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Il Vangelo secondo san Matteo
Il Vangelo secondo san Matteo, primo libro del Nuovo Testamento, è opera dell'apostolo Matteo, l'antico pubblicano, che lo scrisse per mostrare ai Giudei che Gesù è il Cristo annunciato dai profeti: a lui dobbiamo il discorso della montagna, le beatitudini, il Padre nostro e la promessa fatta a Pietro. Qui sotto trovate i suoi 28 capitoli nella traduzione di mons. Antonio Martini, con la Vulgata latina a fronte; la guida ne presenta l'autore, la data, il riassunto e la dottrina.
Leggere Matteo: 28 capitoli
Il Nuovo Testamento si apre con queste parole: «Libro della generazione di Gesù Cristo figliuolo di David, figliuolo d'Abramo» (Mt 1,1). Con questa sola riga san Matteo lega i due Testamenti: Abramo aveva ricevuto la promessa, Davide il regno, e il Vangelo mostra l'una e l'altro compiuti in Cristo. La Chiesa mette questo Vangelo in testa ai quattro, e dai suoi ventotto capitoli vengono parole che ogni cattolico sa a memoria: le beatitudini, il Padre nostro, «tu sei Pietro», le parole della Cena e il mandato di battezzare tutte le genti. È anche il Vangelo che la Chiesa legge più spesso nella Messa. Per uno sguardo d'insieme sui quattro evangelisti, leggete il nostro articolo su i Vangeli.
Chi ha scritto il Vangelo di Matteo?
La Chiesa ha ricevuto il primo Vangelo come opera di san Matteo, apostolo ed evangelista, uno dei Dodici. Era pubblicano, cioè esattore delle imposte a Cafarnao, e racconta la propria vocazione senza alcun ornamento: «vide un uomo, che sedeva al banco, di nome Matteo. E gli disse: Sieguimi. Ed egli alzatosi, lo seguitò» (Mt 9,9). San Marco e san Luca chiamano lo stesso uomo Levi (Mc 2,14); solo questo Vangelo, nell'elenco degli Apostoli, lo chiama «Matteo il pubblicano» (Mt 10,3), come se l'autore non volesse far dimenticare ciò che era stato. Chi è passato da Roma conosce la scena: Caravaggio l'ha dipinta nella Vocazione di san Matteo della cappella Contarelli, in San Luigi dei Francesi.
La testimonianza dei Padri
La testimonianza della Chiesa antica è costante. Papia, vescovo di Gerapoli all'inizio del II secolo, citato da Eusebio di Cesarea (Storia ecclesiastica, III, 39), riferisce che Matteo raccolse in lingua ebraica i detti del Signore, e che ciascuno li tradusse come poteva. Sant'Ireneo di Lione (Contro le eresie, III, 1, 1) scrive che Matteo pubblicò presso gli Ebrei, nella loro lingua, un Vangelo scritto, mentre Pietro e Paolo evangelizzavano Roma. Origene, citato da Eusebio (VI, 25), sapeva dalla tradizione che il primo Vangelo era stato scritto da Matteo, prima pubblicano e poi apostolo, per i credenti venuti dal giudaismo. San Girolamo dice lo stesso negli Uomini illustri (capitolo 3).
La Pontificia Commissione Biblica, nella risposta del 19 giugno 1911, sotto san Pio X, ha ricordato che secondo il consenso costante della Chiesa l'apostolo Matteo è veramente l'autore del Vangelo che porta il suo nome, e che il testo greco ricevuto dalla Chiesa è, quanto alla sostanza, identico a quello che egli scrisse nella lingua del suo paese. Molti critici moderni attribuiscono l'opera a un autore più tardo, che si sarebbe servito di san Marco; la dottrina qui esposta è quella che la Chiesa ha trasmesso.
Chi era san Matteo?
Della sua vita successiva poco si sa con certezza. Predicò prima agli Ebrei; gli antichi autori lo mandano poi in Etiopia, in Persia o presso i Parti, e il Martirologio romano riferisce che subì il martirio predicando in Etiopia. Le sue reliquie sono venerate a Salerno, nella cripta del Duomo, e san Matteo è il patrono della città. La sua festa si celebra il 21 settembre.
