La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 136 (Vulgata 135): Confitemini Domino, perché la sua misericordia è in eterno
Il salmo 136 delle Bibbie moderne è il salmo 135 della Vulgata, il *Confitemini Domino, quoniam bonus*: una grande litania di ringraziamento in cui ogni opera di Dio, dalla creazione all'ingresso nella Terra promessa, riceve lo stesso ritornello, «perché la misericordia di lui è in eterno». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il ritornello, la lettura dei Padri, l'uso ai Vespri del giovedì e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 135 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 134.
1 Alleluja. Confitemini Domino, quoniam bonus, quoniam in æternum misericordia ejus.
1 Alleluia: lodate Dio. Date lode al Signore, perché egli è buono, perché la misericordia di lui è in eterno.
2 Confitemini Deo deorum, quoniam in æternum misericordia ejus.
2 Date lode al Dio degli dei, perché la misericordia di lui è in eterno.
3 Confitemini Domino dominorum, quoniam in æternum misericordia ejus.
3 Date lode al Signore de' signori, perché la misericordia di lui è in eterno.
4 Qui facit mirabilia magna solus, quoniam in æternum misericordia ejus.
4 Il quale solo fa grandi meraviglie, perché la misericordia di lui è in eterno.
5 Qui fecit cælos in intellectu, quoniam in æternum misericordia ejus.
5 Il quale con sapienza creò i cieli, perché la misericordia di lui è in eterno.
6 Qui firmavit terram super aquas, quoniam in æternum misericordia ejus.
6 Il quale posò la terra sopra le acque, perché la misericordia di lui è in eterno.
7 Qui fecit luminaria magna, quoniam in æternum misericordia ejus :
7 Il quale fece i grandi luminari, perché la misericordia di lui è in eterno.
8 solem in potestatem diei, quoniam in æternum misericordia ejus ;
8 Il sole per presedere al giorno, perchè la misericordia di lui è in eterno,
9 lunam et stellas in potestatem noctis, quoniam in æternum misericordia ejus.
9 La luna, e le stelle per presedere alla notte, perché la misericordia di lui è in eterno.
10 Qui percussit Ægyptum cum primogenitis eorum, quoniam in æternum misericordia ejus.
10 Il quale percosse l'Egitto co' suoi primogeniti, perché la misericordia di lui è in eterno:
11 Qui eduxit Israël de medio eorum, quoniam in æternum misericordia ejus,
11 Il quale trasse Israele di mezzo all'Egitto, perché la misericordia di lui è in eterno.
12 in manu potenti et brachio excelso, quoniam in æternum misericordia ejus.
12 Con mano possente, e con braccio alzato, perché la misericordia di lui è in eterno.
13 Qui divisit mare Rubrum in divisiones, quoniam in æternum misericordia ejus ;
13 Il quale divise in parti il mar rosso, perché la misericordia di lui è in eterno.
14 et eduxit Israël per medium ejus, quoniam in æternum misericordia ejus ;
14 E pel mezzo di esso condusse Israele, perché la misericordia di lui è in eterno.
15 et excussit Pharaonem et virtutem ejus in mari Rubro, quoniam in æternum misericordia ejus.
15 E precipitò Faraone, e l'esercito di lui nel mar rosso: perché la misericordia di lui è in eterno.
16 Qui traduxit populum suum per desertum, quoniam in æternum misericordia ejus.
16 Il quale fè passare il suo popolo pel deserto, perché la misericordia di lui è in eterno.
17 Qui percussit reges magnos, quoniam in æternum misericordia ejus ;
17 Il quale percosse dei re grandi, perché la misericordia di lui è in eterno.
18 et occidit reges fortes, quoniam in æternum misericordia ejus :
18 E uccise dei re forti, perché la misericordia di lui è in eterno.
19 Sehon, regem Amorrhæorum, quoniam in æternum misericordia ejus ;
19 Sehon re degli Amorrei, perché la misericordia di lui è in eterno.
20 et Og, regem Basan, quoniam in æternum misericordia ejus :
20 E Og re di Basan, perché la misericordia di lui è in eterno.
21 et dedit terram eorum hæreditatem, quoniam in æternum misericordia ejus ;
21 E diede la loro terra in retaggio, perché la misericordia di lui è in eterno,
22 hæreditatem Israël, servo suo, quoniam in æternum misericordia ejus.
22 In retaggio ad Israele suo popolo, perché la misericordia di lui è in eterno.
23 Quia in humilitate nostra memor fuit nostri, quoniam in æternum misericordia ejus ;
23 Perché nella nostra umiliazione si è ricordato di noi: perché la misericordia di lui è in eterno.
24 et redemit nos ab inimicis nostris, quoniam in æternum misericordia ejus.
24 E ci ha riscattati dai nostri nemici, perché la misericordia di lui è in eterno.
25 Qui dat escam omni carni, quoniam in æternum misericordia ejus.
25 Il quale dà il nudrimento ad ogni animante, perché la misericordia di lui è in eterno.
26 Confitemini Deo cæli, quoniam in æternum misericordia ejus. Confitemini Domino dominorum, quoniam in æternum misericordia ejus.
