La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
La Prima Lettera di san Pietro
La Prima Lettera di san Pietro è la lettera che il principe degli Apostoli scrisse da Roma ai cristiani dell'Asia Minore: cinque capitoli sulla speranza, sulla santità e sul patire con Cristo, da cui vengono il «sacerdozio regale» e l'invito a gettare in Dio ogni sollecitudine. Qui sotto trovate i capitoli nella traduzione di mons. Antonio Martini, con il latino della Vulgata a fronte; la guida che segue ne presenta l'autore, la data, il riassunto, i versetti più celebri e l'uso nella liturgia.
Leggere 1 Pietro: 5 capitoli
La Prima Lettera di san Pietro, Epistola I beati Petri nella Vulgata, è la seconda delle sette lettere cattoliche, fra la Lettera di san Giacomo e la Seconda Lettera di san Pietro. È breve, cinque capitoli e centocinque versetti, ma densissima: il primo Papa vi insegna a cristiani convertiti da poco, e già messi alla prova, a sperare, a essere santi e a patire bene. Vi si sente la voce di colui al quale il Signore aveva detto sulla riva del lago: «pasci le mie pecorelle» (Gv 21,17).
Chi ha scritto la Prima Lettera di Pietro?
San Pietro, Simone figlio di Giovanni, che Nostro Signore costituì pietra della sua Chiesa. La lettera si apre con il suo nome: «Pietro Apostolo di Gesù Cristo, agli abitanti in paese straniero, dispersi pel Ponto, pella Galazia, Cappadocia, Asia, e Bitinia, eletti» (1 Pt 1,1). Verso la fine l'autore si presenta come «consacerdote, e testimone de' patimenti di Cristo» (1 Pt 5,1), saluta da parte di «Marco mio figlio» e affida ai pastori il compito stesso che Cristo aveva affidato a lui: «Pascete il gregge di Dio» (1 Pt 5,2). La Seconda Lettera rimanda a questa: «io scrivo a voi, o carissimi, questa seconda lettera» (2 Pt 3,1).
Pochi libri del Nuovo Testamento hanno testimoni così antichi. San Policarpo di Smirne la cita più volte nella sua Lettera ai Filippesi; Eusebio riferisce che Papia se ne serviva; sant'Ireneo la cita sotto il nome di Pietro; Clemente Alessandrino, Tertulliano, Origene e san Cipriano gliela attribuiscono, ed Eusebio la mette fra i libri accolti da tutti (Storia ecclesiastica, III, 3).
La lettera dice anche come fu scritta: «Per mezzo di Silvano fratello fedele vi ho scritto, parmi, brevemente» (1 Pt 5,12). Silvano è il Sila compagno di san Paolo negli Atti; può aver fatto da segretario, e questo spiegherebbe la buona qualità del greco. Molti esegeti moderni pensano a un discepolo che avrebbe scritto a nome di Pietro dopo la sua morte; la Chiesa la legge, con i Padri, come opera dell'Apostolo.
Quando è stata scritta, e a chi?
A Roma. «Vi saluta la Chiesa, che è in Babilonia, con voi eletta, e Marco mio figlio» (1 Pt 5,13). Eusebio riferisce, sulla testimonianza di Papia e di Clemente Alessandrino, che Pietro indica così Roma in senso figurato (Storia ecclesiastica, II, 15); anche l'Apocalisse dà questo nome alla città persecutrice. La data più comune presso i commentatori cattolici è il 63 o il 64: dopo la Lettera agli Efesini, di cui la nostra ha più di un'eco, e prima che scoppiasse la persecuzione di Nerone, che non vi è ancora descritta. Poco dopo san Pietro morì crocifisso a Roma sotto Nerone; san Girolamo pone il suo martirio nel quattordicesimo anno di quell'imperatore, e la tradizione romana venera la sua tomba sul colle Vaticano.
