Novene
Novena a Santa Chiara d'Assisi
La novena di nove giorni a santa Chiara d'Assisi, prima discepola del Poverello: la preghiera quotidiana autentica in italiano, un'intenzione per ogni giorno, la versione breve, la variante per una grazia e la vita della santa secondo Butler.

Santa Chiara d'Assisi, la nobile fanciulla che lasciò ogni cosa per seguire san Francesco nella «altissima povertà», è potente intercessore per chi cerca luce nella prova, fedeltà nella vocazione e protezione della propria casa. Questa novena si rivolge a lei per ottenere una grazia particolare, per la pace nelle famiglie e per la forza di preferire Dio a ogni bene terreno. La si recita nei nove giorni che precedono la sua festa — il 12 agosto nel calendario del 1962 (l'11 agosto nel calendario riformato) —, oppure in qualunque momento dell'anno in cui si voglia affidare a lei una necessità urgente.
Se è la prima volta che ti accosti a questa forma di preghiera, può esserti utile leggere prima che cos'è una novena e come la Chiesa l'ha custodita nei secoli.
La preghiera quotidiana della novena
Ogni giorno, per nove giorni consecutivi, si recita la preghiera che segue. È la supplica tradizionale «per ottenere una grazia», che invoca santa Chiara sotto tre aspetti: la sottomissione al volere di Dio, la carità verso i poveri e la difesa della fede in famiglia. Dopo ciascuna delle tre invocazioni si aggiungono un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre.
Si comincia con il segno della croce:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Prima invocazione
O serafica santa Chiara, prima discepola del Poverello d'Assisi, che abbandonaste ricchezze e onori per una vita di sacrificio e di altissima povertà, ottenete a noi da Dio la grazia che imploriamo (esprimi qui la tua intenzione), affinché siamo sempre sottomessi al divino volere e fiduciosi nella provvidenza del Padre.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Seconda invocazione
O serafica santa Chiara, che pur vivendo segregata dal mondo non dimenticaste i poveri, ottenete a noi la grazia di esercitare la carità cristiana verso i nostri fratelli bisognosi, in tutte le necessità spirituali e materiali.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Terza invocazione
O serafica santa Chiara, luce della vostra patria, che con la santissima Eucaristia liberaste Assisi e il vostro monastero dai nemici, ottenete a noi la grazia di vincere le insidie del mondo contro la fede e la morale, conservando nelle nostre famiglie la vera pace cristiana.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
A queste si possono unire, secondo l'uso più antico, le due invocazioni meditative che ricordano le virtù proprie della santa:
Per quello spirito di penitenza che vi indusse a fare costantemente vostra particolare delizia il digiuno più severo, la povertà e la mortificazione, impetrate a noi la grazia di preferire mai sempre l'abiezione alla gloria, la povertà alle ricchezze, la mortificazione ai piaceri.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Per quella specialissima devozione che aveste a Gesù Cristo in Sacramento, impetrate a noi la grazia, o ammirabile santa Chiara, di fare nostra delizia la visita dei sacri templi, la frequenza dei sacramenti, l'assistenza ai santi misteri e la devozione più affettuosa alla santissima Eucaristia, al fine di essere confortati da essa in tutto il tempo della vita e scortati con sicurezza alla beata eternità.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Si conclude:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
I nove giorni: un'intenzione per ciascuno
Alla preghiera quotidiana ciascun giorno unisce una breve meditazione tratta dalla vita di santa Chiara e un'intenzione da affidarle. Chi lo desidera può recitare qui anche un'Ave Maria o accompagnare la giornata con il santo rosario.
Primo giorno — La chiamata. Chiara aveva diciotto anni quando udì san Francesco predicare la Quaresima nella chiesa di San Giorgio ad Assisi: le sue parole la infiammarono d'amore per Cristo. Chiediamo la grazia di riconoscere e seguire senza esitazione la voce di Dio che ci chiama.
Secondo giorno — Il distacco. La Domenica delle Palme del 1212 il vescovo scese dall'altare a porgerle personalmente il ramo d'ulivo; quella sera Chiara fuggì di casa per consacrarsi a Cristo. Chiediamo la grazia di distaccare il cuore da ciò che ci tiene lontani da Dio. Chi vive questo passaggio può nutrire il proprio cammino con la confessione.
Terzo giorno — La povertà. Alla Porziuncola Chiara depose le vesti eleganti; Francesco le tagliò i capelli e la rivestì della tonaca di sacco stretta da una corda. Chiediamo la grazia di preferire l'altissima povertà evangelica alle ricchezze del mondo.
Quarto giorno — La costanza. I parenti tentarono con la forza di ricondurla a casa; ella si strinse all'altare e, scoprendo il capo tonsurato, dichiarò di non volere altro sposo che Cristo. Chiediamo la grazia della fortezza nelle prove e nelle contraddizioni.
