Novene
Novena a San Gennaro
Il testo completo della novena tradizionale a San Gennaro, vescovo e martire, principale patrono di Napoli: la preghiera dei nove giorni con le cinque invocazioni, le versioni per una grazia e per una causa impossibile, la vita del santo e le domande più frequenti.

La novena a San Gennaro si recita dal 10 al 18 settembre, nei nove giorni che preparano alla sua festa del 19 settembre, per invocare la protezione del glorioso vescovo e martire, principale patrono di Napoli e della Campania. È la preghiera dei napoletani e di quanti, in tutto il mondo, si affidano a colui che tante volte ha custodito la sua città dai terremoti, dalle eruzioni del Vesuvio e dalle sciagure. La recitiamo per ottenere una grazia, per la fedeltà nella fede, per la nostra casa e la nostra famiglia, ponendoci sotto il patrocinio di un martire che confessò Cristo fino al sangue.
Il testo della novena a San Gennaro
La novena tradizionale a San Gennaro è brevissima e antica: si compone di cinque invocazioni, ciascuna delle quali contempla una virtù o un episodio della vita del santo e ne trae una domanda per noi. Queste cinque invocazioni si recitano ogni giorno, dal 10 al 18 settembre, ciascuna seguita dal Padre Nostro, dall'Ave Maria e dal Gloria al Padre. Chi lo desidera aggiunge l'orazione conclusiva. Prima di cominciare, ci raccogliamo con il segno della croce.
Preghiera per ogni giorno
Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen.
I. Gloriosissimo nostro Protettore San Gennaro, ammiriamo il fervente vostro zelo, e la cura pastorale che esercitaste con tanta premura pei vantaggi spirituali del vostro gregge. Umilmente vi preghiamo, che vogliate ora dal Cielo provvedere ai bisogni di questa nostra Città, come delle nostre case e famiglie.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
II. Gloriosissimo nostro Protettore San Gennaro, ammiriamo la vostra generosa costanza con la quale confessaste avanti il tiranno Timoteo la santa Fede di Gesù Cristo. Umilmente vi preghiamo d'intercederci costanza e fedeltà per confessare ed osservare la santa legge di Dio.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
III. Gloriosissimo nostro Protettore San Gennaro, ammiriamo la vostra confidenza in Dio segnandovi col segno della santa Croce, ed entrando in quella accesa fornace, donde ne usciste illeso. Umilmente vi preghiamo che, come Voi per divino aiuto foste liberato da quelle voraci fiamme, così noi siamo liberi da quelle dell'inferno mediante la vostra intercessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
IV. Gloriosissimo nostro Protettore San Gennaro, ammiriamo la vostra eroica sofferenza in sopportare tanti crudeli tormenti. Umilmente vi preghiamo ad ottenerci da Dio sofferenza per tollerare con merito i travagli di questa misera vita.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
V. Gloriosissimo nostro Protettore San Gennaro, ammiriamo la sublime gloria a cui vi ha innalzato Iddio per i vostri eccelsi meriti. Umilmente vi preghiamo d'intercederci da Lui che, vivendo una santa vita ed imitando le vostre eroiche virtù, possiamo far parte della vostra gloria in Cielo.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Preghiera conclusiva
O Glorioso San Gennaro, che sempre ardente del desiderio di accrescere la gloria di Dio e della Sua sposa Chiesa, instancabilmente attendeste alla santificazione dell'anima vostra ed alla edificazione dell'altrui coll'esercizio continuo dell'orazione, della penitenza e di tutte le cristiane virtù; quindi, divenuto nella Chiesa un vero modello di santità, diveniste finalmente nel cielo protettore di tutti quelli che a voi ricorrono fiducialmente, gettate benigno uno sguardo sopra di noi che invochiamo la potenza del vostro patrocinio. Accrescete in noi quella soda pietà che forma il vero carattere dei figlioli di Dio. Fate che, a vostra imitazione, noi viviamo come servi fedeli aspettando coi lombi precinti e colle mani munite di fiaccole ardenti, cioè con una vita penitente ed edificante, l'arrivo dell'eterno Padrone, affinché trovandoci sempre disposti alla partenza da questo esilio, meritiamo di essere con Voi introdotti in quei tabernacoli eterni ove solo ci sarà dato di vedere ciò che adesso crediamo, di ottenere ciò che adesso speriamo, di godere ciò che adesso amiamo. Amen.
V. Prega per noi, o glorioso San Gennaro.
R. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
Le varianti della novena
Molti cercano la novena a San Gennaro secondo un'intenzione particolare. Il testo tradizionale resta sempre lo stesso: cambia solo la disposizione del cuore e l'intenzione che affidiamo al santo prima di cominciare. Ecco le richieste più frequenti.
