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Cattedra di san Pietro: festa del 22 febbraio e Bernini
Che cos'è la Cattedra di san Pietro: il significato della festa del 22 febbraio (primato di Pietro, Matteo 16, 18), la storia delle due feste di Roma e di Antiochia unificate nel 1960, il sermone di sant'Agostino e l'omelia di san Leone letti nel Breviario, la Cattedra del Bernini nella basilica di San Pietro e la colletta del Messale del 1962.
La Cattedra di san Pietro è la festa con cui la Chiesa onora l'autorità di insegnare e di governare che Cristo ha affidato a Pietro e ai suoi successori, i Romani Pontefici: la «cattedra», cioè il seggio del vescovo, è il simbolo di questa autorità. Nel calendario del 1962 si celebra il 22 febbraio come festa di II classe, con la commemorazione di san Paolo. Il nome designa anche il monumento in bronzo del Bernini che, nell'abside della basilica di San Pietro, custodisce un'antica sedia lignea venerata come reliquia.
Che cos'è la Cattedra di san Pietro
Nell'antichità la cathedra era la sedia da cui il maestro insegnava e il vescovo presiedeva l'assemblea: dalla stessa parola viene «cattedrale», la chiesa dove si trova il seggio del vescovo. Celebrare la Cattedra di Pietro significa dunque celebrare non un oggetto, ma un ufficio: il primato che Cristo conferì al principe degli Apostoli.
Il Breviario Romano lo spiega con un sermone che attribuisce a sant'Agostino e che si legge il 22 febbraio: «L'istituzione dell'odierna solennità ricevé dai nostri antenati il nome di Cattedra, perché è tradizione che Pietro, principe degli Apostoli, prendesse possesso quest'oggi della sua sede episcopale». E prosegue: «Il Signore dunque ha chiamato Pietro il fondamento della Chiesa: ed è perciò che la Chiesa venera giustamente questo fondamento sul quale poggia tutto l'edificio ecclesiastico». Per la vita dell'Apostolo, si veda la pagina su san Pietro, il primo Papa.
Perché festeggiamo la Cattedra di san Pietro: il fondamento nel Vangelo
La festa riposa sulle parole di Cristo a Cesarea di Filippo, che si leggono nel Vangelo della Messa. Dopo la confessione di Pietro, Tu se' il Cristo, il figliuolo di Dio vivo, Gesù gli risponde:
E io dico a te, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non avran forza contro di lei. E a te io darò le chiavi del regno de' cieli: e qualunque cosa avrai legata sopra la terra, sarà legata anche ne' cieli: e qualunque cosa avrai sciolta sopra la terra, sarà sciolta anche ne' cieli (Matteo 16, 18-19).
A queste parole se ne aggiungono altre due, che l'Ufficio del giorno riprende nei suoi responsori. Nell'ultima Cena: Ma io ho pregato per te, affinchè la fede non venga meno: e tu una volta ravveduto conferma i tuoi fratelli (Luca 22, 32). E dopo la Risurrezione, sulla riva del lago, la triplice domanda «mi ami tu?» e il triplice mandato: pasci i miei agnelli... pasci le mie pecorelle (Giovanni 21, 15-17).
L'omelia di san Leone Magno
Il terzo notturno dell'Ufficio legge un'omelia di san Leone Magno, uno dei papi che hanno parlato del primato con più chiarezza. Commentando tu sei Pietro, Leone fa dire al Signore: «Mentre io sono la pietra inviolabile, la pietra angolare che di due (popoli) ne faccio uno, io il fondamento all'infuori del quale nessuno può porne altro; tuttavia anche tu sei pietra, essendo confermato dalla mia virtù». E spiega perché il potere di legare e sciogliere, comunicato anche agli altri Apostoli, è affidato in modo singolare a uno solo: «Essa è affidata particolarmente a Pietro, perché Pietro è stabilito capo di tutti i pastori della Chiesa».
È la stessa fede che professiamo nel Credo quando diciamo di credere la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica: una, perché unita sotto un solo capo visibile.
La storia della festa: Roma e Antiochia
La festa è antichissima. Il calendario romano compilato nel 354, detto di Filocalo, indica al 22 febbraio il natale Petri de cathedra, il «natale della cattedra di Pietro», e non conosce altra data. Il cosiddetto Martirologio geronimiano, nella forma che ci è giunta, conosce invece due feste, il 18 gennaio e il 22 febbraio; col tempo la prima fu riferita alla cattedra di Pietro a Roma, la seconda alla sua cattedra ad Antiochia, dove, secondo un'antica tradizione, Pietro sarebbe stato vescovo prima di venire a Roma. Le parole che legano il 22 febbraio ad Antiochia sono però un'aggiunta posteriore al testo primitivo.
