Santi
San Giovanni della Croce: il dottore mistico
Chi era san Giovanni della Croce (1542-1591), dottore della Chiesa e carmelitano riformatore: la sua vita, la dottrina della «notte oscura dell'anima», un brano della sua poesia, la festa e una preghiera in latino e italiano.

Accanto a santa Teresa d'Avila, la riformatrice del Carmelo, la Chiesa venera un altro grande maestro della vita interiore: san Giovanni della Croce. Frate carmelitano, poeta e dottore della Chiesa, egli ha lasciato pagine che da quattro secoli accompagnano le anime nel cammino più arduo e più alto, quello che conduce all'unione con Dio attraverso la fede nuda. In queste righe vogliamo presentarlo con semplicità: chi era, come ha vissuto, che cosa insegna la celebre «notte oscura dell'anima», quando lo si festeggia e come invocarlo.
Chi era san Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce, al secolo Juan de Yepes, fu un religioso carmelitano spagnolo, nato a Fontiveros nel 1542 e morto a Úbeda nel 1591. Insieme a santa Teresa d'Avila fu il principale artefice della riforma del Carmelo, dando inizio al ramo dei Carmelitani Scalzi. È uno dei più grandi mistici della Chiesa e, per la sicurezza e la profondità della sua dottrina sulla vita spirituale, fu proclamato dottore della Chiesa, come altri grandi maestri della via interiore, fra cui santa Caterina da Siena.
Le sue opere maggiori, fra cui la Salita del Monte Carmelo, la Notte oscura, il Cantico spirituale e la Fiamma viva d'amore, sono allo stesso tempo trattati di teologia mistica e poesia di altissimo livello. In esse descrive le tappe della purificazione dell'anima e la sua ascesa verso l'unione trasformante con Dio.
La vita di san Giovanni della Croce
Giovanni nacque in una famiglia poverissima della Castiglia. Rimasto orfano di padre da bambino, conobbe presto la fame e il lavoro umile. Studiò presso i Gesuiti a Medina del Campo — la stessa cura per i giovani poveri che secoli più tardi avrebbe animato san Giovanni Bosco — e, attratto dalla solitudine e dalla penitenza, entrò fra i Carmelitani, ricevendo in seguito l'ordinazione sacerdotale.
L'incontro decisivo della sua vita fu quello con santa Teresa d'Avila. La riformatrice, che cercava un sacerdote disposto a estendere la sua riforma anche al ramo maschile dell'Ordine, lo convinse a non passare ai Certosini, come egli desiderava, ma a restare nel Carmelo per rinnovarlo dall'interno. Nel 1568 Giovanni inaugurò il primo convento di Carmelitani Scalzi a Duruelo, abbracciando una vita di povertà, silenzio e orazione.
La riforma incontrò forti opposizioni. Nel 1577 Giovanni fu rapito dai confratelli contrari al rinnovamento e tenuto prigioniero per nove mesi in una stretta cella del convento di Toledo, fra privazioni e maltrattamenti. Fu proprio in quella prigione, nel buio e nell'abbandono, che il santo compose alcuni dei suoi versi più luminosi: la notte esteriore divenne immagine della «notte oscura» dell'anima purificata dall'amore. Fuggito miracolosamente, proseguì l'opera di fondatore e di padre spirituale fino alla morte, avvenuta a Úbeda il 14 dicembre 1591. Fu canonizzato nel 1726 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1926.
La «notte oscura dell'anima»
L'espressione legata per sempre al nome di san Giovanni della Croce è la «notte oscura dell'anima». Con questa immagine il santo descrive il passaggio purificatore attraverso il quale Dio conduce l'anima verso l'unione con sé.
Non si tratta anzitutto di una sofferenza psicologica, ma di un'opera divina. Come la notte priva gli occhi di ogni cosa visibile, così Dio priva a poco a poco l'anima dei suoi appoggi sensibili e delle sue consolazioni, perché impari a vivere di pura fede, di pura speranza e di puro amore. Giovanni distingue due grandi purificazioni:
- La notte del senso. Dio toglie il gusto e le consolazioni sensibili della preghiera e della vita spirituale, perché l'anima non cerchi più i doni, ma il Datore. È l'uscita dall'attaccamento alle cose create.
- La notte dello spirito. Più profonda e dolorosa, purifica le radici stesse dell'amor proprio e dell'orgoglio, finché l'anima, spogliata di tutto, si abbandona interamente a Dio nella fede nuda.
Il senso di queste notti è interamente positivo: sono opera dell'amore, non castigo. Ciò che all'anima sembra abbandono è in realtà la vicinanza di Dio che agisce in profondità, là dove i sensi non arrivano. Questa dottrina concorda con quanto la Chiesa insegna sulla fede, virtù soprannaturale per la quale, come ricorda il catechismo, crediamo fermamente le verità rivelate da Dio non perché ne comprendiamo la ragione, ma per l'autorità di Dio stesso che le ha rivelate. È proprio nel buio della fede, e non nella chiarezza dei sentimenti, che l'anima si unisce al suo Signore.
La poesia di san Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce è anche uno dei più grandi poeti di lingua spagnola. I suoi trattati nascono spesso come spiegazione di brevi poesie composte nella prova. La più celebre, intitolata appunto Nella notte oscura, canta l'uscita dell'anima dalla propria casa addormentata per raggiungere, nel segreto della notte, l'Amato.
Ne riportiamo le prime strofe, nella lingua originale e in traduzione italiana:
En una noche oscura,
con ansias en amores inflamada,
¡oh dichosa ventura!,
salí sin ser notada
estando ya mi casa sosegada.
Nella notte oscura,
d'ansiosi amori accesa,
oh sorte avventurata!,
uscii senza esser vista,
mentre la casa mia era acquietata.
