Santi
Santa Caterina da Siena: patrona d'Italia
Chi era santa Caterina da Siena, terziaria domenicana del XIV secolo e patrona d'Italia dal 1939: la sua vita, il patronato e una preghiera per invocarne l'intercessione.

Santa Caterina da Siena è fra le figure più luminose della santità italiana: terziaria domenicana del XIV secolo, mistica, patrona d'Italia dal 1939; i titoli di dottore della Chiesa (1970) e di compatrona d'Europa (1999) sono invece posteriori al 1958, come spieghiamo più sotto. In un tempo di divisioni, seppe unire una contemplazione altissima a un'azione coraggiosa, fino a richiamare il Papa al suo dovere. Raccogliamo qui chi era santa Caterina, di che cosa è patrona e come pregarla, distinguendo la sua santità dalla leggenda.
Chi era santa Caterina da Siena
Caterina Benincasa nacque a Siena nel 1347, ultima di una numerosa famiglia. Fin da bambina fu attratta dalla preghiera e dalla solitudine; ancora giovanissima fece voto di verginità e, vincendo le resistenze dei suoi, entrò fra le mantellate, le terziarie domenicane che vivevano nel mondo portando l'abito dell'Ordine. Sul suo esempio, oltre due secoli dopo, vestirà lo stesso abito a Lima santa Rosa da Lima.
Per alcuni anni visse ritirata nella sua stanza, in penitenza e contemplazione: è quella che ella stessa chiamava la «cella interiore», il luogo del cuore dove l'anima dimora con Dio. Caterina insegnò ai suoi discepoli a rientrare in quella cella interiore per trovarvi Dio presente nell'anima. Da quel raccoglimento, e non da un attivismo, nacque tutta la sua opera.
Morì a Roma il 29 aprile 1380, a trentatré anni. Fu canonizzata da papa Pio II nel 1461. Nel calendario tradizionale del 1962 la sua festa cade il 30 aprile (il 29 nel calendario riformato del 1969).
La causa della morte di santa Caterina da Siena
Caterina morì a Roma il 29 aprile 1380, consumata da anni di penitenza, di digiuni rigorosissimi e da un'attività instancabile a servizio della Chiesa. Secondo le vite tradizionali (Butler), all'inizio del 1380 ebbe uno strano malore — le parve che la nave della Chiesa le gravasse addosso fino a schiacciarla, e si offrì vittima per essa — e da allora non si riprese più; il 21 aprile un colpo apoplettico la paralizzò dalla vita in giù, e otto giorni dopo morì.
La causa profonda della sua morte, però, fu lo stesso amore che ne aveva animato la vita: Caterina offrì se stessa per la Chiesa, dilaniata in quegli anni dallo Scisma d'Occidente, e si spense pregando per la sua unità. Aveva trentatré anni, l'età di Cristo nella sua Passione: un dettaglio che gli antichi agiografi non mancarono di sottolineare come segno della sua conformazione al Crocifisso.
Santa Caterina da Siena: quando si festeggia e l'onomastico
Nel calendario tradizionale del 1962 la festa di santa Caterina da Siena cade il 30 aprile; il 29 aprile, giorno della sua morte (il dies natalis), è la data del calendario riformato del 1969. In Italia questa data è particolarmente solenne perché Caterina è patrona del Paese, e a Siena e a Roma vi si rende onore con celebrazioni speciali. Chi porta il nome di Caterina festeggia in questo giorno il proprio onomastico, ricordando l'esempio della grande senese; molti tuttavia celebrano l'onomastico anche il 25 novembre, memoria di santa Caterina d'Alessandria, l'antica martire da cui il nome è più anticamente diffuso. Per chi è stato battezzato col nome di Caterina in onore della santa di Siena, il giorno proprio, nel calendario tradizionale, resta il 30 aprile.
Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa
Caterina non aveva compiuto studi, eppure ci ha lasciato un'opera spirituale di prima grandezza, in gran parte dettata: il Dialogo e un vasto epistolario di circa quattrocento Lettere. In esse dà consigli e ammonimenti ai principi, ai cardinali e allo stesso Sommo Pontefice, attingendo non allo studio ma all'esperienza di Dio.
Il cuore della sua dottrina è l'amore di Dio e la verità sull'uomo. Celebri restano le parole che, secondo la tradizione, il Signore le rivolse: «Sai, figlia mia, ciò che tu sei, ciò che Io sono… Tu sei colei che non è, e Io sono Colui che è». In questa lezione di umiltà sta tutta la sapienza dei santi, dai grandi dottori fino alle anime più semplici come santa Bernadette: riconoscere che il nostro essere è «un essere preso in prestito», dipendente dall'Essere divino.
Per questa profondità dottrinale papa Paolo VI la proclamò dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970: un titolo posteriore al 1958, che il calendario del 1962 non conosce (vi è festeggiata come Vergine), ma che conferma ciò che i suoi devoti avevano sempre letto nelle sue pagine. La sua è una sapienza che nasce dall'amore: lo stesso che condusse altri grandi mistici, come santa Teresa d'Avila e san Giovanni della Croce, a una conoscenza «sperimentale» di Dio.