Quando è stato scritto il Vangelo di Matteo?
La tradizione ritiene che Matteo abbia scritto per primo fra i quattro evangelisti. Sant'Agostino, nel trattato Il consenso degli evangelisti (I, 2), dà l'ordine ricevuto nella Chiesa: Matteo, Marco, Luca, e Giovanni per ultimo. Eusebio riferisce che Matteo, sul punto di lasciare gli Ebrei per andare verso altri popoli, lasciò loro il suo Vangelo nella loro lingua.
Gli antichi non concordano sull'anno. Diversi lo pongono pochi anni dopo l'Ascensione, verso il 40 o poco più tardi; le parole di sant'Ireneo sono state intese come indicazione degli anni 60. La Commissione Biblica ha insegnato nel 1911 che il Vangelo non fu scritto dopo la distruzione di Gerusalemme dell'anno 70, sicché le sue profezie su quella rovina sono vere profezie, e che l'opinione più conforme alla tradizione lo colloca perfino prima dell'arrivo di san Paolo a Roma. In ogni calcolo tradizionale fu scritto meno di una generazione dopo la Risurrezione, da un testimone oculare, molto probabilmente in Palestina.
In che lingua è stato scritto il Vangelo di Matteo?
Papia, Ireneo, Origene, Eusebio e Girolamo dicono tutti che Matteo scrisse in «ebraico», parola che nel Nuovo Testamento indica di solito l'aramaico parlato dai Giudei di Palestina. San Girolamo dice che ai suoi tempi un esemplare di questo Vangelo ebraico si conservava nella biblioteca di Cesarea. L'originale è perduto. Ciò che la Chiesa ha ricevuto e letto fin dall'inizio è il Vangelo greco, che essa ritiene opera di Matteo quanto alla sostanza, e che san Girolamo rivide in latino nella Vulgata, da cui il Martini lo ha tradotto.
A chi è rivolto il Vangelo di Matteo?
Matteo scrive per Giudei, e anzitutto per quelli che hanno creduto. Suppone i lettori familiari con la Legge; dice «regno de' cieli» là dove gli altri evangelisti dicono «regno di Dio», per il rispetto giudaico verso il nome divino; e ripete a ogni pagina che i fatti accadono «affinchè si adempisse» la parola del profeta. La Commissione Biblica ha riassunto così il suo disegno: provare ai Giudei che Gesù è il Messia annunciato dai profeti, nato dalla casa di Davide.
Di cosa parla il Vangelo di Matteo? Riassunto
Matteo ordina la vita di Cristo intorno a cinque grandi discorsi, chiusi ogni volta da una formula simile: «avendo Gesù terminato questi discorsi» (Mt 7,28; vedi anche 11,1, 13,53, 19,1 e 26,1). Fra l'uno e l'altro si intrecciano le azioni che provano l'insegnamento, e il tutto è incorniciato dall'infanzia di Cristo, da una parte, e dalla sua Passione e Risurrezione, dall'altra.
L'infanzia di Gesù (capitoli 1-2)
Il capitolo 1 dà la genealogia di Cristo da Abramo, per Davide, fino a «Giuseppe, sposo di Maria: della quale nacque Gesù chiamato il Cristo» (Mt 1,16). Racconta poi il concepimento verginale dal punto di vista di san Giuseppe, a cui l'Angelo dice: «Ella partorirà un figliuolo, cui tu porrai nome Gesù; imperocché ei sarà, che libererà il suo popolo da' suoi peccati» (Mt 1,21). Nel capitolo 2 i Magi venuti dall'oriente adorano il Re dei Giudei appena nato, Erode fa uccidere gli Innocenti e la sacra Famiglia fugge in Egitto, prima di stabilirsi a Nazaret. Il nostro articolo sui Re Magi riprende questo racconto.
