9 Dal cielo facesti sentire il tuo giudizio: tremò la terra, e si tacque;
10 cum exsurgeret in judicium Deus, ut salvos faceret omnes mansuetos terræ.
10 Allorché Dio si levò su per far giudizio, per tutti salvare i mansueti della terra.
11 Quoniam cogitatio hominis confitebitur tibi, et reliquiæ cogitationis diem festum agent tibi.
11 L'uomo, che rifletterà, darà a te laude; e la fine de' suoi pensieri sarà di onorarti con giorni festivi.
12 Vovete et reddite Domino Deo vestro, omnes qui in circuitu ejus affertis munera : terribili,
12 Offerite voti al Signore Dio vostro, e scioglieteli, o voi tutti, che stando intorno a lui gli presentate dei doni,
13 et ei qui aufert spiritum principum : terribili apud reges terræ.
13 A lui terribile, a lui, che toglie lo spirito ai grandi, a lui, che è terribile ai re della terra.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 76 o salmo 75?
Le Bibbie moderne lo numerano 76, seguendo l'ebraico; la Vulgata e il Breviario romano lo numerano 75, perché riuniscono in uno i salmi 9 e 10. È lo stesso salmo, e i versetti hanno gli stessi numeri. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Il numero indica dunque due testi:
- salmo 76 (ebraico) = salmo 75 (Vulgata): il Notus in Judæa, presentato in questa pagina;
- salmo 77 (ebraico) = salmo 76 (Vulgata): il Voce mea ad Dominum clamavi, la notte di chi cerca Dio nella tribolazione, che il Breviario canta a Compieta del venerdì;
- salmo 75 (ebraico) = salmo 74 (Vulgata): il Confitebimur tibi, Dio giudice che umilia e innalza.
Che cosa significa il salmo 76?
Il titolo (v. 1). Il Martini traduce: «Per la fine: per lodare: salmo di Asaph: cantico sopra gli Assiri». La menzione degli Assiri, propria della Settanta e della Vulgata, ha portato i commentatori antichi a collegare il salmo alla liberazione di Gerusalemme sotto il re Ezechia, quando l'esercito di Sennacherib, che assediava la città, fu colpito in una sola notte: «quella notte venne l'Angelo del Signore, e uccise nel campo degli Assiri cento ottantacinque mila uomini» (4 Re 19, 35, 2 Re nelle Bibbie moderne).
Dio nella sua città (v. 2-4). «Dio è conosciuto nella Giudea: in Israello è grande il suo nome» (v. 2). La sua dimora è in Sion: «E sua sede è nella pace, ed ha sua abitazione in Sionne» (v. 3). Dove la Vulgata dice in pace, l'ebraico ha Salem, l'antico nome di Gerusalemme, la città del re sacerdote Melchisedec (Genesi 14, 18). «Ivi egli ha distrutta la forza degli archi, lo scudo, la spada, e la guerra» (v. 4).
I guerrieri addormentati (v. 5-7). La sconfitta dei nemici è descritta come un sonno: «Dormirono il loro sonno, e nulla trovarono nelle loro mani tutti questi uomini tesoreggianti» (v. 6). «Al tuono delle tue minacce, o Dio di Giacobbe, si addormentarono i cavalieri» (v. 7).
Il giudizio che viene dal cielo (v. 8-10). «Terribile se' tu, e chi a te farà resistenza?» (v. 8). La terra trema e tace davanti alla sentenza: «Dal cielo facesti sentire il tuo giudizio: tremò la terra, e si tacque» (v. 9), «Allorché Dio si levò su per far giudizio, per tutti salvare i mansueti della terra» (v. 10). L'ira di Dio ha per scopo la salvezza degli umili.
I voti (v. 11-13). L'uomo che riflette loda Dio, e il ricordo della liberazione diventa festa (v. 11). I popoli vicini sono invitati: «Offerite voti al Signore Dio vostro, e scioglieteli» (v. 12), a colui «che toglie lo spirito ai grandi» (v. 13).