Ai cristiani dell'Asia Minore. I destinatari abitano cinque province romane: il Ponto, la Galazia, la Cappadocia, l'Asia e la Bitinia, nell'odierna Turchia. Origene li credeva ebrei convertiti; i più pensano che venissero soprattutto dal paganesimo, perché Pietro ricorda il tempo in cui vivevano «nelle lussurie, nelle cupidità, nello sbevazzare» e «nell'illecito culto degli idoli» (1 Pt 4,3), e li chiama quelli che erano «una volta non popolo, ma ora popolo di Dio» (1 Pt 2,10). Calunniati dai vicini, ricevono una lettera che li conferma nella fede e li consola nella prova.
Di cosa parla la Prima Lettera di Pietro? Riassunto dei 5 capitoli
Il filo della lettera è la speranza: una speranza viva, nata dalla Risurrezione, che fa santo il cristiano fin d'ora e paziente nella tribolazione.
La viva speranza (1,1-12)
Dopo il saluto, Pietro benedice Dio, «il quale per sua misericordia grande ci ha rigenerati ad una viva speranza, mediante il risuscitamento di Gesù Cristo da morte» (1 Pt 1,3), per un'eredità «incorruttibile, e incontaminata, e immarcescibile, riserbata ne' cieli per voi» (1 Pt 1,4). Le prove presenti saggiano la fede come il fuoco saggia l'oro (1 Pt 1,7). Viene poi una frase che ogni cristiano può fare sua: «Cui voi amate, senza averlo veduto: nel quale anche adesso credete, senza vederlo» (1 Pt 1,8). I profeti hanno scrutato questa salvezza, e sono cose «nelle quali […] bramano gli Angeli di penetrar collo sguardo» (1 Pt 1,12).
La chiamata alla santità (1,13 - 2,10)
«Ma come quegli, che vi ha chiamati, è santo, voi pur siate santi in tutto il vostro operare» (1 Pt 1,15), secondo il precetto del Levitico. Il prezzo del riscatto non è l'oro né l'argento: «col sangue prezioso di Cristo come di agnello immacolato, e incontaminato» (1 Pt 1,19). Rigenerati dalla parola di Dio, che «dura in eterno» (1 Pt 1,25), i fedeli devono desiderare il latte spirituale: «Come bambini di fresco nati bramate il latte spirituale sincero» (1 Pt 2,2).
Nel capitolo 2 vengono a Cristo, «pietra viva, rigettata dagli uomini, ma eletta, e onorata da Dio» (1 Pt 2,4): è la pietra angolare di Isaia 28 e la pietra scartata dai costruttori del salmo 118 (117 nella Vulgata). Su di essa i fedeli sono edificati come «casa spirituale, sacerdozio santo per offerire vittime spirituali» (1 Pt 2,5).
I cristiani in mezzo ai pagani (2,11 - 4,19)
«Come forestieri, e pellegrini» (1 Pt 2,11), i cristiani devono vivere così bene che i loro calunniatori finiscano per glorificare Dio. Saranno soggetti alle autorità «per riguardo a Dio», e i servi ai padroni, anche a quelli duri, sull'esempio di Cristo, «Il quale i peccati nostri portò egli stesso sul proprio corpo sopra del legno» (1 Pt 2,24), come aveva annunziato Isaia 53. Il capitolo 3 parla alle mogli e ai mariti, poi a tutti: benedire invece di maledire, essere pronti a rendere ragione della propria speranza.
Cristo è morto, «il giusto pegli ingiusti» (1 Pt 3,18), è andato a predicare agli spiriti in carcere e ci salva con il battesimo, prefigurato dall'arca di Noè. Il capitolo 4 arma il cristiano dello stesso pensiero di Cristo sofferente: «Or la fine delle cose tutte è vicina. Siate perciò prudenti, e vegliate nelle orazioni» (1 Pt 4,7). Sopra tutto la carità; e nel fuoco della persecuzione, la gioia di patire «come cristiano» (1 Pt 4,16).
