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Sant'Atanasio: vescovo e dottore contro l'eresia ariana
Chi era sant'Atanasio di Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa, difensore della divinità di Cristo al concilio di Nicea: i cinque esili, la «Vita di sant'Antonio abate», il Simbolo che porta il suo nome, la festa del 2 maggio e la colletta del Messale del 1962.
Sant'Atanasio (verso il 297-373) fu vescovo di Alessandria d'Egitto e dottore della Chiesa, il grande difensore della divinità di Gesù Cristo contro l'eresia di Ario. Per aver professato senza cedimenti la fede del concilio di Nicea fu esiliato cinque volte e passò diciassette anni lontano dalla sua sede, ma vinse: la fede che egli difese è quella che ancora oggi cantiamo nel Credo. La Chiesa ne celebra la festa il 2 maggio.
Chi era sant'Atanasio
Atanasio nacque ad Alessandria, la grande città greca d'Egitto, verso il 297, da genitori cristiani. Ricevette un'ottima educazione — lettere greche, filosofia, retorica, diritto — e soprattutto una conoscenza della Sacra Scrittura fuori del comune. Imparò la teologia da maestri che erano stati confessori della fede durante l'ultima grande persecuzione, e fin da giovane strinse amicizia con gli eremiti del deserto, in particolare con il grande sant'Antonio abate: «Fui suo discepolo», scriverà, «e come Eliseo versavo l'acqua sulle mani di quell'altro Elia».
Verso il 318 il vescovo Alessandro lo ordinò diacono e lo prese come segretario. A questi anni risale probabilmente la sua prima grande opera, il trattato Sull'Incarnazione del Verbo, in cui spiega l'opera redentrice di Cristo.
Ario e il concilio di Nicea
Pochi anni dopo un prete di Alessandria, Ario, cominciò a insegnare pubblicamente che il Verbo di Dio non è eterno, ma creato nel tempo dal Padre, e che dunque si può chiamare Figlio di Dio solo in senso figurato. Era la negazione della divinità di Cristo. Il vescovo Alessandro condannò la dottrina e depose Ario; ma l'eresia, diffusa anche con canzoncine popolari cantate nei mercati e nei porti, si propagò in poco tempo lungo tutto il Mediterraneo. È Ario l'uomo che fu, per tutta la vita, duramente avversato da sant'Atanasio.
Nel 325 si riunì il concilio ecumenico di Nicea, che condannò Ario e proclamò che il Figlio è «consustanziale al Padre» (homoousios): Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato — le parole che ancora oggi la Chiesa canta nel Credo della Santa Messa. Atanasio vi partecipò come diacono al seguito del suo vescovo. Forse non vi ebbe un ruolo di primo piano nelle discussioni; ma, come è stato scritto, tutta la sua vita successiva fu una testimonianza della divinità del Salvatore e della fede professata dai Padri di Nicea. Il Breviario del 1962 lo riassume così: al concilio «confutò l'empietà di Ario, attirandosi così l'odio degli ariani che da allora non desistettero più dal muovergli insidie».
Vescovo di Alessandria e i cinque esili
Morto Alessandro poco dopo il concilio, Atanasio, che egli aveva indicato come successore, fu eletto vescovo di Alessandria quando non aveva ancora trent'anni. Visitò subito l'immensa diocesi, fino ai monasteri della Tebaide, e diede un vescovo all'Etiopia. Ma gli ariani, appoggiati da Eusebio di Nicomedia e presto dalla corte imperiale, non gli diedero tregua.
Lo accusarono di tutto: di aver imposto tributi, di aver fatto spezzare un calice, perfino di aver assassinato un vescovo, Arsenio, di cui presentarono in giudizio una mano tagliata — finché Arsenio stesso, vivo e vegeto, comparve davanti all'assemblea. Il Breviario racconta anche della donna subornata per accusarlo di violenza, smascherata quando scambiò per Atanasio il prete Timoteo.
- Primo esilio (335-337): il concilio di Tiro, pieno di suoi avversari, lo depose, e l'imperatore Costantino lo relegò a Treviri, in Gallia.
- Secondo esilio (339-346): cacciato di nuovo, si rifugiò a Roma presso il papa san Giulio I, che in un sinodo romano lo riconobbe innocente; il concilio di Sardica confermò la sentenza.
- Terzo esilio (356-362): sotto l'imperatore ariano Costanzo, dei soldati irruppero nella chiesa mentre celebrava una veglia notturna; Atanasio scampò e visse sei anni nascosto fra i monaci del deserto, scrivendo alcune delle sue opere maggiori.
- Quarto esilio (362-363): Giuliano l'Apostata lo bandì come «nemico degli dèi». Inseguito sul Nilo, fece girare la barca incontro alla galera imperiale; agli inseguitori che chiedevano di lui rispose: «Non è lontano». Quelli tirarono dritto.