Fino al 1960 il calendario romano celebrava quindi due feste: la Cattedra di san Pietro a Roma il 18 gennaio e la Cattedra di san Pietro ad Antiochia il 22 febbraio. Con le rubriche del 1960, promulgate da papa Giovanni XXIII, la festa del 18 gennaio è stata soppressa e quella del 22 febbraio, che ha perso il riferimento ad Antiochia ed è diventata semplicemente «Cattedra di san Pietro Apostolo», è stata elevata a festa di II classe. Nel calendario del 1962, dunque, il 18 gennaio si fa soltanto la commemorazione di santa Prisca, e la Cattedra si celebra una sola volta, il 22 febbraio. La riforma del 1969 ha mantenuto la festa al 22 febbraio.
Il 18 gennaio è rimasto però come data d'inizio dell'ottavario di preghiera per l'unità, che si chiude il 25 con la Conversione di san Paolo.
La festa del 22 febbraio nel calendario del 1962
Nel calendario del 1962 la Cattedra di san Pietro si celebra il 22 febbraio, festa di II classe, con paramenti bianchi e la commemorazione di san Paolo, che secondo il Codice delle rubriche del 1960 (n. 110) è «inseparabile»: la sua orazione si unisce alla colletta del giorno sotto un'unica conclusione. Come il 25 gennaio la Conversione di Paolo fa memoria di Pietro, così la festa di Pietro fa memoria di Paolo.
La Messa ha per epistola l'inizio della prima lettera di san Pietro (1 Pietro 1, 1-7) e per Vangelo la confessione di Cesarea di Filippo (Matteo 16, 13-19). Il Breviario canta all'inno dei Vespri: «Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato, o Pietro, nella rocca celeste». Quando il 22 febbraio cade in Quaresima, la festa prevale sulle ferie quaresimali, ma non sulle domeniche né sul Mercoledì delle Ceneri.
La Cattedra di san Pietro del Bernini
Nell'abside della basilica di San Pietro in Vaticano, in fondo alla navata, si eleva la Cattedra di san Pietro di Gian Lorenzo Bernini, realizzata tra il 1656 e il 1666 circa, sotto il pontificato di papa Alessandro VII (1655-1667).
È un grande trono di bronzo dorato, sostenuto da quattro statue colossali di dottori della Chiesa: davanti, i dottori latini sant'Ambrogio e sant'Agostino; dietro, i dottori greci sant'Atanasio e san Giovanni Crisostomo. La scelta dice che la dottrina di tutta la Chiesa, d'Oriente e d'Occidente, sostiene la cattedra di Pietro e le rende testimonianza. Sopra il trono, la cosiddetta Gloria: una finestra di alabastro con al centro la colomba dello Spirito Santo, circondata da raggi dorati e da nuvole. Tutto il complesso è costruito come una visione: la luce naturale che attraversa l'alabastro diventa la luce dello Spirito che assiste la Chiesa.
La cattedra lignea, reliquia
Dentro il trono di bronzo, come in un reliquiario, è racchiusa un'antica sedia di legno: una sedia di quercia ornata di placche d'avorio. Nella forma decorata che conosciamo risale al IX secolo, e la si collega a un dono dell'imperatore Carlo il Calvo al Papa. La pietà popolare l'ha sempre venerata come la cattedra dell'Apostolo: ciò che la Chiesa onora, in ogni caso, non è il legno ma la successione apostolica che esso simboleggia.
Dove si trova la Cattedra di san Pietro
Nell'abside della basilica di San Pietro in Vaticano, in fondo alla navata. La reliquia lignea non è normalmente visibile, perché chiusa nel monumento del Bernini.
Cattedra di san Pietro: preghiera (colletta del 1962)
La colletta della festa chiede che il potere delle chiavi, consegnato a Pietro, ci sciolga dai legami dei peccati. Le si aggiunge l'orazione di san Paolo: secondo il Codice delle rubriche del 1960 (n. 110), questa commemorazione è «inseparabile» e le due orazioni si dicono sotto un'unica conclusione, senza un secondo Oremus tra l'una e l'altra. Ne diamo il latino del Messale e la nostra traduzione.