26 Date lode al Dio del cielo, perché la misericordia di lui è in eterno. Date lode al Signore de' signori, perché la misericordia di lui è in eterno.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 136 o salmo 135?
Questo salmo porta due numeri. Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e lo chiamano salmo 136; la Vulgata e la Settanta, che uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico, lo contano come salmo 135, ed è con questo numero che lo conoscono il Breviario e i Padri. I versetti hanno invece la stessa numerazione nelle due Bibbie. La tavola completa delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Chi cerca «salmo 136» può dunque volere due testi diversi:
- salmo 136 (ebraico) = salmo 135 (Vulgata): il Confitemini Domino, la litania della misericordia, presentato in questa pagina;
- salmo 137 (ebraico) = salmo 136 (Vulgata): il Super flumina Babylonis, «Sulle rive de' fiumi di Babilonia», il lamento degli esiliati, che nei libri liturgici e nei vecchi libri di preghiere porta il numero 136.
Allo stesso modo, il «salmo 135» di una Bibbia moderna non è questo testo, ma il Laudate nomen Domini, salmo 134 della Vulgata, che canta le stesse opere di Dio senza ritornello.
Che cosa significa il salmo 136?
È un canto alternato. Una voce proclama un'opera di Dio, l'assemblea risponde ogni volta con le stesse parole: «perché la misericordia di lui è in eterno», in latino quoniam in æternum misericordia ejus. Ventisei versetti, e ognuno si chiude con lo stesso ritornello. Dietro ogni atto di Dio, il salmo vede un solo motivo: la sua bontà che non passa. La tradizione ebraica lo chiama il grande Hallel, la grande lode.
Il Dio degli dei (v. 1-3). Tre inviti aprono la litania: «Date lode al Signore, perché egli è buono, perché la misericordia di lui è in eterno». Poi: «Date lode al Dio degli dei» (v. 2) e «al Signore de' signori» (v. 3). Il salmo non riconosce altri dèi: proclama che il Dio d'Israele è sopra tutto ciò che gli uomini chiamano divino.
La creazione (v. 4-9). Dio solo «fa grandi meraviglie»; «con sapienza creò i cieli» (v. 5), «posò la terra sopra le acque» (v. 6), fece i grandi luminari, «Il sole per presedere al giorno» e «La luna, e le stelle per presedere alla notte» (v. 8-9). La creazione è il primo dono della misericordia: prima ancora che l'uomo potesse chiedere qualcosa, Dio gli aveva preparato il mondo.
L'esodo (v. 10-16). Il salmo passa alla storia d'Israele. Dio «percosse l'Egitto co' suoi primogeniti», trasse fuori il suo popolo «Con mano possente, e con braccio alzato» (v. 12), «divise in parti il mar rosso» (v. 13), vi fece passare Israele e vi travolse il Faraone e il suo esercito; poi condusse il suo popolo nel deserto (v. 16). Sono le pagine dell'Esodo, capitolo 14, riassunte in sei versi.
La Terra promessa (v. 17-22). Dio abbatté re grandi e forti, «Sehon re degli Amorrei» (v. 19) «E Og re di Basan» (v. 20), e diede la loro terra «In retaggio ad Israele suo popolo» (v. 22). La storia del popolo eletto non è una serie di conquiste: è una serie di doni.
Il Dio che si ricorda (v. 23-26). Il salmo passa dal «lui» al «noi»: «Perché nella nostra umiliazione si è ricordato di noi» (v. 23), «E ci ha riscattati dai nostri nemici» (v. 24). Poi lo sguardo si allarga a tutti i viventi: «Il quale dà il nudrimento ad ogni animante» (v. 25). Il salmo finisce come era cominciato: «Date lode al Dio del cielo».
«Perché la misericordia di lui è in eterno»
Il ritornello del salmo è una delle più antiche acclamazioni del culto d'Israele. Il libro dei Paralipomeni, le Cronache delle Bibbie moderne, la mette sulle labbra dei leviti quando Davide fa portare l'arca a Gerusalemme: «Date gloria al Signore, perchè egli è buono; perchè la misericordia di lui è in eterno» (I Paralipomeni 16, 34). La ritroviamo alla dedicazione del Tempio di Salomone, quando il fuoco scende dal cielo e il popolo prostrato loda il Signore «come quegli, che è buono, e di cui la misericordia è eterna» (II Paralipomeni 7, 3). Lo stesso invito apre altri salmi, tra cui il salmo 118 (Vulgata 117), il salmo pasquale per eccellenza.