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, interpreta il nome di Giuda come “confessione”: Dio si fa conoscere a chi confessa il proprio peccato e la sua lode. La città della pace è la Chiesa; le armi spezzate, l'arco, lo scudo, la spada, sono quelle del nemico dell'anima, vinto da Cristo.
Il versetto 10 annuncia una beatitudine: Dio si leva «per tutti salvare i mansueti della terra». Nostro Signore dirà: «Beati i mansueti: perché questi possederanno la terra» (Matteo 5, 4); vedete la nostra pagina sulle Beatitudini.
È uno dei “cantici di Sion”, con il salmo 46 (Vulgata 45), Deus noster refugium, dove Dio spezza anch'egli l'arco, e il salmo 48 (Vulgata 47), Magnus Dominus, che canta la città del gran Re.
Il salmo 76 nella liturgia del 1962
Nona del giovedì. Nel salterio del Breviario romano del 1962 il salmo 75 si canta a Nona del giovedì, in due sezioni (versetti 2-7 e 8-13), dopo il salmo 74, sotto l'antifona Invocabimus nomen tuum, Domine: narrabimus mirabilia tua. Potete pregarlo a quest'Ora nel breviario del giorno.
La domenica di Pasqua. Il Messale del 1962 ne ha tratto l'offertorio della domenica di Pasqua: Terra tremuit, et quievit, dum resurgeret in judicio Deus, alleluja. Il salmo dice exsurgeret, «si levò»; la liturgia scrive resurgeret, «risorse»: il terremoto del versetto 9 diventa quello del mattino di Pasqua, quando Dio si leva dal sepolcro per giudicare il mondo e salvare i mansueti.
La Settimana Santa. Nel Mattutino delle Tenebre del Giovedì Santo il salmo è cantato al terzo notturno con l'antifona Terra tremuit, et quievit, dum exsurgeret in judicio Deus. In quello del Sabato Santo, al terzo notturno, l'antifona è tratta dal versetto 3: In pace factus est locus ejus, et in Sion habitatio ejus. È Cristo che riposa nella pace del sepolcro, alla vigilia della risurrezione; il Triduo pasquale ne fa la sua meditazione.
Altri usi. I versetti 12 e 13, Vovete, et reddite Domino Deo vestro, formano il communio della XVII domenica dopo Pentecoste.
Come pregare il salmo 76
Lo si prega in ringraziamento dopo una liberazione, quando un pericolo che sembrava inevitabile è stato allontanato. Lo si prega per la pace (v. 4) e per gli umili (v. 10). A Pasqua, lo si può ripetere con l'offertorio, contemplando la terra che trema e tace davanti al Risorto. Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 76?
È un canto di vittoria: Dio, che abita in Sion, ha spezzato le armi dei nemici venuti contro Gerusalemme e si è levato per salvare i mansueti della terra. La tradizione lo collega alla sconfitta dell'esercito assiro di Sennacherib, e i Padri vi leggono la vittoria di Cristo e la pace della Chiesa.
Chi ha scritto il salmo 76?
Il titolo lo attribuisce ad Asaf, il cantore di Davide, o alla famiglia di cantori che portava il suo nome. La Vulgata aggiunge che è un «cantico sopra gli Assiri».
Che cosa vuol dire Terra tremuit?
Sono le parole del versetto 9: «tremò la terra, e si tacque», davanti al giudizio di Dio. La Chiesa le canta nell'offertorio di Pasqua, applicandole alla risurrezione di Cristo.
Perché il salmo 76 si canta il Sabato Santo?
Perché il versetto 3, Factus est in pace locus ejus, «sua sede è nella pace», è letto della sepoltura del Signore: il corpo di Cristo riposa nella pace del sepolcro, in attesa della risurrezione. Per questo il Mattutino del Sabato Santo ne fa un'antifona.
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