Quinto giorno — L'umiltà. Fatta badessa suo malgrado, per quarant'anni Chiara volle essere «serva delle serve»: lavava i piedi alle consorelle, serviva a tavola, vegliava i malati. Chiediamo la grazia di servire i fratelli con umiltà e gioia.
Sesto giorno — La preghiera. Tornava dall'orazione con il volto così luminoso da abbagliare chi la guardava, come Mosè sceso dal monte. Chiediamo la grazia di una vita di preghiera fervente e perseverante. È il giorno adatto per meditare l'adorazione eucaristica.
Settimo giorno — L'Eucaristia difesa. Quando i Saraceni assalirono San Damiano, Chiara, gravemente inferma, si fece portare fino alle mura con il Santissimo Sacramento e pregò: gli assalitori fuggirono. Chiediamo la grazia di rifugiarci sempre in Gesù Sacramentato nelle nostre necessità.
Ottavo giorno — La fedeltà alla Chiesa. Fino a due giorni prima di morire attese l'approvazione pontificia della sua Regola, custode fedele dello spirito di Francesco. Chiediamo la grazia di amare e servire la santa Chiesa nella fedeltà.
Nono giorno — Il transito. L'11 agosto 1253 Chiara rese l'anima a Dio pronunciando dolcemente: «Va' sicura, anima mia, perché hai una buona scorta per il viaggio». Chiediamo la grazia di una santa morte, nella pace e nell'abbandono al Signore. In questo giorno può accompagnarci la preghiera della buona morte.
Le varianti più cercate
Novena a santa Chiara per una grazia. È la forma qui riportata: la preghiera quotidiana è per sua natura una supplica «per ottenere una grazia». Nella prima invocazione, dopo le parole ottenete a noi da Dio la grazia che imploriamo, si nomina la propria intenzione. Per una necessità pressante può unirsi la preghiera per una grazia urgente.
Versione breve. Chi ha poco tempo può recitare ogni giorno soltanto la prima invocazione («O serafica santa Chiara, prima discepola del Poverello d'Assisi…») con un solo Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre, aggiungendo l'intenzione del giorno. La novena resta valida: ciò che conta è la costanza dei nove giorni.
Novena a san Francesco e santa Chiara. Chiara e Francesco furono uniti da un solo ideale evangelico. Chi desidera invocarli insieme può recitare questa novena aggiungendo ogni giorno una preghiera al Serafico Padre; è disponibile anche una novena a san Francesco d'Assisi. Le due devozioni si completano a vicenda.
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Come si recita questa novena
Una novena è una preghiera di nove giorni consecutivi. Per giungere alla festa preparati nell'anima, la si comincia nove giorni prima:
- Nel calendario tradizionale del 1962 la festa di santa Chiara cade il 12 agosto: la novena si recita dal 3 all'11 agosto.
- Nel calendario riformato la festa è l'11 agosto: la novena va dal 2 al 10 agosto, l'uso più diffuso nei santuari italiani.
Nulla vieta, però, di recitarla in qualunque periodo dell'anno per una necessità particolare: la si comincia semplicemente e la si conduce per nove giorni di seguito, meglio se alla stessa ora e in un luogo raccolto, davanti a un'immagine della santa o al crocifisso. Il giorno della festa è bene coronare la novena con la santa Messa e, se possibile, la Comunione.
Chi era santa Chiara d'Assisi
Chiara nacque ad Assisi intorno al 1193, da nobile famiglia: suo padre era Favarone di Offreduccio, sua madre Ortolana di Fiumi. Fanciulla purissima di cuore, «giovane negli anni ma canuta nella fermezza», crebbe in una casa agiata, ma il suo cuore era già rivolto a Cristo.
A diciotto anni ascoltò le prediche quaresimali di san Francesco nella chiesa di San Giorgio. Cercatolo di nascosto, gli chiese di aiutarla a vivere anch'ella «secondo il santo Vangelo». La Domenica delle Palme del 1212, dopo che il vescovo stesso le ebbe posto in mano il ramo benedetto, la sera fuggì di casa e raggiunse Francesco e i suoi frati alla Porziuncola, presso Santa Maria degli Angeli. Là, davanti all'altare, depose le vesti eleganti; Francesco le recise i capelli e la rivestì di un ruvido saio. Non avendo egli ancora un monastero, la affidò dapprima alle benedettine di San Paolo presso Bastia, poi a Sant'Angelo di Panzo, dove la raggiunse la sorella Agnese.
Stabilita infine in una povera casa presso la chiesa di San Damiano, ai margini di Assisi, Chiara ne fu fatta superiora da Francesco e vi governò per quarant'anni la comunità delle «Povere Dame», le future Clarisse. La raggiunsero la madre e altre nobili donne. La sua vita fu di austerità sconosciute fino allora fra le donne: dormivano per terra, camminavano scalze, osservavano perpetua astinenza dalle carni e un profondo silenzio. Chiara stessa portava un cilizio, digiunava a pane e acqua, e talvolta non prendeva nulla; solo l'intervento di Francesco e del vescovo la indusse a un minimo di riguardo per il corpo. Anni dopo scriverà alla beata Agnese di Boemia parole di prudenza: poiché «i nostri corpi non sono di bronzo», il Signore vuole «un sacrificio condito con il sale della prudenza».