Il latino misericordia traduce l'ebraico hesed, che dice insieme la bontà, la tenerezza e la fedeltà di Dio all'alleanza. Le Bibbie moderne traducono spesso “perché il suo amore è per sempre”. La Vulgata e il Martini conservano la parola che il popolo cristiano ha imparato ad amare: la misericordia, cioè un amore che si china sulla miseria. È la stessa misericordia che la Chiesa invoca in tante sue preghiere, e che trovate pregata ogni giorno nella coroncina della Divina Misericordia.
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, si ferma anzitutto sul verbo confitemini. Il Martini lo traduce «Date lode», e a ragione: nella Scrittura confiteri non vuol dire soltanto confessare i propri peccati, ma anche lodare Dio e rendergli grazie. Chi confessa i suoi peccati e chi canta le opere di Dio fa in fondo la stessa cosa: dice la verità su se stesso e su Dio.
I Padri hanno letto il versetto 23 come il riassunto di tutta la storia della salvezza: Dio si è ricordato di noi nella nostra umiliazione, quando il Figlio è disceso fino alla nostra condizione. La Vergine lo canta nel Magnificat con parole quasi uguali: «Perché ha rivolto lo sguardo alla bassezza della sua serva» (Luca 1, 48). L'uscita dall'Egitto figura la Redenzione e il passaggio del Mar Rosso il Battesimo; il cibo dato «ad ogni animante» annuncia il Pane che Cristo darà ai suoi. Il salmo intero diventa così un Magnificat del popolo di Dio.
Il salmo 136 nella liturgia del 1962
Nel Breviario romano del 1962, secondo il salterio settimanale di san Pio X, il salmo 135 si canta ai Vespri del giovedì. Per la sua lunghezza vi è diviso in due parti, ciascuna con la sua antifona:
- versetti 1-9, con l'antifona Confitemini Domino, quoniam in æternum misericordia ejus;
- versetti 10-26, con l'antifona Confitemini Domino, quia in humilitate nostra memor fuit nostri, tratta dal versetto 23.
Nello stesso Vespro lo precede il salmo 133 (Vulgata 132), Ecce quam bonum, e lo segue il Super flumina Babylonis: la Chiesa passa dalla gioia della misericordia ricordata al pianto dell'esilio, poi alla lode del salmo 137 della Vulgata. Anche nel Breviario anteriore al 1911 il salmo apparteneva ai Vespri del giovedì. Potete pregarlo alla sua ora nel breviario del giorno; sulla struttura dell'Ora, vedete la pagina sui Vespri.
Come pregare il salmo 136
- Come ringraziamento. Dopo una grazia ricevuta, se ne può fare una litania personale: nominare ogni beneficio e rispondere ogni volta «perché la misericordia di lui è in eterno». È il modello di ogni preghiera di ringraziamento.
- A due voci, in famiglia o in gruppo: uno dice la prima metà del versetto, gli altri il ritornello. È il modo in cui il salmo è nato.
- Rileggendo la propria storia. Come Israele, il cristiano può ripercorrere la propria vita, il Battesimo, la prima Comunione, le prove superate, e vedervi la stessa misericordia all'opera.
- Nell'umiliazione, con il versetto 23: Dio si ricorda dei suoi proprio quando sono piccoli.
Lo si prega volentieri con il salmo 135 della Vulgata (134 delle Bibbie moderne), Laudate nomen Domini, che enumera le stesse opere di Dio, e lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Perché il salmo 136 si chiama anche salmo 135?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia, uniscono i salmi 9 e 10 dell'ebraico e contano questo salmo come 135; le Bibbie moderne lo contano come 136. È lo stesso Confitemini Domino, quoniam bonus.
Il salmo 136 è “Sulle rive dei fiumi di Babilonia”?
Solo nella numerazione della Vulgata. Il Super flumina Babylonis è il salmo 136 dei libri liturgici e dei Padri, ma il salmo 137 delle Bibbie moderne. Il salmo 136 delle Bibbie moderne è invece il Confitemini Domino presentato qui.
Qual è il ritornello del salmo 136?
Ogni versetto termina con «perché la misericordia di lui è in eterno», in latino quoniam in æternum misericordia ejus. Le traduzioni moderne dicono spesso “perché il suo amore è per sempre”.
Che cos'è il grande Hallel?
È il nome che la tradizione ebraica dà a questo salmo, la “grande lode”, per distinguerlo dall'Hallel formato dai salmi 113-118 dell'ebraico. La Chiesa l'ha accolto nell'Ufficio come canto di ringraziamento.
Che cosa significa il salmo 136?
Rende grazie a Dio per tutte le sue opere, la creazione, la liberazione dall'Egitto, il dono della Terra promessa, e le riporta tutte alla sua misericordia eterna. I Padri vi leggono anche la storia della salvezza compiuta in Cristo, che si è ricordato di noi nella nostra umiliazione.
Quando si recita il salmo 136 nel Breviario?
Nel Breviario romano del 1962 si canta ai Vespri del giovedì, diviso in due parti, con le antifone Confitemini Domino, quoniam in æternum misericordia ejus e Confitemini Domino, quia in humilitate nostra memor fuit nostri.
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