La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata

Salmo 79 (Vulgata 78): Deus, venerunt gentes, il lamento su Gerusalemme

Il salmo 79 delle Bibbie moderne è il salmo 78 della Vulgata, il *Deus, venerunt gentes*: il lamento di Asaf su Gerusalemme devastata e sul Tempio profanato, che si trasforma in domanda di perdono. Da qui viene l'*Adjuva nos* che la Chiesa canta in ginocchio in Quaresima. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura cristiana e l'uso nella liturgia del 1962.

Cercate il salmo 78 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 77.

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1 Psalmus Asaph. Deus, venerunt gentes in hæreditatem tuam ; polluerunt templum sanctum tuum ; posuerunt Jerusalem in pomorum custodiam.

1 Salmo di Asaph. O Dio, son venute le nazioni nella tua eredità, han profanato il tempio tuo santo, han cangiata Gerusalemme in un tugurio da guardiani delle frutta:

2 Posuerunt morticina servorum tuorum escas volatilibus cæli ; carnes sanctorum tuorum bestiis terræ.

2 Han gettato i cadaveri de' tuoi servi pasto agli uccelli dell'aria, le carni de' santi tuoi alle fiere della terra.

3 Effuderunt sanguinem eorum tamquam aquam in circuitu Jerusalem, et non erat qui sepeliret.

3 Hanno sparso come acqua il loro sangue intorno a Gerusalemme, e non v' era chi desse lor sepoltura.

4 Facti sumus opprobrium vicinis nostris ; subsannatio et illusio his qui in circuitu nostro sunt.

4 Siam divenuti oggetto di ignominia pe' nostri vicini; di insulto, e di scherno per que', che ci stanno all'intorno.

5 Usquequo, Domine, irasceris in finem ? accendetur velut ignis zelus tuus ?

5 E fino a quando, o Signore, sarai sdegnato implacabilmente, e arderà come fuoco il tuo zelo?

6 Effunde iram tuam in gentes quæ te non noverunt, et in regna quæ nomen tuum non invocaverunt :

6 Scarica il tuo sdegno sopra le genti, che non ti conoscono, e sopra i regni, che non hanno invocato il tuo nome.

7 quia comederunt Jacob, et locum ejus desolaverunt.

7 Perché hanno divorato Giacobbe, e han devastata la casa di lui.

8 Ne memineris iniquitatum nostrarum antiquarum ; cito anticipent nos misericordiæ tuæ, quia pauperes facti sumus nimis.

8 Non ti ricordare delle pristine nostre iniquità: ci prevengano prontamente le tue misericordie, perché noi siam divenuti oltre modo miserabili.

9 Adjuva nos, Deus salutaris noster, et propter gloriam nominis tui, Domine, libera nos : et propitius esto peccatis nostris, propter nomen tuum.

9 Aiutaci, o Dio, nostro Salvatore, e a gloria del nome tuo liberaci, e sii propizio a' peccati nostri pel nome tuo:

10 Ne forte dicant in gentibus : Ubi est Deus eorum ? et innotescat in nationibus coram oculis nostris ultio sanguinis servorum tuorum qui effusus est.

10 Affinchè non siavi forse tralle nazioni chi dica: il Dio loro dov'è? Nota sia tralle nazioni, veggenti noi,

11 Introëat in conspectu tuo gemitus compeditorum ; secundum magnitudinem brachii tui posside filios mortificatorum :

11 La vendetta del sangue de' servi tuoi, che è stato sparso: siano ammessi al tuo cospetto i gemiti di que', che sono in catene. Conserva col tuo gran braccio i figliuoli di que', che furono uccisi.

12 et redde vicinis nostris septuplum in sinu eorum ; improperium ipsorum quod exprobraverunt tibi, Domine.

12 E rendi, o Signore, a' nostri vicini nel loro seno sette volte tanto pe' loro improperj vomitati contro di te.

13 Nos autem populus tuus, et oves pascuæ tuæ, confitebimur tibi in sæculum ; in generationem et generationem annuntiabimus laudem tuam.

13 Ma noi tuo popolo, e pecorelle della tua greggia ti confesseremo eternamente. Annunzierem le lodi tue d'una in altra generazione.

Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).

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