Il suo tesoro fu la povertà. Quando il papa Gregorio IX volle assegnare alle sue monache una rendita fissa, Chiara rispose: «Ho bisogno di essere assolta dai miei peccati, ma non voglio essere dispensata dal seguire Gesù Cristo». Ottenne così, nel 1228, il celebre Privilegium paupertatis, il privilegio di non possedere nulla. La sua Regola, che sanciva la povertà assoluta, fu approvata da Innocenzo IV per San Damiano appena due giorni prima della sua morte.
Ardente fu la sua devozione all'Eucaristia. Nel 1244, quando i Saraceni al soldo dell'imperatore Federico II assalirono San Damiano, Chiara inferma si fece portare alle mura con il Santissimo Sacramento in un ostensorio e, prostrata, supplicò: «Ti piace, o Signore, consegnare nelle mani di questi infedeli i figli indifesi che io ho nutrito del tuo amore?». Una voce come di fanciullo le rispose: «Io li avrò sempre in mia custodia». Gli assalitori fuggirono. Poco dopo, ottenne per la stessa preghiera la liberazione di Assisi assediata.
Malata per gli ultimi ventisette anni di vita, non cessò di cucire corporali e lini per gli altari delle chiese di Assisi. Morì l'11 agosto 1253, salutando la propria anima con parole serene sul viaggio verso Dio. Fu canonizzata già nel 1255 da papa Alessandro IV. Per il miracolo con cui, inferma, vide e udì da lontano la Messa proiettata sulla parete della sua cella, il papa Pio XII la proclamò nel 1958 celeste patrona della televisione.
Vale la pena non confondere questa santa con santa Chiara da Montefalco, monaca agostiniana morta nel 1308 e canonizzata nel 1881, nel cui cuore si rinvennero i segni della Passione: è un'altra santa, con una propria devozione.
Domande frequenti
Quando si recita la novena a santa Chiara?
Nei nove giorni che precedono la sua festa: dal 3 all'11 agosto se si segue il calendario del 1962 (festa il 12 agosto), oppure dal 2 al 10 agosto secondo l'uso comune italiano (festa l'11 agosto). Può però recitarsi in qualunque periodo dell'anno per una necessità.
Da che giorno inizia la novena?
Si conta a ritroso dalla festa: nove giorni prima. Nell'uso più diffuso si comincia il 2 agosto; chi segue i libri del 1962 comincia il 3 agosto. L'importante è recitarla per nove giorni consecutivi.
Che cosa si prega il secondo giorno?
Come ogni giorno si recita la preghiera quotidiana (le tre invocazioni «O serafica santa Chiara…»). La meditazione del secondo giorno proposta qui è dedicata al distacco: il ricordo della fuga di Chiara dalla casa paterna la Domenica delle Palme, con la grazia di staccare il cuore da ciò che ci allontana da Dio.
Per quali grazie si invoca santa Chiara?
Per la fedeltà alla propria vocazione, per la pace e la protezione della famiglia, per la forza nella prova e nella malattia, per il distacco dai beni terreni e per una santa morte. È invocata anche come patrona di chi ha malattie agli occhi — il suo nome, Chiara, richiama la luce — e come patrona della televisione.
C'è una versione breve della novena?
Sì. Basta recitare ogni giorno la prima invocazione «O serafica santa Chiara, prima discepola del Poverello d'Assisi…» con un solo Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre, aggiungendo l'intenzione del giorno. Ciò che rende valida la novena è la costanza dei nove giorni.
Si può fare la novena a san Francesco e santa Chiara insieme?
Sì, ed è devozione antica, perché i due santi condivisero un solo ideale evangelico. Si recita questa novena unendovi ogni giorno una preghiera a san Francesco. Puoi trovare anche la novena a san Francesco d'Assisi.
Santa Chiara d'Assisi e santa Chiara da Montefalco sono la stessa santa?
No. Santa Chiara d'Assisi (1193-1253), fondatrice delle Clarisse, si festeggia in agosto. Santa Chiara da Montefalco (morta nel 1308), monaca agostiniana, si festeggia il 17 agosto: è un'altra santa, con una devozione distinta.
Come si conclude la novena?
Il nono giorno, e ancor più il giorno della festa, è bene coronare la novena con la partecipazione alla santa Messa e, se possibile, con la santa Comunione, rendendo grazie a Dio per l'intercessione della sua serva Chiara.
Porta con te la novena a santa Chiara e le preghiere della tradizione cattolica, sempre a portata di mano, anche senza connessione, con l'app Iter Fidei. Scaricala qui.
Fonti. Butler, Vite dei Santi (11 agosto, Santa Chiara vergine); preghiere tradizionali approvate della novena a santa Chiara; Sacra Bibbia (versione di mons. Antonio Martini).