I pastori, l'umiltà e la vigilanza (capitolo 5)
Nel capitolo 5 Pietro esorta i presbiteri, che il Martini chiama «sacerdoti» seguendo il seniores della Vulgata: pascano il gregge non per forza ma di buona voglia, non per guadagno, «Né come per dominare sopra l'eredità (del Signore) ma fatti sinceramente esemplare del gregge» (1 Pt 5,3), in attesa del «principe de' pastori» (1 Pt 5,4). Tutti siano umili, gettino in Dio le loro preoccupazioni e resistano al diavolo, «forti nella fede» (1 Pt 5,9). I saluti di Silvano, di Marco e della Chiesa «che è in Babilonia» chiudono la lettera.
Temi e lettura cattolica
Cristo sofferente, modello del cristiano. Nessun libro lega così strettamente il dolore del cristiano alla Passione: «anche Cristo patì per noi, lasciando a voi l'esempio, affinchè le vestigia di lui seguitiate» (1 Pt 2,21); «godetevi di partecipare ai patimenti di Cristo» (1 Pt 4,13). La sofferenza offerta non è una sconfitta ma una comunione; purché si soffra per il bene e non da malfattori: «è meglio il patire (se cosi piaccia al voler di Dio) ben facendo, che operando male» (1 Pt 3,17).
Il sacerdozio regale e il sacerdozio ministeriale. «Ma voi stirpe eletta, sacerdozio regale, gente santa, popolo di acquisto» (1 Pt 2,9): Pietro riprende la promessa del Sinai, «E voi sarete mio regno sacerdotale, e nazione santa» (Es 19,6). Il Catechismo del Concilio di Trento, trattando dell'Ordine, distingue un sacerdozio interiore, comune a tutti i battezzati che offrono a Dio vittime spirituali, e un sacerdozio esteriore, proprio di chi riceve l'imposizione delle mani. La stessa lettera che chiama tutti i fedeli «sacerdozio regale» distingue del resto i presbiteri che pascono il gregge e i giovani che devono esser loro soggetti (1 Pt 5,5).
Il battesimo e l'arca. Nell'arca «pochi, cioè otto anime si salvaron sopra l'acqua» (1 Pt 3,20), e «Alla qual cosa corrisponde adesso quel battesimo, che vi salva» (1 Pt 3,21). Il diluvio della Genesi è la prima figura del sacramento; la sua forza non viene dal lavare il corpo, «non ripulimento delle sozzure della carne», ma dalla risurrezione di Cristo.
La discesa di Cristo agli inferi. «Pel quale eziandio andò a predicare a quegli spiriti, che erano in carcere» (1 Pt 3,19): la tradizione vi legge la discesa dell'anima di Cristo agli inferi fra la sua morte e la sua Risurrezione, l'articolo del Credo descendit ad inferos, per annunziare la liberazione ai giusti dell'antica Alleanza. Il versetto 4,6, dove si legge che «è stato predicato il vangelo a' morti», va nello stesso senso. Sant'Agostino, nella lettera 164 a Evodio, ne proponeva anche una lettura spirituale: Cristo avrebbe predicato in spirito, per mezzo di Noè, agli uomini del suo tempo.
Il primato di Pietro. La lettera non discute il primato: lo esercita. Da Roma il principe degli Apostoli scrive a cinque province con l'autorità di un pastore universale e dà ai sacerdoti la loro regola di vita. È il compito annunziato a Cesarea, «tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16,18), e a Gerusalemme, «conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,32). Il nostro articolo su san Pietro ne racconta la vita.
1 Pietro 5,7: «Ogni vostra sollecitudine gittando in lui»
È il versetto più cercato della lettera: «Ogni vostra sollecitudine gittando in lui, imperocché egli ha cura di voi» (1 Pt 5,7). Le Bibbie moderne rendono quel «gittando» con il verbo riversare. Va letto con il versetto che precede, perché ne è la conseguenza: «Umiliatevi adunque sotto la potente mano di Dio, affinchè vi esalti nel tempo della visita» (1 Pt 5,6). Solo l'umile sa consegnare a Dio i suoi pesi; il superbo li porta da sé, e ne resta schiacciato. Pietro cita qui il salmista: «Getta nel seno del Signore la tua ansietà, ed egli ti sostenterà» (Sal 54,23), il salmo 55 delle Bibbie moderne.