L'annuncio del Regno e il discorso della montagna (capitoli 3-7)
Nel capitolo 3 Giovanni Battista predica: «Fate penitenza: perché il regno de' cieli è vicino» (Mt 3,2), e battezza Cristo, mentre il Padre dichiara: «Questi è il mio figlio il diletto, nel quale io mi sono compiaciuto» (Mt 3,17). Nel capitolo 4 Gesù digiuna quaranta giorni, respinge le tre tentazioni e chiama i primi discepoli: «Venite dietro a me, e vi farò pescatori d'uomini» (Mt 4,19).
Viene allora il primo discorso, il discorso della montagna. Il capitolo 5 dà le otto beatitudini, il sale della terra e la luce del mondo, e la legge nuova che compie l'antica: «non son venuto per iscioglierla, ma per adempirla» (Mt 5,17). Il capitolo 6 insegna l'elemosina, la preghiera e il digiuno fatti nel segreto, dà il Padre nostro e invita all'abbandono alla Provvidenza. Il capitolo 7 si chiude con la casa fondata «sul sasso» (Mt 7,24).
I miracoli e la missione dei Dodici (capitoli 8-10)
I capitoli 8 e 9 raccolgono dieci miracoli, fra cui il lebbroso, il servo del centurione, la tempesta sedata e la figlia di Giairo, con al centro la vocazione di Matteo stesso e la parola del Signore ai farisei: «non son venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mt 9,13). Nel secondo discorso, al capitolo 10, Cristo nomina i dodici Apostoli, «Il primo Simone chiamato Pietro» (Mt 10,2), e li manda in missione.
Il mistero del Regno (capitoli 11-13)
L'opposizione cresce. Giovanni manda i suoi discepoli dal carcere, e Cristo chiama a sé gli affaticati (capitolo 11); i farisei lo accusano di scacciare i demoni per Beelzebub, ed egli promette loro solo il segno di Giona (capitolo 12). Il terzo discorso, al capitolo 13, dà sette parabole del Regno: il seminatore, la zizzania, il granello di senapa, il lievito, il tesoro nascosto, la perla preziosa e la rete.
La Chiesa fondata su Pietro (capitoli 14-18)
Cristo sazia cinquemila uomini e cammina sulle acque, e i discepoli lo adorano: «Tu se' veramente figlio di Dio» (Mt 14,33). Nel capitolo 15 rimprovera le tradizioni dei farisei, esaudisce la fede della Cananea e sazia quattromila uomini. A Cesarea di Filippo, Pietro lo confessa come il Cristo e riceve le chiavi (capitolo 16); sei giorni dopo viene la Trasfigurazione (capitolo 17). Il quarto discorso, al capitolo 18, tratta della vita della Chiesa: l'umiltà dei fanciulli, lo scandalo, la pecorella smarrita, la correzione fraterna, il potere di legare e di sciogliere e il perdono «fino a settanta volte sette volte» (Mt 18,22).
Verso Gerusalemme (capitoli 19-25)
Nel capitolo 19 Cristo proclama l'indissolubilità del matrimonio, benedice i fanciulli e consiglia la povertà volontaria al giovane ricco. Il capitolo 20 dà la parabola degli operai dell'ultima ora, il terzo annuncio della Passione e i due ciechi di Gerico. Gesù entra in Gerusalemme il giorno delle Palme e scaccia i venditori dal Tempio (capitolo 21), riduce al silenzio i suoi avversari, «Rendete dunque a Cesare quel, che è di Cesare; e a Dio quel, che è di Dio» (Mt 22,21), e pronuncia i «guai» contro scribi e farisei (capitolo 23). Il quinto discorso, sul monte degli Ulivi, annuncia la rovina del Tempio e la fine del mondo (capitolo 24) e si chiude con le dieci vergini, i talenti e il giudizio finale (capitolo 25).
La Passione e la Risurrezione (capitoli 26-28)
Il capitolo 26 racconta il tradimento di Giuda, l'istituzione della santa Eucaristia, l'agonia nel Getsemani, l'arresto e i rinnegamenti di Pietro. Il capitolo 27 riferisce il giudizio davanti a Pilato, la crocifissione, la morte e la sepoltura di Cristo. Il capitolo 28 dà il sepolcro vuoto, «Egli non è qui: conciossiachè è risuscitato, conforme disse» (Mt 28,6), l'apparizione alle pie donne e l'invio degli Apostoli dal monte di Galilea.