- Quinto esilio (365-366): l'imperatore Valente lo cacciò ancora; dopo quattro mesi, temendo la sollevazione del popolo, lo richiamò.
In tutto, diciassette anni di esilio. Gli ultimi sette anni li trascorse in pace nella sua sede. Morì ad Alessandria il 2 maggio 373. Il suo corpo fu poi traslato a Costantinopoli e di là a Venezia.
«Atanasio contro il mondo»
Negli anni più bui della crisi ariana sembrò davvero che il mondo intero fosse passato all'eresia. Dopo i concili di Arles (353) e di Milano (355), nei quali vescovi accomodanti condannarono Atanasio per compiacere l'imperatore, san Girolamo scrisse la frase famosa: «Il mondo intero gemette e si stupì di trovarsi ariano». Da allora si è detto Athanasius contra mundum, Atanasio contro il mondo: un solo vescovo, appoggiato dai suoi preti, dai monaci e dal popolo fedele, contro la corte, l'esercito e gran parte dell'episcopato.
Sant'Atanasio fu scomunicato?
È una domanda che ritorna. Atanasio fu più volte deposto e condannato da concili dominati dagli ariani (Tiro nel 335, Antiochia, Arles, Milano). Il papa Liberio, esiliato in Tracia e spezzato nel corpo e nello spirito, finì per un momento con l'acconsentire a quella censura, come riconosce l'agiografia tradizionale. Ma nessuna di queste condanne colpì la verità: la Sede romana, con san Giulio I, lo aveva dichiarato innocente, e la Chiesa lo venera da sempre come santo e dottore. La storia di Atanasio insegna che una sentenza ottenuta con la pressione del potere e contro la fede non cambia la fede.
La «Vita di sant'Antonio abate»
Negli ultimi anni Atanasio scrisse probabilmente la Vita di sant'Antonio, il padre dei monaci, che aveva conosciuto di persona. Il libro ebbe una diffusione immensa: fece conoscere in Occidente l'ideale monastico e ispirò generazioni di asceti. Sant'Agostino racconta nelle Confessioni che proprio l'ascolto della vita di Antonio fu una delle scintille della sua conversione: chi vuole conoscerne la storia legga la pagina su sant'Agostino, il dottore della grazia. Chi cerca la Vita di sant'Antonio abate di sant'Atanasio trova dunque, insieme, il ritratto di un santo e la testimonianza diretta di un altro.
Il Simbolo di sant'Atanasio (Quicumque)
Al nome di Atanasio è legato il Simbolo atanasiano, che comincia con le parole Quicumque vult salvus esse:
Chiunque vuole essere salvo, deve anzitutto tenere la fede cattolica:
se non la conserverà integra e inviolata, perirà senza dubbio in eterno.
Ora la fede cattolica è questa: che veneriamo un solo Dio nella Trinità, e la Trinità nell'unità,
senza confondere le persone, né separare la sostanza.
La tradizione latina lo ha attribuito a lui perché ne esprime perfettamente la dottrina; gli studiosi lo ritengono composto più tardi, in Occidente, nello spirito della sua teologia. Nel Breviario del 1962 si recita all'ora di Prima nella festa della Santissima Trinità. Il testo integrale, latino e italiano, è nella pagina dedicata al Simbolo atanasiano (Quicumque vult); la fede di Nicea che Atanasio difese la ritroviamo ogni domenica nel Credo.
Sant'Atanasio: frasi e insegnamenti
Atanasio non era un retore di professione, ma le sue formule hanno attraversato i secoli. Eccone alcune, tratte dalle sue opere:
- «Il Verbo si è fatto uomo perché noi fossimo divinizzati» (Sull'Incarnazione del Verbo, 54): Dio si è fatto partecipe della nostra natura perché noi diventassimo partecipi della sua.
- Sulle parole di Gesù nell'orto e sulla croce, che gli ariani usavano come prova della sua inferiorità: «Umane erano le parole: Passi da me questo calice, e Perché mi hai abbandonato?; divina l'opera per cui il medesimo faceva oscurare il sole e risorgere i morti» (Discorsi contro gli ariani, III).
- Sulla fuga nella persecuzione, nell'omelia che il Breviario leggeva nella sua festa al III notturno (prima del 1960; nel Breviario del 1962, festa di III classe, resta una sola lezione contratta): gli uomini santi «fuggirono», non per paura, ma perché ignoravano il tempo stabilito da Dio e non volevano consegnarsi temerariamente a chi tendeva loro insidie (Apologia della sua fuga). È il commento alla parola del Signore: quando vi perseguiteranno in questa città, fuggite a un'altra (Matteo 10, 23).
Il cardinale Newman lo chiamò «uno strumento principale, dopo gli Apostoli, per mezzo del quale le sacre verità del cristianesimo sono state trasmesse e assicurate al mondo».