Abbandonarsi non vuol dire addormentarsi. Il versetto seguente chiede subito la vigilanza: «Siate temperanti, e vegliate: perché il diavolo vostro avversario come lione, che rugge, va in volta cercando chi divorare» (1 Pt 5,8). Fiducia e combattimento vanno insieme, e la Chiesa li unisce ogni sera: questi versetti sono la lettura breve con cui si apre la Compieta, Fratres: Sobrii estote, et vigilate.
Versetti celebri della Prima Lettera di Pietro
- 1 Pt 1,8: «Cui voi amate, senza averlo veduto», la fede di chi non ha visto il Signore nella carne.
- 1 Pt 2,9: «Ma voi stirpe eletta, sacerdozio regale, gente santa, popolo di acquisto: affinchè esaltiate le virtù di lui, che dalle tenebre vi chiamò all'ammirabil sua luce».
- 1 Pt 2,17: «Rispettate tutti: amate i fratelli? temete Dio: rendete onore al Re» (1 Pt 2,17).
- 1 Pt 2,24: «per le lividure del quale siete stati sanati», eco di Isaia 53.
- 1 Pt 2,25: «vi siete adesso convertiti al pastore, e vescovo delle anime vostre» (1 Pt 2,25): il Martini conserva il «vescovo» della Vulgata, episcopum animarum vestrarum.
- 1 Pt 3,15: «pronti sempre a dar satisfazione a chiunque vi domandi ragione della speranza, che avete dentro di voi» (1 Pt 3,15). È la carta dell'apologetica cristiana, da esercitare, aggiunge il versetto 16, «con modestia, e rispetto».
- 1 Pt 3,3-4: l'ornamento della donna non è l'acconciatura né l'oro, «Ma quell'uomo ascoso del cuore» (1 Pt 3,4), uno spirito tranquillo e modesto.
- 1 Pt 4,8: «la carità cuopre la moltitudine de' peccati» (1 Pt 4,8), dai Proverbi; e 4,10, sui «buoni dispensatori della moltiforme grazia di Dio».
- 1 Pt 5,8: il diavolo «come lione, che rugge», il versetto della Compieta.
- 1 Pt 5,10: «il Dio di ogni grazia […] con un po' di patire vi perfezionerà, vi conforterà, e assoderà» (1 Pt 5,10).
La Prima Lettera di Pietro nel canone e nella liturgia
La lettera non è mai stata fra i libri discussi. Il Concilio di Trento, nella sessione IV (1546), nomina fra i libri sacri due lettere di Pietro apostolo. Porta lo stesso nome e conta gli stessi cinque capitoli nelle Bibbie cattoliche e protestanti.
Il Messale del 1962 la legge spesso, soprattutto nel tempo pasquale:
- 1 Pt 3,18-22, il venerdì fra l'ottava di Pasqua;
- 1 Pt 2,1-10, il sabato in Albis, quando i neofiti deponevano la veste bianca: «Come bambini di fresco nati»;
- 1 Pt 2,21-25, la II domenica dopo Pasqua, quella del Buon Pastore, che finisce sul «pastore, e vescovo delle anime vostre»;
- 1 Pt 2,11-19, la III domenica dopo Pasqua;
- 1 Pt 4,7-11, la domenica dopo l'Ascensione;
- 1 Pt 5,6-11, la III domenica dopo Pentecoste;
- 1 Pt 3,8-15, la V domenica dopo Pentecoste;
- 1 Pt 1,1-7, nella festa della Cattedra di san Pietro, il 22 febbraio, e nella messa votiva per l'anniversario dell'elezione del Papa;
- 1 Pt 5,1-4.10-11, nel Comune dei Sommi Pontefici.