Temi e lettura cattolica del Vangelo di Matteo
Gesù è il Cristo dei profeti. Nessun evangelista cita così spesso l'Antico Testamento. Il concepimento verginale compie l'oracolo di Isaia 7,14: «Ecco che la Vergine sarà gravida: e partorirà un figliuolo, e lo chiameranno per nome Emanuele: che interpretato significa Dio con noi» (Mt 1,23). Betlemme compie Michea 5,2, e il ritorno dall'Egitto la parola di Osea: «dall'Egitto ho chiamato il mio figlio» (Mt 2,15). Sulla croce, Cristo prega l'inizio del salmo 22 (21 della Vulgata): «Eli, Eli, lamma sabacthani? che vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 27,46). San Matteo insegna al cristiano a leggere tutto l'Antico Testamento come rivolto a Cristo.
Il regno dei cieli. Comincia sulla terra nella Chiesa, cresce come il granello di senapa, tiene insieme buoni e cattivi come la rete fino alla cernita finale, e si compie nel cielo. Vale la pena di vendere tutto per acquistarlo, come il mercante che, «trovata una perla di gran pregio, va, e vende quanto ha, e la compra» (Mt 13,46).
La Chiesa e il primato di Pietro. Solo san Matteo riferisce la promessa: «E io dico a te, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non avran forza contro di lei» (Mt 16,18), seguita dal dono delle chiavi (Mt 16,19). È anche il solo evangelista a usare la parola «Chiesa» (16,18 e 18,17). Il Concilio Vaticano I, nella costituzione Pastor aeternus (1870, capitolo 1), fonda su questo testo il primato di Pietro e dei suoi successori; il nostro articolo su san Pietro lo spiega.
I sacramenti. «Prendete, e mangiate: questo è il mio corpo» e «questo è il sangue mio del nuovo testamento, il quale sarà sparso per molti per la remissione de' peccati» (Mt 26,26-28) sono fra i testi su cui il Concilio di Trento ha insegnato la presenza reale (sessione XIII) e il sacrificio della Messa istituito nella Cena (sessione XXII). L'ordine di battezzare «nel nome del Padre, del Figliuolo, e dello Spirito santo» (Mt 28,19) dà la forma del battesimo e nomina la santa Trinità. E la parola «Non divida pertanto l'uomo quel, che Dio ha congiunto» (Mt 19,6) fonda l'insegnamento di Trento sul matrimonio (sessione XXIV).
La Madonna e san Giuseppe. Matteo racconta l'Incarnazione dalla parte di san Giuseppe, l'«uomo giusto» che prese Maria con sé e custodì il Bambino. I Padri hanno letto nella profezia della Vergine che partorisce la testimonianza della Scrittura sul concepimento verginale del Figlio di Dio e sulla perpetua verginità di sua Madre.
La morale del Regno. Il discorso della montagna non abolisce i comandamenti, li porta alla perfezione: «Amate i vostri nemici: fate del bene a coloro, che vi odiano» (Mt 5,44); «Siate adunque voi perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è ne' cieli» (Mt 5,48). Sant'Agostino gli ha dedicato un intero commento, Il discorso del Signore sulla montagna.
I novissimi. I capitoli 24 e 25 sono l'insegnamento più completo dei Vangeli sulla fine del mondo e sul giudizio universale. Cristo vi giudica ciascuno sulla carità: «Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno de' più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me» (Mt 25,40), e la sentenza è senza appello: «E anderanno questi all'eterno supplizio: i giusti poi alla vita eterna» (Mt 25,46).
Qual è il simbolo di san Matteo?
Il simbolo di san Matteo è l'uomo, spesso raffigurato con le ali, come un angelo. È uno dei quattro esseri viventi della visione di Ezechiele e dell'Apocalisse, che san Girolamo, nella prefazione al suo commento su Matteo, attribuì agli evangelisti: l'uomo a Matteo, perché il suo Vangelo comincia con la genealogia umana di Cristo; il leone a Marco, il vitello a Luca e l'aquila a Giovanni.