Il santo precisa che ogni suo verso, anche quando parla di amore con linguaggio sponsale, va inteso interamente in chiave spirituale: l'«Amato» è Cristo, e la notte è il cammino della fede che conduce a Lui. Le poesie d'amore di san Giovanni della Croce non sono dunque versi profani, ma il canto dell'anima innamorata di Dio.
Quando si festeggia san Giovanni della Croce
Nel calendario del 1962 la festa di san Giovanni della Croce, confessore e dottore, si celebra il 24 novembre, come festa di III classe, benché egli sia morto la notte fra il 13 e il 14 dicembre 1591. In questo giorno la Chiesa lo onora come maestro della via mistica e padre, insieme a santa Teresa, della famiglia carmelitana riformata.
Insieme a lui la tradizione del Carmelo venera la Madonna del Carmine, patrona dell'Ordine, onorata con la novena alla Madonna del Carmine, santa Teresa d'Avila, sua maestra e collaboratrice, e santa Teresa di Lisieux, fiore più recente dello stesso Carmelo.
Preghiera a san Giovanni della Croce
La preghiera più sicura è l'orazione liturgica della sua festa nel Messale del 1962, che possiamo recitare per chiedere la sua intercessione. La riportiamo in latino e in italiano.
In latino:
Deus, qui sanctum Joánnem Confessórem tuum atque Doctorem perféctæ sui abnegatiónis et Crucis amatórem exímium effecísti: concéde; ut, ejus imitatióni júgiter inhæréntes, glóriam assequámur ætérnam. Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
In italiano:
O Dio, che hai reso san Giovanni, tuo confessore e dottore, amante straordinario della perfetta abnegazione di sé e della Croce: concedi a noi, restando sempre fedeli alla sua imitazione, di conseguire la gloria eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Chi attraversa un tempo di aridità o di prova interiore può accompagnare questa supplica con una preghiera allo Spirito Santo, invocando la luce di Dio nel cammino della fede.
Come fare una novena a san Giovanni della Croce
Molti fedeli amano prepararsi alla festa con una novena, cioè nove giorni di preghiera consecutivi. Non esiste una novena propria a san Giovanni della Croce nei libri liturgici: la novena è una pia consuetudine, e ciò che conta è la fedeltà e la fiducia. Un modo semplice consiste, per nove giorni, nel:
- Fare il segno della croce e raccogliersi brevemente alla presenza di Dio.
- Recitare la preghiera a san Giovanni della Croce riportata sopra.
- Aggiungere un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre.
- Concludere con un breve momento di orazione silenziosa, secondo l'insegnamento del santo.
La novena può essere fatta nei nove giorni che precedono la festa, oppure in qualunque periodo dell'anno per chiedere una grazia particolare, specialmente nei momenti di buio spirituale.
Che cosa insegna oggi san Giovanni della Croce
La dottrina di san Giovanni della Croce non è riservata ai soli religiosi. Egli insegna a ogni cristiano una verità consolante: Dio agisce anche, e soprattutto, quando non lo sentiamo. Le aridità nella preghiera, le prove e le delusioni non sono segno di abbandono, ma occasione di purificazione e di crescita nella fede.
Per questo il santo invita al distacco dai beni passeggeri e all'abbandono fiducioso. Chi desidera radicare la propria vita interiore in forme stabili e sicure può unire all'orazione personale la preghiera della Chiesa, come l'Ufficio divino del Breviario e il santo Rosario, che sostengono l'anima anche quando viene meno il gusto sensibile della devozione.
Domande frequenti
Chi era san Giovanni della Croce?
Era un religioso carmelitano spagnolo (1542-1591), grande mistico e poeta, riformatore del Carmelo insieme a santa Teresa d'Avila e fondatore dei Carmelitani Scalzi. Per la profondità della sua dottrina spirituale fu proclamato dottore della Chiesa.
Che cos'è la «notte oscura dell'anima»?
È la dottrina centrale di san Giovanni della Croce: il passaggio purificatore attraverso il quale Dio priva l'anima delle sue consolazioni sensibili e dei suoi appoggi, perché impari a vivere di pura fede e amore. Distingue la notte del senso e la notte dello spirito, ed è opera dell'amore, non castigo.
Qual è la relazione fra san Giovanni della Croce e santa Teresa d'Avila?
Furono collaboratori e amici. Santa Teresa, riformatrice del ramo femminile del Carmelo, convinse Giovanni a estendere la riforma anche ai frati. Insieme sono i padri dei Carmelitani Scalzi e i maestri della più alta dottrina mistica del Carmelo.
Le poesie d'amore di san Giovanni della Croce sono profane?
No. Pur usando un linguaggio sponsale, le sue poesie sono interamente spirituali: l'«Amato» è Cristo e la notte è il cammino della fede. Sono il canto dell'anima innamorata di Dio, e il santo stesso le commenta in chiave mistica.
Quando si festeggia san Giovanni della Croce?
Nel calendario del 1962 si festeggia il 24 novembre, festa di III classe, come confessore e dottore della Chiesa. Il santo morì la notte fra il 13 e il 14 dicembre 1591.
Come si recita la preghiera a san Giovanni della Croce per chiedere una grazia?
Ci si raccoglie alla presenza di Dio, si recita l'orazione al santo esprimendo con fiducia la grazia desiderata, e si conclude con un Padre nostro e un'Ave Maria. Molti la inseriscono in una novena di nove giorni.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Tradizione carmelitana e biografie classiche di san Giovanni della Croce; Messale Romano del 1962, 24 novembre, colletta Deus, qui sanctum Joánnem; poesia Nella notte oscura dagli scritti del santo; Catechismo di san Pio X (sulla fede e l'orazione); Sacra Bibbia nella versione di mons. Antonio Martini.