Nel Breviario la lettera è letta al Mattutino dalla V domenica dopo Pasqua fino ai giorni delle Rogazioni, e il suo primo capitolo torna al Mattutino del 22 febbraio. I suoi versetti danno il capitolo delle Lodi in più domeniche (la II e la III dopo Pasqua, la domenica dopo l'Ascensione, la III dopo Pentecoste), il capitolo di Nona del tempo pasquale (3,18) e, ogni sera, la lettura breve della Compieta (5,8-9). Ritrovate questi giorni nel calendario liturgico e pregate l'ufficio nel Breviario.
Come leggere la Prima Lettera di Pietro
Leggetela prima tutta d'un fiato, venti minuti bastano; poi un capitolo al giorno, seguendo le epistole delle domeniche dopo Pasqua, che le danno la sua cornice: la gioia dei nuovi battezzati. Tenete accanto il Vangelo secondo san Marco, che la tradizione considera la predicazione di Pietro raccolta dal suo «figlio» Marco, e i discorsi di Pietro negli Atti degli Apostoli. Proseguite con la Seconda Lettera, che è il suo testamento. Tutta la Bibbia del Martini si legge in questa pagina, con il latino della Vulgata a fronte.
Domande Frequenti
Chi ha scritto la Prima Lettera di Pietro?
San Pietro, principe degli Apostoli e primo vescovo di Roma. La lettera porta il suo nome dal primo versetto, è scritta da un «testimone de' patimenti di Cristo» e fu accolta come sua da san Policarpo, da Papia, da sant'Ireneo e da tutta la Chiesa antica. Pietro la scrisse «per mezzo di Silvano» (1 Pt 5,12), che gli fece probabilmente da segretario.
A chi è indirizzata la Prima Lettera di Pietro?
Ai cristiani «dispersi pel Ponto, pella Galazia, Cappadocia, Asia, e Bitinia» (1 Pt 1,1), cinque province dell'Asia Minore. Venivano per lo più dal paganesimo e soffrivano le calunnie dei vicini; Pietro li chiama «forestieri, e pellegrini» sulla terra.
Quando è stata scritta la Prima Lettera di Pietro?
A Roma, che la lettera chiama «Babilonia» (1 Pt 5,13), prima del martirio di Pietro sotto Nerone. La data più seguita è il 63 o il 64, poco prima della persecuzione neroniana, che la lettera non descrive ancora.
Che cosa significa 1 Pietro 5,7?
«Ogni vostra sollecitudine gittando in lui, imperocché egli ha cura di voi.» Pietro lega questo abbandono all'umiltà (5,6): l'umile non porta da solo i suoi pesi, li consegna a un Padre che provvede. La fiducia non esclude la vigilanza, che il versetto seguente chiede subito contro il diavolo.
Che cosa vuol dire «sacerdozio regale» in 1 Pietro 2,9?
Pietro applica ai battezzati la promessa fatta a Israele al Sinai: formano un popolo consacrato, che offre a Dio vittime spirituali e ne annunzia le meraviglie. Questo sacerdozio comune di tutti i fedeli non toglie il sacerdozio ministeriale dei sacerdoti ordinati, che la stessa lettera distingue quando esorta i presbiteri a pascere il gregge.
Che cosa significa 1 Pietro 3,19, la predicazione «a quegli spiriti, che erano in carcere»?
La tradizione vi vede la discesa di Cristo agli inferi fra la sua morte e la sua Risurrezione, l'articolo del Credo descendit ad inferos: l'anima di Cristo andò ad annunziare la liberazione alle anime dei giusti che aspettavano la Redenzione. Leggete il passo nel suo contesto, nel capitolo 3.
Quanti capitoli ha la Prima Lettera di Pietro?
Cinque capitoli e 105 versetti, nella Vulgata, nel Martini e nelle Bibbie moderne.
La Prima Lettera di Pietro si legge anche versetto per versetto, in italiano e in latino, nell'app Bibbia cattolica di Iter Fidei.
1 Pietro · con l'app
Accesso anticipato