Oratio
Deus, qui beáto Petro Apóstolo tuo, collátis clávibus regni cœléstis, ligándi atque solvéndi pontifícium tradidísti: concéde; ut, intercessiónis ejus auxílio, a peccatórum nostrórum néxibus liberémur. Deus, qui multitúdinem géntium beáti Pauli Apóstoli prædicatióne docuísti: da nobis, quǽsumus; ut, cujus commemoratiónem cólimus, ejus apud te patrocínia sentiámus. Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
Orazione
O Dio, che, consegnando al beato Pietro tuo Apostolo le chiavi del regno dei cieli, gli hai conferito il potere pontificale di legare e di sciogliere, concedi che, con l'aiuto della sua intercessione, siamo liberati dai legami dei nostri peccati. O Dio, che con la predicazione del beato Apostolo Paolo hai istruito la moltitudine delle genti, concedi a noi, te ne preghiamo, di sentire presso di te il patrocinio di colui del quale celebriamo la commemorazione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Con l'antifona del Breviario si può aggiungere:
Tu sei il pastore delle pecore, il Principe degli Apostoli, a te sono state date le chiavi del regno dei cieli.
V. Tu sei Pietro.
R. E su questa pietra io edificherò la mia Chiesa.
È la preghiera giusta anche per il Papa e per l'unità della Chiesa. Non si tratta di una novena tradizionale: come semplice suggerimento, chi vuole prepararsi alla festa con nove giorni di preghiera, dal 13 al 21 febbraio, può recitare questa orazione seguendo le indicazioni della pagina su che cos'è una novena, e accompagnarla con la Messa del 22 febbraio.
Domande frequenti
Che cos'è la Cattedra di san Pietro?
È la festa che celebra l'autorità affidata da Cristo a Pietro e ai suoi successori, simboleggiata dalla cattedra, il seggio del vescovo. Lo stesso nome indica il monumento del Bernini nella basilica di San Pietro, che racchiude un'antica sedia di legno venerata come reliquia.
Quando si festeggia la Cattedra di san Pietro?
Il 22 febbraio, festa di II classe nel calendario del 1962. Prima delle rubriche del 1960 esisteva anche una festa della Cattedra di Roma il 18 gennaio, oggi soppressa.
Perché festeggiamo la Cattedra di san Pietro?
Perché su Pietro Cristo ha fondato la sua Chiesa: «tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Matteo 16, 18). Onorare la sua cattedra significa onorare l'ufficio del Papa, maestro e pastore della Chiesa universale.
Che differenza c'era tra la cattedra di Roma e quella di Antiochia?
Erano due feste distinte: il 18 gennaio ricordava la sede di Pietro a Roma, il 22 febbraio quella ad Antiochia, dove la tradizione vuole che sia stato vescovo prima di Roma. Dal 1960 resta la sola festa del 22 febbraio.
Dove si trova la Cattedra di san Pietro del Bernini?
Nell'abside della basilica di San Pietro in Vaticano, sotto la finestra con la colomba dello Spirito Santo.
Chi sono i quattro dottori della Cattedra del Bernini?
Sant'Ambrogio e sant'Agostino per la Chiesa latina, sant'Atanasio e san Giovanni Crisostomo per la Chiesa greca.
La sedia di legno è davvero quella di san Pietro?
Nella forma decorata che conosciamo risale al IX secolo e la si collega a un dono di Carlo il Calvo; la venerazione si rivolge all'autorità apostolica che essa rappresenta.
Per gli altri santi e le feste dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
L'app Iter Fidei contiene il Messale e il Breviario del 1962 in latino e in italiano, con la Messa e l'Ufficio della Cattedra di san Pietro, il sermone di sant'Agostino e l'omelia di san Leone, e un promemoria per ogni festa. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Matteo 16, 13-19; Luca 22, 32; Giovanni 21, 15-17). Messale Romano del 1962, 22 febbraio, colletta Deus, qui beáto Petro e commemorazione di san Paolo. Breviario Romano, 22 febbraio: lezioni del Sermone 15 sui Santi attribuito a sant'Agostino e dell'omelia di san Leone Magno (Sermone 3 nell'anniversario della sua elezione), inno dei Vespri e antifone. Calendario Romano del 1962 e Codice delle rubriche del 1960 (n. 110).