Novena a San Gennaro per una grazia
Per chiedere una grazia si recitano le cinque invocazioni e l'orazione conclusiva ogni giorno, formulando all'inizio, con semplicità, la propria intenzione: «San Gennaro, in questa novena vi affido questa grazia...». Al bisogno urgente si accompagna sempre la disposizione a ricevere ciò che Dio giudica migliore per l'anima nostra. Chi porta un peso pressante può unire a questa novena la preghiera per una grazia urgente.
Novena a San Gennaro per una causa impossibile
San Gennaro è invocato con fiducia anche nelle cause difficili o disperate, lui che uscì illeso dalla fornace e che le fiere dell'anfiteatro non vollero toccare. Alle sue invocazioni si può aggiungere la supplica: «San Gennaro, che siete stato salvato da Dio quando ogni via umana era chiusa, ottenetemi la grazia che ora imploro». Chi cerca un intercessore specifico per le cause impossibili può anche rivolgersi alla novena a San Giuda Taddeo.
La doppia novena del glorioso San Gennaro
A Napoli è antica la consuetudine della doppia novena: oltre a quella di settembre (10-18) che prepara alla festa del 19, se ne recita una seconda in primavera, nei nove giorni che precedono la festa della traslazione delle reliquie (il sabato prima della prima domenica di maggio), quando pure si attende il prodigio della liquefazione del sangue. È lo stesso identico testo, offerto due volte l'anno, a riprova di quanto la devozione a San Gennaro sia radicata nel cuore del suo popolo.
Versione breve
Chi ha poco tempo può recitare fedelmente le cinque invocazioni con il solo Gloria al Padre dopo ciascuna, aggiungendo l'orazione conclusiva. È la forma essenziale, e conserva intatto tutto il valore della novena: ciò che conta è la costanza dei nove giorni.
Testo in PDF e da stampare
Il testo qui sopra è completo e da stampare: si può copiare per intero e recitare in famiglia. Nell'app Iter Fidei la novena è disponibile per la lettura offline giorno per giorno, così da portarla sempre con sé senza bisogno di fogli. Per capire meglio la struttura di questa preghiera, si veda anche che cos'è una novena.
Come si recita questa novena
La novena a San Gennaro si compie nei nove giorni che vanno dal 10 al 18 settembre, per giungere preparati alla festa del 19 settembre. Ogni giorno, in un momento di raccoglimento, si recitano nell'ordine le cinque invocazioni con il Padre Nostro, l'Ave Maria e il Gloria al Padre, e infine l'orazione conclusiva.
Per aiutare la meditazione, si può accompagnare ciascun giorno a un tratto della vita del santo:
- Primo giorno — lo zelo pastorale di Gennaro, vescovo di Benevento, e la cura del suo gregge.
- Secondo giorno — il coraggio con cui visitò i cristiani prigionieri, senza temere il pericolo.
- Terzo giorno — l'arresto e la confessione della fede davanti al giudice.
- Quarto giorno — i tormenti sopportati con fortezza per amore di Cristo.
- Quinto giorno — la fornace ardente, dalla quale uscì illeso.
- Sesto giorno — le fiere dell'anfiteatro di Pozzuoli, che non vollero toccarlo.
- Settimo giorno — il martirio della decapitazione, presso la Solfatara.
- Ottavo giorno — la sua gloria in Cielo e il patrocinio su Napoli.
- Nono giorno — il prodigio del sangue, segno perenne della sua intercessione.
Chi desidera fare della novena una vera preparazione dell'anima può accostarsi in questi giorni alla confessione e, il giorno della festa, alla santa Messa e alla Comunione. La novena, del resto, è la forma più antica e cara di preghiera perseverante: come gli Apostoli e la Madonna nel cenacolo, attendiamo nove giorni la grazia dello Spirito.
Chi era San Gennaro. La storia della devozione
San Gennaro (in latino Januarius) fu vescovo di Benevento ai tempi della grande persecuzione di Diocleziano, agli inizi del IV secolo (la tradizione fissa il suo martirio intorno all'anno 305). Venuto a sapere che alcuni cristiani — il diacono Sosso di Miseno, il diacono Procolo di Pozzuoli e i laici Eutiche e Acuzio — erano stati imprigionati a Pozzuoli per aver confessato la fede, Gennaro volle recarsi a visitarli per confortarli e incoraggiarli. Sosso, per la sua sapienza e santità, gli era legato da amicizia. Ma la visita non sfuggì ai carcerieri: il governatore della Campania fece arrestare il vescovo e lo fece condurre davanti a sé a Nola, insieme al suo diacono Festo e al lettore Desiderio.
Caricati di catene, i tre furono costretti a camminare davanti al carro del governatore fino a Pozzuoli, dove furono gettati nella stessa prigione degli altri quattro martiri, già condannati a essere sbranati dalle fiere. Il giorno seguente tutti furono esposti alle belve nell'anfiteatro, ma nessun animale si lasciò aizzare a toccarli. Il popolo gridò alla magia, e i martiri furono condannati alla decapitazione. La sentenza fu eseguita presso Pozzuoli, e i loro corpi sepolti nei dintorni.
