Santi
Conversione di san Paolo: racconto, Caravaggio e festa
La conversione di san Paolo sulla via di Damasco secondo gli Atti degli Apostoli (capitoli 9, 22 e 26) e la lettera ai Galati, il commento di sant'Agostino letto nel Breviario, le due versioni di Caravaggio e l'affresco di Michelangelo, l'ottavario per l'unità della Chiesa e la festa del 25 gennaio nel calendario del 1962 con la colletta del Messale.
La conversione di san Paolo è l'evento con cui Saulo di Tarso, fariseo e persecutore dei cristiani, fu abbattuto da una luce dal cielo sulla via di Damasco, udì la voce di Gesù risorto e divenne l'Apostolo delle genti. La raccontano tre volte gli Atti degli Apostoli e la ricorda lo stesso Paolo nelle sue lettere. La Chiesa la celebra il 25 gennaio: nel calendario del 1962 è festa di III classe, con la commemorazione di san Pietro.
Chi era Saulo prima della conversione
Paolo stesso si presenta così ai Filippesi: Circonciso l'ottavo giorno, Israelita di nazione, della tribù di Beniamin, Ebreo (nato) di Ebrei, secondo la legge Fariseo, quanto allo zelo, persecutor della Chiesa di Dio (Filippesi 3, 5-6). Era nato a Tarso, in Cilicia: il Signore lo chiama infatti, parlando ad Anania, uno di Tarso, che si chiama Saulo (Atti 9, 11).
Lo incontriamo per la prima volta alla lapidazione di santo Stefano: i testimoni posarono le loro vesti ai piedi di un giovanotto chiamato Saulo (Atti 7, 57), e Saulo era consenziente alla morte di lui (Atti 7, 59). Subito dopo devastava la Chiesa, entrando per le case, e strascinando via uomini, e donne, li faceva metter in prigione (Atti 8, 3).
Il nome di san Paolo prima della conversione
Il suo nome ebraico era Saulo, come il primo re d'Israele, anch'egli della tribù di Beniamino. Contrariamente a un'idea diffusa, gli Atti non dicono che il nome gli fu cambiato sulla via di Damasco: dopo la conversione la Scrittura continua a chiamarlo Saulo, e il nome di Paolo compare per la prima volta più avanti, senza spiegazioni, durante il primo viaggio missionario: Ma Saulo, il quale si chiama anche Paolo, ripieno di Spirito santo... (Atti 13, 9). Paolo è il nome con cui egli stesso si presenta all'inizio delle sue lettere.
Come avvenne la conversione di san Paolo: il racconto degli Atti
Il primo racconto, nel capitolo 9 degli Atti degli Apostoli, è quello che si legge come epistola nella Messa del 25 gennaio. Lo riportiamo nella traduzione di mons. Antonio Martini:
Ma Saulo tuttora spirante minacce, e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al principe de' Sacerdoti. E gli domandò lettere per Damasco alle sinagoghe: affine di menar legati a Gerusalemme quanti avesse trovati di quella professione, uomini, e donne. E nell'andare successe, che avvicinandosi egli a Damasco, di repente una luce del cielo gli folgoreggiò d'intorno. E caduto per terra udì una voce, che gli disse: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ed egli rispose: Chi se' tu Signore? Ed egli: Io sono Gesù, cui tu perseguiti: dura cosa è per te il ricalcitrare contro il pungolo. Ed egli tremante, e attonito, disse: Signore che vuoi tu, ch'io faccia? (Atti 9, 1-6).
Saulo si rialzò cieco e fu condotto per mano a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere, senza mangiare né bere. Il Signore mandò allora un discepolo, Anania, nella contrada chiamata la Diritta, e vincendo le sue esitazioni gli disse: Va' che costui è uno strumento eletto da me a portare il nome mio dinanzi alle genti, e ai re, e a' figliuoli d'Israele. Imperocché io gli farò vedere, quanto debba egli patire per il nome mio (Atti 9, 15-16). Anania gli impose le mani, e subito caddero dagli occhi di lui certe come scaglie, ricuperò la vista e alzatosi fu battezzato (Atti 9, 18). Subito si mise a predicare nelle sinagoghe che Gesù è il Figlio di Dio.
I tre racconti degli Atti degli Apostoli
San Luca racconta la conversione tre volte, ogni volta con particolari propri:
- Atti 9: il racconto del narratore, con la missione di Anania.