Sant'Atanasio vescovo e dottore della Chiesa: la festa del 2 maggio
Sant'Atanasio si festeggia il 2 maggio, giorno della sua morte. Nel calendario del 1962 è festa di III classe con il titolo di sant'Atanasio, vescovo, confessore e dottore della Chiesa, nel cuore del tempo pasquale. San Pio V lo annoverò fra i quattro grandi dottori della Chiesa greca, con san Basilio, san Gregorio Nazianzeno e san Giovanni Crisostomo. Nell'Ufficio divino le lezioni del Mattutino raccontano la sua vita, e alle Lodi del 2 maggio si recita la stessa orazione della Messa.
Non gli è legato un patronato particolare come per altri santi: lo si invoca anzitutto per la fermezza nella fede, per i vescovi e i sacerdoti che devono difendere la dottrina, e per chi è perseguitato a causa della verità.
Preghiera a sant'Atanasio (colletta del 1962)
La preghiera con cui la Chiesa lo invoca nella Messa della sua festa è quella del comune dei confessori pontefici:
Oratio
Exaudi, quaesumus, Domine, preces nostras, quas in beati Athanasii Confessoris tui atque Pontificis solemnitate deferimus: et, qui tibi digne meruit famulari, eius intercedentibus meritis, ab omnibus nos absolve peccatis. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
Orazione
Esaudisci, o Signore, te ne preghiamo, le preghiere che ti presentiamo nella solennità del beato Atanasio, tuo confessore e pontefice: e per i meriti e l'intercessione di colui che meritò di servirti degnamente, assolvici da tutti i peccati. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
A questa orazione si può unire la recita del Credo, la professione di fede per la quale egli soffrì tanto, oppure una preghiera alla Trinità, come la novena alla Santissima Trinità.
Le chiese di sant'Atanasio
Il nome del santo è portato da diverse chiese e parrocchie italiane. A Roma la più antica è Sant'Atanasio dei Greci, in via del Babuino, costruita alla fine del Cinquecento per il Collegio Greco voluto da Gregorio XIII e officiata in rito bizantino; esiste anche una parrocchia di Sant'Atanasio nella periferia della città. In Sicilia, a Ficarazzi, presso Palermo, la chiesa parrocchiale è dedicata a sant'Atanasio. Per gli orari delle Messe di ciascuna chiesa conviene rivolgersi direttamente alla parrocchia.
Domande frequenti
Chi era sant'Atanasio?
Fu vescovo di Alessandria d'Egitto dal 328 al 373 e dottore della Chiesa. Difese contro gli ariani la divinità di Gesù Cristo proclamata dal concilio di Nicea, subì cinque esili e scrisse, tra l'altro, il trattato Sull'Incarnazione del Verbo e la Vita di sant'Antonio.
Quando si festeggia sant'Atanasio?
Il 2 maggio, anniversario della sua morte nel 373. Nel calendario del 1962 è festa di III classe.
Chi fu duramente avversato da sant'Atanasio?
Ario, il prete alessandrino che negava l'eternità e la divinità del Figlio di Dio, e con lui i vescovi ariani che lo sostenevano, come Eusebio di Nicomedia.
Sant'Atanasio ha scritto il Simbolo atanasiano?
La tradizione glielo attribuisce perché ne riassume fedelmente la dottrina sulla Trinità e sull'Incarnazione; gli studiosi lo ritengono composto più tardi, in Occidente. Il nome resta, perché è la sua fede.
Che cosa vuol dire «Athanasius contra mundum»?
«Atanasio contro il mondo»: si dice della sua fedeltà quasi solitaria alla fede di Nicea negli anni in cui la corte imperiale e molti vescovi favorivano l'arianesimo.
Dove si trova il corpo di sant'Atanasio?
Dopo la morte ad Alessandria, il suo corpo fu traslato a Costantinopoli e di là a Venezia, dove è venerato.
Che cos'è la «Vita di sant'Antonio» scritta da sant'Atanasio?
È la biografia di sant'Antonio abate, padre dei monaci, che Atanasio aveva conosciuto. Fece conoscere in tutta la Chiesa l'ideale della vita monastica.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
L'app Iter Fidei contiene il Messale e il Breviario del 1962, con le orazioni e le lezioni dei santi, e il Simbolo atanasiano in latino e in italiano. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Alban Butler, Lives of the Saints, 2 maggio. Breviario Romano, 2 maggio: lezioni storiche (nel 1962 una sola lezione contratta) e, prima del 1960, omelia di sant'Atanasio (Apologia della sua fuga). Messale Romano del 1962, comune dei confessori pontefici, colletta Exaudi, quaesumus. Sant'Atanasio, Sull'Incarnazione del Verbo, Discorsi contro gli ariani, Vita di Antonio. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Matteo 10, 23). Simbolo Quicumque dal Breviario Romano.