Versetti celebri del Vangelo di Matteo
- Matteo 2,11, i Magi: «trovarono il bambino con Maria sua madre: e prostratisi l'adorarono: e aperti i loro tesori gli offerirono i doni, oro, incenso, e mirra» (Mt 2,11).
- Matteo 5,3-12, le beatitudini: «Beati i poveri di spirito: perché di questi è il regno de' cieli. Beati i mansueti: perché questi possederanno la terra» (Mt 5,3-4). Il Martini segue l'ordine della Vulgata, dove i mansueti vengono prima di coloro che piangono. Le otto beatitudini sono spiegate nel nostro articolo sulle beatitudini.
- Matteo 6,9-13, il Padre nostro: «Padre nostro, che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome, Venga il tuo regno: sia fatta la tua volontà, come nel cielo, cosi anche in terra» (Mt 6,9-10). Dove Luca ha il pane quotidianum, la Vulgata di Matteo legge panem supersubstantialem, che il Martini rende «il nostro pane per sostentamento». Le sette domande sono commentate nel nostro articolo sul Padre nostro.
- Matteo 6,33: «Cercate adunque in primo luogo il regno di Dio, e la sua giustizia: e avrete di soprappiù tutte queste cose» (Mt 6,33).
- Matteo 7,7: «Chiedete, e otterrete: cercate, e troverete: picchiate, e saravvi aperto» (Mt 7,7).
- Matteo 11,28-29: «Venite da me tutti voi, che siete affaticati, e aggravati, e io vi ristorerò»; «imparate da me, che son mansueto, e umile di cuore» (Mt 11,28-29), la parola su cui riposa la devozione al Sacro Cuore.
- Matteo 16,26: «che giova all'uomo di guadagnare tutto il mondo, se poi perda l'anima?» (Mt 16,26).
- Matteo 22,37-39: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutto il tuo spirito»; «Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22,37-39).
- Matteo 26,39: «padre mio, se è possibile, passi da me questo calice: per altro non come voglio io, ma come vuoi tu» (Mt 26,39).
- Matteo 28,19-20: «Andate adunque, istruite tutte le genti»; «Ed ecco, che io sono con voi per tutti i giorni sino alla consumazione de' secoli» (Mt 28,20).
Il Vangelo di Matteo nel canone e nella liturgia
Matteo è il primo dei quattro Vangeli e il primo dei ventisette libri del Nuovo Testamento in tutte le Bibbie cristiane, cattoliche e protestanti. San Giustino, sant'Ireneo e Taziano lo usano già nel II secolo. Il Concilio di Trento (sessione IV, 1546) lo nomina per primo fra i Vangeli, secundum Matthaeum, Marcum, Lucam et Ioannem. Con san Marco e san Luca forma i tre Vangeli detti sinottici, che seguono lo stesso disegno generale e si possono leggere in colonne parallele; il Vangelo secondo Giovanni sta a parte, e gli Atti degli Apostoli proseguono la storia dopo l'Ascensione.
Il Messale romano del 1962 trae da san Matteo moltissimi Vangeli: la vigilia di Natale e la festa di san Giuseppe (1,18-21), l'Epifania (2,1-12), i santi Innocenti (2,13-18), il Mercoledì delle Ceneri (6,16-21), la I domenica di Quaresima (le tentazioni, 4,1-11) e la II (la Trasfigurazione, 17,1-9), la Settuagesima (gli operai della vigna, 20,1-16), i santi Pietro e Paolo (16,13-19), Ognissanti (le beatitudini, 5,1-12), la Veglia pasquale (28,1-7) e l'ultima domenica dopo Pentecoste (24,15-35), oltre a molte domeniche dopo l'Epifania e dopo Pentecoste.