- Atti 22: Paolo stesso lo racconta alla folla di Gerusalemme, e precisa che avvenne di mezzogiorno e che la voce disse: Io sono Gesù il Nazareno, cui tu perseguiti (Atti 22, 6-8).
- Atti 26: Paolo lo racconta davanti al re Agrippa; la luce era più splendente del sole e la voce gli parlò in Ebreo; Cristo gli affida la missione di aprire gli occhi dei pagani affinchè si convertano dalle tenebre alla luce, e dalla podestà di Satana a Dio (Atti 26, 13-18). E Paolo conclude: o re Agrippa non fui ribelle alla celeste visione (Atti 26, 19).
Che cosa dice Paolo nelle sue lettere
Nella lettera ai Galati Paolo insiste che il suo Vangelo non viene dagli uomini ma per rivelazione di Gesù Cristo: allorché piacque a colui, che mi aveva segregato fin dall'utero di mia madre, ed il quale per sua grazia mi chiamò, di rivelare a me il suo figliuolo, affinchè io lo predicassi alle genti, subitamente non presi consiglio dalla carne, e dal sangue (Galati 1, 15-16). Racconta poi di essersi ritirato in Arabia, di essere tornato a Damasco e, tre anni dopo, di essere salito a Gerusalemme per visitare Pietro (Galati 1, 17-18).
Ai Corinzi scrive che Cristo risorto per ultimo poi di tutti come da un aborto fu veduto anche da me. Imperocché io sono il minimo degli Apostoli, che non son degno di esser chiamato Apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Ma per la grazia del Signore son quello, che sono (1 Corinzi 15, 8-10).
Dove e quando avvenne la conversione di san Paolo
La Scrittura indica il luogo: sulla strada da Gerusalemme a Damasco, nei pressi di Damasco, a mezzogiorno. Non indica invece la data; la si colloca comunemente pochi anni dopo la Pentecoste. Un particolare spesso dimenticato: gli Atti non parlano di alcun cavallo. La «caduta da cavallo» è un'immagine dell'arte cristiana, non del testo sacro, che dice soltanto che Saulo cadde per terra.
Il significato della conversione di san Paolo: il commento di sant'Agostino
Il Breviario Romano legge il 25 gennaio un sermone di sant'Agostino che riassume il significato dell'evento in poche righe: «Cristo prostrò un persecutore, per farne un dottore della Chiesa: l'abbatté, e lo risanò; lo uccise, e gli diede la vita: agnello immolato dai lupi, egli cangia i lupi in agnelli».
Agostino legge la conversione alla luce della benedizione di Giacobbe sul figlio Beniamino, dalla cui tribù veniva Paolo: «Beniamino, lupo rapace», che «al mattino rapisce la preda, alla sera divide le spoglie». «Il mattino e la sera», spiega, «sono posti qui come se si dicesse, prima e dopo». Prima Saulo rapiva: custodiva le vesti di chi lapidava Stefano, «incrudelendo così di più, aiutando tutti, che lapidandolo colle proprie mani». Poi venne la sera: «Prostrato dal cielo dalla voce di Cristo [...] cadde per terra, dovendo essere prima abbattuto per essere poi rialzato; prima percosso, per essere poi risanato».
La conversione di Paolo è quindi l'opera della grazia per eccellenza: non un'evoluzione interiore, ma un'iniziativa di Cristo che abbatte e rialza. Per questo la Chiesa la festeggia con una festa propria. Chi desidera la propria conversione o quella di una persona cara trova in questo giorno l'occasione per una buona confessione, che è la conversione resa sacramento.
San Paolo: frasi dopo la conversione
Le frasi più amate di san Paolo dicono tutte che cosa produsse in lui quell'incontro:
- E vivo non già io, ma vive in me Cristo (Galati 2, 20).
- Imperocché il mio vivere è Cristo, ed il morire un guadagno (Filippesi 1, 21).
- Io giudico, che le cose tutte siano perdita rispetto all'eminente cognizione di Gesù Cristo mio Signore (Filippesi 3, 8).
- Conosco, di chi mi sono fidato, e son certo, che egli è potente a conservare il mio deposito sino a quella giornata (2 Timoteo 1, 12): sono le parole con cui si apre l'introito della Messa del 25 gennaio, Scio, cui crédidi.