Frasi di santa Caterina da Siena
Le Lettere e il Dialogo sono pieni di parole brevi e ardenti. Ne ricordiamo alcune fra le più note, sempre da riferire al loro contesto di fede:
- «Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia» (dalle Lettere, al discepolo Stefano Maconi).
- «Tu sei colei che non è, e Io sono Colui che è» (parole che, secondo il suo confessore, il beato Raimondo da Capua, il Signore le rivolse).
Molte altre «frasi di santa Caterina» che circolano in rete non sempre si ritrovano così nei suoi scritti: meglio leggerla nel Dialogo e nelle Lettere. Caterina parlava di amore perché amava; parlava di croce perché aveva abbracciato la croce.
Santa Caterina da Siena patrona d'Italia
Il titolo più noto è quello di patrona d'Italia. In un'epoca segnata dalle lotte fra le città e dallo scandalo del Papato lontano da Roma, Caterina si spese senza riserve per la pace e per l'unità della Chiesa. Le sue lettere ai signori, ai comuni e ai pontefici sono insieme ferme e piene di carità: chiedeva la riconciliazione tra i cristiani e il ritorno del Papa nella sua sede.
Papa Pio XII la proclamò patrona primaria d'Italia, insieme a san Francesco d'Assisi, il 18 giugno 1939. Il titolo di compatrona d'Europa le fu dato invece da Giovanni Paolo II nel 1999, quindi dopo il 1958, come già nel 1980 ai santi Cirillo e Metodio, apostoli degli Slavi. Caterina non cercò il potere, ma la verità; non l'agitazione, ma la pace fondata su Dio.
Caterina e il ritorno del Papa a Roma
La pagina più celebre della sua vita pubblica è il ruolo che ebbe nel ritorno dei Papi a Roma, dopo il lungo soggiorno ad Avignone. Giunse ad Avignone il 18 giugno 1376 e parlò di persona con papa Gregorio XI, al quale aveva già scritto più volte; nel gennaio 1377 il Papa rientrò a Roma. Opera sorprendente per una giovane terziaria senza studi.
Caterina non agì mai per ambizione personale né contro l'autorità della Chiesa, ma sempre per amore di essa. Richiamò il Papa al suo dovere come una figlia parla al padre: con rispetto e con franchezza, perché il bene delle anime le stava più a cuore di ogni prudenza umana.
Le stimmate di santa Caterina
La tradizione attribuisce a santa Caterina il dono delle stimmate, le ferite della Passione, a Pisa, nel 1375: secondo le vite tradizionali le ferite restarono visibili a lei sola durante la vita, e apparvero chiaramente dopo la morte.
Questo segno non va guardato come un prodigio fine a se stesso, ma come il sigillo di una vita unita al Crocifisso. Caterina aveva fatto suo l'insegnamento del Signore: Tenetevi in me, e io in voi… chi si tiene in me, e in chi io mi tengo, questi porta gran frutto, perché senza di me non potete far nulla (Vangelo secondo Giovanni 15, 4-5). Le sue opere nacquero da questa unione, non da forze umane.
I miracoli di santa Caterina da Siena
Alla santa la tradizione attribuisce numerosi prodigi: guarigioni di malati, conversioni di peccatori induriti, lo scambio mistico del cuore con Cristo e, soprattutto, le stimmate invisibili. Il più celebre fra i fatti narrati è la conversione del giovane Niccolò di Tuldo, condannato a morte a Siena: Caterina lo assistette fino al patibolo e ne ottenne, con la preghiera, una morte cristiana e serena. La Chiesa, prima di proclamarla santa, esaminò questi fatti con la consueta prudenza.
È bene però ricordare che il vero miracolo di Caterina non sono i prodigi straordinari, ma la santità della sua vita: l'amore con cui servì la Chiesa e le anime. I doni mistici sono, come insegna la sana teologia, grazie gratis datae, concesse per il bene degli altri, non meriti da cercare o segni da inseguire con curiosità. La devozione cattolica non si fonda sul prodigio, ma sull'imitazione delle virtù.
Di che cosa è patrona santa Caterina
Oltre a essere patrona d'Italia (e, dal 1999, compatrona d'Europa), santa Caterina è invocata come protettrice di chi opera per la pace e l'unità della Chiesa, di quanti vivono la vita contemplativa nel mondo e di chi cerca, nella propria condizione, di unire preghiera e servizio del prossimo. La sua intercessione non è una scorciatoia, ma la compagnia di una sorella che ha amato la Chiesa fino a consumarsi per essa.
Preghiera a santa Caterina da Siena
Pregare santa Caterina significa anzitutto chiederle di intercedere presso Dio, sull'esempio della sua carità. La preghiera più sicura è quella della Chiesa: l'orazione della sua Messa del 30 aprile nel Messale romano del 1962.