La domenica delle Palme la Chiesa legge alla benedizione dei rami l'ingresso in Gerusalemme (21,1-9) e canta nella Messa la Passione secondo san Matteo (capitoli 26 e 27). La festa di san Matteo, il 21 settembre, fa leggere il racconto della sua vocazione (9,9-13). Ritrovate ogni giorno il Vangelo della Messa tradizionale nella pagina del Vangelo del giorno.
Come leggere il Vangelo di Matteo
Un capitolo al giorno, e in quattro settimane lo avrete finito. Individuate i cinque discorsi e la formula che chiude ciascuno, e le parole «affinchè si adempisse», che vi rimandano ai profeti. Leggete il discorso della montagna lentamente e più volte, e serbate la Passione per la Quaresima e la Settimana santa. Confrontate poi le stesse scene in san Marco e in san Luca: le differenze di dettaglio mostrano tre testimoni che non si copiano servilmente. Per il commento, le guide più sicure sono i Padri: le Omelie su Matteo di san Giovanni Crisostomo, il commento di san Girolamo e la Catena aurea di san Tommaso d'Aquino, che raccoglie i Padri versetto per versetto; le note di mons. Martini accompagnano bene il testo italiano. Tutta la Bibbia si legge anche nell'app Bibbia cattolica, con il latino a fronte.
Domande Frequenti
Chi ha scritto il Vangelo di Matteo?
San Matteo, chiamato anche Levi, il pubblicano di Cafarnao che Cristo chiamò a seguirlo e scelse fra i dodici Apostoli (Mt 9,9). Ne danno testimonianza Papia, sant'Ireneo, Origene, Eusebio e san Girolamo, e la Pontificia Commissione Biblica lo ha ricordato nel 1911. Molti critici moderni lo attribuiscono a un autore anonimo più tardo, ma l'attribuzione all'apostolo è la tradizione della Chiesa.
Quando è stato scritto il Vangelo di Matteo?
La tradizione lo ritiene il primo Vangelo scritto. Gli antichi lo pongono fra gli anni 40 e 60 circa, e la Commissione Biblica (1911) ha insegnato che fu scritto prima della distruzione di Gerusalemme del 70, e molto probabilmente prima dell'arrivo di san Paolo a Roma.
Qual è il Vangelo più antico?
Secondo la tradizione della Chiesa, da Papia e sant'Ireneo fino a sant'Agostino, è quello di Matteo, scritto prima in lingua ebraica. Molti studiosi moderni ritengono invece che il più antico sia Marco; la Commissione Biblica ha mantenuto nel 1911 la priorità di Matteo.
Quanti capitoli ha il Vangelo di Matteo?
Ventotto, numerati allo stesso modo nella Vulgata, nel Martini e nelle Bibbie moderne, per 1070 versetti nella Vulgata. Il discorso della montagna occupa i capitoli 5-7, la Passione i capitoli 26 e 27. Tutti sono accessibili dalla griglia di questa pagina.
Quante sono le beatitudini nel Vangelo di Matteo?
Otto, secondo la numerazione tradizionale della Chiesa (Mt 5,3-10): poveri di spirito, mansueti, coloro che piangono, affamati e assetati di giustizia, misericordiosi, puri di cuore, pacifici, perseguitati per la giustizia. I versetti 11-12 applicano l'ultima ai discepoli. San Luca ne riporta quattro, seguite da quattro «guai» (Lc 6,20-26).
Le nozze di Cana sono nel Vangelo di Matteo?
No. Le nozze di Cana, il primo dei miracoli di Gesù, sono raccontate solo da san Giovanni (Gv 2,1-11). Matteo comincia i miracoli con la guarigione del lebbroso, al capitolo 8.
Qual è la sigla del Vangelo di Matteo e qual è il suo messaggio?
In italiano si abbrevia Mt (Mt 16,18 è il capitolo 16, versetto 18). Il messaggio è che Gesù di Nazaret, figlio di Davide e Figlio di Dio, è il Cristo promesso dall'Antico Testamento e ha fondato su Pietro il regno dei cieli, la sua Chiesa. Le sue ultime parole riassumono tutto: «io sono con voi per tutti i giorni sino alla consumazione de' secoli».
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