Per la vita intera dell'Apostolo, i viaggi, le lettere e il martirio, si veda la pagina su san Paolo apostolo.
La conversione di san Paolo di Caravaggio
Le ricerche su questo tema riguardano soprattutto Caravaggio, che dipinse la scena due volte, per lo stesso committente.
Nel settembre 1600 monsignor Tiberio Cerasi, tesoriere generale della Camera Apostolica, commissionò a Caravaggio due quadri per la sua cappella nella basilica di Santa Maria del Popolo a Roma: una Conversione di san Paolo e una Crocifissione di san Pietro. La prima versione (1600-1601), dipinta a olio su tavola di cipresso, è affollata e concitata: Cristo vi compare in alto e si protende verso Saulo caduto. Non fu collocata nella cappella e si trova oggi a Roma nella collezione privata Odescalchi: è la «Conversione di san Paolo Odescalchi».
La seconda versione, a olio su tela, è quella ancora oggi esposta nella cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo, accanto alla Crocifissione di san Pietro. La composizione è radicalmente semplificata: Cristo non si vede, come negli Atti, dove si parla di una luce e di una voce; restano Saulo a terra con le braccia aperte, cieco, un anziano palafreniere e un grande cavallo che alza lo zoccolo per non calpestarlo, il tutto immerso nel buio e investito da una luce che viene dall'alto. È uno dei capolavori della pittura sacra: la luce che irrompe nelle tenebre è l'immagine stessa della grazia.
La conversione di Michelangelo e di altri pittori
Prima di Caravaggio, Michelangelo aveva affrescato la Conversione di Saulo (1542-1545) nella Cappella Paolina dei Palazzi Vaticani, voluta da papa Paolo III, nella stessa cappella della Crocifissione di san Pietro: qui Cristo appare nel cielo circondato da angeli e lancia un raggio che acceca Saulo disteso a terra. Il soggetto è stato trattato anche da molti altri pittori.
La festa della conversione di san Paolo: 25 gennaio
Nel calendario del 1962 la Conversione di san Paolo si celebra il 25 gennaio, festa di III classe, con paramenti bianchi e la commemorazione di san Pietro: la Chiesa non separa mai i due Apostoli, e nel giorno della Cattedra di san Pietro fa a sua volta memoria di san Paolo. La Messa si apre con l'introito Scio, cui crédidi e ha per epistola il racconto degli Atti 9, 1-22. Il Breviario canta ai Vespri le antifone tratte dalle lettere di Paolo: Tre volte fui battuto colle verghe, una volta fui lapidato, tre volte feci naufragio per il nome di Cristo. La riforma del calendario del 1969 ha mantenuto la festa al 25 gennaio.
L'ottavario di preghiera per l'unità
Il 25 gennaio chiude anche un ottavario di preghiera iniziato il 18 gennaio. Nel 1908 padre Paul Wattson, allora religioso anglicano negli Stati Uniti, propose otto giorni di preghiera per il ritorno di tutti i cristiani all'unità della Chiesa sotto il successore di Pietro, dal giorno in cui si celebrava allora la Cattedra di san Pietro a Roma (18 gennaio) fino alla Conversione di san Paolo.
Nel 1909 padre Wattson entrò con la sua comunità nella Chiesa cattolica; l'iniziativa fu approvata da san Pio X, e papa Benedetto XV ne incoraggiò l'osservanza in tutta la Chiesa. Le rubriche del 1960 hanno soppresso la festa del 18 gennaio, unificando le due feste della Cattedra di san Pietro al 22 febbraio; le date dell'ottavario sono però rimaste. Nella sua intenzione originaria, questa preghiera chiede l'unità nella vera fede e nella comunione con la Sede di Pietro.
Conversione di san Paolo: preghiera (colletta del 1962)
La colletta della festa chiede la grazia di camminare verso Dio seguendo gli esempi di Paolo. Alla Messa vi si aggiunge l'orazione di san Pietro: secondo il Codice delle rubriche del 1960 (n. 110), questa commemorazione è «inseparabile» e le due orazioni si dicono sotto un'unica conclusione, senza un secondo Oremus tra l'una e l'altra. Diamo il latino del Messale e la nostra traduzione.