Fa, te ne preghiamo, o Dio onnipotente, che, celebrando l'anniversario della beata Caterina Vergine tua, ci allietiamo dell'annua solennità e profittiamo dell'esempio di tanta virtù. Per il nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
Il testo latino:
Da, quǽsumus, omnípotens Deus: ut, qui beátæ Catharínæ Vírginis tuæ natalícia cólimus; et ánnua solemnitáte lætémur, et tantæ virtútis proficiámus exémplo. Per Dóminum nostrum Iesum Christum. Amen.
Il Catechismo di san Pio X insegna che «i Santi li preghiamo perchè, come avvocati presso Dio, intercedano per noi»: non chiediamo dunque a Caterina di darci da sé la grazia, ma di ottenercela dal Signore. Alla preghiera si può unire un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre in suo onore.
Sull'esempio di Caterina, la preghiera va sempre accompagnata dall'amore alla Chiesa e dalla ricerca della pace. È nei sacramenti — la santa Messa, la Confessione, la Comunione — più che in ogni devozione, che Dio dona le sue grazie più grandi.
Novena a santa Caterina da Siena
La novena è la preghiera ripetuta per nove giorni consecutivi che prepara a una festa o accompagna una particolare necessità. Per prepararsi alla festa del 30 aprile la si comincia il 21 aprile e la si termina il 29, vigilia della festa; ma può essere pregata in qualunque momento, soprattutto per la pace e per l'unità della Chiesa. Non esiste un testo unico di novena imposto dalla Chiesa: un modo semplice e sicuro è recitare ogni giorno l'orazione della sua Messa riportata sopra, esprimendo la propria intenzione, seguita da un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre.
La novena non è una formula magica né un automatismo che «obbliga» Dio: è un atto di perseveranza e di fiducia, sull'esempio degli Apostoli raccolti in preghiera con Maria tra l'Ascensione e la Pentecoste. La grazia resta sempre dono libero di Dio, che concede ciò che è bene per la nostra anima.
Domande frequenti
Quando si festeggia santa Caterina da Siena?
Nel calendario tradizionale del 1962 la Chiesa celebra santa Caterina da Siena il 30 aprile, festa di III classe (il 29 nel calendario riformato del 1969).
Chi era santa Caterina da Siena?
Fu una terziaria domenicana senese del XIV secolo (1347-1380), mistica, autrice del Dialogo e delle Lettere, canonizzata nel 1461 e proclamata dottore della Chiesa nel 1970. Visse una santità che unì l'altissima contemplazione all'impegno per la pace e per l'unità della Chiesa.
Perché santa Caterina è patrona d'Italia?
Perché si spese con tutte le sue forze per la pace tra le città italiane e per il ritorno del Papa a Roma, amando la Chiesa fino a consumarsi per essa. Per questa testimonianza Pio XII la proclamò patrona d'Italia nel 1939, insieme a san Francesco d'Assisi.
Che cos'è la «cella interiore» di santa Caterina?
È l'immagine con cui Caterina indica il raccoglimento del cuore: il luogo interiore dove l'anima dimora con Dio. «Rientrare nella cella interiore» significa cercare il Signore presente in noi, perché da quell'unione, e non dall'agitazione esteriore, nasce ogni frutto di bene.
Qual è stata la causa della morte di santa Caterina?
Caterina morì a Roma il 29 aprile 1380, a trentatré anni, consumata da penitenze severissime, da digiuni e da un'attività incessante per la Chiesa. Le vite tradizionali ricordano, il 21 aprile, un colpo apoplettico che la lasciò paralizzata. La causa più profonda fu l'amore con cui offrì se stessa per l'unità della Chiesa, allora lacerata dallo Scisma d'Occidente.
Quali sono i miracoli attribuiti a santa Caterina da Siena?
La tradizione le attribuisce guarigioni, conversioni, lo scambio mistico del cuore con Cristo e le stimmate ricevute in forma invisibile. Famosa è la conversione del condannato Niccolò di Tuldo. La Chiesa, però, ricorda che il vero miracolo di Caterina è la santità della sua vita: i doni straordinari sono grazie date per il bene altrui, non meriti da inseguire.
Come si recita la novena a santa Caterina da Siena?
Si prega per nove giorni consecutivi, di solito dal 21 al 29 aprile, prima della sua festa del 30 aprile, ripetendo ogni giorno l'orazione della sua Messa seguita da un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre, esprimendo la propria intenzione. La novena è atto di fiducia e perseveranza, non una formula automatica: la grazia resta dono libero di Dio.
Quando si festeggia l'onomastico di santa Caterina?
Chi porta il nome in onore della santa di Siena festeggia l'onomastico il 30 aprile secondo il calendario tradizionale (il 29 secondo quello riformato). Molti celebrano Caterina anche il 25 novembre, festa di santa Caterina d'Alessandria, antica martire da cui il nome è più diffuso.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Giovanni 15, 4-5). Butler, Lives of the Saints (30 aprile). Missale Romanum 1962, orazione della Messa di santa Caterina da Siena. Catechismo di san Pio X. Santa Caterina da Siena, Dialogo e Lettere.