Le reliquie di San Gennaro furono in seguito portate a Napoli dalla piccola chiesa presso la Solfatara; durante le guerre normanne furono trasferite prima a Benevento e poi all'abbazia di Montevergine, finché nel 1497 tornarono a Napoli, dove il santo è da secoli onorato come principale patrono. Che un vescovo di nome Gennaro sia stato realmente martirizzato presso Napoli e venerato fin da epoca antichissima è fuori discussione: già poco dopo il 431 il sacerdote Uranio lo ricorda come santo in Cielo, e una raffigurazione del V secolo, nelle catacombe napoletane che portano il suo nome, lo mostra con l'aureola.
Su tutto risplende poi quel «miracolo permanente», come lo chiamò il cardinale Baronio: la liquefazione del sangue. In una piccola ampolla, custodita nel tesoro del Duomo di Napoli, si conserva una massa scura e solida che, più volte l'anno — attorno alla festa del 19 settembre, a quella della traslazione delle reliquie in maggio, e nell'anniversario del 16 dicembre, quando nel 1631 fu scongiurata un'eruzione del Vesuvio — si scioglie e ridiventa sangue rosso e vivo alla presenza del popolo in preghiera, quando il sacerdote annuncia: «Il miracolo è avvenuto», e si canta il Te Deum. Poche cose sono state esaminate con tanto rigore e da uomini di così diverse convinzioni: nessuno che abbia indagato onestamente nega che il fatto avvenga, e finora nessuna spiegazione naturale ha reso conto del prodigio.
La Chiesa ci insegna la giusta misura in queste cose. I miracoli narrati nella Sacra Scrittura sono verità rivelate e oggetto di fede; gli altri, come questo, non si impongono con la stessa autorità, ma quando l'evidenza umana li pone al di sopra di ogni ragionevole dubbio, essi ci muovono a innalzare la mente a Dio in adorazione e a onorarlo nei suoi santi, ai quali con mezzi tanto mirabili Egli dà prova della gloria a cui li ha esaltati. Da secoli il prodigio del sangue è, per migliaia di napoletani, un segno tangibile della potenza di Dio.
Domande frequenti
Quando si recita la novena a San Gennaro?
Si recita nei nove giorni dal 10 al 18 settembre, per prepararsi alla festa di San Gennaro del 19 settembre. A Napoli è diffusa anche una seconda novena in primavera, prima della festa della traslazione delle reliquie (il sabato che precede la prima domenica di maggio).
Che cos'è la doppia novena del glorioso San Gennaro?
È l'antica consuetudine napoletana di recitare la novena due volte l'anno: in settembre, prima della festa del 19, e in maggio, prima della festa della traslazione delle reliquie. In entrambe le occasioni si attende il prodigio della liquefazione del sangue. Il testo è identico.
Per quali grazie si prega San Gennaro?
Lo si invoca come patrono di Napoli e della Campania per la protezione della città, delle case e delle famiglie, contro i terremoti e le calamità, per la fedeltà nella fede e per ogni grazia particolare che gli si affida con fiducia, comprese le cause difficili.
Che cos'è il miracolo del sangue di San Gennaro?
È la liquefazione del sangue del martire, conservato in un'ampolla nel Duomo di Napoli: una massa solida e scura che più volte l'anno, alla presenza del popolo in preghiera, si scioglie e ridiventa sangue vivo. È venerato come segno della sua continua intercessione sulla città.
Perché San Gennaro è patrono di Napoli?
Perché fu martirizzato nei pressi di Napoli e le sue reliquie vi furono traslate, ultimamente nel 1497. Da allora la città lo venera come principale patrono, e a lui attribuisce di essere stata più volte preservata dalle eruzioni del Vesuvio, in particolare in quella del 1631.
Si può recitare la novena anche in un altro periodo dell'anno?
Sì. La novena si compie idealmente nei nove giorni che precedono una delle sue feste, ma si può recitare in qualunque momento per chiedere una grazia o affidarsi al patrocinio del santo, sempre per nove giorni consecutivi.
Qual è la differenza tra la novena e la semplice preghiera a San Gennaro?
La preghiera si può rivolgere al santo in ogni momento; la novena è una preghiera perseverante ripetuta per nove giorni, sull'esempio degli Apostoli riuniti nel cenacolo con Maria in attesa dello Spirito Santo. Su questa forma di devozione si veda che cos'è una novena.
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Fonti. Butler's Lives of the Saints (vita di San Gennaro e compagni martiri, 19 settembre); Divota novena ad onore del glorioso S. Gennaro vescovo e martire, padrone principale della città e Regno di Napoli; Missale Romanum (1962), Proprio dei Santi, 19 settembre; Sacra Scrittura secondo la versione del Martini.