Oratio
Deus, qui univérsum mundum beáti Pauli Apóstoli prædicatióne docuísti: da nobis, quǽsumus; ut, qui ejus hódie Conversiónem cólimus, per ejus ad te exémpla gradiámur. Deus, qui beáto Petro Apóstolo tuo, collátis clávibus regni cœléstis, ligándi atque solvéndi pontifícium tradidísti: concéde; ut, intercessiónis ejus auxílio, a peccatórum nostrórum néxibus liberémur: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
Orazione
O Dio, che con la predicazione del beato Apostolo Paolo hai istruito il mondo intero, concedi a noi, te ne preghiamo, che, celebrando oggi la sua Conversione, camminiamo verso di te seguendo i suoi esempi. O Dio, che, consegnando al beato Pietro tuo Apostolo le chiavi del regno dei cieli, gli hai conferito il potere pontificale di legare e di sciogliere, concedi che, con l'aiuto della sua intercessione, siamo liberati dai legami dei nostri peccati. Tu che vivi e regni con Dio Padre nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
E con l'antifona del Breviario si può invocare l'Apostolo:
San Paolo Apostolo, banditore della verità e dottore delle Genti, intercedi per noi presso Dio, che ti elesse.
Non si tratta di una novena tradizionale: come semplice suggerimento, per prepararsi alla festa nei nove giorni dal 16 al 24 gennaio si possono recitare queste orazioni seguendo le indicazioni della pagina su che cos'è una novena.
Domande frequenti
Come avvenne la conversione di san Paolo?
Mentre andava a Damasco per arrestare i cristiani, Saulo fu avvolto da una luce dal cielo, cadde a terra e udì Gesù dirgli: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rimase cieco per tre giorni, finché Anania gli impose le mani; allora ricuperò la vista e fu battezzato (Atti 9).
Dove avvenne la conversione di san Paolo?
Sulla strada per Damasco, quando la città era ormai vicina, verso mezzogiorno (Atti 9, 3 e 22, 6).
Dove viene raccontata la conversione di san Paolo?
Tre volte negli Atti degli Apostoli, ai capitoli 9, 22 e 26, e dallo stesso Paolo nella lettera ai Galati (1, 11-18) e nella prima lettera ai Corinzi (15, 8-10).
Qual era il nome di san Paolo prima della conversione?
Saulo. Ma non lo cambiò alla conversione: gli Atti lo chiamano ancora Saulo per diversi capitoli e lo dicono «Saulo, il quale si chiama anche Paolo» solo al capitolo 13.
Quando si festeggia la conversione di san Paolo?
Il 25 gennaio, festa di III classe nel calendario del 1962, con la commemorazione di san Pietro. La data è rimasta la stessa nel calendario riformato.
Dove si trova la Conversione di san Paolo di Caravaggio?
La versione su tela è nella cappella Cerasi della basilica di Santa Maria del Popolo, a Roma; la prima versione, su tavola, appartiene alla collezione Odescalchi, sempre a Roma.
Perché esistono due versioni di Caravaggio?
La prima tavola, dipinta nel 1600-1601 per la cappella di Tiberio Cerasi, non vi fu collocata; Caravaggio dipinse allora una nuova versione su tela, più spoglia e senza la figura di Cristo, che si trova ancora nella cappella.
San Paolo cadde da cavallo?
Gli Atti degli Apostoli non nominano alcun cavallo: dicono solo che Saulo «cadde per terra». Il cavallo appartiene alla tradizione pittorica.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
L'app Iter Fidei contiene il Messale e il Breviario del 1962 in latino e in italiano, con la Messa e l'Ufficio della Conversione di san Paolo, il sermone di sant'Agostino e un promemoria per ogni festa. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Atti 7, 57-59; 8, 3; 9, 1-22; 13, 9; 22, 6-8; 26, 13-19; Galati 1, 11-18; 2, 20; 1 Corinzi 15, 8-10; Filippesi 1, 21; 3, 5-8; 2 Timoteo 1, 12). Messale Romano del 1962, 25 gennaio, Messa Scio, cui crédidi, colletta Deus, qui univérsum mundum e commemorazione di san Pietro. Breviario Romano, 25 gennaio: lezioni di sant'Agostino, Sermone 14 sui Santi, e antifone dei Vespri. Calendario Romano del 1962 e Codice delle rubriche del 1960.